Vi è un termine che riassume
egregiamente il filo conduttore di tutti e diciassette
i Libri de La
Triade: cronologia.
Nei primi tre volumi scritti, non
un solo evento verificatosi prima di un altro è
stato descritto dopo questultimo. Tuttal
più è capitato, per forza di cose, che
nei momenti più concitati siano stati descritti
accadimenti contemporanei uno di seguito allaltro.
In linea di massima questa regola
verrà mantenuta durante lintera epopea.
Potrebbe sembrare riduttivo, limitante
dal punto di vista degli espedienti narrativi. In realtà
non è così. Un esempio esplicativo su
tutti. Ogni personaggio che si rispetti ha dei ricordi,
ad esempio; ciò è quanto basta per riallacciarsi
a fatti del passato. Nel mio caso la rievocazione avrà
un solo limite: non vedrà mai i tempi verbali
allindicativo presente.
Laspetto più importante
di questa scelta è semplice: limpatto globale
del testo è quello che esigo quando racconto
qualcosa, ossia diretto e ordinato, come se si stesse
vivendo una realtà giorno dopo giorno. Così
non confondo il lettore: egli avrà sempre ben
presente dove è arrivato con la lettura. Ciò
non significa, ovviamente, che la vicenda sia scontata:
il sentiero percorso è ben delineato, ma non
rettilineo.
Questa cronologia, se valida per i
singoli avvenimenti, lo è a maggior ragione per
la sequenza di Libri dal Primo al Diciassettesimo.
È un po come osservare un ragazzo, sapendo
che è stato un bambino la cui famiglia ha radici
antiche, e accompagnarlo fino alla vecchiaia.
Il resto? Ho fatto del mio meglio
affinché la vicenda narrata fosse originale,
se non in tutti gli aspetti principali - alcune tematiche
sono inequivocabilmente peculiarità del genere
fantasy - perlomeno nel modo in cui questi sono stati
affrontati.
Non so se ho avuto pienamente successo
con il Primo
Ciclo Minore, ma non ho dubbi che i suoi seguiti
renderanno onore a questa filosofia - passatemi il termine
-.