Ne La
Triadei personaggi non appartengono alle
razze che vengono associate quasi spontaneamente al
genere fantasy: niente Nani, niente Troll, niente Orchi
e, soprattutto, niente Elfi. Questi ultimi in particolare
sono quanto di più lontano dal mio modo di intendere
la vita. Forse è soltanto una mia idea, ma da
Tolkien in poi (da molto prima, in verità) sono
sempre apparsi come una razza superiore, contrapposta
specialmente a quella umana. Le volte in cui venivano
trattati male erano Elfi Scuri, cioè qualcosa
che comunque si discostava dalla bellezza fisica
e danimo dei veri Elfi.
Ne ho abbastanza di razze presunte
superiori grazie alla storia di questo nostro mondo.
A suo tempo feci il seguente ragionamento:
siamo così tanti e diversi nel genere umano,,
pur senza dividerci in Elfi, Nani, Orchi, ecc... perché
non sottolineare le differenze in modo diverso?
I personaggi de La
Triadesono perciò semplicemente
umani. Ciò non significa che non esistano razze
diverse. Con limmaginazione, provate a mettere
in fila un eschimese, un africano, un orientale e un
italiano: cosa vedete? Ecco.
E questa non è che la buccia
del frutto, la polpa è ben altro: origini diverse,
culture diverse, credo diversi, ecc... senza tenere
conto di tutte le piccole differenze che caratterizzano
ogni individuo.
La risposta? È sorprendente,
per certi versi: chi ha letto il Primo
Ciclo Minorenon ha mai protestato né
sollevato una sola volta la questione delle razze. Strano,
soprattutto da parte di quelli che erano lettori di
fantasy, ossia abituati a fronteggiare di tutto e di
più anziché questa apparente omogeneità.
Oh, certo, esistono esseri diversi
anche nel mio mondo. Tuttavia, come accadrebbe sulla
Terra, vengono considerati delle aberrazioni o perlopiù
frutto della magia o di altri stadi della vita.
Risultato? Ho dato vita a una popolazione
varia che non fa sentire la mancanza di Elfi, Nani,
Orchi, ecc... nemmeno a chi vi è abituato da
sempre. E nel contempo, cosa che desidero sottolineare,
ho creato un traslato del nostro mondo.
Chi non vuole rinunciare alle razze
di AD&D, tanto per citare la classica ambientazione
fantasy, può storcere il naso.
A volte, però, è meglio
avere una mente aperta al nuovo... anche quando questo
è in realtà il consueto osservato da unaltra
prospettiva.