Come già accennato nei documenti
precedenti,
La Triadeè unepopea che probabilmente
mi vedrà impegnato per buona parte della mia
vita, prima dessere terminata. Di cose da dire,
dunque, ne avrei a bizzeffe; nondimeno, da qui in avanti,
mi limiterò a sottolinearne i tratti fondamentali.
Se si vuol sapere più di così,
è necessario leggere i miei romanzi.
Il numero di libri da scrivere
è notevole: diciassette. Attualmente ho ultimato
soltanto i primi tre. Nel contempo, però,
ho steso degli appunti che mi porteranno allultima
riga dellultimo volume. Gli avvenimenti principali
sono già tutti previsti (ma non intoccabili).
Questo mi permetterà di stendere il testo dei
prossimi Libri seguendo un filo conduttore ben
preciso; una semplificazione, certo, tuttavia so che
in un lavoro così vasto le insidie sono ovunque.
A mio avviso, la pianificazione è
importante (cosa di cui parlo anche nella sottosezione
Un
nuovo mondo): ho sempre creduto che per scrivere
il prologo si debba avere in mente lepilogo. Lo
stesso vale, in grande scala, per una saga di diciassette
volumi. Inoltre, particolare a cui tengo moltissimo,
ho voluto evitare un espediente che troppo spesso gli
scrittori di fantasy usano e che da sempre mi irrita:
riprendere vecchie vicende di successo e farvi leva
per realizzare le nuove, spesso con pretesti e costruzioni
narrative che hanno del ridicolo e insultano lintelligenza
dei lettori.
Ho evitato tutto questo, perché
quando ho scritto il prologo del Libro Primo conoscevo
già molto bene lepilogo del Libro Diciassettesimo.
Uno dei lavori più gravosi,
ma anche più gratificanti, è stato quello
di seminare inequivocabili allusioni al futuro
allinterno della prima trilogia; nessuno potrà
mai tacciarmi dellespediente che qui sopra condanno.