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.:  La visione della saga

.:  Il fine de La Triade
.:  Il Primo Ciclo Minore
.:  L'incertezza del futuro
.:  La Triade
.:  La struttura della saga
.:  Il mondo creato
.:  La trama
.:  I personaggi
.:  Conclusioni
 
 

 

La Triade

   Come già accennato nei documenti precedenti, La Triade è un’epopea che probabilmente mi vedrà impegnato per buona parte della mia vita, prima d’essere terminata. Di cose da dire, dunque, ne avrei a bizzeffe; nondimeno, da qui in avanti, mi limiterò a sottolinearne i tratti fondamentali.
   Se si vuol sapere più di così, è necessario leggere i miei romanzi.

   Il numero di libri da scrivere è notevole: diciassette. Attualmente ho ultimato “soltanto” i primi tre. Nel contempo, però, ho steso degli appunti che mi porteranno all’ultima riga dell’ultimo volume. Gli avvenimenti principali sono già tutti previsti (ma non intoccabili). Questo mi permetterà di stendere il testo dei prossimi Libri seguendo un filo conduttore ben preciso; una semplificazione, certo, tuttavia so che in un lavoro così vasto le insidie sono ovunque.
   A mio avviso, la pianificazione è importante (cosa di cui parlo anche nella sottosezione Un nuovo mondo): ho sempre creduto che per scrivere il prologo si debba avere in mente l’epilogo. Lo stesso vale, in grande scala, per una saga di diciassette volumi. Inoltre, particolare a cui tengo moltissimo, ho voluto evitare un espediente che troppo spesso gli scrittori di fantasy usano e che da sempre mi irrita: riprendere vecchie vicende di successo e farvi leva per realizzare le nuove, spesso con pretesti e costruzioni narrative che hanno del ridicolo e insultano l’intelligenza dei lettori.
   Ho evitato tutto questo, perché quando ho scritto il prologo del Libro Primo conoscevo già molto bene l’epilogo del Libro Diciassettesimo.
   Uno dei lavori più gravosi, ma anche più gratificanti, è stato quello di seminare inequivocabili “allusioni al futuro” all’interno della prima trilogia; nessuno potrà mai tacciarmi dell’espediente che qui sopra condanno.

               
 
           
           
 
 



© by Andrea D'Angelo

 

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