Scrivere fantasy è uno sforzo
creativo notevole, troppo spesso sottovalutato a causa
di chi ha affrontato il genere con eccessiva leggerezza
(e scarsi risultati). Fantasy non significa fantasticare
senza regole e mettere il tutto su carta, fantasy significa
dar vita alla propria fantasia rendendola coerente quanto
una realtà.
Questo è il punto cruciale
della questione.
Creare un mondo coerente a sé
stesso, in cui non un solo particolare risulti fuori
luogo o impossibile stando alle leggi prestabilite,
è unimpresa tuttaltro che semplice:
richiede unabnegazione assoluta. Per far capire
cosa intendo, vi presento un elenco che ho stilato nellideare
lambientazione de La
Triade: la geografia (catene montuose, colline,
pianure, foreste, risorse idriche, particolarità
naturali, ecc...), la politica (stati, città,
strade, governi, commerci, ecc...), la popolazione (razze,
culture e tradizioni, ecc...) e infine, meglio a priori
o nel contempo, la storia (che influisce e sulla geografia
e sulla popolazione e sulla politica - qui la questione
si fa complessa, poiché vi sono due tipologie
di storia: quella remota e nebulosa, che si attribuisce
al mondo intero, e quella prossima, che invece genera
un numero infinito di legami e conseguenze sul presente
in cui la vicenda si svolge). A questi aspetti ne ho
accuratamente aggiunti altri: il clima (nel mio caso
ho tenuto conto del pianeta intero per farlo - e si
sta parlando di stagioni, perturbazioni, venti, tipi
di meteore atmosferiche, ecc... -), la magia (che implica
molte cose: le sue regole, chi può usarla e chi
no, il rapporto che la gente ha con essa, ecc...), la
religiosità (i credo, un eventuale pantheon,
il modo in cui il dio/gli dei interagiscono con i mortali,
ecc...) e alcuni minori che ho ritenuto fondamentali
(un calendario, una lingua antica proveniente dal passato
remoto, con tanto di grammatica, e una demonogonia).
E nonostante un tale lavoro, certosino,
a volte ci si accorge tardi di una sfumatura importante
che va assolutamente cambiata... e mettere a posto simili
errori di fronte, ad esempio, a una trilogia voluminosa
quanto Il Signore degli Anelli significa passare
al setaccio una quantità di testo notevole.
Questo lavoro, potenzialmente senza
fine, viene svolto per amore di realismo.
Per tramutare la fantasia in realtà.