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.:  La visione della saga

.:  Il fine de La Triade
.:  Il Primo Ciclo Minore
.:  L'incertezza del futuro
.:  La Triade
.:  La struttura della saga
.:  Il mondo creato
.:  La trama
.:  I personaggi
.:  Conclusioni
 
 

 

Il fine de La Triade

   Quando cominciai a muovere i primi passi nel mondo della narrativa, incerti e claudicanti, non mi resi conto di quanto lunga e affascinante sarebbe stata la via. Tralasciando le scandalose lacune linguistiche, ero infantile nella creazione di nomi luoghi e personaggi, banale nella stesura della trama, grezzo negli espedienti narrativi... eppure non posso ignorare che anche passando attraverso quegli sbagli ho poi visitato mondi che fino ad allora mi erano sconosciuti.
   In questa sottosezione, dedicata ai romanzi della mia saga, La Triade, vorrei sottolineare i tratti fondamentali della scrittura, così come la intendo personalmente.
   Il fine più alto, tacito, è sempre stato quello di donare sensazioni al lettore, di suscitare in lui sentimenti forti, i cui strascichi facciano poi parte dei suoi ricordi. Tempo fa un amico mi confessò che in un passaggio del Libro Terzo ha pianto. Lì per lì sorvolai, scherzando, probabilmente per imbarazzo. Poi, tornato a casa, mi sedetti in silenzio, di fronte alla finestra della mia stanza, guardando dall’oscurità verso le ombre notturne. E mi commossi.
   Vi è poi un secondo fine, piuttosto ambizioso. Stimolare il lettore a scorgere il messaggio profondo, cui solitamente i miei scritti tendono implicitamente. Non sto parlando di insegnare qualcosa a qualcuno, per mezzo di lunghi aneddoti in chiave fantastica: se pretendessi una cosa simile, sarei presuntuoso. Parlo di ispirare riflessioni, di comunicare alla mente di chi legge e di suscitare pensieri che facciano leva sulla storia narrata per giungere alla vita reale.
   Ultimo, ma non meno importante, vi è il fine di intrattenere... anzitutto me stesso. Quello che sono oggi come scrittore, lo devo principalmente ai libri che ho amato, che mi hanno stimolato e avvinto. Scrivere narrativa significa, per l’appunto, narrare. Delle cose cui aspiro, questa è quella cui ho dedicato anima e corpo, affinché il lettore anzitutto si divertisse. Non sarebbe potuto essere altrimenti.

               
 
           
           
 
 



© by Andrea D'Angelo

 

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