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Antico Lunario


   I.
Djikhaâs - La Reincarnazione (o il Principio) - Terzo mese d’inverno - È il mese che rappresenta il principio del nuovo Ciclo della Vita. La pianta ancora non è sveglia del tutto, ma nuova forza c’è nella linfa.
   II. Gâdorkhaâs - L’Ostacolo Finale - Quarto mese d’inverno - Rappresenta l’ultimo ostacolo prima della consapevolezza di essere nuovamente vivi, l’ultimo assalto del Male. La pianta che non sopravvive all’inverno non potrà compiere il nuovo ciclo.
   III. Arakhaâs - La Consacrazione - Primo mese di primavera - Superato l’ostacolo, si possono attuare i riti di consacrazione della Natura, colei che ha promesso e dato nuova linfa agli esseri viventi con l’inizio della primavera. La pianta si sveglia e rinasce.

Lasso di Luce - Nove Testimoni del Profano

   IV. Satûakhaâs - La Divinazione - Secondo mese di primavera - È il mese dedicato alla comprensione e alla conseguente divinazione della Natura, un ringraziamento a colei che permette all’Essere di vivere. E nel ringraziamento la pianta s'irrobustisce e cresce.
   V. Nhadehkhaâs - L’Oscurità - Terzo mese di primavera - È il mese che sprona le Genti a stare all’erta, il Dubbio è sempre in agguato e non basta consacrare e divinizzare. Nel contempo, il terzo mese di primavera rappresenta anche la spensieratezza e quindi l’incoscienza del pericolo: ecco perché è oscuro. Temporali e trombe d'aria insidiano la pianta.

Lasso di Fuoco - Un Testimone del Profano

   VI. Ethakhaâs - La Chiarificazione - Primo mese d’estate - È il mese in cui si rivela il Dubbio e lo si combatte facendo luce sulla verità e sul pericolo corso e scampato. Le piogge estive curano le ferite del maltempo e la pianta si rinforza.
   VII. Etsolkhaâs - Il Guardiano - Secondo mese d’estate - Un guardiano aspetta e controlla chiunque passi: gli incerti non debbono oltrepassare il suo cancello in preda alla debolezza. Chi sopravvive con difficoltà all’estate, non resisterebbe al duro inverno. Se la pianta morirà in inverno, allora è meglio sfruttare ciò che può ancora dare, evitando di sprecare il suo potenziale.
   VIII. Eêrkhaâs - La traversata (o il Passaggio) - Terzo mese d’estate - Chi ha passato il controllo del Guardiano si trova su un sentiero che va restringendosi all’orizzonte, il passaggio che porta in luoghi sconosciuti, ma predetti: il sentiero porta all’acqua purificatrice e alla pulizia delle impurità. La pianta si rinsalda e vive quieta la calma della fine estate.
   IX. Oubjkhaâs - Il Fiume - Primo mese d’autunno - Infine e finalmente si giunge al Fiume, colui che laverà le impurità e preparerà al calare delle energie vitali. Insomma, il Fiume è un testimone e un appoggio per raggiungere la purificazione dell’Essere. La pianta entra in uno stato di torpore, bagnata da correnti che intorpidiscono.

Lasso di Acqua - Quattro Testimoni del Profano

   X. Jorahkhaâs - L’Ignoranza - Secondo mese d’autunno - Ma l’attraversare il Fiume costa fatica e il Dubbio torna nelle menti dei deboli, che farneticano ignorando la Verità, ancora offuscata dalle menti terrene. La pianta ignora il destino che l'attende e allenta le difese.
   XI. Uhdakhaâs - Il Tradimento - Terzo mese d’autunno - E l’ignoranza, come sempre la storia insegna, porta all’inconsapevole tradimento, in questo caso della Natura e del proprio Essere. L’ignoranza porta al fallimento, all’errore... al Male. La pianta si assopisce.
   XII. Câljakhaâs - Il Sonno - Primo mese d’inverno - E il tradimento porta ad un sonno profondo, da cui non vi è ritorno alcuno se il proprio Essere era impuro prima del tradimento stesso. È un sonno di meditazione, un segno dell’umana debolezza di fronte alla vita stessa, di fronte a quella Natura inimitabile e pressoché incomprensibile, di fronte a quell’unica Madre che tutti ha creato. La piante dorme sonni profondi, pericolosi.
   XIII. Oknukhaâs - La Morte - Secondo mese d’inverno - E chi è stato debole, troppo debole, giunge alla morte dello spirito e quindi dell’Essere. Il Tradimento ha portato a un sonno eterno. La pianta, a volte, non sopravvive all’inverno.

Lasso di Tenebra - Tre Testimoni del Profano

 

Festività

   I Testimoni del Profano erano coloro i quali assistevano e osservavano le Genti, simbolo del profano come contrapposizione al sacro della divina Natura. Sono, secondo la tradizione, i giorni di festa dell'Antico Lunario.

   Lasso di Luce - È costituito da nove giorni, nove Testimoni del Profano, posti tra Arakhaâs e Satûakhaâs, ovvero il terzo ed il quarto mese, tra la Consacrazione e la Divinazione.
   È il periodo di festa più lungo di tutti ed è solitamente celebrato con feste nei prati fioriti, banchetti d’ogni tipo... è una festa genuina, vissuta da tutti sotto il simbolo della spensieratezza e della gioia.
   Gli Antichi usavano questo periodo per meditare; nove giorni di meditazione profonda con un solo pasto al giorno, di mattina, costituito da sola frutta e verdura. Le Genti, dunque, hanno travisato completamente la festività.
   Lasso di Fuoco - È costituito da un unico Testimone del Profano, un unico giorno di festa che è posto tra Nhadehkhaâs ed Ethakhaâs, ovvero tra il quinto ed il sesto mese, tra l’Oscurità e la Chiarificazione.
   È una festa che generalmente si trascorre nell’ozio più assoluto: un unico giorno dà il tempo solo per riposarsi e non per festeggiare.
   Anche in questo caso gli Antichi l’avevano inteso in modo diametralmente opposto: bisognava festeggiare, il più possibile, dall’alba a notte fonda. Poiché i festeggiamenti avevano il significato di scacciare l’apatia che il Male impone alle Genti, allontanare la tristezza con la gioia, stando insieme per non venir isolati.
   Lasso di Acqua - È costituito da quattro Testimoni del Profano, quattro giorni di festa che sono posti tra Oubjkhaâs e Jorahkhaâs, ovvero tra il nono ed il decimo mese, tra il Fiume e l’Ignoranza.
   Quattro giorni sono più che sufficienti per festeggiare, ma le feste sono intime, tra parenti, in famiglia, poiché l’autunno non permette di gioire tra i campi.
   È la festa più vera che le Genti festeggiano; è rimasta molto simile a quella degli Antichi. La famiglia, l’unione delle persone care per gli Antichi era motivo di riflessione e comunione, preparava all’inverno.
   Lasso di Tenebra - È costituito da tre giorni, gli ultimi tre giorni dell’anno, tre Testimoni del Profano, che sono posti tra Oknukhaâs e Djikhaâs, ovvero tra il tredicesimo ed il primo mese dell’anno successivo, tra la Morte e la Reincarnazione od il Principio.
   Le Genti passano la festa in casa, chiusi vicini al loro caminetto, magari con amici e parenti, ma comunque in casa a osservare la neve che cade o le intemperie che flagellano le terre.
   Gli Antichi dedicavano questi tre giorni a riti sacri propiziatori, affinché il Male venisse indebolito, permettendo al Principio di superare l’Ultimo Ostacolo, affinché la Reincarnazione fosse vigorosa e repentina. Riti volti alla cacciata delle Tenebre dalle terre dei Nove Mondi.

               
 
           
           
 
 



© by Andrea D'Angelo

 

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