La Fortezza si stagliò, scura
come la notte, contro le tenui sfumature dell’alba.
Poco prima era stata una forma distorta dall’oscurità,
visibile a tratti, quando la magia che le donava la
vita le scorreva addosso, violacea. Le sue mura si conficcavano
nel terreno come enormi lame di roccia levigata cadute
dal cielo. Era una visione ultraterrena, trasportata
nel Mondo Interno da mani aliene, forse radicata nel
suolo stesso degli inferi. Chiunque, valoroso stratega
o abile ladro, avrebbe rinunciato in partenza a farsi
breccia in quelle mura. Inviolabile, da sempre e per
sempre...