Il mio nome è Shoânhadêy.
Shoânhadêy è
un nome antico, il cui significato è difeso a costo
della vita da custodi sempiterni in luoghi inviolabili.
Sono stato definito in molti modi: voce
fuori campo, narratore onnisciente, burattinaio. Invero,
nessuno di questi termini mi rende giustizia: o sono troppo...
o troppo poco.
È vero, mi piace raccontare storie.
È vero, a volte vi parlo da lontano, lontano da ciò
che state osservando. È vero, a volte sembro sapere
tutto e vedere tutto delle storie che racconto. Impersono
Dio, o un dio, nelle mie storie, un burattinaio che muove
i fili dei personaggi e che mai compare, ma che è
onnipresente, onnisciente. Tuttavia, ancora no, non è
così semplice definirmi.
Chi sono, dunque? La mia risposta
è netta: io sono lombra. Ne ho la consistenza
effimera, la presenza discreta, la capacità di essere
ovunque; percettibile alla luce del sole, in cui mi muovo
molteplice da confondere, invisibile nella tenebra, in cui
mi addenso e divengo il mondo stesso.
Ma ho dei limiti: il mio tempo è
il presente. Ciò che so del passato e del futuro
lo apprendo strada facendo, dai pensieri di chi si muove
nella Terra Uhdaetsolaêy, il mondo de La
Triade.
Il mio nome è Shoânhadêy
e nel mondo della Triade sono lombra.
Vi narrerò le storie di questo mondo,
qui allinterno del Dominio di Negróre, a cui
sottostò mio malgrado, in questo spazio dimensionale
che mi è concesso. Sarò per voi narratore, storico,
sociologo, geografo, religioso e... e pure... e ancora...
e... ...
Rimirate lalbero, qualsiasi albero,
poiché è il simbolo di ciò che qui alberga
e ciò che qui viene considerato sacro, di una sacralità
irreligiosa, universale. Rimirate il simbolo della vita ed
addentratevi nella Terra Uhdaetsolaêy.
Shoânhadêy, ombra nello
Scettro della Verità
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