Vi sono precisi motivi per cui Ratan
agisce come agisce.
C'è un presupposto in questa
critica che non corrisponde nemmeno alla realtà
del nostro mondo: si crede un ambasciatore sia persona
diplomatica nel senso più banale del termine,
capace di fare buon viso a cattivo gioco.
Conosco una persona che ha lavorato
per anni come diplomatica a Parigi. Ho discusso un paio
di volte con lei degli ambasciatori che ha frequentato,
proprio in seguito alle critiche rivoltemi. Cercavo
conferme alle mie teorie e le ho trovate: quando lavorano,
molti ambasciatori sono tutt'altro che diplomatici e
tutt'altro che morbidi.
Certo è che un diplomatico
dovrebbe perlomeno essere in grado di tenere se stesso
fuori dai guai... cosa che Ratan durante la storia non
riesce a fare. Per cui, ora vengo ai motivi principali
che anni fa mi hanno fatto decidere per questo suo atteggiamento
estremo, che durante le numerose revisioni è
rimasto tale di proposito. 1. Ratan non sta viaggiando
con i suoi amici in veste di Ambasciatore di Meekkârja.
Questo è fondamentale. 2. Ratan sta rischiando
la vita - e vede anche i suoi amici, che ama, rischiare
la loro - a causa della Magia, che è il “concetto”
che più rifiuta. Ratan non crede alla Magia*.
Personalmente, diventerei nevrotico
quanto lui in una situazione del genere.
Come reagireste voi se i vostri amici
vi dicessero: “Andiamo in Afghanistan e inoltriamoci
nelle gallerie dei Talebani perché lì
si trova un drago e noi dobbiamo trovarlo!”. Ancora
una volta, personalmente reagirei malissimo, forse peggio
di Ratan.
Ratan è un diplomatico ed è
molto abile; questo, però, quando viaggia in
veste di diplomatico. Non è la personificazione
della calma, nemmeno quando lavora - cosa verosimile
-, ma è anche nella posizione per permetterselo
(rappresenta la città più potente e influente
dello Stato dei Meek; nel Mondo Interno, è seconda
alle sole Djûgrdoll e Nhôodt. A volte, una
simile posizione privilegiata, se non giustifica, quantomeno
rende inevitabile un atteggiamento arrogante).
Ciò nonostante, quando rischia
la vita per una cosa che ai suoi occhi è un'assurdità,
si irrita all’inversosimile (sarò più
schietto, suvvia: gli girano le palle). Ed è
il tipo di persona che dice chiaramente quello che pensa,
a costo di mancare di tatto e di opportunismo.
Esagera, è uno dei suoi grossi
difetti; adoro creare personaggi che sbagliano, se spesso
è meglio.
*Approfitto di questa risposta per
spiegare un aspetto importante del Mondo Interno.
Vi è un grosso errore nella
quarta di copertina de Le
sette gemme: si dice che i popoli del Mondo Interno
sono dominati dalla magia. Niente di più falso!
Per spiegare come viene vista la magia
nel mio mondo, uso sempre lo stesso paragone, poiché
calza alla perfezione.
Al Mondo Interno, la magia viene considerata
come noi terrestri consideriamo l'industria spaziale.
a) Esistono gli astronauti
(i maghi), ma pochissimi di noi sono astronauti. b) Chi non è
astronauta (mago), potrebbe diventarlo soltanto studiando
molto ed essendo predisposto fisicamente e psicologicamente
a reggere missioni spaziali (magie). c) L’astronauta
convive quotidianamente con scienza e tecnica evolutissime
e, come diceva Arthur Clarke, “qualsiasi tecnologia
sufficientemente avanzata può sembrare magia”.
Nel nostro mondo la maggior parte di noi ignora molte
delle cose che gli astronauti sanno, spesso giudicandole
fole; nel Mondo Interno c'è chi si rifiuta di
credere vere le magie, sempre per ignoranza.
·
Come
mai Ahr Delmar Lork, il cattivo, è così
umano?
A me non piace il Male talmente
cattivo da risultare stupido. A me “piace”
il Male che c'è anche nel nostro mondo, spesso
così ben camuffato che non lo si riconosce se
non quando è troppo tardi.
Nella mia mente, quando vedo il Mondo
Interno vedo un'infinita successione di sfumature grigie,
alcune molto scure, altre molto chiare.
Niente è nero, niente è
bianco.
·
Il
Grassatore somiglia al Mietitore di Terry Brooks,
c’è qualche legame?
Esistono due spunti, consapevoli,
all’interno della Trilogia
delle Sette Gemme dell’Equilibrio; uno di
questi riguarda il Grassatore.
Tali spunti sono rimasti nella versione
definitiva della trilogia, come tributo a due maestri
della fantasy mondiale, pur venendo decisamente stravolti
nel corso degli anni.
Il Grassatore è nato direttamente
dalla visione del Mietitore (che adoro!) de “Le
pietre magiche di Shannara” di Terry Brooks. Poi,
però, è stato distorto e deformato fino
a diventare qualcosa di molto diverso.
Tanto per cominciare, il Mietitore
era un demone, il Grassatore invece...
No.
Shoâ’nhadêy è
un nome antico, il cui significato non spiegherò.
È una figura limite, una sorta di mio alter-ego
che sta al confine tra due realtà, quella del
nostro mondo e quella del mondo della Triade.
05.07.2004
·
Credi che affezionarsi ai
personaggi sia pericoloso?
Lo è soltanto nel momento
in cui l’affetto oscura la ragione, parlando dal
punto di vista dell’autore.
Non mi faccio traviare dall’affetto,
purtroppo per i miei personaggi.
05.07.2004
·
Capita mai che un personaggio
concepito come secondario, diventi un protagonista,
costringendoti ad ampliare il suo ruolo?
Capita, ma non deve capitare.
Una trilogia è un’opera
molto lunga e complessa, tutto deve filare per il verso
giusto. Se mi affeziono a un personaggio secondario,
non cambierò mai e poi mai lo scopo cui era destinato.
Al limite, se ci sarà un seguito a quello scritto,
penserò a dargli una parte di rilievo in futuro.
I personaggi, comunque, sono magma
in movimento: non fanno mai esattamente ciò che
ci si aspetta da loro. L’importante è imparare
a controllarli, a incanalare le loro azioni nella direzione
giusta per la vicenda.
05.07.2004
·
George R. R. Martin viene
considerato un "bastardo", nel senso che stermina
i suoi protagonisti. Come la pensi?
Ritengo che George Martin scriva
esattamente come avrei sempre voluto che scrivessero
tutti: in modo realistico.
Quante decine di libri avete letto
in cui tutt’attorno ai protagonisti creature e
altri esseri umani crepano come mosche e loro se la
cavano sempre con qualche ferita? Sembra di stare di
fronte a un film in pieno stile hollywoodiano: mentre
lo guardi, sai già che tanto tutto finirà
per il meglio.
Noioso, prevedibile, inverosimile.
Questo è uno dei motivi per
cui a suo tempo difesi “La regina degli Elfi di
Shannara” di Terry Brooks. Una situazione del
genere poteva portare soltanto a una strage. Piuttosto,
se fossi stato in lui avrei ucciso la protagonista e
salvato qualcun altro. ;-)
No, i personaggi diventano amici,
nessuno escluso.
Il modo in cui io intendo i miei personaggi,
comunque, è bene riassunto da un’unica
parola: evoluzione.
Adoro raccontare storie lunghe, relativamente
ai personaggi; li faccio vivere finché la loro
vita non giunge a un epilogo soddisfacente (che non
è forzatamente la morte, s’intenda; con
epilogo intendo “uscita di scena”). E spesso
in una sola trilogia non si raggiunge un epilogo soddisfacente.
In altri casi, invece, pur essendo protagonisti, i personaggi
esauriscono la loro evoluzione piuttosto velocemente.
05.07.2004
·
Se avessi le capacitą per
diventare uno scrittore, non riuscirei mai a scrivere
un lungo ciclo con gli stessi personaggi.
Vero, innervosisce anche me, tanto
è scontato che salti su per ogni questione che
non l’aggrada. Caratterino delicato...
Quando alza le mani, però, è tutt’altro
che prevedibile.