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FAQ - Personaggi


» Ratan: possibile un ambasciatore sia così irascibile? Non dovrebbe essere più diplomatico?
» Come mai Ahr Delmar Lork, il cattivo, è così umano?
» Il Grassatore somiglia al Mietitore di Terry Brooks, c’è qualche legame?
» Shoā'nhadźy č un personaggio della saga?
» Credi che affezionarsi ai personaggi sia pericoloso?
» Capita mai che un personaggio concepito come secondario, diventi un protagonista, costringendoti ad ampliare il suo ruolo?
» George R. R. Martin viene considerato un "bastardo", nel senso che stermina i suoi protagonisti. Come la pensi?
» Ma i personaggi non ti sono venuti a noia?
» Se avessi le capacitą per diventare uno scrittore, non riuscirei mai a scrivere un lungo ciclo con gli stessi personaggi.
» Leda Throze č troppo prevedibile.
   


· Ratan: possibile un ambasciatore sia così irascibile? Non dovrebbe essere più diplomatico?

   Vi sono precisi motivi per cui Ratan agisce come agisce.
   C'è un presupposto in questa critica che non corrisponde nemmeno alla realtà del nostro mondo: si crede un ambasciatore sia persona diplomatica nel senso più banale del termine, capace di fare buon viso a cattivo gioco.
   Conosco una persona che ha lavorato per anni come diplomatica a Parigi. Ho discusso un paio di volte con lei degli ambasciatori che ha frequentato, proprio in seguito alle critiche rivoltemi. Cercavo conferme alle mie teorie e le ho trovate: quando lavorano, molti ambasciatori sono tutt'altro che diplomatici e tutt'altro che morbidi.
   Certo è che un diplomatico dovrebbe perlomeno essere in grado di tenere se stesso fuori dai guai... cosa che Ratan durante la storia non riesce a fare. Per cui, ora vengo ai motivi principali che anni fa mi hanno fatto decidere per questo suo atteggiamento estremo, che durante le numerose revisioni è rimasto tale di proposito.
   1. Ratan non sta viaggiando con i suoi amici in veste di Ambasciatore di Meekkârja. Questo è fondamentale.
   2. Ratan sta rischiando la vita - e vede anche i suoi amici, che ama, rischiare la loro - a causa della Magia, che è il “concetto” che più rifiuta. Ratan non crede alla Magia*.
   Personalmente, diventerei nevrotico quanto lui in una situazione del genere.
   Come reagireste voi se i vostri amici vi dicessero: “Andiamo in Afghanistan e inoltriamoci nelle gallerie dei Talebani perché lì si trova un drago e noi dobbiamo trovarlo!”. Ancora una volta, personalmente reagirei malissimo, forse peggio di Ratan.
   Ratan è un diplomatico ed è molto abile; questo, però, quando viaggia in veste di diplomatico. Non è la personificazione della calma, nemmeno quando lavora - cosa verosimile -, ma è anche nella posizione per permetterselo (rappresenta la città più potente e influente dello Stato dei Meek; nel Mondo Interno, è seconda alle sole Djûgrdoll e Nhôodt. A volte, una simile posizione privilegiata, se non giustifica, quantomeno rende inevitabile un atteggiamento arrogante).
   Ciò nonostante, quando rischia la vita per una cosa che ai suoi occhi è un'assurdità, si irrita all’inversosimile (sarò più schietto, suvvia: gli girano le palle). Ed è il tipo di persona che dice chiaramente quello che pensa, a costo di mancare di tatto e di opportunismo.
   Esagera, è uno dei suoi grossi difetti; adoro creare personaggi che sbagliano, se spesso è meglio.

   *Approfitto di questa risposta per spiegare un aspetto importante del Mondo Interno.
   Vi è un grosso errore nella quarta di copertina de Le sette gemme: si dice che i popoli del Mondo Interno sono dominati dalla magia. Niente di più falso!
   Per spiegare come viene vista la magia nel mio mondo, uso sempre lo stesso paragone, poiché calza alla perfezione.
   Al Mondo Interno, la magia viene considerata come noi terrestri consideriamo l'industria spaziale.
   a) Esistono gli astronauti (i maghi), ma pochissimi di noi sono astronauti.
   b) Chi non è astronauta (mago), potrebbe diventarlo soltanto studiando molto ed essendo predisposto fisicamente e psicologicamente a reggere missioni spaziali (magie).
   c) L’astronauta convive quotidianamente con scienza e tecnica evolutissime e, come diceva Arthur Clarke, “qualsiasi tecnologia sufficientemente avanzata può sembrare magia”. Nel nostro mondo la maggior parte di noi ignora molte delle cose che gli astronauti sanno, spesso giudicandole fole; nel Mondo Interno c'è chi si rifiuta di credere vere le magie, sempre per ignoranza.


· Come mai Ahr Delmar Lork, il cattivo, è così umano?

   A me non piace il Male talmente cattivo da risultare stupido. A me “piace” il Male che c'è anche nel nostro mondo, spesso così ben camuffato che non lo si riconosce se non quando è troppo tardi.
   Nella mia mente, quando vedo il Mondo Interno vedo un'infinita successione di sfumature grigie, alcune molto scure, altre molto chiare.
   Niente è nero, niente è bianco.


· Il Grassatore somiglia al Mietitore di Terry Brooks, c’è qualche legame?

   Esistono due spunti, consapevoli, all’interno della Trilogia delle Sette Gemme dell’Equilibrio; uno di questi riguarda il Grassatore.
   Tali spunti sono rimasti nella versione definitiva della trilogia, come tributo a due maestri della fantasy mondiale, pur venendo decisamente stravolti nel corso degli anni.
   Il Grassatore è nato direttamente dalla visione del Mietitore (che adoro!) de “Le pietre magiche di Shannara” di Terry Brooks. Poi, però, è stato distorto e deformato fino a diventare qualcosa di molto diverso.
   Tanto per cominciare, il Mietitore era un demone, il Grassatore invece...


05.07.2004
· Shoā'nhadźy č un personaggio della saga?

   No.
   Shoâ’nhadêy è un nome antico, il cui significato non spiegherò. È una figura limite, una sorta di mio alter-ego che sta al confine tra due realtà, quella del nostro mondo e quella del mondo della Triade.


05.07.2004
· Credi che affezionarsi ai personaggi sia pericoloso?

   Lo è soltanto nel momento in cui l’affetto oscura la ragione, parlando dal punto di vista dell’autore.
   Non mi faccio traviare dall’affetto, purtroppo per i miei personaggi.


05.07.2004
· Capita mai che un personaggio concepito come secondario, diventi un protagonista, costringendoti ad ampliare il suo ruolo?

   Capita, ma non deve capitare.
   Una trilogia è un’opera molto lunga e complessa, tutto deve filare per il verso giusto. Se mi affeziono a un personaggio secondario, non cambierò mai e poi mai lo scopo cui era destinato. Al limite, se ci sarà un seguito a quello scritto, penserò a dargli una parte di rilievo in futuro.
   I personaggi, comunque, sono magma in movimento: non fanno mai esattamente ciò che ci si aspetta da loro. L’importante è imparare a controllarli, a incanalare le loro azioni nella direzione giusta per la vicenda.


05.07.2004
· George R. R. Martin viene considerato un "bastardo", nel senso che stermina i suoi protagonisti. Come la pensi?

   Ritengo che George Martin scriva esattamente come avrei sempre voluto che scrivessero tutti: in modo realistico.
   Quante decine di libri avete letto in cui tutt’attorno ai protagonisti creature e altri esseri umani crepano come mosche e loro se la cavano sempre con qualche ferita? Sembra di stare di fronte a un film in pieno stile hollywoodiano: mentre lo guardi, sai già che tanto tutto finirà per il meglio.
   Noioso, prevedibile, inverosimile.
   Questo è uno dei motivi per cui a suo tempo difesi “La regina degli Elfi di Shannara” di Terry Brooks. Una situazione del genere poteva portare soltanto a una strage. Piuttosto, se fossi stato in lui avrei ucciso la protagonista e salvato qualcun altro. ;-)


05.07.2004
· Ma i personaggi non ti sono venuti a noia?

   No, i personaggi diventano amici, nessuno escluso.
   Il modo in cui io intendo i miei personaggi, comunque, è bene riassunto da un’unica parola: evoluzione.
   Adoro raccontare storie lunghe, relativamente ai personaggi; li faccio vivere finché la loro vita non giunge a un epilogo soddisfacente (che non è forzatamente la morte, s’intenda; con epilogo intendo “uscita di scena”). E spesso in una sola trilogia non si raggiunge un epilogo soddisfacente. In altri casi, invece, pur essendo protagonisti, i personaggi esauriscono la loro evoluzione piuttosto velocemente.


05.07.2004
· Se avessi le capacitą per diventare uno scrittore, non riuscirei mai a scrivere un lungo ciclo con gli stessi personaggi.

   Chi ha detto che userò gli stessi personaggi? ;-)


05.07.2004
· Leda Throze č troppo prevedibile.

   Vero, innervosisce anche me, tanto è scontato che salti su per ogni questione che non l’aggrada. Caratterino delicato...
Quando alza le mani, però, è tutt’altro che prevedibile.

               
 
           
           
 
 



© by Andrea D'Angelo

 

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