Il prologo di tutti e tre i romanzi
della Trilogia delle Sette Gemme dell'Equilibrio sono
disponibili su questo sito, nella sottosezione Libri. Cliccate
qui per raggiungerli.
L’Editrice Nord usa un catalogo
di copertine già utilizzate all’estero.
L’autore non so chi sia, né so perché
non compaia il suo nome all’interno del romanzo.
·
I
due passi del Manoscritto sono criptici, si capiranno
nel prosieguo della storia?
È chiaro che i due passi
sono volutamente criptici. Tra quelle righe si
nascondono verità che la storia dipana gradualmente.
Com’è avvenuto ne Le
sette gemme, alcuni versi dei passi divengono chiari
per i personaggi e, quindi, per i lettori anche nel
prosieguo della storia.
Entrambi i passi, comunque, non vengono
spiegati interamente in modo esplicito. Se riletti a
fine trilogia, comunque, saranno sufficientemente chiari.
·
I
due passi non usano alcuna metrica, ma i versi sono
in rima: come mai?
Questo è un mio peccato di
gioventù, che purtroppo è rimasto nella
versione definitiva.
Ed è, soprattutto, un errore
di coerenza interna.
Primo, l’intenzione di inserire
una qualsivoglia metrica non c’è mai stata.
Secondo, se riscrivessi oggi i due passi, non sarebbero
in rima.
Il Manoscritto non è scritto
in rima, non è poesia: è prosa, criptica.
Questo è l’errore di coerenza interna.
Se in futuro vi saranno altri passi
del Manoscritto, come credo, saranno prosa criptica
e basta.
·
L’inizio
del tuo romanzo ricorda molto l’inizio della
“Trilogia dei Draghi” di Dragonlance.
C’è qualche relazione?
No, non c’è relazione.
C’è, però, qualcosa
da dire a tal proposito.
Esistono due spunti, consapevoli,
all’interno della Trilogia
delle Sette Gemme dell’Equilibrio; uno di
questi riguarda l’inizio della vicenda.
Tali spunti sono rimasti nella versione
definitiva della trilogia, come tributo a due maestri
della fantasy mondiale, pur venendo decisamente stravolti
nel corso degli anni.
La prima stesura del capitolo iniziale
era davvero molto simile all'inizio de “Lo Hobbit”
di J.R.R.Tolkien. Poi l’approccio è stato
modificato, aggiungendo l’avvicinamento a Meekkârja
di Flirnes e Dlirnes Kafhdimje, Ratan Darhol e Netomirk
Meegrow. Il motivo è semplice: l’espediente
mi ha permesso di introdurli meglio. Una prima scena
con sette personaggi tutti in una volta avrebbe avuto
un impatto negativo sul lettore, probabilmente confondendolo.
Così, invece, c’è più gradualità.
L’inizio di Dragonlance, in
effetti, somiglia molto. Penso la somiglianza sia dovuta
ad un ragionamento di fondo pressoché identico:
anche in Dragonlance ci sono molti personaggi, anche
lì introdurli tutti all’interno della locanda
sarebbe stato azzardare troppo... siamo semplicemente
arrivati alla stessa soluzione (senza voler fare paragoni
sulla qualità del risultato finale, sia chiaro).
Narrare, a volte, è calcare
un sentiero angusto.
·
Come
mai Flirnes e Dlirnes sono così poco presenti?
Questo è un punto cui tengo
molto. Ringrazio quanti l’hanno sollevato, perché
mi danno la possibilità di spiegare il modo in
cui concepisco certi aspetti dei miei romanzi.
E perdonatemi se la risposta parte
da lontano.
Le
sette gemme non è certo un romanzo originale:
tratta di una cerca, ossia del tema più sfruttato
dal genere fantasy. Questo a me piace; non ricerco ossessivamente
l'originalità, anzi, adoro la rivisitazione del
già scritto in chiave originale (è una
grossa sfida anche questa).
La Trilogia
delle Sette Gemme dell'Equilibrio è la mia
prima opera (le prime tre, per essere precisi) ed è
la risposta all’iniziale pulsione che mi spinse
alla scrittura: volevo qualcosa che riprendesse gli
elementi amati dei romanzi letti e che nel contempo
ne introducesse altri che avrei voluto leggere e non
avevo trovato (originali, quindi, per quanto avevo letto
fino ad allora: non sono un’enciclopedia!).
Questo è quanto tentai di fare
ideando l’intera trilogia.
Ora vengo alle conseguenze.
Tra le originalità più
sottili vi sono Flirnes e Dlirnes.
La decisione di caratterizzare così
questi due personaggi mi è venuta dopo aver letto
le prime due trilogie di Dragonlance. Ho amato sia la
“Trilogia dei Draghi” che la “Trilogia
dei Gemmelli”, come vengono familiarmente chiamate;
tuttora le ritengo uno degli intrecci più affascinanti
che abbia letto. Una cosa, però, mi aveva colpito
negativamente: in un modo o nell'altro, pur essendo
gruppo, tutti i personaggi presenti finiscono per avere
una parte importante nella vicenda.
Questo è, dal mio punto di
vista, inverosimile.
E fastidioso: durante la lettura si
attende sempre il momento in cui il personaggio in disparte
farà qualcosa d'importante... e immancabilmente
quel momento arriva. Certo, questo è un ottimo
modo per accattivarsi i lettori: ognuno ha il proprio
preferito e ognuno, quindi, avrà la sua parte
di gloria.
Da qui la decisione di creare due
personaggi che, pur protagonisti nella vicenda, non
avessero grosse responsabilità, né agissero
in modo ecclatante.
In linea di massima, Flirnes e Dlirnes
non saranno mai presenti più di così.
Questo può infastidire o può sembrare
un peccato; può anche sembrare un aspetto della
storia mal gestito. Nondimeno, è esattamente
quanto decisi di inserire a suo tempo.
C'è una frase all'interno
del romanzo (pag. 116) che è la prova implicita
di questo mio intento: “Flirnes e Dlirnes restavano
chiusi nel loro silenzio pressoché perenne. La
loro partecipazione, tuttavia, era come la luce del
primo albeggiare: distante, fioca, ma regolarmente presente.”
Questo sono Flirnes e Dlirnes: parte
dei Sette, ma discreti, tutt'altro che malati di protagonismo,
né capaci di gesti eccessivi. Ci sono, ma nulla
più.
Ovviamente contano: nelle decisioni
hanno due voti su sette (è bene ricordarlo),
nei discorsi intervengono in modo intelligente (anche
se di rado). Ma non sono, volutamente, due protagonisti
in senso assoluto.
Spero che questa mia spiegazione possa
farli vedere sotto una luce diversa, più vera.
·
Perché
Lork è così malignamente banale nella
sua prima apparizione, quand’è a tu
per tu con il servo?
A modo suo, Lork è perverso.
Il perché sta nel modo in cui
è arrivato alle conoscenze di Magia Profana che
ora possiede. Per capire qualcosa di nuovo, egli è
abituato a infliggere ogni sorta di tortura alle sue
cavie, spesso umane; alla lunga simili atti diventano
parte della persona.
E una persona perversa, se osservata
dall'esterno, compie atti apparentemente gratuiti e
stupidi; in realtà sono un'esigenza del suo animo.
Il fatto che Lork tratti in quella
maniera il servo non c'entra nemmeno lontanamente con
le sue ambizioni; è la sua perversione che gli
dà quell'impulso.
·
La
“storia d’amore” tra Tarko e Dana
non è un po’ stupida?
Esiste una regola per cui le storie
d’amore di un protagonista devono essere intelligenti?
Tarko è immaturo da questo
punto di vista, fortemente immaturo. Dana, invece, è
una sognatrice un po’ troppo sola per difendersi
a dovere da simili accadimenti.
Invece di dire “che schifo!”,
bisognerebbe dire “poveretti!”.
È un errore giudicare gli atti
dei personaggi in base a quanto si ritiene intelligente
e maturo, è un errore di prospettiva. Uno scrittore
deve tenere conto che i personaggi spesso agiscono in
maniera molto diversa da come farebbe lui. E, spesso,
a causa dei loro difetti.
Comunque, quanto avviene tra Tarko
e Dana è soltanto l’inizio di una
storia d’amore; è bene ricordarlo.
·
Come
mai la compagnia viene catturata tre volte e non
viene mai perquisita a dovere?
Ai Saccesi non passa nemmeno per
l’anticamera del cervello di perquisirli: per
loro è assurdo. Underdom è un’enorme
prigione da cui è impossibile scappare, popolata
da uomini che non ci penserebbero su due volte a spaccare
loro il cranio con i Goulak (i bastoni ricurvi). I Saccesi
sanno che nessuno proverebbe ad attaccarli in casa loro:
troppo sciocco.
Catturati per la prima volta nelle
pianure corvine, vengono perquisiti sommariamente dopo
essere stati legati come salami. Poi, una volta nella
tenda dell’accampamento darfy, vengono perquisiti
bene in seguito alla visita del Generale Prâtdart.
Nella foresta Dasta, invece, non vengono
perquisiti soltanto in apparenza; semplicemente, la
cosa non viene descritta. Anche se, questo si legge
ne L’arcimago
Lork, comunque il Capitano che comanda i cinquanta
Darfy si accontenta di una perquisizione veloce (poco
lungimirante, se volete il mio parere). Perché
si accontenta? Per lui è sufficiente togliere
di dosso ai prigionieri eventuali armi, che con una
perquisizione veloce si trovano (gli oggetti piccoli,
invece, sfuggono).
In pratica, sono tre casi diversi
e uno solo è un “errore” del personaggio.
·
I
Congregati camminano per tre giorni sottoterra prima
di arrivare a Doom. Da quanto si apprende, le gallerie
sono artificiali: non sono troppo lunghe per essere
state scavate dai Ribaldi, considerando l'età
media degli insediamenti in quella zona?
Qual è l'età media
degli insediamenti in quella zona?
Non è stato detto. :-)
0. Premessa: consideriamo
una galleria di due metri di larghezza per due metri
d’altezza. 1. Una persona forte
e sana, munita di attrezzi adatti, riesce a scavare
massimo due metri cubi di terra all’ora. 2. Nell’ipotesi
più rosea, una persona riesce a scavare dieci
ore al giorno (dormendone altre dodici e trascorrendo
le rimanenti due rifocillandosi). Questo significa che
una persona scava cinque metri di galleria al giorno. 3. Se lavorano due persone,
una di fianco all’altra, i metri di galleria scavati
al giorno sono dieci. 4. Spazio per una terza
persona non c’è. 5. In un anno del Mondo
Interno, la cui durata è di 407 giorni - come
illustra l’Antico
Lunario -, due uomini abbastanza costanti da lavorare
sempre riescono a scavare poco più di 4 chilometri
di gallerie. 6. Le gallerie utilizzate
dai Ribaldi nelle Pianure Corvine si snodano, a occhio
e croce, per oltre 600 chilometri. 7. Per scavare 600 chilometri
di gallerie, dunque, due uomini impiegherebbero 150
anni. 8. Diciamo che i Ribaldi
hanno potuto utilizzare 10 coppie di uomini, partendo
da punti diversi delle pianure corvine. Per realizzare
le gallerie delle Pianure Corvine dovrebbero aver scavato
per 15 anni ininterrottamente. 9. I Ribaldi, come forza
unita e organizzata, al tempo degli eventi descritti
ne Le sette gemme,
esistono da due anni. 10. Anche ammesso che
esistesse una forza segreta precedente alla costituzione
del movimento dei Ribaldi, poi unitasi ai Ribaldi grazie
all’azione dei Saccesi, per quale folle motivo
avrebbe impegnato uomini in anni di durissimo lavoro
per scavare delle gallerie? Spiare i Darfy? Bene... 11. ...i Darfy non erano
accampati nelle Pianure Corvine fino a due mesi prima
dell’inizio della vicenda de Le
sette gemme.
Tutto questo porta a una conclusione
piuttosto evidente: i Ribaldi non hanno scavato interamente
le gallerie delle Pianure Corvine, bensì solo
parte.
·
Oggetto:
il colloquio telepatico con Sashkaêtlaân,
la Redentrice (bianca). La gemma spinge Tarko a
cercare Fairkaêtlakram, la Lunare (rossa),
dicendo di percepirla più vicina delle altre.
Poi, quando il Meek le chiede se può aiutarlo
a individuarla precisamente, questa gli risponde
che il concetto di spazio di una Gemma dell’Equilibrio
è differente rispetto a quello umano e che,
quindi, non è in grado di aiutarlo.
Non c’è contraddizione in questo?
No, nessuna contraddizione.
La Redentrice percepisce più
vicina la Lunare, ma non può guidare Tarko fino
alla caverna, ossia non è in grado di individuare
con precisione un lembo di terra di qualche centinaio
di metri quadrati.
Le Sette Gemme dell'Equilibrio funzionano
in un modo particolare, piuttosto complesso (l’argomento
verrà affrontato in parte nel Secondo
Ciclo Minore e, più approfonditamente, nel
Terzo Ciclo Minore
- per saperne di più andate alla Struttura
della Saga -).
Quanto bisogna sapere, per ora, è
che le Sette Gemme dell’Equilibrio percepiscono
a grande distanza la posizione delle sorelle e se esse
sono state recuperate o meno.
·
Lo
scontro con la Pattuglia Notturna, nella Foresta
Cuore, non è troppo fortunoso?
Ho riflettuto a lungo su questa scena
de Le
sette gemme, prima della pubblicazione, intendo.
In effetti, a me era venuto lo stesso dubbio. Le mie
conclusioni, però, mi hanno portato a non tagliarla.
Avrei potuto evitare lo scontro facilmente,
se ci pensate. La Pattuglia Notturna non sarebbe passata
sotto l’albero dove stavano appollaiati i Sette
e Dron e il Grassatore l’avrebbe comunque massacrata
in seguito. Il resto della trama non sarebbe cambiato
e la variazione sarebbe costata poco lavoro; semplice,
indolore.
Ho lasciato l’accadimento perché
è verosimile.
I Darfy delle Pattuglie Notturne hanno
alcuni dei cinque sensi ipersviluppati, vero. Relativamente
all’udito, Dron crede che essi possano perfino
percepire i respiri (pagg.149 e 150: “Vi ho
già detto dell’abilità dei Darfy,
ci hanno sicuramente udito e non impiegheranno molto
tempo a scoprire dove siamo. Se passassero sotto il
nostro albero sarebbero in grado di sentire anche i
nostri respiri: è troppo rischioso ”).
I miei personaggi non sono perfetti,
lungi da me crearne di tali. Non sbagliano soltanto
in modo evidente con azioni infelici, sbagliano anche
a parole per ignoranza, dando a me scrittore una duplice
soddisfazione: uno, li sento più umani; due,
ingannano il lettore, che spesso prende per oro colato
le loro ferme convinzioni (in pratica, il personaggio
convince il lettore, quasi sempre, proprio perché
lui stesso crede verità quanto dice).
La conseguenza, nel caso della Foresta
Cuore, è questa: i Darfy sentono l'oggetto che
cade a Balko; ha fatto davvero molto rumore toccando
terra. Pag. 149 de Le
sette gemme: “Al tuo amico è appena
[...] Il rumore è stato sufficientemente forte
da svegliare l'intera foresta”, dice Dron.
Certo è, però, che nessun soldato individua
l'albero preciso su cui stanno i protagonisti (non pensano
nemmeno alla possibilità di un agguato dall'alto,
non mentre stanno passando sotto i Sette). La tensione
gioca brutti scherzi ed è molta in loro, perché
troppe Pattuglie Notturne sono finite male in quel luogo.
La sorpresa fa il resto.
Sottolineo: per poco Netomirk non
viene ammazzato comunque; è costretto a uccidere
prima di essere ucciso. Inoltre, due Darfy vengono freddati
da Dron. In pratica, nonostante i buoni propositi, uccidono
tre uomini su otto. Le cose sono andate tutt’altro
che lisce.
Vero, non si sono fatti un graffio.
Vero, questo mette in cattiva luce la Pattuglia Notturna
di Erb (e le Pattuglie Notturne tutte, volendo). Ma,
in quanto è accaduto, non vi è nulla di
troppo o, meglio, non vi è nulla di inverosimile.