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FAQ - Ambientazione

» Che funzione hanno i numeri nella tua trilogia?
» Qual è il concetto di “destino” nei tuoi romanzi?
» Vi è un preciso “sense of wonder” nei luoghi che descrivi, come mai?
» Come mai tutte le razze parlano la stessa lingua?
» Vi è un unico accenno ai Saccesi che parlano tra loro una lingua sconosciuta, poi più niente. Come mai?
» Puoi spiegare i nomi propri di luoghi e personaggi del tuo mondo?
» Qual è la pronuncia corretta dei nomi propri dei personaggi e dei luoghi?
» Perché non hai utilizzato nomi propri italiani?
» Come mai, ad esempio, Burk e Lork suonano così simili pur essendo il primo un Baile e il secondo un Occidentale?
   


· Che funzione hanno i numeri nella tua trilogia?

   Esiste una sorta di numerologia, di logica nascosta, diciamo.
   Esiste, insomma, un disegno generale che si intreccia con le vicende, più o meno palesemente. Non è, comunque, qualcosa che verrà esplicitato, se non in casi particolari e limitati.
   Nel mio mondo i numeri sono molto tradizione. In aggiunta, per le popolazioni spesso i numeri hanno forte valore simbolico e a volte mistico. Magico e superstizioso, invece, si mescolano a caso e non riescono a delineare tratti comuni alle varie culture; spesso è l’interpretazione dei singoli individui a emergere.


· Qual è il concetto di “destino” nei tuoi romanzi?

   Non è detto si debba capire, anzi!
   Il destino è sempre stato un concetto confuso e tale volevo che fosse anche nella mia trilogia. Il Manoscritto rivela qualcosa, anche se in modo quasi incomprensibile; questo è il miglior elemento per capire che il destino non agisce in modo chiaro, come talvolta ci si aspetterebbe, nemmeno nel Mondo Interno.


· Vi è un preciso “sense of wonder” nei luoghi che descrivi, come mai?

   Perché stupivano anche me quando me li trovavo di fronte; di più, tuttora destano in me meraviglia.
   Questo è uno degli aspetti che più adoro della scrittura e dell’immaginazione, perlomeno per come la vivo personalmente: è ovvio, prevedo l’esistenza di un luogo, figurandomelo almeno sommariamente. Tuttavia, finché non lo visito seguendo i miei personaggi, non lo conosco davvero. E quando lo visito, l’insieme di particolari spesso mi sorprende.
   Sono, in pratica, vittima della visione. Quello che tento di fare e riportarne almeno in parte la bellezza, conscio di non riuscirvi mai appieno: la parte mancante è l’immaginazione di chi mi leggerà.


· Come mai tutte le razze parlano la stessa lingua?

   Non è un caso, non è una scelta discrezionale né di comodo (anche se, ovviamente, in parte è comoda).
   È una scelta ragionata e il ragionamento è il seguente: esistono altri quattordici libri dopo questa trilogia... :-)
   Il mio mondo è costituito da stati che, grandi o piccoli, interagiscono tra loro da sempre (e in seguito alla Guerra delle Cento Genti e alle Guerre Fratricide - e ad altre guerre del passato - le culture si sono ulteriormente mescolate).
   La “lingua corrente”, quella comune, è diffusa e utilizzata a scapito delle tradizioni, anziché il contrario.

   Dunque, se le razze intergiscono tra loro da sempre, hanno sentito il bisogno di creare una “lingua comune” per gli scambi commerciali e culturali? Oppure una “lingua comune” si è creata naturalmente nei secoli in forma sovranazionale mista e col tempo è stata assunta come linguaggio ufficiale?

   In realtà è vera una terza cosa, che comprende le due soprastanti (migliaia di anni di storia), ma che parte da una lingua comune a tutti: la Lingua Antica, andata quasi del tutto persa.
   Se fosse stato possibile, avrei creato la “lingua corrente”, proprio come una sorta di derivato della Lingua Antica. La “lingua corrente” è, forzatamente, l’italiano.
   Spiego.
   Non esiste nessuna corrispondenza logica tra il vocabolo antico “kaêtl” (che significa “gemma”) e il nostro “gemma”; già il suono lo evidenzia. Se avessi potuto inventare la “lingua corrente” e farla imparare in un minuto a chi mi legge, allora i personaggi non avrebbero detto “gemma”, bensì “chetla” o “catla” o qualcosa di simile, rendendo la “lingua corrente” una palese derivazione della Lingua Antica.

   Rimando questo discorso, molto ampio; lo affronterò più in dettaglio a trilogia ultimata.


· Vi è un unico accenno ai Saccesi che parlano tra loro una lingua sconosciuta, poi più niente. Come mai?

   I Sette incontrano principalmente Saccesi che hanno continui contatti con il mondo esterno (in aggiunta, Monedan è molto vecchio: il mondo esterno lui l'ha vissuto) e che, quindi, parlano in modo fluente la “lingua corrente” utilizzata nel Mondo Interno.
   Nelle prime versioni de Le sette gemme vi erano dei cenni alla lingua saccese. In seguito alle numerose revisioni, li ho tolti per alleggerire la narrazione.
   Un esempio per tutti. È saltato un particolare, nella scena in cui i Sette sono nello studio di Dron e parlano del Giudizio del Popolo. Ratan si accorge che la libreria alle spalle del Saccese contiene soltanto volumi con scritte indecifrabili (che per Burk non sono così indecifrabili).

   Cosa puoi dire della lingua dei Saccesi?

   È necessaria un’ulteriore spiegazione per dare un’idea più precisa del rapporto che i Saccesi hanno con la “lingua corrente” e con il “Saccese”.

   Una piccola premessa.
   Primo fatto: quando Tarko viene portato in cella, Guron parla in un idioma sconosciuto con la guardia posta all’entrata della zona in cui sono situate le celle. Da questo si evince che i Saccesi parlano un’altra lingua.
   Secondo fatto: mentre i Sette sono in cella, hanno un breve dialogo con una guardia che parla male. La cosa viene sottolineata da uno scambio di battute tra Balko e Tarko sulla parola “delucizioni”, che doveva essere “delucidazioni” (uno dei particolari che non sono saltati). Da questo si evince che i Saccesi sono in grado di parlare la “lingua corrente”, seppur male, e soprattutto di capirla bene.

   Come ogni popolazione, prima della Guerra delle Cento Genti i Saccesi erano in contatto con le altre razze. Quindi i Saccesi sanno parlare la “lingua corrente” del Mondo Interno per ragioni storiche.
   In seguito all’esito della guerra, e alla loro conseguente cacciata dal Mondo Interno, si chiusero all’interno della catena montuosa Mêduseth. Pian piano, e arriviamo ai giorni de Le sette gemme, si sono chiusi anche culturalmente. Le nuove generazioni hanno disimparato la “lingua corrente” fino a parlarla male; nel contempo, però, continuano a capirla bene (molti documenti storici dei Saccesi sono scritti nella “lingua corrente”, poiché venivano letti dal mondo non ancora devastato dalla Guerra delle Cento Genti - relazioni diplomatiche, commerciali, militari, ecc... documenti che dovevano essere letti da tutti -).
   Questo spiega perché quando Dron parla durante il Giudizio del Popolo tutti lo capiscono, Sette compresi (e perché Mja Dell fa altrettanto).

   È necessario che approfondisca ancora.
   Diretta conseguenza di quanto detto sopra, è una riflessione sulle tradizioni del Mondo Interno. Sottolineo brevemente un aspetto importante: nel Mondo Interno la tradizione è legata alla “lingua corrente”, ossia esattamente il contrario di quanto avviene nel nostro mondo, in cui la tradizione è sempre legata a lingua, usi e costumi locali (anche perché una “lingua corrente” non esiste: diventerà l’inglese?). Sulla Terra Uhda’etsolaêy l’evoluzione culturale è stata diversa, quasi il mondo fosse globalizzato (nell’accezione più positiva che potete dare al termine) fin dal principio. Certo, esistono anche popoli che legano le tradizioni alla loro lingua, ma vengono visti come mosche bianche.
   A fine Giudizio del Popolo, i Saccesi iniziano a cantilenare in “lingua corrente” (i Sette, condannati, capiscono). Le ragioni sono semplici.
   In primo luogo: il Giudizio del Popolo è una tradizione, che da sempre si è svolta in “lingua corrente”. Il Giudizio del Popolo, infatti, esisteva già in passato: i Saccesi sono un popolo ferreo e intransigente nel farsi rispettare, che interagiva con gli stranieri per convenienza, non perché amasse farlo (e la convenienza c’era, altrimenti sarebbero stati per loro indole delle mosche bianche; ma qui il discorso si dilungherebbe troppo, entrando nella sfera del geopolitico...).
   In secondo luogo, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, ora che sono chiusi a Underdom hanno un motivo in più per usare la “lingua corrente”. I Giudizi del Popolo vengono emessi quasi esclusivamente contro stranieri (i Darfy, ad esempio); e i condannati devono capire quanto accade.
   Conclusione: le cantilene sono di derivazione storica e ogni Saccese le impara non appena ha l'età per giudicare (concetto che mi fa orrore, ma i Saccesi sono fatti così).

   In pratica i Saccesi, prima di Underdom, utilizzavano correntemente due lingue?

   Parlavano entrambe discretamente; correntemente è credere troppo.
   Se si pensa all'intera popolazione la risposta è, quindi, no. I più istruiti e ricchi - coloro che viaggiavano, in pratica - parlavano entrambe le lingue in modo fluente. Gli altri, a seconda della loro posizione sul territorio, parlavano meglio una delle due a detrimento dell’altra (in zone di confine e/o di scambi commerciali i Saccesi parlavano meglio la “lingua corrente”; in campagne e paesi piuttosto isolati il Saccese).


· Puoi spiegare i nomi propri di luoghi e personaggi del tuo mondo?

   La risposta sarebbe davvero troppo complessa se tentassi di affrontare l’argomento dal punto di vista storico. Quindi, soltanto un breve accenno.
   La storia degli Antichi, dal Principio a prima del Declino, fu piuttosto lineare e priva di grossi scossoni. Fu, tuttavia, ricca di sfaccettature culturali: il popolo era uno, ma abitava l’intero pianeta.
   Il Declino, invece, fu una conseguenza naturale che generò la nascita delle Razze e, perciò, il segno che gli Antichi si sarebbero estinti. Anzi, nel “momento” stesso in cui il Declino iniziò, gli Antichi cessarono di esistere.
   La loro cultura, però, rimase e venne tramandata in ogni modo conosciuto. Tant’è che, a millenni di distanza, i popoli ancora ne portano parte in seno.

   Fatta questa stringatissima premessa, va detto che esistono tre tipi di nome proprio, a grandi linee: i nomi antichi, i nomi che derivano dagli antichi e i nomi che con l’antico non hanno nulla a che fare.
   I primi sono facilmente riconoscibili per gli accenti circonflessi, qualora il vocabolo lo voglia secondo le regole dell’Arcaicogramma, che in realtà sono dei semplici accenti tonici.
   I secondi e terzi, invece, non sono facilmente distinguibili tra loro.
   I nomi che derivano dalla Lingua Antica hanno subito la loro “metamorfosi” per vari motivi, tutti riassumibili sotto l’unica definizione di naturale evoluzione culturale nel corso dei millenni di storia, che separano la Terra Uhda’etsolaêy attuale da quella degli Antichi.
   I nomi che con la Lingua Antica non hanno nulla a che spartire, invece, sono nati in seno alle Razze e, per la maggior parte, hanno storia recente, al massimo qualche secolo.


· Qual è la pronuncia corretta dei nomi propri dei personaggi e dei luoghi?

   L’unica pronuncia esistente è quella per i nomi propri, e ovviamente i vocaboli, della Lingua Antica.
   Esistono regole precise che creano alcuni suoni particolari, ma nel 95% dei casi la pronuncia è semplice: si legge la parola “all’italiana” e si mette l’accento tonico sulle vocali che sottostanno al/ai circonflesso/i.

   Gli altri nomi propri: a meno che non siano derivati della Lingua Antica o Lingua Antica pura, non esistono regole di pronuncia. Personalmente a volte li pronuncio all’italiana, a volte all’inglese, a volte come mi suona meglio.
   Un singolo nome, comunque, ha per me una sola pronuncia corretta.
   In pratica, ognuno pronunci i nomi come meglio crede, compreso l’autore! :-)


· Perché non hai utilizzato nomi propri italiani?

   1. Non mi piacciono i nomi italiani nel genere fantasy: mi ricordano troppo la realtà.
   2. Più importante. La Terra Uhda’etsolaêy non è l'Italia, la cultura e la tradizione non vengono da una lingua simile all’italiano, tanto meno come suono. Sarebbe incoerente, quindi, avere nomi italiani.
   Spesso, infatti, i nomi propri dei personaggi hanno un significato vero e proprio - o radici - nella Lingua Antica.


· Come mai, ad esempio, Burk e Lork suonano così simili pur essendo il primo un Baile e il secondo un Occidentale?

   La storia della Terra Uhda’etsolaêy si può sommariamente riassumere in tre grandi “ere culturali”:
   1. Dal Principio, per millenni, esisteva un’unica lingua, la Lingua Antica, parlata dagli Antichi, che popolavano l’intero pianeta.
   2. Durante il Declino, le culture si sono diversificate, mantenendo però saldi i legami culturali con la Lingua Antica e la cultura che essa rappresentava.
   3. Dopo il Declino, fino al presente, il mondo è dominato dalle Razze, ossia da brandelli dell’originaria grande realtà che costituivano gli Antichi prima del Declino. Grazie alle origini comuni, mai rinnegate né combattute, la Terra Uhda’etsolaêy è un pianeta per buona parte multirazziale (felicemente).

   Veniamo al presente.
   Nel Mondo Interno, pur esistendo molte culture diverse, esiste una società multirazziale: i popoli sono una mescola di etnie soltanto in minor parte costituita da razze che vivono isolate. Nelle grandi città, Meek, Growl, Occidentali, Orientali, Korbit, Baile e altre razze convivono.
   Da ciò, è evidente che la diversificazione dei nomi resiste, o si è affermata, soltanto in alcune culture particolarmente tradizionaliste e isolazioniste.
   In molti casi, la diversificazione non c’è mai stata, poiché storicamente impossibile.

               
 
           
           
 
 



© by Andrea D'Angelo

 

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