Luce è un romanzo.
È un romanzo fantasy, ma è
anche un romanzo fantastico. Non è fantasy come
ho scritto sinora. Non è fantasy come ne ho letta
sinora, nemmeno lontanamente. È qualcos'altro.
Non è una cerebrale ricerca d'orignalità,
ma credo sarà abbastanza originale nel panorama
contemporaneo.
È originale, penso e forse
mi sbaglio, ma è, soprattutto, un passo verso
il fantastico.
Ma ha senso, poi, parlare di generi?
Vi sto introducendo l'opera e quindi mi sembra giusto.
Tuttavia, nella mia concezione di narrativa, il genere
è uno schema effimero, sempre spazzato via dalla
forza delle buone storie e dei buoni scrittori, che
non si lasciano imprigionare in catalogazioni e schemi
cervellotici.
Le buone storie catturano, i buoni
scrittori raccontano.
Spero, se mai leggerete il risultato
di questo progetto, che Luce sia una buona storia.
Io farò di tutto per essere
un buon scrittore, pensando soltanto a raccontare.
19 dicembre 2004 Luce ha preso vita un po' di
tempo fa. E, sempre per non tradire l'onestà
intellettuale, devo dire che inizialmente nacque come
un progetto per un fumetto.
Massimo Perissinotto mi convinse a
scrivere un soggetto per un fumetto. Al disegnatore
avremmo pensato poi. Luce nacque così,
in un paio d'ore di scrittura a briglia sciolta, pensando
a un mondo che non conosco affatto (quello dei fumetti).
Il risultato è stato qualcosa che entusiasmò
Massimo - sempre troppo buono con me.
Poi il progetto non andò in
porto, nonostante la buona volontà di tutti,
e a me rimase questa storia tra le mani. Troppo buona,
pensai, troppo buona per lasciarla avizzire. Decisi
di svilupparla diversamente, facendo ciò che
so fare meglio. Luce sarebbe stato un romanzo.
E questo è.
A quelle due ore, stupefacenti (non
capita molte volte di essere così ispirati, credo),
poco si è aggiunto. Ma ora vi è una storia
da raccontare e non è cosa di poco conto.
Che tipo di storia? Semplice e, spero,
toccante e non banale.
Questo è Luce, di cui
ora c'è tutto il necessario: l'ambientazione,
i personaggi, la storia. Devo soltanto iniziarla e,
so, la sua apparente semplicità toccherà
corde di me profonde. Sono ansioso e nel contempo ne
ho paura.
Le storie cambiano le persone, hanno
il potere di far vedere ciò che non si vuole
vedere. O di mostrare ciò che non si crede possibile.