Riccardo Coltri è, tra le penne
italiane del fantastico, una di quelle che definire
promettenti sarebbe sbagliato. Non c'è nulla di promettente
in lui: è già una realtà.
Ambientato nel periodo storico degli
inizi del Regno d'Italia, il romanzo pesca a piene
mani dalla mitologia e dal folclore italici, rivelando
una sorprendente varietà di creature, che prendono
forma e vita dinanzi agli occhi del lettore.
Per essere un romanzo così breve, la quantità di informazioni
che frana addosso al lettore è notevole. In principio è necessaria una mente
allenata (dal Fantasy) per memorizzare tutto, nonostante l'estrema chiarezza
dei concetti espressi dall'autore. Ma Coltri è così: rapido e incisivo, ricco
nel dettagliare una realtà sconosciuta e che mescola credenze popolari a realtà
storica. Uno dei tanti meriti di questo scritto.
La storia non è intricata
e non invita il lettore a scervellarsi per capire cosa
sta accadendo. Si dipana senza scossoni fino all'epilogo,
però è un crescendo, cosa che la rende godibile.
La vera attrattiva di Zeferina è
la sua ambientazione, su cui aleggia un'atmosfera da
fiaba, ovattata, che dà e lascia un ottimo sapore in
bocca. La definirei deliziosa.
E ancora. La caratterizzazione dei
due personaggi principali sono riuscite. I dialoghi credibili
e stimolanti. Le situazioni varie. Le descrizioni
efficaci e mai tediose. Mi fermo.
La scrittura di Riccardo Coltri è limpida, netta e nel contempo
elegante. Il registro scelto è particolare; suona un po' strano, inizialmente,
ma scivola via che è un piacere. L'autore sa cosa significa maneggiare la lingua
italiana e, senza autocompiacersi, finisce per sfoggiare grandi doti da narratore.
Vi sono dei momenti particolarmente riusciti, impressi indelebilmente nella mia
memoria, in cui la scrittura rende giustizia con una leggerezza invidiabile ad
alcune scene tecnicamente impegnative, ove il lettore assiste alla storia da
una zona di confine, tra lo stato di veglia e quello del sonno (della protagonista).
Decisamente convincente.
Non me la sento di dire di più.
La qualità di questo romanzo breve è indubbia. Le doti di Riccardo
Coltri indiscutibili. La preparazione necessaria a scriverlo praticamente di
getto è frutto di anni di passione per miti e folcore nostrani. Un'amalgama cui
non si può essere indifferenti.
Voto: 7.5
Ciò che m'impedisce di dargli
un volto più alto (non che sia basso, eh!), è la brevità
della storia narrata. Non che la brevità sia sinonimo
di minor qualità. Ma la storia è talmente veloce,
anche grazie ai tanti meriti dell'autore, che mi è
parsa troppo veloce, per certi versi. Mi è rimasta
la voglia di scoprire Riccardo Coltri sulla lunga distanza,
per constatare come gestisce un intreccio più complesso
(unica vera mancanza di quest'opera). Zeferina, in ogni caso, andrebbe letto da tutti:
da chi ama il fantastico e da chi, da tempo, dice che la via per il fantastico
italiano passa attraverso il mito e il folclore italici... il piatto è servito.
Ed è ottimo.