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Francesco Falconi
Estasia - Danny Martine e la corona incantata
edito da Curcio
Francesco Falconi - Estasia, Danny Martine e la Corona Incantata

   Non è facile, per me, recensire questo romanzo. Come non è stato facile leggerlo. Credo di essere una sorta di vecchio incartapecorito, perché queste storia leggera, che parla di valori universali come l'amore e l'amicizia e così via fino ad arrivare alla speranza, mi ha colto impreparato. Impreparato, sono, di fronte alla narrativa per ragazzi. Tale è, secondo me, Estasia: narrativa per ragazzi e, forse perché sono incartapecorito, per adulti non può essere.

   Francesco Falconi, giovane autore italiano, dimostra molte cose con questo suo esordio. Anzitutto una rispettabile immaginazione, che l'ha portato a soluzioni colorate in senso lato, variopinte, sempre facili, ma funzionali. La sua è una creatività spumeggiante. Poi, una buona capacità di caratterizzazione. Il protagonista del romanzo, Danny, e i due comprimari, la pantera Coran e la lucertola Bolak, mi resteranno certo impressi nella memoria. E saranno tre piacevoli ricordi.
   Il romanzo è un insieme di chiaroscuri. Lo dico, pur dubitando di me stesso e della capacità di giudicare una simile narrativa, cui non sono aduso e che, in tutta sincerità, non mi attrae. Forse un giorno, quando sarà papà. Tento, quindi, di accantonare la mia incapacità e di giudicare con una certa obiettività, seppur minima.
   Chiaroscuri, dicevo. La parti iniziale mi è parsa più che valida. Poco importa che ricordi Ende: c'è qualcuno che vuole negare a un autore esordiente di omaggiare gli autori su cui si è formato? La caratterizzazione di Danny la fa da padrona, sebbene il testo risenta di un editing frettoloso (che si ripresenta a tratti anche nel resto del romanzo), che con poco sforzo avrebbe migliorato di molto la prosa.
   Dall'arrivo di Danny a Estasia in avanti, finale escluso, il romanzo prende una piega diversa. L'azione domina e le riflessioni del protagonista sono soltanto fugaci apparizioni, che considero ben dosate. Eccessiva è, a mio avviso, la continua ripetizione di scene in cui il trio di avventurieri si complimentano l'uno con l'altro. Risulta ridondante e, alla lunga, come qualsiasi cosa ripetuta fino allo sfinimento, perde di efficacia. L'esito positivo degli scontri, anche questo costante, non è un difetto, perché il romanzo certo non si propone come obiettivo la suspence. In più di un'occasione, però, le soluzioni trovate da Falconi mi hanno lasciato perplesso, perché parevano interventi troppo da deus ex machina. C'è qualche crepa qui e là, insomma, nella trama, pur se valutandola come una grande fiaba moderna.
   Una nota dolente, invece, sono i dialoghi: inverosimili e incoerenti. Non credo che nessuno, nemmeno un ragazzo, sia così spaesato e sciocco, né credo sia verosimile far dire certe cose ai personaggi nel bel mezzo di certe situazioni scabrose. Non pretendo certo la drammaticità di uno scritto che documenti la guerra in Iraq, ma che i dialoghi rispecchino la realtà del romanzo e l'intelligenza dei protagonisti sì.
   Il finale, invece, è ciò che mi ha convinto di più. Del meccanismo, è l'ingranaggio che mi ha convinto di più. E per scelta narrativa, e per scrittura, e per il gusto che lascia in bocca. Decisamente un bel finale. Che costituisca l'arcinota “porta aperta” verso il seguito non può irritare, anche perché è una porta spalancata e l'intera storia sembra costruita per questo seguito. Di più, proprio dal finale la figura del protagonista esce rafforzata nella sua caratterizzazione. E il gioco dei segnali premonitori è spassoso. Mi ha divertito.

   La lettura è, in definitiva, una piacevole pausa dalla quotidianità, nonostante rifletta su molte delle brutture della nostra società. La riflessione, tuttavia, è davvero troppo leggera e abbozzata per soddisfare un adulto e ho qualche difficoltà anche a considerare l'interesse dei ragazzi. Ragazzi di quale età? Adolescenti? Sì, forse. Più maturi, però, no; no di certo.

Voto: 6

   Il voto è davvero, davvero relativo. L'ho scritto e lo ribadisco: non ho esperienza con le letture per ragazzi, quindi non ho metri di giudizio, né ho sviluppato una benché minima capacità critica, di conseguenza. A me sembra che la sufficienza sia meritata da questo testo. Di più? Non lo so. L'editing approssimativo della parte iniziale e un presenza a volte fastidiosa dell'autore in qualità di deus ex machina mi sconsigliano d'alzarlo. I dialoghi immaturi mi suggerirebbero di abbassarlo d'un punto. Tuttavia, essendo impreparato, lascio stare. Sufficiente. Francesco Falconi ha dimostrato con certi sprazzi di poter fare di molto meglio. Confido in lui.
   Avrò ragione? Non lo so. A chi ama la narrativa per ragazzi l'ardua sentenza.

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© by Andrea D'Angelo

 

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