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Trieste, 31 dicembre 2005

2005


   Il 2005 è finito. Tiro le somme di un’annata che ha mescolato gioie e dolori. Ma, soprattutto, guardo avanti, verso il 2006.

   Tra tante cose lette e sentite dire, alcune mi hanno colpito più di altre.
   Parto da quella che mi sta più a cuore in questo momento, perché riguarda la mia produzione letteraria (edita) in toto. Qualcuno dice che io consideri la “Trilogia delle Sette Gemme dell’Equilibrio” inferiore a “La Rocca dei Silenzi” (la trilogia andrebbe chiamata “Primo Ciclo Minore”, che appartiene alla saga de “La Triade”). Non è esatto. Ho sempre detto, e lo ribadisco, che è inferiore tecnicamente. L’ambientazione e la trama sono di gran lunga superiori a qualsiasi cosa abbia prodotto fino a oggi, quanto ad ambientazioni e trame. Per forza di cose, aggiungo, dal momento che mi ci è voluto più di un settennio per idearla e scriverla. Non si penserà che abbia lavorato così a lungo per produrre qualcosa di superabile alla prima “breve” prova successiva?
   Tecnicamente, invece, guai se non migliorassi di romanzo in romanzo! Ho ancora così tanto da imparare.
   “La Rocca dei Silenzi” è tutt’altra cosa rispetto a “Le sette gemme”, “L’arcimago Lork” e “La Fortezza”. È un romanzo duro, frutto dell’amarezza che questi ultimi anni di mondo hanno instillato in me. Più che l’esaltazione di certi valori (cosa che rappresenta uno dei cardini della trilogia), è un dito puntato contro la caduta di certi valori. Lo è assieme ai suoi seguiti, che punteranno il dito contro una volta di più, forse con ancora maggiore spietatezza, ma anche con un fondo di speranza che considero prezioso. Già che ci sono, ribadisco che si tratta di romanzi singoli (leggibili separatamente, allo stesso modo dei romanzi della Saga dei Drenai di David Gemmell, tanto per citare qualcosa di ben più noto). Anche questo è stato contestato, ma per me le motivazioni sono incomprensibili.

   Quest’anno è stato ricco di soddisfazioni, per molti versi. L’esperienza di “Un nuovo mondo” ha continuato a darmene e la pubblicazione de “La Rocca dei Silenzi” mi ha donato riscontri impagabili, preziosissimi per uno scrittore, figura che lavora quasi sempre nell’ombra.
   Nel contempo è stato anche l’anno in cui ho definitivamente scoperto quanto possano essere miopi, vigliacche e disoneste le persone. E, credetemi, parlo in senso veramente lato, che non ha a che fare soltanto con i miei detrattori (a cui riconosco un pregio: la puntualità).
   Ma, soprattutto, il 2005 è l’anno in cui ho meno prodotto da quando ho iniziato a scrivere, oltre quindici anni fa. A scanso di equivoci, parlo di “prodotti finiti”, di stesure e revisioni. Non crediate me ne sia stato con le mani in mano. In questo periodo ho ideato quattro nuovi romanzi e cominciato a ideare il Secondo Ciclo Minore (ulteriori tre).
   Il 2006 sarà l’anno in cui dovrò concretizzare quanto ideato, passando dall’ideazione alla storia. Il lavoro, però, è ancora molto e necessita di forze psicofisiche che spesso consumo lavorando di giorno. È proprio in quest’ottica che ho eliminato qualsiasi mio altro impegno, seppur a malincuore.

   Cosa mi attende, insomma, nel 2006?
   Anzitutto, il responso commerciale del 2005, da cui dipendono le mie sorti di scrittore della famiglia Nord (GeMS). Gli esami non finiscono mai, come diceva qualcuno. E, come ho già avuto modo di dire più e più volte, quest’esame è piuttosto difficile da superare. Staremo a vedere.
   Nel caso in cui lo superassi, non essendo stato con le mani in mano, ho alcune frecce al mio arco. In primo luogo, “Senzanome”. In secondo luogo, “Il giorno dopo”.

   Di pari passo, anche perché è un lavoro davvero colossale, rimetterò mano a La Triade. La nausea causata da nove anni di impegno costante sul Primo Ciclo Minore mi aveva spossato. Avevo bisogno di rigenerarmi. Ora guardo nuovamente con affetto alla mia prima trilogia (e no, quanta malignità c’è in giro, non c’è alcuna riedizione in previsione). Ma il progetto che ho in mente è a lunga scadenza, come lo è la saga, fin dalle sue prime battute. Quindi per ulteriori sviluppi dovrete pazientare parecchio. Vi basti sapere che non ho dimenticato La Triade, anzi! Ma non ho alcuna intenzione di rovinare anni di lavoro mettendomi fretta: è una saga complessa, che alla minima distrazione può scadere nell’incoerenza interna. Ci vuole concentrazione e tanto, tantissimo lavoro. Datemi tempo. (Anni. E non stupitevene. Come già vi dicevo, non sono uno scrittore professionista, bensì semi-professionista: il tempo a mia disposizione è limitato.)

   Colgo l’occasione per ringraziare tutti coloro i quali hanno dialogato con me, permettendomi di confrontarmi, di crescere e di maturare in questi anni di soddisfazioni. Sono fortunato.
   E non smettete di scrivermi.

   Se il tempo me lo permetterà, ma considero l’obiettivo secondario rispetto ai miei romanzi, tenterò anche di rendere più interattivo questo mio sito personale. Al minimo, spero di riuscire a pubblicare on-line i contenuti che già tempo fa promisi, quelle schede sul Mondo Interno che ho pronte in formato “word” da anni e che ancora non ho avuto la forza di preparare in formato “html” (ho pubblicato soltanto la prima, ma devo trovare il modo di rendere quella mappa più facile da gestire: è la cosa che fondamentalmente mi ha bloccato, poiché troppo laboriosa).

   Buona fine 2005 e un ottimo 2006 a tutti!
   Rimbocchiamoci le maniche.

               
 
           
           
 
 



© by Andrea D'Angelo

 

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