Il 2005 è finito. Tiro
le somme di un’annata che ha mescolato gioie e
dolori. Ma, soprattutto, guardo avanti, verso il 2006.
Tra tante cose lette e sentite dire,
alcune mi hanno colpito più di altre.
Parto da quella che mi sta più
a cuore in questo momento, perché riguarda la
mia produzione letteraria (edita) in toto. Qualcuno
dice che io consideri la “Trilogia delle Sette
Gemme dell’Equilibrio” inferiore a “La
Rocca dei Silenzi” (la trilogia andrebbe chiamata
“Primo Ciclo Minore”, che appartiene alla
saga de “La Triade”). Non è esatto.
Ho sempre detto, e lo ribadisco, che è inferiore
tecnicamente. L’ambientazione e la trama
sono di gran lunga superiori a qualsiasi cosa abbia
prodotto fino a oggi, quanto ad ambientazioni e trame.
Per forza di cose, aggiungo, dal momento che mi ci è
voluto più di un settennio per idearla e scriverla.
Non si penserà che abbia lavorato così
a lungo per produrre qualcosa di superabile alla prima
“breve” prova successiva?
Tecnicamente, invece, guai se non
migliorassi di romanzo in romanzo! Ho ancora così
tanto da imparare.
“La Rocca dei Silenzi”
è tutt’altra cosa rispetto a “Le
sette gemme”, “L’arcimago Lork”
e “La Fortezza”. È un romanzo duro,
frutto dell’amarezza che questi ultimi anni di
mondo hanno instillato in me. Più che l’esaltazione
di certi valori (cosa che rappresenta uno dei cardini
della trilogia), è un dito puntato contro la
caduta di certi valori. Lo è assieme ai
suoi seguiti, che punteranno il dito contro una volta
di più, forse con ancora maggiore spietatezza,
ma anche con un fondo di speranza che considero prezioso.
Già che ci sono, ribadisco che si tratta di romanzi
singoli (leggibili separatamente, allo stesso modo dei
romanzi della Saga dei Drenai di David Gemmell,
tanto per citare qualcosa di ben più noto). Anche
questo è stato contestato, ma per me le motivazioni
sono incomprensibili.
Quest’anno è stato ricco
di soddisfazioni, per molti versi. L’esperienza
di “Un nuovo mondo” ha continuato a darmene
e la pubblicazione de “La Rocca dei Silenzi”
mi ha donato riscontri impagabili, preziosissimi per
uno scrittore, figura che lavora quasi sempre nell’ombra.
Nel contempo è stato anche
l’anno in cui ho definitivamente scoperto quanto
possano essere miopi, vigliacche e disoneste le persone.
E, credetemi, parlo in senso veramente lato, che non
ha a che fare soltanto con i miei detrattori (a cui
riconosco un pregio: la puntualità).
Ma, soprattutto, il 2005 è
l’anno in cui ho meno prodotto da quando ho iniziato
a scrivere, oltre quindici anni fa. A scanso di equivoci,
parlo di “prodotti finiti”, di stesure e
revisioni. Non crediate me ne sia stato con le mani
in mano. In questo periodo ho ideato quattro nuovi romanzi
e cominciato a ideare il Secondo Ciclo Minore (ulteriori
tre).
Il 2006 sarà l’anno in
cui dovrò concretizzare quanto ideato, passando
dall’ideazione alla storia. Il lavoro, però,
è ancora molto e necessita di forze psicofisiche
che spesso consumo lavorando di giorno. È proprio
in quest’ottica che ho eliminato qualsiasi mio
altro impegno, seppur a malincuore.
Cosa mi attende, insomma, nel 2006?
Anzitutto, il responso commerciale
del 2005, da cui dipendono le mie sorti di scrittore
della famiglia Nord (GeMS). Gli esami non finiscono
mai, come diceva qualcuno. E, come ho già avuto
modo di dire più e più volte, quest’esame
è piuttosto difficile da superare. Staremo a
vedere.
Nel caso in cui lo superassi, non
essendo stato con le mani in mano, ho alcune frecce
al mio arco. In primo luogo, “Senzanome”.
In secondo luogo, “Il giorno dopo”.
Di pari passo, anche perché
è un lavoro davvero colossale, rimetterò
mano a La Triade. La nausea causata da nove anni di
impegno costante sul Primo Ciclo Minore mi aveva spossato.
Avevo bisogno di rigenerarmi. Ora guardo nuovamente
con affetto alla mia prima trilogia (e no, quanta malignità
c’è in giro, non c’è alcuna
riedizione in previsione). Ma il progetto che ho in
mente è a lunga scadenza, come lo è la
saga, fin dalle sue prime battute. Quindi per ulteriori
sviluppi dovrete pazientare parecchio. Vi basti sapere
che non ho dimenticato La Triade, anzi! Ma non ho alcuna
intenzione di rovinare anni di lavoro mettendomi fretta:
è una saga complessa, che alla minima distrazione
può scadere nell’incoerenza interna. Ci
vuole concentrazione e tanto, tantissimo lavoro. Datemi
tempo. (Anni. E non stupitevene. Come già vi
dicevo, non sono uno scrittore professionista, bensì
semi-professionista: il tempo a mia disposizione è
limitato.)
Colgo l’occasione per ringraziare
tutti coloro i quali hanno dialogato con me, permettendomi
di confrontarmi, di crescere e di maturare in questi
anni di soddisfazioni. Sono fortunato.
E non smettete di scrivermi.
Se il tempo me lo permetterà,
ma considero l’obiettivo secondario rispetto ai
miei romanzi, tenterò anche di rendere più
interattivo questo mio sito personale. Al minimo, spero
di riuscire a pubblicare on-line i contenuti che già
tempo fa promisi, quelle schede sul Mondo Interno che
ho pronte in formato “word” da anni e che
ancora non ho avuto la forza di preparare in formato
“html” (ho pubblicato soltanto la prima,
ma devo trovare il modo di rendere quella mappa più
facile da gestire: è la cosa che fondamentalmente
mi ha bloccato, poiché troppo laboriosa).
Buona fine 2005 e un ottimo 2006
a tutti!
Rimbocchiamoci le maniche.