Ultimamente noto che molti lettori
– spesso aspiranti scrittori – sono interessati
alla preveggenza. Il che, in un certo senso, è
molto fantasy. Sembrerebbe attinente, dunque. Molti
si interrogano di continuo sul futuro, spesso facendone
una questione personale. Ma, sempre perché questa
sera sento che qualsiasi mia tiepidezza intellettuale
si è sgretolata come argilla nei secoli, credo
tutto ciò sia anche e soprattutto sterile.
Che senso ha chiedersi dove va?
Anzitutto, permettetemelo, spero vada
in ogni direzione possibile. In seconda battuta, risponderei
con una domanda: «E chi se ne frega, no?»
Insomma, non se ne può più
di tutto questo parlottare confuso.
L’unica cosa che ha senso è
commentare i dati di fatto: i romanzi pubblicati. E,
non vedo perché no, commentare anche ciò
che si può trovare in rete, senza spendere un
centesimo. A volte l’inedito in rete – rare
volte, ma capita – ha più valore della
spazzatura che c’è in libreria (l'inedito
nel cassetto, chi lo sa?).
Il resto è aria fritta.
Tutte le illazioni, le congetture,
gli schieramenti, le schermaglie di parte, i fan di
questo e i detrattori di quello... abbiamo davvero così
tanto tempo da gettare alle ortiche?
I generi hanno un grande merito:
fanno molto parlare di sé, anche se non esistono!
E questo, se mi permettete, a me sembra davvero speciale.
Sfido chiunque a non esistere e a far parlare così
tanto di sé.
Per me è facile farmi denigrare:
esisto! Non mi sembra un merito. Anche se, sarò
sincero, gongolo quando leggo certi giudizi negativi
che vengono espressi sui miei libri e su di me autore.
Se do fastidio, significa che esisto. A chi do fastidio?
A chi non esiste, di solito.
In che senso? Oh, ancora con queste
domande inutili...
Vero. Il fatto che io esista non è
una cosa speciale. Preferirei non esistere e che si
parlasse male di me lo stesso. Peccato, niente di speciale.
Mi accontento così, è solo normale.
La verità è una sola,
ragazzi. Un autore che sia tale tira dritto, va’
per la sua strada. Senza temere alcuna direzione, senza
dover mantenere una rotta precisa: perché farsi
limitare? perché limitarsi da soli?
Tutto il ciarlare, sopra e attorno
e di continuo, è aria fritta.
Contano i fatti.
C’è chi li considera
poveri, c’è chi li considera ricchi.
Una cosa è certa: sono fatti.
Dove sta andando la narrativa fantastica,
dunque?
Ma per favore...