Trieste,
21 ottobre 2005
Diritti e doveri
Scusate, ma questa sera sarò
più diretto del solito. Non ho voglia di diplomazia.
Be’, ma quando mai? Oh, insomma, sarà la
pesantissima settimana lavorativa, sarà che sono
malato, sarà che questa sera sono lucido come
mai prima (stiamo freschi!), ma vorrei cancellare una
volta per tutte la parola diplomazia dal mio vocabolario.
Non mi piace, né mi è
mai piaciuta.
Fatto. Cancellata.
Quindi? Leggendo alcune parole che
il grandissimo Luìs Sepùlveda dice in
“Raccontare, resistere”, ho ritrovato ciò
che io ho sempre pensato.
« [...] si dimentica spesso
che c’è un rapporto strettissimo fra diritti
e doveri. Per godere di certi diritti bisogna ottemperare
a determinati doveri. I quali vengono dimenticati, a
sinistra come a destra, perché hanno a che fare
con un concetto di individuo che non è quello
isolato e prigioniero di un presente che vorrebbero
spacciarci per immutabile. I doveri hanno a che fare
con il nostro far parte di una comunità, di una
società, e vengono quasi prima dei diritti. Purtroppo,
questa evidente nozione si va sempre di più perdendo.
»
Perfetto, concordo. Questo concetto
è vero nelle grandi cose, come nelle piccole.
Chiuso il libro, in internet mi sono imbattuto nella
lista di diritti che avrebbe il lettore secondo Daniel
Pennac. Ottima piccola cosa per fare il punto della
situazione.
Buffo. Sarà che questa sera
della diplomazia non so che farmene, ma a me sono venuti
subito in mente altrettanti doveri.
Secondo Daniel Pennac, il lettore
ha:
1 - Il diritto di non leggere
2 - Il diritto di saltare le pagine
3 - Il diritto di non finire il libro
4 - Il diritto di rileggere
5 - Il diritto di leggere qualsiasi
cosa
6 - Il diritto al bovarismo (malattia
testualmente contagiosa)
7 - Il diritto di leggere ovunque
8 - Il diritto di spizzicare
9 - Il diritto di leggere ad alta
voce
10 - Il diritto di tacere
Diamo una sbirciatina all’altra
faccia della medaglia, volete?
Secondo me, il lettore ha:
1 - Il dovere di non commentare un
libro, se non l’ha letto.
2 - Il dovere di non giudicare l’autore,
ma soltanto il libro.
3 - Il dovere di essere educato con
l’autore e gli altri lettori.
4 - Il dovere di rispettare pareri
diversi dal suo (migliori e peggiori).
5 - Il dovere di non considerare in
errore o in malafede l’autore, se non è
d’accordo con lui.
6 - Il dovere di accettare il silenzio
dell’autore come risposta a domande stupide.
7 - Il dovere di accettare il silenzio
dell’autore come risposta a domande argute.
8 - Il dovere di accettare la replica
dell’autore alla sua opinione.
9 - Il dovere di accettare che l’autore
non replichi alla sua opinione.
10 - Il dovere di non parlare di cose
che oggettivamente non può conoscere (ciò
che sta attorno, oltre al e prima del libro).
Cito di nuovo e faccio mio e sottolineo
due volte: si dimentica spesso che c’è
un rapporto strettissimo fra diritti e doveri.
A buon intenditor poche parole.
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