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Trieste, 4 febbraio 2003

Guerra al terrorismo?
E le altre?


   Guerre, signore e signori, ragazze e ragazzi, bambine e bambini: guerre. Usiamo il plurale.
   E non chiudiamo gli occhi... o facciamolo così forte da piangere le nostre lacrime amare, perché non c’è zona del mondo che non abbia il suo conflitto.

   Su questa pagina, prima di altre mie riflessioni sulla tenebra del mondo, non ci sarà posto per la politica: l’aria fritta non sono mai riuscito a digerirla. Solo fatti.

   Guerra: la tenebra somma, la più cupa delle tenebre, ombra che inghiotte ombre.

   Il “nostro mondo” è piombato nell’idea di una guerra che ci può toccare da vicino, il giorno 11 settembre 2001. Un giorno come un altro, lavorativo: ho visto la potenza di internet crollare sotto l’assedio di milioni di occhi attoniti che cercavano notizie... possibile? Tutti se lo chiedevano.

   Stati Uniti vs. Terrorismo, la guerra che ottenebrò il mondo. Sembra sia l’unica ad esistere, assieme a quella degli stati direttamente collegati ad essa (Israele, Palestina - stato riconosciuto o meno non conta: lì c’è un popolo intero in guerra -, Pakistan, India, Iraq...).
   Ma è giusto così, è giusto che si ponga l’accento su questa guerra: noi dobbiamo vedere, è necessario se vogliamo che la coscienza collettiva faccia un salto di qualità. C’è stato? Voglio credere di sì, crederlo per alimentare la speranza, senza la quale non vedo spiragli di luce in questa fitta tenebra.

   Di quale tenebra parlo? Presto detto.
   Dove sono finite le altre guerre?! Perché non se ne parla mai? Vengono toccate le nostre terre, i nostri cari... le nostre tasche... ed improvvisamente ci risvegliamo dal lungo sonno dei crapuloni e dei gozzovigliatori, intimoriti come se fossimo noi sotto le bombe.

   Sveglia! Il mondo è in guerra da sempre: l’11 settemebre 2001 è “solo l’inizio” di una nuova guerra. Tragico, violento, doloroso; non c’è dubbio, tutti stiamo male a rivedere quelle immagini che credevamo impossibili guardando uno qualsiasi dei catastrofici film di Hollywood. Cacciamo l’ipocrisia e l’egoismo: ficchiamoci bene nelle nostre testoline che questa guerra è soltanto l’ultima di una lunga scia di sangue.

   Volete il dunque? Bene, ora farò una semplice lista dei paesi che sono attualmente impegnati in conflitti armati (spesso da molti anni e spesso un singolo stato in più conflitti), escludendo quelli di cui sopra (a meno che non abbiano più conflitti in corso)... e scusate se la lista è lunga.

   Algeria, Angola, Bangladesh, Burundi, Cina, Congo, Egitto, Etiopia, Filippine, Guinea, India, Indonesia, Iraq, Kyrgyzstan, Laos, Liberia, Libia, Macedonia, Marocco, Mauritania, Myanmar, Namibia, Nepal, Nigeria, Pakistan, Papua Nuova Guinea, Perù, Repubblica Centrafricana, Ruanda, Russia, Senegal, Sierra Leone, Siria, Somalia, Sri-Lanka, Sudan, Thailandia, Turchia, Uganda, Uzbekistan.

   I conflitti mondiali attivi sono più di 50.

   E non oso contare gli strascichi di quelli “terminati”.

   Alcuni di questi conflitti hanno mietuto, stanno mietendo e mieteranno una quantità di vittime spaventosa (è solo un dato, in realtà: un solo caduto di guerra è già troppo per essere sopportato). Non sono certo il primo a dire queste cose, né sarò l’ultimo e tanto meno sono ferrato in materia.
   Ma una cosa è certa: non esiste La Guerra... esistono le guerre. E sono tante: di secessione (separatismo o indipendenza, non importa), civili, di repressione, espansionistiche, religiose, interraziali... e gli strascichi (mine, guerriglie, rappresaglie...).
   Che l’11 settembre ci aiuti ad aprire gli occhi sul mondo, oltreché su Bin Laden e sul terrorismo; che le povere vittime americane ed asiatiche ed africane siano morte per qualcosa, se questa frase può avere un senso (e forse non l’ha).

   Ecco perché si dovrebbe parlare di globalizzazione: la guerra è un fatto globale. Ma non è un globo, il nostro, è una lunga striscia di sangue che porta all’inferno.

   E spesso è l’inferno dell’indifferenza.

   La fonte cui ho attinto (ricca di molte altre informazioni) è il sito visitabile all’indirizzo:
   http://www.historyguy.com/new_and_recent_conflicts.html .
   (Lee, R. “The History Guy: New and Recent Conflicts of the World”)

   Colgo l’occasione per segnalarvi il libro di Gino Strada: “Pappagalli Verdi”, edito da Feltrinelli.
   Fatevi un favore: acquistatelo e leggetelo.

               
 
           
           
 
 



© by Andrea D'Angelo

 

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