Ciao, piccola. Facciamo il punto?
Lo sai, un punto ogni tanto ci vuole in un lungo racconto.
Non possiamo mettere soltanto virgole e puntini di sospensione
a ogni frase.
In fondo, è pur sempre presente,
anche se riguarda il passato.
Non molto, no, non molto passato...
ma quanto intenso!
I saw the world with diamonds
in my eyes
and I’d take my heart e throw
it in the sky
I believed that I’d be forever
young
I could burn a hole in the sun
I believed, I believed...
Se ti penso, oggi che questo tempo
grigio e questa foschia ci separano, forti dei chilometri,
e in fondo deboli, io credo. Ho sempre atteso il giorno
in cui sarei stato capace di prendere il mio cuore e
lanciarlo in alto, verso il cielo, incurante del poi,
incosciente fino al midollo.
E tu sai, ora, che mi sei dentro fin
nel midollo.
Mi sento giovane, sono giovane come
mai sono stato prima. Innamorato, folle, pazzo di desiderio,
pazzo di desiderarti a ogni ora del giorno e della notte.
Non c’è limite per me, a te, al modo in
cui hai spazzato via il mondo e l’hai reso d’un
tratto pulito e azzurro, come una bolla di sapone indistruttibile
o una perla che rotola su se stessa e lungo la discesa
del tempo, a velocità costante.
E scendendo, col vento nei capelli,
brezza o bora che sia, ti ho guardata, ti ho annusata,
ti ho sentita fuori e dentro di me, quasi fossi la mia
aria e non potessi che circondarmi di te per vivere.
E il mio cuore ora è lassù
da qualche parte, ora che l’ho lanciato verso
il cielo, liberandolo. Guarda in alto, ogni tanto lo
vedrai passare.
Il punto, dicevo.
Be’... il punto è che
non si dice.
Non si dice, ma lo sai.
E lo so, lo so bene.
So chi sei.
Sei lei.
Sei.