Niente è più come prima.
La casa, che tanto amavo, ora sembra
vuota; ed è silenziosa, fredda... quasi esanime.
Ununica anima si aggira da un angolo allaltro,
in pena, ricordando il vecchio dolore e temendone di
nuovo.
Ma, lo sai, lo so, non cè
gioia senza rischio di dolore.
Quindi eccomi qua, piccola. Solo e
ferito, che mi trascino fingendo calma, sperando che
così il tempo passi più velocemente, facendomi
sembrare i giorni un attimo. Giorni come uneternità,
vasta, scura, soffocante.
Sei appena andata via e già
mi sembra troppo. Vorrei che finisse, subito, che tornassi,
qui e per sempre, mai più in viaggio.
Sono vulnerabile, come un virgulto
di fronte a un temporale, assetato e bisognoso dacqua,
timoroso di affogarvi. E il temporale è arrivato,
ha tuonato, ci ha illuminato e si è lasciato
alle spalle il pulito, tingendo di nitidezza la vita
che ci circonda.
E, sì, niente è più
come prima. Il giorno si dilata e perde senso, la notte
mi sta larga. Il risveglio è rassegnato, di una
rassegnazione silente, passata a fissare il colore ambrato
di una tazza fumante, nel tentativo di leggere sulla
superficie trasparente qualche riflesso della tua presenza,
di scorgere il fremito di un tuo respiro nei vapori
che salgono regolari, troppo regolari.
Oggi cera un tramonto che mozzava
il fiato, una di quelle cose che si ricordano, a lungo
o per sempre. Ma io stavo lì, inebetito, osservando
quello spettacolo senza vederlo, vedendo te, i tuoi
capelli esaltare la luce del sole, la tua pelle più
liscia dellaria di là dal parapetto, i
tuoi occhi più luminosi... con quella luce...
quella luce...
Sei tu? Sei lei?
Quella conca ancora nel cuscino, quel
lenzuolo stropicciato, quel capello nel posto più
improbabile, quella fontana al centro della piazza,
quella bibita frizzante, quella sedia scomoda, quel
gusto dolce, quel profumo... tutto, tutto questo benedetto
insieme di tutto!
Sei tu, lei? Sei lei, tu?