Trieste,
24 luglio 2002
La chiave

Il pensiero e la chiave, una cosa
apparentemente astratta e una sicuramente concreta.
Lapparenza inganna.
Quanto diviene tangibile il pensiero,
quando espresso; a volte taglia più di una lama
affilata, fora più di una punta acuminata, brucia
più del fuoco e gela più del ghiaccio.
Quando una chiave chiude, poiché non solo apre,
ciò che giace oltre la porta diviene intangibile.
Eppure anche e soprattutto apre,
simbolicamente parlando.
È un simbolo potente, spesso
ricorrente nelle tradizioni di molti popoli. Da me è
intesa nel senso di via verso la comprensione,
poiché vorrei usarla per dipanare le nebbie che
spesso avvolgono la creatività, schiudendo cancelli
cigolanti che non tutti osano varcare, portandovi in
luoghi da cui si può vedere un nuovo mondo distendersi
di fronte a voi, fantastico, meritevole di considerazioni
quanto quello in cui viviamo, a volte stando un po
stretti, sentendoci soffocare.
Il rimedio esiste, labbiamo
in pugno, poiché è parte di noi e non
può sfuggirci: la fantasia.
Il pensiero è la chiave. |