.:  Le considerazioni

.:  Tempo di fare pulizia
.:  Passi
.:  Una bugia
.:  Non può piovere per sempre
.:  Eh?!
.:  Acqua
.:  Fuoco
.:  Gli editori in Italia
.:  Aria
.:  Terra
.:  Il vuoto
.:  Un sogno?
.:  La molla
.:  Una pennellata di rame
.:  Fiocco di neve
.:  La chiave
.:  L'albero
.:  La croce
.:  L'occhio
.:  La mano
.:  La clessidra
.:  Sei lei?
.:  Il punto
.:  Guerre
.:  Dannazione
.:  Fottetevi!
.:  Tre
.:  Signor Silenzio e Sire Bivio
.:  Sconfitto
.:  Poesia
.:  Luce sarà
.:  Viaggiando
.:  Cari ragazzi,
.:  Basta?
.:  Sovversione naturale
.:  Diritti e doveri
.:  Ma per favore...
.:  Il secchio
.:  Riflessione escatologica
.:  2005
.:  Non significa nulla
.:  Progresso?
.:  Il Premio Italia e il Fantasy
.:  Nolager.com
.:  1052
.:  Colore
.:  Credere nella differenza
.:  Se tornerò
.:  Feliz cumpleaños
 
 

 

Trieste, 24 luglio 2002

Fiocchi di neve


   «Ti dirò il mio segreto, credo sia il momento di svelarlo a qualcuno: io ho realmente vissuto le mie storie. I paesaggi che ho descritto sono quelli del mondo in cui viviamo, tu ed io. Non c’è bisogno di immaginare alcunché... è tutto qui», gli sorrisi, allargando le braccia, guardandomi attorno. «Basta amare profondamente la realtà per scrivere fantasy.»
   Mi sorrise.
   «E la neve?» chiese, di nuovo serio. Ascoltava, con attenzione.
   «La neve è diversa da tutto il resto... almeno lo è per me: è la massima espressione della capacità di stupire che la natura ha.» Feci una pausa, guardandomi attorno, in silenzio. «Non c’è nient’altro che colora il mondo allo stesso modo.
   «La neve è fatta di cristalli, gelidi, ma si scioglie con il calore delle mani, basta non prenderne troppa... è come la vita: basta non pretenderne troppa, altrimenti tutto sfugge. Se ne accogli la giusta quantità nel palmo della mano, allora la vedrai sciogliersi prima che ti geli le mani.»
   «Ancora non capisco come fa a descriverla così bene», commentò, dopo qualche istante di silenzio.
   «Allora entra nel mio giardino, come ospite.» Feci scattare la serratura del cancelletto e lo aprii. Il ragazzino non riuscì a nascondere lo stupore. «Entra e siediti in mezzo alla neve, finché non ti si infradiciano i pantaloni e inzuppano le mutande e il freddo del suo tocco ti arriva alla pelle. Quando sentirai le sue mille piccole mani toccarti non la scorderai più, allo stesso modo di quando ti punge il viso mentre fiocca... vivila, poi la descriverai, vedrai.»
   «Grazie», mi sorrise, ora incapace di restare serio, quasi gli avessi fatto un dono inestimabile. Ma nel pensare a ciò che doveva fare si adombrò, poiché la concentrazione portava ombre, sempre... sì, era giusto così; probabilmente era lo stesso per me.
   «Prima di andartene bussa alla mia porta, non ho il campanello», gli feci l’occhiolino, «voglio che i miei amici si presentino come i personaggi dei miei libri. E chi è già nel mio giardino è un amico. Bussa e berremo una tazza di tè assieme. Così capirai che al caldo ti sarà impossibile non pensare al freddo della neve, alla sua bellezza fatata. E quando penserai alla neve penserai alla vita.
   «La neve è come la vita.»

               
 
           
           
 
 



© by Andrea D'Angelo

 

Homepage Negrore.com Homepage Negrore.com Homepage considerazioni