Esistono delle frasi che nella loro
semplicità sono immense; a volte sono come una
scala di cristallo che sale verso il sole, a volte spalancano
sotto i tuoi stessi piedi un baratro tenebroso.
Ovunque tu sia, ovunque andrai...
ovunque. Questo ovunque, cosa sarà mai?
Lontano, vicino?
Un solo infinito interrogativo a cui
dare risposta non è affatto semplice; o la risposta
è infinita.
Esiste una risposta definitiva...
per me esiste. Spesso, o sempre, quella risposta è
una persona che senti dentro come nessunaltra.
È una persona che mai avresti pensato di trovare
lì, di trovarla in quel momento, né di
scoprire che era lei, né che mai lo diventasse
davvero... che fosse lei, però, se ci pensi bene,
se provi a sentire veramente dentro di te, capisci daverlo
sempre saputo.
Era lei fin dallinizio, è
lei adesso; sarà lei? Tu, sai chi sei, sai che sto
parlando di te; sei una pennellata rossa al centro di
me, del mio bianco; rossa come solo il rame riesce ad
esserlo, con quelle sfumature infinite. Sai chi sei,
tu; sei sempre stata.
Sei tu la mia risposta infinita.
Non nasconderti tra queste righe e,
ti prego, non intendere le mie parole vuote o il mio
vivere pavido. Ti sento da sempre... e lo sai. Te lho
detto decine di volte, a modo mio, come sono capace,
da incapace; e per quanto poco... tu lhai sempre
saputo.
È così. Ti sento, dentro,
in profondità e più a fondo ancora. No...
il cuore non centra, quella è roba buona
per le canzonette. Ti sento nello stomaco che mi si
rivolta contro, impedendomi di bere; nei polmoni che
sussultano e mi impediscono di respirare con regolarità;
nelle gambe, che improvvisamente diventano piombo. Negli
occhi, perché non riesco più a vedere
il resto. Nelle mani, che stringono il bicchiere e vorrebbero
frantumarlo... perché è freddo, non è
te.
Non è te.
Questa vita è dura, ti mette
alla prova di continuo. È quasi un dovere essere
forti... e quasi un dovere essere come gli altri ti
vogliono, dicendoti che sarebbe un bene per te, essere
come loro. Perché non hai ancora capito, perché
ignori, perché e perché e perché...
come se vivere fosse una strada a senso unico.
Mi sono scoperto fragile. Ho dovuto
raccogliere i cocci di me stesso, più volte.
Di fronte a te, e lo sai, rischio di andare di nuovo
in pezzi. Eppure non sogno questo e non sembra così,
eppure mi stai di fronte e giochi con me come il mare
gioca con le scogliere... e tu osservi, stai lì,
e credi che le scogliere siano più forti; ma,
si sa, è il mare a vincere, sempre, scavando
le coste, logorandole.
Ovunque tu sia, ovunque andrai...
lo sai, sarai il mio mare. Sarebbe meglio essere barca
che scogliera, in balia delle tue correnti, alla deriva,
ma perlomeno libero di viverti assieme ai venti! Ma
così non è, sono solo scogliera.
Ovunque, è questo il problema.
Dove sei? Dove stai andando, senza di me? Non è
questo che vorrei, non è questo che per me sei.
Sei qui, ovunque tu sia e ovunque tu stia andando. Sei
qui, dentro me.
Ovunque io vada, sei una pennellata
di rame al centro del mio bianco.