Finalmente torno al mio sito, torno
al mio presente.
Quando, un paio di mesi fa, ho ricevuto
la risposta dellEditrice Nord (nello specifico
di Gianfranco Viviani) ero talmente stupito che per
un paio di minuti ho camminato su e giù per casa
senza capire perché. Ad un tratto mi sono fermato:
Ma cosa k@77! stai pensando?
Giuro, non ricordo quei pensieri,
ma erano assolutamente folli! o_O
No, niente che avesse a che fare con
la gloria, la fama, la ricchezza o altre simili follie
legalizzate... parlo proprio di follia non legalizzata,
quella che tutti considerano follia: non avevano senso,
punto e basta. Infatti, probabilmente lincoscio
mi vuole proteggere, non li ricordo. :-)
Bene; da febbraio non sarò
più un autore di fantasy inedita, dunque.
È un sogno? Non saprei dirlo,
ve lassicuro.
Da un certo punto di vista lo è,
piccolo, ma lo è. La parte spensierata e bambina
di me stesso ride, ride della grossa. E so che riderà
ancora di più, in futuro: tra tutte le immagini
che mi sono sovvenute in passato, la più frequente
era quella di me in libreria che fissavo basito il mio
libro tra gli altri, sugli scaffali. Riderò quel
giorno, ve lassicuro.
Quella stessa parte di me, però,
verrà intimidita da quel poco di popolarità
che avrà (sottolineo che il poco è
ciò che credo, non falsa modestia: il genere
fantasy in Italia è quello che è quanto
a diffusione, anche con le più rosee aspettative
- e non sono tipo che si fa aspettative -...). In fondo,
e sarebbe sciocco altrimenti, mi sento esattamente quello
di prima (un po più felice me lo concedete?).
E quello di prima è un ragazzo che si sente sempre
di peso quando parla delle proprie aspirazioni da scrittore,
dei propri romanzi, tanto che molte delle persone che
mi conoscono non sanno nemmeno che scrivo (tuttora).
Qui, nel mio sito, è diverso: scrivo, in fondo...
e mi nascondo dietro alla rete delle reti. Un piccolo
trucco per uscire dalla tana. ;-)
Un sogno, dicevo. Da un altro punto
di vista non lo è.
In primo luogo, diamo a Cesare quel
che è di Cesare, la breccia nelleditoria
italiana è stata aperta da Fabiana Redivo o perlomeno
allargata di molto. Senza di lei non avrei avuto questoccasione.
In secondo luogo, se loccasione
cè, bisogna essere in grado di sfruttarla.
E qui, senza falsa modestia, credo daver fatto
molto in questi anni per essere scelto tra i tanti (quello
che penso è che sicuramente fossi tra i migliori
a presentarsi allEditrice Nord. Dopo di questo,
penso anche che sicuramente non ero il migliore...).
Anni di dedizione alla scrittura,
costellati da sacrifici, da molti sforzi
per crescere come narratore (saper scrivere non è
saper narrare), da unapertura alle critiche altrui
a volte dolorosa... beh, anni di dedizione, con tutto
ciò che sta attorno, anni che non potevano passare
inosservati.
Potevano non essere scelti, alla fine,
ma non ignorati.
No, non è soltanto un sogno, è anche un
traguardo. Piccolo.
Ora la palla passa a chi mi leggerà,
da febbraio.
Ed in questo tutto il mio potere diviene
cenere di un fuoco che è stato. Una cosa è
certa: il fuoco che è dentro di me non si è
spento, anzi... e, come in passato, nessuno riuscirà
a spegnerlo.