.:  Le considerazioni

.:  Tempo di fare pulizia
.:  Passi
.:  Una bugia
.:  Non può piovere per sempre
.:  Eh?!
.:  Acqua
.:  Fuoco
.:  Gli editori in Italia
.:  Aria
.:  Terra
.:  Il vuoto
.:  Un sogno?
.:  La molla
.:  Una pennellata di rame
.:  Fiocco di neve
.:  La chiave
.:  L'albero
.:  La croce
.:  L'occhio
.:  La mano
.:  La clessidra
.:  Sei lei?
.:  Il punto
.:  Guerre
.:  Dannazione
.:  Fottetevi!
.:  Tre
.:  Signor Silenzio e Sire Bivio
.:  Sconfitto
.:  Poesia
.:  Luce sarà
.:  Viaggiando
.:  Cari ragazzi,
.:  Basta?
.:  Sovversione naturale
.:  Diritti e doveri
.:  Ma per favore...
.:  Il secchio
.:  Riflessione escatologica
.:  2005
.:  Non significa nulla
.:  Progresso?
.:  Il Premio Italia e il Fantasy
.:  Nolager.com
.:  1052
.:  Colore
.:  Credere nella differenza
.:  Se tornerò
.:  Feliz cumpleaños
 
 

 

Trieste, 21 settembre 2001

Il vuoto


   Un gran senso di vuoto, che torna maledetto con archi di dolore sordo.
   Di nuovo quel vuoto opprimente, scatenato... stanato.
   Cosa puoi mai sapere, tu, di me?
   Hai mai sentito dentro di te qualcuno a tal punto da non riuscire a vedere gli altri?
   Ti sei mai sentito così perduto?
   Vado alla deriva in un oceano su cui regna una calma piatta, un oceano che conta una sola isola, ai miei occhi, che ho perduto durante una tempesta ed ora non riesco più a ritrovare; sai cosa significa?
   Ti sei mai sentito solo perché quell’isola e ciò che significava era la tua unica compagnia?
   Perduta, l’isola, probabilmente per sempre.
   Ora, cosa mi importa di altri lidi?
   Forse tra essi ce n’è uno che meriti di essere raggiunto, hai ragione, ma bisogna avere la forza di cercare ancora, di rischiare ancora, di aprirsi per l’ennesima volta, pronti ad essere squartati, ad occhi sbarrati di fronte alla prossima tempesta, che ti spazzerà via, spingendoti a largo, inesorabilmente alla deriva, fradicio e disidratato.
   Ma di me so molto più di te; e in questo non mi capisci.
   Poco male, amico mio, non sei né il primo né l’ultimo incapace di intendere. Però non calcare la mano, se non vuoi lasciare un segno più profondo di quanto tu voglia, tra te e me. Non sai, credendo di sapere, e per questo sei scusabile (chissà quante volte ho commesso io lo stesso errore!). Vuoi farmi vedere la mia vita con i tuoi occhi: per questo non lo sei.
   C’è un limite invalicabile, il rispetto. Ed esiste una soglia che non devi varcare, oltre la quale c’è il vuoto che spesso mi opprime, un vuoto popolato da persone a cui non ho più nulla da dire.
   E che non hanno più nulla da dirmi.
   Un vuoto colmo di silenzi.
   Se non rispetti il limite e varchi la soglia, diventerai parte del vuoto.

               
 
           
           
 
 



© by Andrea D'Angelo

 

Homepage Negrore.com Homepage Negrore.com Homepage considerazioni