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Trieste, 24 agosto 2001

Gli editori in Italia


   Il mercato italiano di narrativa fantastica è davvero piuttosto piccolo. La fantascienza naviga in acque migliori rispetto all’horror ed alla fantasy, ma comunque la situazione non è molto più rosea.
   Come se ciò non bastasse gli editori (sottinteso “di narrativa fantastica”) non offrono grandi possibilità agli autori italiani, preferendo pubblicare opere straniere che hanno già ottenuto risultati concreti in Europa e, soprattutto, oltreoceano. Questo è certamente l’aspetto più deplorevole: non esistono scusanti, a mio avviso, poiché non coltivare gli scrittori nazionali è decisamente triste e non fa altro che impoverire le librerie delle nostre città.
   Ovvio che esisteranno delle eccezioni, ma questa è la regola.
   Come se ciò non bastasse, certi editori si affidano alle agenzie letterarie per riempire il minuscolo spazio riservato agli autori nazionali. Le agenzie letterarie chiedono cifre eccessive e non giustificate per la sola valutazione dei manoscritti: sicché alla fine la loro attenzione si sposta su come trovare altri polli da spennare, anziché su come far diventare il pollo una gallina dalle uova d’oro.
   In definitiva, mi trovo sempre a constatare che il vero editore, quello che faceva anche della ricerca di nuovi talenti il suo pane quotidiano, è oramai una specie in via d’estinzione. Quanti di essi sono disposti a rischiare per un autore inedito e sconosciuto?
   Non importa quanto bravo l’autore sia oggettivamente: la logica del mercato viene prima di tutto.
   Tengo in debita considerazione tutti i costi che un editore deve affrontare e, davvero, non sono pochi. Tuttavia, sinceramente, ritengo che i grossi rischi di fallimento cui gli editori di narrativa fantastica vanno incontro in Italia siano anche imputabili alle loro politiche assai poco nazionalistiche: guardano troppo spesso oltre i confini del nostro paese per essere scusati e difesi in tutto.
   E chi guarda troppo a lungo le stelle finisce per cadere nella buca un metro davanti al suo naso.

   Non fraintendete: credo ancora negli editori. E continuo a sognare, poiché le eccezioni possono divenire consuetudine.
   No?
   Allora aggirerò l’ostacolo, eliminandolo di fatto grazie ad internet: quando si tira troppo una corda la si può spezzare. E quando si spezzerà, se si spezzerà, chi avrà davvero perso la guerra non saranno gli autori ancora inediti: non hanno niente da perdere, loro...

               
 
           
           
 
 



© by Andrea D'Angelo

 

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