Il mercato italiano di narrativa fantastica
è davvero piuttosto piccolo. La fantascienza
naviga in acque migliori rispetto allhorror ed
alla fantasy, ma comunque la situazione non è
molto più rosea.
Come se ciò non bastasse gli
editori (sottinteso di narrativa fantastica)
non offrono grandi possibilità agli autori italiani,
preferendo pubblicare opere straniere che hanno già
ottenuto risultati concreti in Europa e, soprattutto,
oltreoceano. Questo è certamente laspetto
più deplorevole: non esistono scusanti, a mio
avviso, poiché non coltivare gli scrittori nazionali
è decisamente triste e non fa altro che impoverire
le librerie delle nostre città.
Ovvio che esisteranno delle eccezioni,
ma questa è la regola.
Come se ciò non bastasse, certi
editori si affidano alle agenzie letterarie per riempire
il minuscolo spazio riservato agli autori nazionali.
Le agenzie letterarie chiedono cifre eccessive e non
giustificate per la sola valutazione dei manoscritti:
sicché alla fine la loro attenzione si sposta
su come trovare altri polli da spennare, anziché
su come far diventare il pollo una gallina dalle uova
doro.
In definitiva, mi trovo sempre a constatare
che il vero editore, quello che faceva anche della ricerca
di nuovi talenti il suo pane quotidiano, è oramai
una specie in via destinzione. Quanti di essi
sono disposti a rischiare per un autore inedito e sconosciuto?
Non importa quanto bravo lautore
sia oggettivamente: la logica del mercato viene prima
di tutto.
Tengo in debita considerazione tutti
i costi che un editore deve affrontare e, davvero, non
sono pochi. Tuttavia, sinceramente, ritengo che i grossi
rischi di fallimento cui gli editori di narrativa fantastica
vanno incontro in Italia siano anche imputabili alle
loro politiche assai poco nazionalistiche: guardano
troppo spesso oltre i confini del nostro paese per essere
scusati e difesi in tutto.
E chi guarda troppo a lungo le stelle
finisce per cadere nella buca un metro davanti al suo
naso.
Non fraintendete: credo ancora negli
editori. E continuo a sognare, poiché le eccezioni
possono divenire consuetudine.
No?
Allora aggirerò lostacolo,
eliminandolo di fatto grazie ad internet: quando si
tira troppo una corda la si può spezzare. E quando
si spezzerà, se si spezzerà, chi avrà
davvero perso la guerra non saranno gli autori ancora
inediti: non hanno niente da perdere, loro...