Cosè una domanda, in
fondo? Un semplice dubbio? Insomma, un piccolo riflesso
dei pensieri? Uninvisibile scheggia che punge
il cervello? O qualcosa di più grande? Magari
un dilemma esistenziale? Un grosso vuoto da colmare?
Poiché in qualche modo bisognerà pur colmarlo,
no? No?
Chi lo sa?
Ci si interroga sul passato per comprendere
il presente? Ed il presente, cosè? Lattimo
fuggente? O il radicamento di ciò che si è,
nellattimo stesso, attimo dopo attimo? Per un
futuro migliore? O semplicemente più consapevole?
O è qualcosa di più lungo dun istante,
più lungo dun secondo e di un minuto? È
qualcosa che ci opprime, stretto, o qualcosa che ci
dà sufficiente spazio per agire? e per non subire?
ossia, per scegliere?
In fondo, abbiamo davvero bisogno
di spiegazioni? Per quale perverso motivo lessere
umano cerca la ragione dogni cosa? Ma davvero
tutti sono così grandi cacciatori di risposte?
No? Allora, per quale motivo trovo così affascinante
lessere umano che si interroga di continuo? E
per quale motivo trovo incomprensibile, se non involuto,
un essere umano che non si pone domande su nulla o quasi?
O che se ne pone poche? O comunque troppo poche? E quanto
sono troppo poche?
Grandi interrogativi? Ad esempio,
è meglio la consapevolezza o linconsapevolezza?
Come si vive da consapevoli? Si sta meglio? Una volta
trovata la risposta ad una delle infinite domande, si
è davvero soddisfatti? La risposta potrebbe non
piacere, giusto? Dunque ci si rinforza? E non è
forse peggio restare nellignoranza? Non sapere?
Continuare a vagare nelloblio del dubbio, del
forse, del si vedrà, del chissà, del prima
o poi...? Non è meglio il sì o no? la
certezza, anche se negativa?
Abbiamo davvero bisogno di spiegazioni?
Le risposte sono anche una sola volta definitive? E
quando lo sono, se lo sono, non generano forse ulteriori
decine e decine di domande? E le spiegazioni e le risposte
sono la stessa cosa?
Cosa cè nel mezzo? Cosa,
in tutto questo marasma di interrogativi? Esiste una
risposta per ogni domanda? una risposta a tutto? O magari
una risposta globale? una unica?
La morte?
Bene, ma che risposta sarà?
Una semplice totale annichilente improvvisa assenza
di domande? Il nulla? Non sarebbe forse come non aver
avuto risposta, il nulla? Qualcosaltro? Ma cosa?
Cosa?
È davvero necessario questo
devastante senso di impotenza di fronte alla vastità
della vita, per vivere?
È davvero necessario distruggersi
e struggersi per venirne a capo?
È davvero necessario?
Eh?!