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Trieste, 3 aprile 2001

   A volte la verità si tramuta in una menzogna; poi diviene evidente che si era soltanto mascherata da menzogna, così, per un po’.
   Non può piovere per sempre.
   Ma dopo il sole pioverà ancora.

Trieste, 24 febbraio 2001

Non può piovere per sempre


   Avete mai notato come a volte le parole degli ignoranti siano pesantemente più dirette di chi invece sa?
   Dialogo con tante persone, sempre, perché mi piace parlare ed ascoltare, scoprire le diverse visioni del mondo. E talvolta, sempre sorpreso, mi viene servita la soluzione ad un problema da chi non ne conosce nemmeno l’esistenza.
   Con o senza?
   Non importa, la vita è piena, rotonda e coinvolgente sia che sia una serie di con che una serie di senza. E, comunque, è una serie di con e di senza. Dipende da come la si guarda.
   Con gioia e senza dolore, senza gioia e con dolore... in compagnia od in solitudine, svegli o addormentati, affamati o sazi... bello, sarebbe bello fosse così semplice, vero? E forse lo è.
   Ci sono certi momenti, però, in cui tutto sembra diverso... molto con o molto senza. È una sorta di infinito sali scendi, irregolare, al tempo stesso spigoloso e smussato, come un’equazione impazzita od una formula senza soluzione.
   Alla fin fine, unica certezza, ti ritrovi sempre nudo di fronte alla vita, nel bene o nel male.
   E senza riuscire a definire cosa sia bene e cosa male.
   Mi viene in mente la frase di una canzone: you gave me nothing, now it’s all I’ve got, non mi hai dato niente, ora è tutto ciò che ho. Non è forse espressione del non saper definire? Prima sembra nulla, poi diviene tutto. E quante volte sembra tutto e poi diviene nulla?
   Cosa ci spinge a continuare, a perseverare, a volte non riesco proprio a capirlo. Cosa ci spinge a sperare sempre, a sognare, a vivere come se tutto il dolore che abbiamo dentro sia poco importante. Perché riusciamo sempre, in qualche modo, ad accantonarlo, a zittirlo? E perché ci illudiamo di riuscirvi davvero, devastati dopo anni di apparente tranquillità ad un minimo accenno del passato?
   Non è possibile eliminarlo, il dolore. Lo si può metabolizzare, rendere innocuo o, se non altro, non annichilente. Sembra impossibile ingoiarlo e digerirlo quando annienta il presente, che diviene un’inutile successione di eventi privi del benché minimo valore ai tuoi occhi, al tuo cuore.
   È vero: le cose che si perdono acquistano improvvisamente un valore enorme, come succede a volte con quelle che non si possono avere. Ma cosa, cosa se anche quando non le avevate ancora perdute davate loro un valore enorme? Le cose... non sto parlando di cose, ovviamente.
   E qui il mio pensiero si arena: non c’è logica, non c’è ragione, non c’è più tempo... è troppo tardi. Non capisco più un pensiero avuto di recente: non è mai troppo tardi e nel contempo lo è sempre. Non lo capisco, perché ora è troppo tardi; punto.
   Non può piovere per sempre, disse un film, anni fa.
   Ieri notte, tornando a casa, ho visto cadere la pioggia e l’ho vista diventare neve, mentre il vento la violentava. Questa mattina è rimasto soltanto il vento, soltanto ciò che mi inquieta. Non piove, fuori.
   Mi dico che non può piovere per sempre, nemmeno dentro.

               
 
           
           
 
 



© by Andrea D'Angelo

 

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