<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><rss xmlns:atom='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' version='2.0'><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-5100795322448308846</atom:id><lastBuildDate>Sat, 10 May 2008 08:57:33 +0000</lastBuildDate><title>Negróre.com - Blog-considerazioni</title><description/><link>http://www.negrore.com/blog/index.htm</link><managingEditor>noreply@blogger.com (Parao)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>81</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-5100795322448308846.post-834755955325664489</guid><pubDate>Fri, 09 May 2008 11:49:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-05-09T13:00:20.988+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Scrittori</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Letteratura</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Scrittura</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Vita</category><title>Intervista a Steven Erikson</title><description>A chi non l'avesse ancora letta, suggerisco quest'intervista di Jeff VanderMeer al mio scrittore contemporaneo preferito, Steven Erikson.&lt;br /&gt;È un'intervista molto intima, in certi momenti, e tocca ferite ancora abbondantemente sanguinanti in me. Mi è piaciuta molto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel contempo ho capito perché sono così affine all'autore canadese, di sensibilità parlando: guardo al mondo col suo stesso spirito. E soffro di ciò che vedo proprio come lui descrive (moltissimi di noi, io voglio credere la maggior parte, soffrono di ciò che vedono; ma anche la sofferenza è un aspetto della nostra vita piuttosto soggettivo, ecco perché dico che il mio modo è molto simile al suo - anche e soprattutto come &lt;em&gt;reazione&lt;/em&gt; alla sofferenza). Spesso, per l'appunto, ho queste cadute d'umore che mi fanno scrivere in modo cupo, violento, con uno stile quasi spezzato e con una foga che quando sono sereno non ho.&lt;br /&gt;La profondità della tenebra che nasconde l'animo umano era inimmaginabile, finché non hanno cominciato a mostrarcela (soltanto in parte).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leggetelo qui: &lt;a href="http://clarkesworldmagazine.com/erikson_interview.html"&gt;http://clarkesworldmagazine.com/erikson_interview.html&lt;/a&gt; (in inglese)</description><link>http://www.negrore.com/blog/2008/05/intervista-steven-erikson.html</link><author>noreply@blogger.com (Parao)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-5100795322448308846.post-1966460741183822510</guid><pubDate>Tue, 29 Apr 2008 14:55:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-04-29T18:03:53.201+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Fotografia</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Vita</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Viaggio</category><title>La bellezza che ci circonda</title><description>&lt;a href="http://www.negrore.com/blog/uploaded_images/Piazza_CorneliaRomana-757283.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://www.negrore.com/blog/uploaded_images/Piazza_CorneliaRomana-757197.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Piazza Cornelia Romana - Trieste, aprile 2008&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ripensando alle ultime foto scattate, ho iniziato a riflettere sul mio viaggio in Sudamerica e sul fatto che da sempre sono capace di vedere bellezza là dove guardi, semplicemente perché è una mia inclinazione. Sono fortunato, nulla più. Non mi ritengo "bravo" o "artistico" per questo, solo fortunato. Questo ha prodotto, in passato, una traduzione della realtà nel "sense of wonder" che le mie descrizioni hanno trasmesso a più d'un lettore.&lt;br /&gt;Ho un certo modo di guardare alle cose: mi soffermo sempre sui particolari. È una cosa che ogni volta mi ricorda un po' il sacchetto di "American Beauty" che gira su se stesso, danzando nell'aria. I particolari sono tutto, in un certo senso (e, per chi mi ha letto, sa che è difficile raggiungere il giusto equilibrio con i particolari... credo di eccedere a volte!). I particolari donano profondità.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ebbene, la foto qui sopra non è né più né meno che un angolo della piazzetta che dista pochi passi dal portone di casa mia (&lt;em&gt;nostra&lt;/em&gt;, ossia dei due "xenofolli" di due considerazioni fa).&lt;br /&gt;Non è bellissima?&lt;br /&gt;Bisogna solo aver voglia di guardare con attenzione, in fondo. Basta regalarsi il tempo di gironzolare un po' una notte, anziché rincasare subito. Quindici minuti, mezz'ora. Camminare un po', fermarsi e scattare alcune foto, giocando con il mondo che ci circonda. Molto, molto semplice. Quasi troppo. Quasi, perché questo è ciò che c'è stato dato di proposito... se soltanto sapessimo riconoscerlo e sfruttarlo a dovere ogni santo giorno della nostra vita.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il mondo è qui per noi tutti, senza distinzione di alcun tipo. In armonia, viviamolo!&lt;br /&gt;In un modo o nell'altro, con un po' d'astuzia, si riesce a catturarne la bellezza.&lt;br /&gt;E viverlo davvero.&lt;/div&gt;</description><link>http://www.negrore.com/blog/2008/04/la-bellezza-che-ci-circonda.html</link><author>noreply@blogger.com (Parao)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-5100795322448308846.post-7442344831467574440</guid><pubDate>Mon, 28 Apr 2008 18:57:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-04-28T20:31:14.015+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Scrittori</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Lettori e detrattori</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Letteratura</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Scrittura</category><title>Magia!</title><description>« &lt;em&gt;Rodarred, l'antica capitale della Provincia AEana, era una città costituita di punte: una foresta di pini, e al di sopra delle guglie dei pini, una più aerea foresta di torri. [...] &lt;/em&gt;»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;em&gt;Ursula K. Le Guin&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;I reietti dell'altro pianeta&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Questa è magia!&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;br /&gt;Ero venuto qui soltanto per dirvi questo. Per omaggiare la donna che per me resta la più grande scrittrice vivente del fantastico. Poi, m'è venuto in mente che invece potevamo fare un gioco.&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Vi va? Daiii! Per favore! Sarei felice se partecipaste, &lt;em&gt;tutti!&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Il brano qui sopra (rileggetelo dopo!) è l'inizio di un capitolo. Le due parti sottostanti sono la sua continuazione. Le tre parti, cioè, sono un paragrafo unico.&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Bene, detto ciò, io le ho divise così.&lt;br /&gt;In tre.&lt;br /&gt;C'è un perché. Anzi, un doppio perché: uno più evidente e uno più profondo. Sono sicuro, però, che è la &lt;em&gt;mia personalissima visione &lt;/em&gt;della scrittura - che mi ha portato a definire quest'esempio "magia!". Per scoprirlo, vorrei che voi tentaste di dare una spiegazione dei perché, senza che io ve lo dica. **&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;br /&gt;Ora leggete i tre brani, partendo da quello qui sopra. Aspetto la vostra spiegazione &lt;em&gt;con ansia&lt;/em&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;br /&gt;E due...&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;br /&gt;« &lt;em&gt;[...] Le strade erano scure e strette, muschiose, spesso nebbiose, al di sotto degli alberi. Soltanto dai sette ponti che attraversavano il fiume si poteva alzare lo sguardo e vedere la cima delle torri. Alcune di esse erano alte cento metri e più, altre erano dei semplici germogli, come se fossero case normali andate a seme. Alcune erano fatte di pietra, altra di porcellana, di mosaico, fogli di vetro colorato, coperture di rame, stagno, oro, ornate in modo incredibile, delicate, luccicanti. &lt;/em&gt;»&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;br /&gt;...e tre!&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;br /&gt;« &lt;em&gt;[...] In queste strade affascinanti e allucinanti aveva sede l'urrasiano Consiglio dei Governi Mondiali fin dall'inizio dei suoi trecento anni d'esistenza. Anche molte ambasciate e consolati presso il Consiglio e l'A-Io si raggruppavano a Rodarred, a meno di un'ora da Nio Esseia, sede nazionale del governo.&lt;/em&gt;»&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;br /&gt;Ecco fatto.&lt;br /&gt;Giocate, vi prego!&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;br /&gt;Un sorriso,&lt;br /&gt;Andrea&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;** (In seguito, se vorrete, in un'altra considerazione - "post"... bleah! - facciamo il gioco contrario: le suddividerete voi a vostro piacimento e spiegherete il perché.)&lt;/div&gt;</description><link>http://www.negrore.com/blog/2008/04/magia.html</link><author>noreply@blogger.com (Parao)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-5100795322448308846.post-1805628283027860903</guid><pubDate>Mon, 21 Apr 2008 13:06:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-04-22T08:11:27.110+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Ecologia</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Vita</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Viaggio</category><title>Il vero silenzio</title><description>&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://www.negrore.com/blog/uploaded_images/Il_silenzio-727789.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://www.negrore.com/blog/uploaded_images/Il_silenzio-727703.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="font-size:78%;"&gt;La Gran Sabana&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Una delle cose che mi hanno colpito profondamente della Gran Sabana è il suo silenzio. Il &lt;em&gt;vero&lt;/em&gt; silenzio, quello possibile e umanamente godibile. In quei luoghi incontaminati, il mio pensiero è corso spesso al concetto di "inquinamento acustico", in un modo talmente repentino, quasi violento, che ho provato compassione per noi, uomini civilizzati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guidare la macchina noleggiata era una meraviglia, circondati su ogni lato da lande sterminate, che sembravano venir inghiottite dalle fauci di foschia dell'orizzonte. E mi sembrava quasi un delitto ogniqualvolta accendevo il motore: inquinante, rumoroso... in una parola &lt;em&gt;blasfemo&lt;/em&gt; in un luogo oggettivamente sacro - uno dei pochi che non abbiamo ancora distrutto.&lt;br /&gt;Quando mi sono fermato per scattare la foto soprastante, oltre ad altre, ho subito notato il silenzio che penetrava dai finestrini abbassati (per godere degli oltre 30° esterni, mentre in Italia una perturbazione aveva portato la temperatura a -10° e a Trieste Bora a oltre 100 Km/h...).&lt;br /&gt;Respirando aria pulita e odorando natura tropicale, per la prima volta ho capito cosa sia il silenzio: una cosa meravigliosa, quasi soffocante nella sua soverchiante purezza. Una presenza incombente e totalizzante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bizzarro, però, perché il silenzio &lt;em&gt;non era&lt;/em&gt; silenzio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Osservando quel panorama, mi sono accorto di cosa abbisogni l'uomo, quando parla di silenzio.&lt;br /&gt;Ai nostri piedi e a perdita d'occhio, la negretta e io avevamo macchie densissime di vegetazione tropicale (perlopiù palme), tra le cui fronde vivevano allegramente &lt;em&gt;milioni&lt;/em&gt; di uccelli. Il loro canto echeggiava, ripetuto, allegro, a tratti quasi roboante.&lt;br /&gt;Eppure il mio orecchio, e la mia anima, percepivano &lt;em&gt;silenzio!&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi è chiaro, ora, ciò di cui abbisognamo e ciò che, in pratica, drammaticamente &lt;em&gt;non abbiamo&lt;/em&gt; se non in qualche valle sperduta tra le numerose, sorprendenti montagne della nostra penisola.&lt;br /&gt;Abbisognamo dell'assenza del rumore dell'Uomo, quel sottile, disgregante e inaridente chiacchiericcio di oggetti inanimati e meccanici. Quel sordo rumore che passeggiando in Carso, sopra Trieste, io sento in sottofondo, come una maledizione che mi segue. Quel rumore sottile e irritante che mia sorella, non più tardi di ieri, ha definito "che pace!" in un parco di Portogruaro e che io, per l'ennesima volta da quando sono tornato, considero un goffo tentativo di nasconderci la verità da soli: siamo prigionieri del chiasso, produttori di rumore e schiavi del nostro stesso male (chi di noi può rinunciare a tutti gli oggetti che quel chiacchiericcio producono? Pochi, molto pochi - e io non sono tra loro).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi ha udito il vero silenzio sa che non esistono più le frasi come "tenterò di dimenticarmi del lavoro" o un più sano "tenterò di rilassarmi". Nel &lt;em&gt;vero&lt;/em&gt; silenzio ci si dimentica di qualsiasia cosa spiacevole e ci si rilassa &lt;em&gt;naturalmente, all'istante&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Meraviglioso averlo vissuto.&lt;br /&gt;Triste non poterlo rivivere qui, da Uomini in terra.&lt;/div&gt;</description><link>http://www.negrore.com/blog/2008/04/il-vero-silenzio.html</link><author>noreply@blogger.com (Parao)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-5100795322448308846.post-1518675811768754740</guid><pubDate>Tue, 15 Apr 2008 07:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-04-15T15:50:30.562+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Politica</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Vita</category><title>Una riflessione sulle elezioni</title><description>&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://www.negrore.com/blog/uploaded_images/Nosotros-765705.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://www.negrore.com/blog/uploaded_images/Nosotros-765621.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt; Questa è la mia risposta a tutti gli italiani che hanno votato Lega Nord.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Fine della sintesi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.negrore.com/blog/2008/04/una-riflessione-sulle-elezioni.html</link><author>noreply@blogger.com (Parao)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-5100795322448308846.post-8922224973678794597</guid><pubDate>Mon, 14 Apr 2008 10:03:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-04-14T11:33:37.840+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Scrittori</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Lettori e detrattori</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Letteratura</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Scrittura</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Vita</category><title>Un passo verso la crescita professionale</title><description>Ieri, leggendo on-line Locus Magazine, la rivista più conosciuta negli Stati Uniti (e, credo, nel mondo) che si occupa di fantascienza, fantasy, horror e derive di genere fantastico, ho notato un punto debole di noi autori italiani.&lt;br /&gt;Sarà l'ambiente rissoso, sarà la nicchia in cui siamo (ancora) relegati, ma ritengo che il nostro atteggiamento dovrebbe essere più maturo e consapevole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi spiego.&lt;br /&gt;Gli autori d'oltremanica e d'oltreoceano, forti di un ambiente considerato degno - perché il genere all'estero è visto come letteratura, non come narrativa di serie B -, si occupano di tematiche interessanti, scrivendo articoli che non riguardano soltanto la scrittura (quasi mai banali), ma la vita in generale (che è il centro attorno al quale gravita qualsiasi scritto che meriti l'appellativo di "letteratura").&lt;br /&gt;La mia impressione è che in Italia, invece, finora ci si sia occupati troppo di questioni secondarie, come quella delle vendite e della visibilità, che, seppur importanti, sono secondarie rispetto allo spessore degli autori che vogliono vendere e conquistarsi visibilità (almeno, a me sembra così). Troppe energie sono state spese in una direzione sbagliata, partecipando o addirittura iniziando diatribe sterili che fanno male al movimento - tutto tempo letteralmente sprecato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mio è un appello: &lt;i&gt;cambiamo totalmente registro, ragazzi!&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Personalmente sono reo della colpa sopra evidenziata, nonostante abbia contemporaneamente portato avanti, e con forza, un dialogo anche costruttivo con i lettori e gli stessi autori (prima con "Un nuovo mondo", poi tentando di rispondere sempre con trasparenza e riflettendo nei miei interventi sui forum, ad esempio).&lt;br /&gt;È da un po' di tempo che seguo con regolarità giornaliera i blog di molti autori (grazie a un RSS reader, altrimenti sarebbe improponibile...). Lo spessore c'è tutto: molti scrivono considerazioni che meritano attenzione e più d'una volta sono intervenuto direttamente. Lo stesso faccio con alcuni lettori che palesano una cultura del fantastico degna di nota. Non disdegno nessuno, se non chi parla male sistematicamente: troppo facile.&lt;br /&gt;Cosa propongo, in sostanza, non è soltanto di evitare e non alimentare le diatribe che regolarmente spuntano in rete. Propongo di essere attivi, d'impegnarsi nel dire la propria sulla scrittura e guardando alla vita, in modo profondo, serio, trasmettendo i perché della nostra attività e favorendo un dialogo finalmente &lt;i&gt;maturo&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;Chi mi segue da un po' sa che l'ho sempre fatto, per un semplice motivo: per me scrivere è un'attività dannatamente seria, senza la quale non sono capace di vivere bene. E, sia chiaro, continuo a credere che sia il caso di difendersi in certi casi, perché ignorare non è sufficiente. Mentre noi ignoriamo, i detrattori e chi sputa sul fantasy italiano non si ferma. Ma tenterò di soprassedere &lt;i&gt;sempre&lt;/i&gt; in futuro: lo prometto!&lt;br /&gt;Dobbiamo essere attivi. Noi non abbiamo una rivista di riferimento come Locus Magazine, ma possiamo sempre "creare movimento" tra noi, frequentando i nostri blog, attirando sempre più lettori e non chiudendoci a riccio, guardando all'autore vicino con senso di fratellanza e comunanza, realmente aperti, senza pensare soltanto al proprio piccolo orticello.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, diamoci da fare per primi, senza star lì a pensare a quante cose ingiuste vengono scritte e dette su di noi.&lt;br /&gt;Siete d'accordo? E volete agire in questo senso?&lt;br /&gt;Prossimamente voglio farvi una piccola sorpresa, cari autori italiani... il tempo è tiranno, ma non cederò!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un sorriso,&lt;br /&gt;Andrea&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S.: in ogni caso, occasioni per esprimerci ci sono. La prima che mi viene in mente è proporre nostri articoli (se qualcuno non l'ha già fatto) a riviste come Terre di Confine, di ottima fattura e curata da un sacco di gente appassionata, o come quella di Yavin4: gente volenterosa non manca.&lt;br /&gt;In un certo senso "il movimento siamo noi", ma dobbiamo muoverci!</description><link>http://www.negrore.com/blog/2008/04/un-passo-verso-la-crescita.html</link><author>noreply@blogger.com (Parao)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-5100795322448308846.post-1373456367831264230</guid><pubDate>Sun, 06 Apr 2008 12:14:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-04-06T13:19:13.013+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Lettori e detrattori</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Letteratura</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Scrittura</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Diari</category><title>Il giorno dopo - Capitolo XV</title><description>Nuova blog-considerazione deviata: Capitolo XV ultimato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nuova considerazione nel mio Diario. A considerazioni sul capitolo ho aggiunto altre questioni, che forse meriterebbero una trattazione più estesa. Ma d'ora in avanti mi sono imposto di non perdere tempi in chiacchiere e di scrivere il più possibile. Discutiamone insieme, se volete, a partire da qui.&lt;br /&gt;Leggete e tornate a commentare qui, se vi aggrada.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.negrore.com/tomi/tomo_3/index.htm#060408"&gt;http://www.negrore.com/tomi/tomo_3/index.htm&lt;/a&gt;</description><link>http://www.negrore.com/blog/2008/04/il-giorno-dopo-capitolo-xv.html</link><author>noreply@blogger.com (Parao)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-5100795322448308846.post-2818893915963052350</guid><pubDate>Thu, 03 Apr 2008 07:04:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-04-03T10:20:35.970+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Scrittori</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Lettori e detrattori</category><title>Il fantasy italiano è nato morto, molti credono.</title><description>Non sono tra questi ferventi credenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi Fantasy Magazine pubblica le nuove uscite comunicate dalle case editrici italiane che si occupano (anche) di fantasy. I primi due titoli sono di Asengard e Armenia ed entrambi hanno suscitato il mio interesse.&lt;br /&gt;Il romanzo di Mariangela Cerrino non pare particolarmente originale leggendo la quarta di copertina, anzi! Tuttavia l'autrice è una donna colta - oltreché estremamente garbata e gentile - ed è una garanzia per quanto concerne la qualità della prosa. La Signora Cerrino è indubitabilmente brava: sento di poter mettere la mano sul fuoco &lt;em&gt;prima&lt;/em&gt; di leggere una sola riga del suo romanzo. Ciò che m'incuriosisce di questa sua nuova opera, dunque, è che va in una direzione molto classica, cosa che lei - a mia memoria - non ha mai sperimentato.&lt;br /&gt;Il romanzo di Solomon Troy Cassini (un nome d'arte, direi - forse mi sbaglio, ma non credo, data anche la natura della casa editrice), invece, mi pare piuttosto originale sulla carta. L'ambientazione lo è al di là di ogni dubbio: il mondo reale a noi vicino (Austria - &lt;em&gt;molto &lt;/em&gt;vicino a dove vivo, Trieste) infarcito di elementi fantasy (passaggio verso altri mondi). In questo caso si dovrà verificare la qualità del testo, poiché l'autore non lo conosco, né ho mai letto nulla di suo. Ma, anche in questo caso, sommando gli elementi a disposizione, la quarta di copertina ha suscitato il mio interesse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vogliamo aggiungere a questo il recente passato?&lt;br /&gt;Abbiamo un Riccardo Coltri, che scrive attingendo a piene mani alla mitologia italica. Abbiamo un Luca Tarenzi, che scrive narrativa fantastica molto vicina a Gaiman. Abbiamo Michele Giannone, che affronta con successo ambientazioni di difficile resa come un matriarcato. Abbiamo Fabiana Redivo che ha scritto in tempi record una saga di sei romanzi che attinge alla cultura classica che le è propria e che strizza l'occhio a David Eddings. Infine, abbiamo un Andrea D'Angelo che scrive romanzi d'ambientazione puramente fantasy che però guardano esplicitamente al mondo reale. E &lt;em&gt;tutti&lt;/em&gt;, includendomi, capaci di una buona prosa.&lt;br /&gt;Grande varietà di temi e di approcci.&lt;br /&gt;Infatti abbiamo - ma non li ho letti e quindi non posso giudicare -, autori nuovi e prolifici, come quelli pubblicati da Asengard, da Fabbri, da Fanucci. Li cito a memoria: Uberto Ceretoli, Ester Manzini, Marco Davide, Antonia Romagnoli, Laura Iuorio. Per i più giovani abbiamo Licia Troisi, Francesco Falconi, Fabio Cicolani, Silvana De Mari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, a me sembra che pensare puro sfruttamento commerciale di pessima qualità questo fiorire d'autori sia pessimismo (e fastidio) allo stato puro. Siamo proprio sicuri che da tutto questo, se ancora non c'è la qualità sperata e agognata, non ne verrà? Davvero non vedere che questo ribollire, questo crescente entusiasmo degli autori stessi, che infine hanno possibilità concrete di esprimersi pubblicamente e, quindi, di &lt;em&gt;crescere&lt;/em&gt; professionalmente... insomma, &lt;em&gt;non vedere &lt;/em&gt;che tutto questo è soltanto l'inizio di qualcosa a me sembra non soltanto miope, ma ottusamente cocciuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da quando sono stato edito, fin dalla mia prima, controversa (e unica) apparizione all'Italcon, ho sempre sostenuto che buoni autori esistono: basta cercarli seriamente e dare loro fiducia. Mi è sempre stato risposto che è come cercare un ago in un pagliaio, anche dal mio stesso editore. Non ero d'accordo e non lo sono tuttora. Come non sono d'accordo col disfattismo che ha regnato fino a un po' di tempo fa.&lt;br /&gt;Un nuovo regno si sta affacciando ed è fatto da persone che cominciano a guardare con interesse al fantasy italiano, anche &lt;em&gt;dopo&lt;/em&gt; averlo provato. Che siano tutti dei decerebrati incapaci di giudicare quanto leggono?&lt;br /&gt;Personalmente guardo in avanti, &lt;em&gt;sempre&lt;/em&gt;. Chi vuole guardare al passato, piangendo sul latte versato, faccia pure: è suo inalienabile diritto farlo, ma mi dispiace per lui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sto dicendo che si &lt;em&gt;devono&lt;/em&gt; leggere autori italiani? Assolutamente no! Non si legge ciò che non si vuole leggere. La scelta dei libri e degli autori è una delle poche cose che questa società ci lascia ancora la libertà di fare (anche se, in un certo senso, alcuni davvero bravi sono quasi introvabili ed è poco democratico - e molto prono a una logica capitalistica, che ha vantaggi &lt;em&gt;E&lt;/em&gt; svantaggi).&lt;br /&gt;Tutti liberi, insomma. Ma che il Regno dei Disfattisti sappia che la Lega dei Volenterosi sta avanzando, forse con un esercito ancora debole, ma avanza e conquista territorio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il bambino sembrava morto, poi ha cominciato a piangere.&lt;br /&gt;E' vivo. Lo dico da tempo: è vivo e cresce sano!</description><link>http://www.negrore.com/blog/2008/04/il-fantasy-italiano-nato-morto-molti.html</link><author>noreply@blogger.com (Parao)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-5100795322448308846.post-1890424209033730116</guid><pubDate>Thu, 27 Mar 2008 15:47:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-03-27T16:57:51.441+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Vita</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Viaggio</category><title>Dove sono stato?</title><description>&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;Qui!&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://www.negrore.com/blog/uploaded_images/AbismoYo-721900.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://www.negrore.com/blog/uploaded_images/AbismoYo-721874.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;El Abismo (y Yo)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.negrore.com/blog/2008/03/dove-sono-stato.html</link><author>noreply@blogger.com (Parao)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-5100795322448308846.post-3123060392672705137</guid><pubDate>Thu, 28 Feb 2008 12:54:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-03-27T16:54:46.153+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Vita</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Viaggio</category><title>Miss Venezuela</title><description>Cari ragazzi,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;parto per il Sudamerica. Esco dall'Europa per la prima volta. Sorvolerò un oceano e atterrerò su un altro pianeta, completamente diverso da quello che mi ha sempre circondato. E' quasi come andare sulla Luna, a ben pensarci.&lt;br /&gt;Starò in Venezuela per un mese. Tanto, poco. Meraviglioso in qualsiasi modo la si pensi.&lt;br /&gt;Attendevo questo momento da una vita, sempre sognando la Patagonia. Nella mia ignoranza crassa non sapevo dell'esistenza di altri luoghi d'incontaminata bellezza, che fanno sentire l'uomo per quello che è: il centro di qualcosa, ma un centro praticamente insignificante.&lt;br /&gt;Non so cosa sarà di me dopo questo viaggio. Certo è che mi cambierà - oltreché, come tutti i viaggi, arricchirà (e poi ci si chiede perché il viaggio nel fantasy è tanto sfruttato: è una delle cose più belle della vita!). &lt;em&gt;Quanto&lt;/em&gt; mi cambierà è da vedersi, ma so fin d'ora che è un viaggio fondamentale per la mia esistenza, per il mio modo di guardare al mondo, per ciò che sto scrivendo (il cui piccolo indizio è contenuto nella colonna sonora di qualche blog-considerazione fa).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così, in compagnia della "mia" Miss Venezuela, guidato e condotto per mano in luoghi incantevoli, affronterò una volta di più e con più forza il sentimento che negli ultimi anni mi spinge alla scrittura: la multirazzialità, la fratellanza, l'evoluzione dell'essere umano in direzione dell'uguaglianza.&lt;br /&gt;Se esiste un perché, un fine inintellegibile, in tutto quello che mi è accaduto negli ultimi tre anni, allora lo identificherei con una sola espressione: &lt;em&gt;crescita interiore&lt;/em&gt;. Banale, direte voi. Non la pensereste alla stessa maniera se sapeste - quindi soprassiedo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di recente ho riscontrato come le persone abbiano di me un'immagine completamente distorta e che, invece, la stragrande maggioranza di quelle che mi hanno conosciuto di persona, approfondendo un po', han finito per volermi bene. Non so perché mi sta succedendo questo, ma lo considero un dono, qualcosa che &lt;em&gt;non devo e non posso sperperare&lt;/em&gt;. Sono grato, molto grato. Dal dolore, la gioia. E la tolleranza, una migliore comprensione. Un po' nebuloso, ma la vita è così: sempre poco chiara, finché non si abbatte su di te come un acquazzone, lasciandoti fradicio a filosofeggiare.&lt;br /&gt;Insomma, parte un Andrea, ne tornerà un altro. Migliore, spero. Sicuramente più ricco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo momento della mia vita sono felice - oltreché emozionato al limite della paura.&lt;br /&gt;In fondo, mi dico, sto per vivere il mio fantasy in prima persona... &lt;em&gt;il mio viaggio&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciao ragazzi, a presto.&lt;br /&gt;Un sorriso,&lt;br /&gt;Andrea</description><link>http://www.negrore.com/blog/2008/02/miss-venezuela.html</link><author>noreply@blogger.com (Parao)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-5100795322448308846.post-7714580524345023993</guid><pubDate>Tue, 19 Feb 2008 13:22:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-02-19T14:54:30.974+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Comunicazioni di servizio</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Lettori e detrattori</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Vita</category><title>Nausea</title><description>È da tempo che ho detto basta alla nausea. Purtroppo ogni volta c'è qualcuno che fa breccia in me, strappandomi alla tana in cui me ne sto al calduccio. Ebbene, lo scrivo qui a chiare lettere: nessuno, &lt;em&gt;mai più&lt;/em&gt;, mi strapperà al calduccio della mia tana!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non m'interessa Fantasy Magazine.&lt;br /&gt;Non m'interessa Fantasy Gamberi.&lt;br /&gt;Non m'interessa chi parteggia per l'uno o per l'altro.&lt;br /&gt;Non m'interessa schierarmi o battermi ancora.&lt;br /&gt;Non m'interessa l'opinione altrui quando filtrata dall'ipocrisia.&lt;br /&gt;Non m'interessa l'opinione altrui quando infarcita di maleducazione.&lt;br /&gt;Non m'interessa cosa pensano i lettori di me.&lt;br /&gt;Non m'interessa cosa pensano gli scrittori di me.&lt;br /&gt;Non m'interessa cosa pensa l'editore di me.&lt;br /&gt;Non m'interessa alcunché oltre alla mia vita e a quella dei miei cari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il resto è un di più, perché già così faccio molta fatica a star dietro a questa gran stronza che è la vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi che Fantasy Magazine faccia da sé.&lt;br /&gt;Che i Fantasy Gamberi facciano da sé.&lt;br /&gt;Che i parteggiatori parteggino per chi gli pare.&lt;br /&gt;Che io me ne resti fuori.&lt;br /&gt;Che l'ipocrisia si arrovelli su se stessa.&lt;br /&gt;Che la maleducazione crei attorno a sé il mondo che semina.&lt;br /&gt;Che i lettori pensino a loro stessi.&lt;br /&gt;Che gli scrittori facciano altrettanto.&lt;br /&gt;Che il mio editore si limiti a giudicare i miei scritti.&lt;br /&gt;E che la mia vita possa finalmente procedere fluidamente, in compagnia dei cari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell'ultimo anno ho &lt;em&gt;imparato &lt;/em&gt;qualcosa.&lt;br /&gt;Ho visto come può finire una vita cara: distrutta pezzo a pezzo, consumata, umiliata, straziata. Spesso il cerchio si chiude in un modo che è vano descrivere - come ho appena fatto. Bisogna essere presenti per capirne le infinite sfumature di dolore e assoluzione.&lt;br /&gt;Accrescitivo: era la vita che mi ha dato vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo significa una cosa sola: chiunque venga qui in pace, entri.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Tutti&lt;/em&gt; gli altri si tengano alla larga da me.</description><link>http://www.negrore.com/blog/2008/02/nausea.html</link><author>noreply@blogger.com (Parao)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-5100795322448308846.post-3029926065241315803</guid><pubDate>Fri, 08 Feb 2008 15:46:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-02-08T17:16:28.301+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Comunicazioni di servizio</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Letteratura</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Scrittura</category><title>Concorso Fantasy Magazine annullato</title><description>Apprendo ora, leggendo il forum di Fantasy Magazine, che il concorso è stato annullato.&lt;br /&gt;Per non ingenerare confusione, preferisco riportare le testuali parole di Franco Clun: «&lt;em&gt;Saranno resi i 20 euro d'iscrizione a tutti i partecipanti del concorso. Ci riserviamo comunque di scegliere fra le migliori opere e di proporre contratti di pubblicazione. Stiamo decidendo se proclamare comunque un vincitore.&lt;br /&gt;Le schede, con un po' di pazienza, saranno comunque inviate a chi ne farà richiesta.&lt;/em&gt;»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho abbandonato il forum da un po'. Lo leggo di tanto in tanto, ma la mia ormai cronica mancanza di tempo libero necessitava di soluzioni estreme, mio malgrado. Detto questo, mi preme sottolineare qui in casa mia ciò che è il "mio sguardo" sul concorso in oggetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono stato contattato da Franco Clun all'inizio e ho accettato di leggere e valutare i tre finalisti. Esatto, avete letto bene: tre. Allora fu una decisione sofferta, perché, come Franz sa bene, avevo già problemi di tempo.&lt;br /&gt;In seguito i finalisti sono stati portati a dieci, a qualche mese di distanza. Lo appresi direttamente dal forum e mi chiesi se intervenire direttamente e "tirarmene fuori": leggere dieci romanzi, per me che sono un &lt;em&gt;bradipo-lettore&lt;/em&gt;, è cosa molto impegnativa da farsi in tempi accettabili.&lt;br /&gt;Poi il tempo è passato e, per motivi che comprendo, la casa editrice è infine giunta a questa decisione - immagino sofferta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, mi preme sottolineare che con un tale ritardo e, soprattutto, con una simile mole di valutazioni in più (7), non avrei accettato di leggere e valutare i finalisti. Mi sembra giusto esternarlo, anche se a concorso annullato potrei tenere la tacita decisione per me. Anche perché è il caso di sottolineare una volta di più la mia indipendenza e il fatto che il mio nome - per quel poco che vale - non può essere usato a piacimento, cambiando le regole del gioco in corso.&lt;br /&gt;Sebbene ritenga al limite dell'isterismo gli interventi di protesta di alcuni utenti del forum e partecipanti al concorso, ho riscontrato anch'io una pessima gestione delle comunicazioni da parte della Delos Books. Una cosa che scrivo col cuore pesante, perché considero Franz un amico e ne stimo il lavoro.&lt;br /&gt;Cosa che comunico ufficialmente qui, oltre tutto: per mesi non ho sentito nessuno, non sono stato aggiornato, tanto quanto voi. E ho deciso di comunicare la mia decisione allo stesso modo: per conto mio, senza tener conto degli altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad ogni modo, ragazzi, &lt;em&gt;io non avrei valutato le vostre opere finaliste&lt;/em&gt;. Dieci sono troppe ed è inutile nascondersi dietro un dito: non ho tutto questo tempo, dal momento che non riesco nemmeno a leggere e scrivere ciò che mi preme. Sarebbe stata anche una decisione ragionata e a vostro favore: dopo aver atteso così tanto, perché costringervi ad attendere ancora di più per permettermi di leggere bradipamente i manoscritti?&lt;br /&gt;Accolgo l'annullamento del concorso con sollievo, dunque, e vorrei far presente a tutti il lato &lt;em&gt;estremamente&lt;/em&gt; positivo della decisione: non c'è più il vincitore soltanto che raggiungerà la pubblicazione, bensì, volendo interpretare le parole di Franco Clun, tutti coloro i quali la Delos Books riterrà degni - e aver allargato la rosa dei finalisti da tre a dieci a me fa pensare che i meritori, su oltre 100 romanzi, non fossero pochi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, buona fortuna a tutti!</description><link>http://www.negrore.com/blog/2008/02/concorso-fantasy-magazine-annullato.html</link><author>noreply@blogger.com (Parao)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-5100795322448308846.post-2750705503217166177</guid><pubDate>Wed, 06 Feb 2008 15:28:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-02-06T16:34:52.006+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Scrittori</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Letteratura</category><title>I migliori romanzi italiani di fantasy</title><description>Questa classifica è la mia visione dello stato attuale, precisando che mi mancano parecchi autori nostrani. La aggiornerò di volta in volta, man mano che leggerò.&lt;br /&gt;Dal migliore al peggiore. E, per una volta tanto, gioco d'anticipo: includo anche i miei... pur essendo un'operazione difficile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Zeferina - Riccardo Coltri&lt;br /&gt;La Rocca dei Silenzi - Andrea D'Angelo&lt;br /&gt;Pentar - Luca Tarenzi&lt;br /&gt;La Fortezza - Andrea D'Angelo&lt;br /&gt;Il segreto di Krune - Michele Giannone&lt;br /&gt;L'arcimago Lork - Andrea D'Angelo&lt;br /&gt;La pietra degli elementi - Fabiana Redivo&lt;br /&gt;Il libro dell'Impero - Adalberto Cersosimo&lt;br /&gt;Amazon - Gianluigi Zuddas&lt;br /&gt;Il seme perduto - Fabiana Redivo&lt;br /&gt;La setta degli assasini - Licia Troisi&lt;br /&gt;Il figlio delle tempeste - Fabiana Redivo&lt;br /&gt;Le sette gemme - Andrea D'Angelo&lt;br /&gt;L'eterno sogno - Daniele Bonfanti&lt;br /&gt;La lama nera - Dario de Judicibus&lt;br /&gt;Il segno dei ribelli - Rossella Romano&lt;br /&gt;Estasia - Francesco Falconi&lt;br /&gt;Nihal della Terra del Vento - Licia Troisi&lt;br /&gt;Il respiro delle montagne - Ornella Lepre&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La classifica è stata buttata giù al volo, quindi può essere che ripensi a certe posizioni. I miei romanzi sono in posizioni alte, ma è piuttosto ovvio: amo ciò che scrivo. La loro posizione è più che altro dovuta a una (vaga) riflessione sulla tecnica e sull'originalità e potenza dell'affresco. Ed ecco che, in tutta sincerità, &lt;em&gt;La Rocca dei Silenzi &lt;/em&gt;lo considero secondo al solo, piccolo Zeferina, che è troppo originale e ben scritto per metterlo al di sotto. Poi, al mio esercizio di sincerità, sovrapponete il vostro, senza patemi d'animo. Ma dovevo collocarmi, per dire come la penso in generale. Credo, a tutt'oggi, che tra gli autori italiani recenti un romanzo come &lt;em&gt;La Rocca dei Silenzi&lt;/em&gt; non sia stato scritto. Attendo con grande ansia soprattutto Riccardo Coltri e Michele Giannone, il primo reo di non avermi ancora fatto godere con un romanzo lungo, il secondo che m'è parso racchiudere in sé il potenziale maggiore. C'è poi il bravissimo Luca Tarenzi, molto originale, che però si cimenta con un fantasy un po' fuori dalle righe, alla Gaiman, che io non bramo di leggere. Ma ha stoffa da vendere. Naturalmente, ricordando la sua prosa deliziosamente scorrevole, attendo al varco Fabiana Redivo (di cui non ho letto colpevolmente la seconda trilogia) e i nuovi progetti di Licia Troisi (che si è molto migliorata tecnicamente con la seconda trilogia, di cui ho letto il primo romanzo) e Francesco Falconi (che nel finale del suo Estasia m'è parso in piena forma e la cui fantasia è fuori discussione).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prossimamente devo leggere un bel po' di romanzi italiani: Uberto Ceretoli ed Ester Manzini della Asengard, devo terminare Fabrizio Valenza, affrontare Sergio Valzania e Morgan Fairy (pseudonimo di Angela P. Fassio). Mi incuriosisce un trittico di autrici: Milena Debenedetti, Laura Iuorio e Antonia Romagnoli - considerando che nel fantastico i miei autori preferiti sono &lt;i&gt;autrici&lt;/i&gt;, immagino per una questione di sensibilità affine, ne sono attratto ancora di più. &lt;i&gt;E così via...&lt;/i&gt; In linea di massima qualsiasi esordiente italiano (e non) mi attira.&lt;br /&gt;Ci sono, poi, tanti giovani di belle speranze - alcuni davvero promettenti - che mi piacerebbe trovare in libreria (e sarei felice di spingere più in basso, in classifica, tutti i miei romanzi!).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' il momento giusto.</description><link>http://www.negrore.com/blog/2008/02/i-migliori-romanzi-italiani-di-fantasy.html</link><author>noreply@blogger.com (Parao)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-5100795322448308846.post-1350889613556716796</guid><pubDate>Thu, 31 Jan 2008 11:26:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-01-31T14:00:01.833+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Politica?</category><title>Utopia</title><description>Verrà mai il giorno in cui nessun politico si permetterà di parlare in mio nome?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In base a cosa i Signori della Politica si arrogano il diritto di parlare a nome di maggioranze assolute, quando non hanno nemmeno la più pallida idea di cosa pensino loro stessi (dal momento che si contraddicono di continuo)?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[Daniele Silvestri]&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Il mio nemico non ha divisa&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Ama le armi ma non le usa&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Nella fondina tiene le carte visa&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;E quando uccide non chiede scusa&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Il mio nemico non ha nome&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Non ha nemmeno religione&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;E il potere non lo logora&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;E il potere non lo logora&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Come dicevamo a suo tempo, i miei amici e io, le prossime elezioni “&lt;em&gt;andemo tuti a Premantura!&lt;/em&gt;”.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Premantura&lt;/em&gt; è la punta dell'Istria, in territorio croato, ed è un piccolo angolo paradisiaco a un'ora e mezza da Trieste.&lt;br /&gt;Per il ponte del 2 giugno di solito siamo sempre lì. Il primo mare dell'anno, il sole, i colori della terra libera e selvaggia di un parco nazionale. Speriamo che ci siano le elezioni &lt;em&gt;proprio&lt;/em&gt; in quel periodo: sarebbe una bella soddisfazione tuffarsi in acque cristalline mentre gli italiani s'illudessero, ancora una volta, che il loro voto cambierà le cose.&lt;br /&gt;Non mi applicherò più in questo esercizio di democrazia, nonostante il voto sia un diritto conquistato col sangue, storicamente. È nel contempo orribile e terribile che questa classe politica l'abbia svilito tanto da farlo apparire come un sondaggio sulla capacità d'illudersi di un intero popolo. Alla fine si sa quale percentuale crede ancora a questi cialtroni (quando va bene).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questi momenti, leggendo un simile profluvio di dichiarazioni meschine, contornate da molte volgarità diverse, mi chiedo perché mai voglio ancora scrivere fantasy, parlando di ideali e valori. Mi chiedo, insomma, se abbia ancora senso.&lt;br /&gt;L'unica cosa che ha valore ai miei occhi, ormai, della nostra società parlando, è la famiglia.&lt;br /&gt;Ah, sì, e Premantura, naturalmente!</description><link>http://www.negrore.com/blog/2008/01/utopia.html</link><author>noreply@blogger.com (Parao)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-5100795322448308846.post-8424101745875669598</guid><pubDate>Sun, 27 Jan 2008 14:18:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-01-28T13:39:01.667+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Mie opere</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Letteratura</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Scrittura</category><title>Lo spirito de Il giorno dopo</title><description>Ieri ho trovato la colonna sonora che mi aiuterà molto nella scrittura de &lt;em&gt;Il giorno dopo&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Si tratta di qualcosa che ho scoperto per puro caso, ma che calza a pennello. Appena l'ho sentita, infatti, ho capito che dovevo usarla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo spirito che mi anima, quando scrivo, è diverso a seconda del romanzo. L'ultimo mio scritto è &lt;em&gt;La Rocca dei Silenzi&lt;/em&gt;, e ripensando a ciò che mi animava allora capisco quanto sono cambiato negli ultimi tre anni. Tre anni di silenzio, di sofferenze e gioie, di turbamento e serenità. L'Andrea che si riproporrà agli editori sarà molto diverso. Non necessariamente nel risultato scritto, anche se esperienza m'insegna che la mia personale evoluzione si vedrà chiaramente, perché io scrivo spinto dall'animo, con un impulso letterario genuino. Il che non significa, ancora, che questo si traduca in letteratura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ebbene, lo spirito alla base di questo mio nuovo scritto è chiaro: ascoltate, se ne avete modo, &lt;em&gt;Millennium - Tribal Wisdom and the Modern World&lt;/em&gt; di Hans Zimmer. Solo quella musica può spiegarvi, a grandi linee, cosa mi anima durante la stesura de &lt;em&gt;Il giorno dopo&lt;/em&gt; e cosa, fin dalla revisione de &lt;em&gt;La Rocca dei Silenzi,&lt;/em&gt; ho pian piano maturato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come ho detto in altra considerazione,&lt;em&gt; I Silenzi&lt;/em&gt; sono romanzi volti al presente, pur se fantastici, e proiettati, aggiungerei, verso un ideale concreto, anche se probabilmente utopico. Probabilmente, sì, non &lt;em&gt;sicuramente&lt;/em&gt;. Mi infastidisce l'idea che un sogno non possa avverarsi. Altrimenti si chiamerebbe "illusione". E questo non spetta a me giudicarlo, né ad altri.&lt;br /&gt;Lo spirito è quello di Millennium, il procedere è quello del bradipo. In un certo senso sento che questo è il passo giusto: scrivere vivendo. Non c'è altra soluzione, ormai. La mia vita è cambiata e ha preso una direzione ben precisa, quasi impossibile da spiegare.&lt;br /&gt;E in quella direzione vado, vivendo, amando, scrivendo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per ascoltare qualche decina di secondi per brano, giusto per farsi un'idea, vi rimando alla pagina di Amazon.com: &lt;a href="http://www.amazon.com/Millennium-Tribal-Wisdom-Television-Documentary/dp/B00000HYCV/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;amp;s=music&amp;amp;qid=1201523594&amp;amp;sr=1-1" target="_blank"&gt;http://www.amazon.com/Millennium&lt;/a&gt;</description><link>http://www.negrore.com/blog/2008/01/lo-spirito-de-il-giorno-dopo.html</link><author>noreply@blogger.com (Parao)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-5100795322448308846.post-799252411440619584</guid><pubDate>Thu, 17 Jan 2008 16:57:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-01-24T11:39:40.209+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Scrittori</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Letteratura</category><title>Classifica dei peggiori 10 autori fantasy</title><description>Bene, affronto questa spinosa questione.&lt;br /&gt;Chi mettere tra i peggiori? E secondo che criteri? Questo non è il momento di dirlo.&lt;br /&gt;Basti la mia personalissima classifica: dal peggiore al migliore dei peggiori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;David Eddings&lt;br /&gt;Richard Awilson&lt;br /&gt;Ornella Lepre&lt;br /&gt;Licia Troisi (romanzo d'esordio)&lt;br /&gt;Nancy Varian Berberick&lt;br /&gt;Anne McAffrey&lt;br /&gt;H.P.Lovecraft (il suo fantasy)&lt;br /&gt;Terry Goodkind&lt;br /&gt;Harry Turtledove&lt;br /&gt;Anselm Audley&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il piatto è servito.</description><link>http://www.negrore.com/blog/2008/01/classifica-dei-peggiori-10-autori.html</link><author>noreply@blogger.com (Parao)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-5100795322448308846.post-3394185919141319990</guid><pubDate>Fri, 11 Jan 2008 12:38:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-01-11T19:03:46.418+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Scrittori</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Letteratura</category><title>Classifica dei migliori 10 autori fantasy</title><description>Secondo il mio personalissimo gusto, ovviamente.&lt;br /&gt;E rigidamente in ordine di preferenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ursula K. Le Guin&lt;br /&gt;John R. R. Tolkien&lt;br /&gt;Steven Erikson&lt;br /&gt;Celia S. Friedman&lt;br /&gt;Robin Hobb&lt;br /&gt;Michael Scott Rohan&lt;br /&gt;Glen Cook&lt;br /&gt;David Gemmell&lt;br /&gt;China Mieville&lt;br /&gt;George R. R. Martin&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ho letto ancora nulla di alcuni autori che sono certo potrebbero inserirsi in questa classifica in continuo divenire: Robert Jordan, Tad Williams (introvabile, se non a cifre oltremodo esose), Paul Edwin Zimmer (mi manca il primo romanzo della sua trilogia), Greg Keyes (attendo l'uscita del quarto), Scott Bakker (devo ordinarlo) e Scott Lynch (ce l'ho!), Fritz Leiber (ce l'ho!), Jack Vance (ho Lionesse!). Questi sono quelli che, a naso, mi sembrano i migliori candidati a sconvolgere la classifica nel prossimo futuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho dovuto escludere autori come Raymond E. Feist, Weis &amp;amp; Hickman, Neil Gaiman, Michael Moorcock, Roger Zelazny, Poul Anderson e altri, che ora non ricordo più (ma che prima ho scartato... :).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questi giorni sto leggendo Ursula K. Le Guin, "I reietti dell'altro pianeta", che mi mancava e che so a priori essere un capolavoro. In ogni caso, già dalle prime cinquanta pagine lo si capisce.&lt;br /&gt;Tra gli italiani m'incuriosiscono i romanzi della Asengard e l'ultima italiana edita da Fanucci. Leggere, leggere, leggere...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E intanto continuo per la mia strada, felice di avere l'imbarazzo della scelta in tutti i sensi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prosit!</description><link>http://www.negrore.com/blog/2008/01/classifica-dei-migliori-10-autori.html</link><author>noreply@blogger.com (Parao)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-5100795322448308846.post-8820499071580185889</guid><pubDate>Mon, 07 Jan 2008 14:55:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-01-07T17:59:23.620+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Briciole</category><title>2008</title><description>Buon Anno a tutti.&lt;br /&gt;Che il 2008 sia per voi un anno di crescita interiore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa è una piccola blog-considerazione personale. Così, tanto per segnalare il mio rientro dalla Germania, dal mondo fatato delle montagne e dei boschi di conifere innevati, dei riposi e del sereno stare insieme.&lt;br /&gt;Ho buoni propositi, per il 2008. A differenza di molti, credo che fare il punto della situazione all'inizio dell'anno - o alla fine - sia una cosa giusta. Certo, dev'essere un atteggiamento propositivo che preceda un serio impegno.&lt;br /&gt;Non vi parlerò dei miei buoni propositi. Troppe volte ho detto e poi non mantenuto, per cause di forza maggiore o per pura, dannata accidia. Quello che posso dire e in un certo senso promettere, però, è il mio serio impegno a progredire, non soltanto di scrittura parlando.&lt;br /&gt;I progetti sono molti e tutti piuttosto impegnativi. Spero di riuscire a realizzarne i due terzi. Già così sarei felice.&lt;br /&gt;Spero la mia fede mi sorregga e sostenga. Spero che ciò che ho vissuto durante l'anno passato dia finalmente frutti positivi, porti a una solida maturazione interiore, faccia emergere infine la chiara certezza che a qualcosa sia valso.&lt;br /&gt;In realtà, tale certezza l'ho già percepita in me. Quanto mi manca, ora, per darmene prova inconfutabile, è applicare l'esperienza a una impegnata, appassionata concretezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi, di nuovo, che il 2008 vi porti crescita interiore.&lt;br /&gt;Null'altro conta, a conti fatti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Auguri di cuore a tutti voi.&lt;br /&gt;Un sorriso,&lt;br /&gt;Andrea&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S.: controllate le ultime discussioni, ho risposto ai vostri cari messaggi con molto ritardo... ma ho risposto!</description><link>http://www.negrore.com/blog/2008/01/2008.html</link><author>noreply@blogger.com (Parao)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-5100795322448308846.post-8589201610412164033</guid><pubDate>Sat, 15 Dec 2007 13:12:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-12-21T12:22:28.150+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Lettori e detrattori</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Scrittura</category><title>Inammissibile</title><description>Il concetto della breve considerazione precedente era importante e mi piacerebbe ribadirlo con altre parole. Le polemiche adolescenziali non m'interessano e &lt;em&gt;non scrivo le mie considerazioni in tono polemico&lt;/em&gt;. Spero che questo sia chiaro una volta per tutte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È bene leggere le opinioni dei lettori, perché permettono di riflettere, di mettersi in discussione. Su questo non c'è molto da discutere, né il qui scrivente l'ha mai messo in dubbio. Tuttavia &lt;i&gt;non è ammissibile&lt;/i&gt; lasciarsi bloccare da semplici opinioni.&lt;br /&gt;Chiunque abbia pubblicato con una casa editrice degna di questo nome, e quindi abbia avuto a che fare con un editor altrettanto degno di questo nome, sa quale cura e attenzione c'è nelle scelte narrative dell'autore e nelle revisioni dell'editor (che le mette in discussione). Il lavoro fatto, insomma, non è una cosa scritta a casaccio, quasi si facesse del "proprio meno peggio". Mai credere d'essere geni incompresi, ma chi ha lavorato sodo, scegliendo con consapevolezza... &lt;em&gt;quale scrittore &lt;/em&gt;ha voglia di conferire un potere di veto a degli opinionisti?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le opinioni dei lettori sono importanti per il proprio ego e per le vendite delle case editrici.&lt;br /&gt;E se sommate, nei tratti comuni, sono significative.&lt;br /&gt;Fine. Non c'è altro da dire.&lt;br /&gt;Non per me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per l'arte che possedete, invece, per quella parte di voi che è tesa a esprimersi in forma scritta e che per sua natura tende a migliorarsi, a non accontentarsi mai, a progredire (e se la possedete davvero, l'arte, così la vivete)... ecco, voi avete davvero il coraggio di lasciarla in balia di qualcuno che nemmeno conoscete?&lt;br /&gt;Io no.&lt;br /&gt;A colui che crede io disprezzi i lettori - e che un simile atteggiamento in generale sia disprezzarli - consiglio di riflettere su cosa sia l'arte e su chi sia l'artista, perché così pensando è molto lontano dalla verità.&lt;br /&gt;Un conto è leggere, setacciare e infine metabolizzare le opinioni dei lettori.&lt;br /&gt;Un conto agire come una bandieretta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ribadisco quanto detto nella considerazione precedente: se credete nella parte artistica che è in voi e scrivete, non demordete &lt;em&gt;mai&lt;/em&gt; di fronte a nessun giudizio tranciante, espresso in qualsivoglia forma.&lt;br /&gt;Soprattutto, ricordatevi che l'unica cosa che conta veramente per scrivere è leggere.&lt;br /&gt;Leggere i romanzi altrui, non le opinioni.</description><link>http://www.negrore.com/blog/2007/12/inammissibile.html</link><author>noreply@blogger.com (Parao)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-5100795322448308846.post-4935008997577203879</guid><pubDate>Thu, 13 Dec 2007 20:45:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-12-13T22:14:32.778+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Lettori e detrattori</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Scrittura</category><title>Il fantasy italiano</title><description>&lt;i&gt;Fa schifo.&lt;/i&gt; A quanto pare.&lt;br /&gt;In ogni pagina web in cui vi si parla, c'è sempre qualcuno (più di qualcuno, di solito) che lo fa a pezzetti. Quando va bene un unico, timido lettore, in netta minoranza, scrive "non è male". Gli unici luoghi in cui la tendenza si inverte sono dedicati a Licia Troisi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque rassegnamoci, giovani scrittori del fantastico italiani, editi o inediti. Rassegnamoci. I nostri compatrioti e lettori ci bocciano. Si salva soltanto Licia: lei non ha senso si rassegni - e non c'è questo pericolo visto il suo successo (per fortuna, almeno uno di noi ce l'ha fatta, se lo può permettere. Per me è una soddisfazione).&lt;br /&gt;Rassegnamoci, dunque.&lt;br /&gt;Sempre se vogliamo stare ad ascoltarli.&lt;br /&gt;E se no?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco. Se no.&lt;br /&gt;L'unica cosa che conta è impegnarsi, perseverare. &lt;i&gt;Seguire la propria strada&lt;/i&gt;: porta più lontano di quella di chi passa il tempo a criticare i passi altrui. Non c'è facile gratificazione, né incoraggiamento sufficiente. Quando ci sarà, sarete già famosi e non vi servirà più.&lt;br /&gt;Se si resta troppo turbati dal web (se si), allora non lo si navighi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'era un tempo in cui ero inedito e il mio unico interlocutore era la condiscendente moltitudine di un bosco.&lt;br /&gt;È stato il mio periodo più prolifico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non so voi, ma io non mi fermo.&lt;br /&gt;E ritorno al bosco.</description><link>http://www.negrore.com/blog/2007/12/il-fantasy-italiano.html</link><author>noreply@blogger.com (Parao)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-5100795322448308846.post-8648086541378787653</guid><pubDate>Sat, 01 Dec 2007 11:42:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-12-01T12:44:02.483+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Diari</category><title>Il giorno dopo - Capitolo XIV</title><description>Nuova blog-considerazione deviata: Capitolo XIV ultimato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Considerazione di ripresa delle attività, sebbene senza speranza di grandissima continuità, per ora. Ma va bene così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leggete e tornate a commentare qui, se vi pare. &lt;a href="http://www.negrore.com/tomi/tomo_3/index.htm#281107"&gt;http://www.negrore.com/tomi/tomo_3/index.htm&lt;/a&gt;</description><link>http://www.negrore.com/blog/2007/12/il-giorno-dopo-capitolo-xiv.html</link><author>noreply@blogger.com (Parao)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-5100795322448308846.post-1397789955431113382</guid><pubDate>Fri, 16 Nov 2007 09:24:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-11-16T10:30:27.943+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Briciole</category><title>Briciole due</title><description>Toccata e fuga.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono sommerso di cose da fare. La parte creativa della mia vita è ferma, a causa dei moltissimi impegni e doveri, improrogabili. Conto quanto prima di riordinare la mia quotidianità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non c'è giorno, ovviamente, che non pensi ai miei romanzi. A &lt;em&gt;Il giorno dopo&lt;/em&gt;, soprattutto, ma anche ai progetti futuri, che verranno subito dopo. Oltre alla scrittura, esistono altri progetti: anche quelli procedono nella mia mente.&lt;br /&gt;Il tempo limite, entro il quale mi riattiverò, è l'inizio del 2008. Per allora sarò di nuovo in corsa (spero - la vita insegna a non far troppo conto nemmeno sul giorno successivo...).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un caldo sorriso a chiunque sia passato di qui.&lt;br /&gt;Ciao.</description><link>http://www.negrore.com/blog/2007/11/briciole-due.html</link><author>noreply@blogger.com (Parao)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-5100795322448308846.post-150986551098645658</guid><pubDate>Wed, 07 Nov 2007 18:28:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-11-07T20:53:48.419+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Vita</category><title>Sommesso, ma non sottomesso</title><description>La vita è così, a volte. Sommessa.&lt;br /&gt;Tutto scorre come il rombo di un torrente in piena e ci passa davanti agli occhi, quasi travolgendoci.&lt;br /&gt;Eppure qualcosa rimane, dietro l'iride, in profondità, radicandosi nel cuore. Lievemente.&lt;br /&gt;Tanto lievemente che del torrente è qualche schizzo.&lt;br /&gt;E del rombo il sussurro in sottofondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non esiste l'attimo migliore, né quello sbagliato.&lt;br /&gt;Esistono gli attimi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò a cui io ho sempre guardato con meraviglia è l'attimo, quella perfetta, inscindibile creatura data dal concentrato di materia, suoni, colori, odori ed emozioni. Quell'atomo di tempo che sembra immoto per un attimo e che così chiamiamo. Ma che è parte del fluire tutto e lo forma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di attimi vi parlerò, perché questo è ciò che io vedo.&lt;br /&gt;Di attimo in attimo.&lt;br /&gt;Attimi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.negrore.com/attimi"&gt;Qui.&lt;/a&gt;</description><link>http://www.negrore.com/blog/2007/11/sommesso-ma-non-sottomesso.html</link><author>noreply@blogger.com (Parao)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-5100795322448308846.post-5051566338815173906</guid><pubDate>Tue, 06 Nov 2007 18:50:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-11-07T14:41:13.607+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Scrittori</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Vita</category><title>Ciao, Enzo.</title><description>&lt;div align="left"&gt;Enzo era mio amico, anche se non lo conoscevo.&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Enzo rappresentava l'italiano onesto, lucido, dotato della vera cultura, quella che applicata alla vita porta alla sintesi e alla gentilezza - non quella nozionistica, che porta soltanto alla saccenza (e che quando me la trovo di fronte la definisco "uomo-Focus").&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Enzo era un giornalista che si merita di essere ricordato dalla gente comune. Quando i giornalisti di oggi salgono in cattedra per ricordarlo, mi viene la nausea: non uno di loro vale un decimo di Enzo.&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Enzo era amico di Indro, nonostante posizioni spesso antitetiche (il primo di sinistra, il secondo di destra perché gambizzato dalle Brigate Rosse). E così colgo l'occasione per salutare anche Indro. Entrambi, puta caso, si scontrarono con Berlusconi, che è la faccia peggiore dell'Italia: rifatta e volgare nonostante i modi appaiano signorili. La faccia che non si deve permettere di salutarlo: sarebbe davvero troppo.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Infine Enzo era tornato. Peccato, per troppo poco tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enzo, ai miei occhi eri l'ultimo dei grandi.&lt;br /&gt;Enzo, ciao.</description><link>http://www.negrore.com/blog/2007/11/ciao-enzo.html</link><author>noreply@blogger.com (Parao)</author></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-5100795322448308846.post-2731905080959706601</guid><pubDate>Mon, 05 Nov 2007 16:09:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-11-05T17:10:19.149+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Scrittori</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>Scrittura</category><title>La mia opinione</title><description>Ho letto con molto interesse i punti di vista di tutti, nella precedente discussione.&lt;br /&gt;Tenterò, ora, di chiarire il mio punto di vista. Non è cosa facile, a meno che io non voglia scrivere un testo chilometrico. Ecco, non voglio.&lt;br /&gt;Eventualmente chiarirò alcuni punti mal esposti nei successivi commenti. Scusatemi fin d'ora se qualcosa sarà comprensibile soltanto per il sottoscritto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anzitutto sono costretto a una doverosa premessa.&lt;br /&gt;Pare che il mio contrastare le opinioni dei più pignoli mi faccia passare per uno che pensa alla costruzione di un romanzo fantasy in modo sciatto. Sembra, insomma, che io consideri di poco valore il rigore della ricerca antecedente la prima stesura, che dia un valore pressoché nullo alla coerenza interna e che, dulcis in fundo, consideri robaccia le spiegazioni scientifiche (fisiche, ambientali, antropologiche, comportamentali, eccetera).&lt;br /&gt;È buffo constatare che prima venivo considerato troppo “rigido”, mentre ora troppo “sciatto”.&lt;br /&gt;A ogni modo, per chiunque mi pensi così, ho già detto e scritto abbastanza. Non devo dimostrare niente a nessuno (nemmeno a me stesso, in questo caso). Un primo assaggio di quanto io pensi, in concreto, è la mia piccola sequela di consigli, a questo indirizzo: &lt;a href="http://www.negrore.com/scrittura/"&gt;http://www.negrore.com/scrittura/&lt;/a&gt; . Tuttavia ho detto e scritto molto di più, nei vari forum.&lt;br /&gt;Il succo del mio pensiero è molto semplice: ciò che conta è il senso del romanzo, ma non lo si può far emergere senza rigore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credo che la via corretta sia quella dell'equilibrio, quella che coniuga rigore e senso. Esatto, &lt;em&gt;coniuga.&lt;/em&gt; Cioè non che &lt;em&gt;antepone&lt;/em&gt; il rigore al senso.&lt;br /&gt;Non esiste un livello giusto di rigore: dipende dal tipo di romanzo che si vuole scrivere e che fine ha. Un conto è scrivere “hard science-fiction”, un conto “fantasy”. E già qui sento del brusio serpeggiare. No, non ho scritto che ci voglia meno rigore quando si scrive fantasy, ho scritto che i romanzi non sono tutti uguali e che non tutti necessitano della stessa ricetta di scrittura (un po' come le minestre, che certo non sono tutte uguali).&lt;br /&gt;Quanto sto dicendo è che il rigore dev'essere &lt;em&gt;indirizzato&lt;/em&gt;, occuparsi degli aspetti peculiari del romanzo (alcuni aspetti sono comuni a tutti i romanzi, lapalissiano, mentre altri no).&lt;br /&gt;Ma, e da questo non si scappa, &lt;em&gt;rigore dev'esserci&lt;/em&gt;. Altrimenti - una domanda importante - come si porta il lettore fino all'ultima pagina del proprio romanzo e gli si dona il senso dell'opera (che, non v'è chi non veda, può essere colto soltanto grazie a una lettura completa)? Inoltre, se mi permettete una battuta per sottolineare una cosa che mi sembra nessuno abbia sottolineato, &lt;em&gt;rigore e cuore fanno rima&lt;/em&gt;. Cioè? Cioè il rigore non è affatto antitetico al cuore, il rigore è amore per la scrittura e per il buon narrare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Senza rigore non si arriva al senso, dunque. Questo sembrerebbe presupporre che il rigore sia &lt;em&gt;antecendente&lt;/em&gt; al senso, cioè l'esatto contrario di quanto ho affermato più sopra. Sembra, ma non è così: rigore e senso devono procedere di pari passo; vanno quindi coniugati, armonizzati... seguiti con amorevole cura. Rigore e senso devono entrambi arricchire &lt;em&gt;tutte &lt;/em&gt;le pagine del romanzo (anche se, per propria natura, lo fanno in modo difforme).&lt;br /&gt;D'altro canto, il senso non è affatto una cosa “ineffabile” (o, meglio, lo è soltanto perché le sensibilità sono diverse. Ma così il discorso si complica, quindi salto a pié pari - concedetemelo). Il senso di un romanzo è la sua anima, senza la quale ci troviamo di fronte a carta straccia, priva di alcun valore. Il senso è qualcosa di profondo, qualcosa che resta dentro a lettura terminata ed è, alla fin fine, ciò che spinge il lettore a riflettere, evitandogli di subire la lettura e nient'altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sento un secondo brusio. Qualcuno potrebbe obiettare che &lt;em&gt;in un'opera d'intrattenimento&lt;/em&gt; il senso (un significato profondo, non scritto) non sia così importante. Ebbene, chiunque la pensi così guarda ai romanzi in modo molto diverso dal mio.&lt;br /&gt;In tutta sincerità, dei romanzi privi di senso non so che farmene. Per me sono spazzatura, tempo e denaro gettati al vento (e che non impollinano un bel niente!). Inutili, insomma. Anzi, dannosi, perché tolgono spazio a tutti coloro i quali hanno qualcosa di più profondo da dire... e che magari non riusciranno mai a pubblicare.&lt;br /&gt;L'intrattenimento fine a se stesso non mi ha mai intrattenuto. Mi annoia.&lt;br /&gt;Sono fatto così.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Questo è, se credete, il limite della mia opinione.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma di opinione si tratta, per l'appunto.&lt;br /&gt;È fondamentale soltanto quando il romanzo in questione è mio.</description><link>http://www.negrore.com/blog/2007/11/la-mia-opinione.html</link><author>noreply@blogger.com (Parao)</author></item></channel></rss>