Intolleranza e ipocrisia
Nel rispetto delle convinzioni altrui, mi limito a dire quanto segue: trovo gli avvenimenti di questi giorni violenti, molto violenti. Sono scandalizzato, disgustato e sempre più convinto che la parola "crociata" sia e sarà sempre soltanto interpretabile in accezione negativa.
Da credente, mi ferisce tanta intolleranza da parte dei credenti. Non mi stupisce, ma mi allontana sempre più, invece, la consueta ipocrisia di chi ha il coraggio d'affermare che il Vaticano non interferisce (ormai la distanza è incolmabile, lo dico con dolore). Mi irrita, e molto, chi ha la faccia tosta di "asserire" che l'amore più grande per Eluana sia quello delle suore, anteponendole a un padre che le sta accanto da 17 anni: è infine e finalmente il caso di dire che chi famiglia non costruisce, di famiglia non parli mai più.
Mi dispiace se qualcuno si sentirà urtato da queste mie parole: è semplicemente il mio sentire, il mio credere da credente. Rispettatelo.
(Lascio fuori dal discorso la volgarità allo stato puro, l'eversione opportunistica di Berlusconi.)


