20 gennaio 2010

Arrivederci

Visto il prolungarsi della revisione del Secretum e i futuri impegni di vita (preparativi per l'espatrio, un paio di mesi in Venezuela - sperando di non ritrovarsi a che fare con un colpo di stato - rientro e altri preparativi per l'espatrio), ho deciso di mettere in stand-by il mio blog.

Non escludo qualche intervento estemporaneo, ma ora come ora preferisco concentrarmi su altro. Ad esempio sulla progettazione e realizzazione del nuovo sito dinamico. Non mancherò, però, di farvi conoscere i miei progressi col Secretum, specie se importanti (come l'ultimazione della revisione).

A tutti un buon proseguimento.

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04 gennaio 2010

Rifletto...

...

? ...? ...?

!

Un tempo amavo la solitudine. Da quando ho smesso di amarla sono diventato un ingenuo. Non me lo perdono. O, forse, lo sono sempre stato e il passare degli anni ha soltanto reso più evidente il difetto. In entrambi i casi, devo darmi una regolata.

Ognuno ha i suoi limiti.
La sopportazione è una pessima convivenza, e io preferisco vivere, anziché illudermi ogni maledetta volta.

Il lavoro continua.
Forse, d'ora in avanti, sarà ancora meglio.


P.S.: non chiedetemi spiegazioni (sappiate solo che, se non di riflesso, non si tratta della mia vita privata: quella va a gonfie vele!).
P.P.S.: sì, sono incazzato. Ma più che altro mi sento un idiota. Che sia un'evoluzione?

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22 dicembre 2009

Ancora briciole, ché mi piacciono

In questi giorni sto scoprendo un lato della scrittura completamente nuovo, per me. Il dialogo, quello vero. Quello fatto tra persone che s'intendono senza troppi fronzoli e che di scrittura hanno voglia di parlare, perché la considerano una cosa seria e non un tema per farsi belli.
Oh, se ce ne sono in circolazione, di bell'imbusti che si lustrano un giorno sì e l'altro pure. Quando non possono, danno la colpa al Sistema, che li esclude. Provassero almeno a capirlo, ma è troppo dura fare autocritica.
C'è chi, per fortuna, di tutto questo se ne sbatte e pensa alle cose concrete. Parlo di autori... No, ho cancellato la mia lista di "preferiti": ho una particolare capacità di attirare detrattori. Meglio non attirarli anche sugli altri, va'. Diciamo che il dialogo è cosa rara, di questi tempi. E, quando si riesce ad averne uno, si respira una boccata d'aria fresca che ti fa sentire fortunato.
Restano cose private, in fondo, di cui si può godere sempre, perché sono a portata di mano. Ma, insomma, pubblicamente posso dire che rinfrancano, qualsiasi sia il contenuto del dialogo.

La revisione del Secretum procede bene. Dopo giorni in cui mi stavo struggendo su un problema che ritenevo grave, relativo ai suoi primi capitoli, credo d'aver trovato il bandolo della matassa grazie a un amico: alla faccia di tutti coloro i quali pensano che far leggere i propri testi agli amici sia più dannoso che utile, quasi che gli amici fossero dei decerebrati incapaci di criticare in modo indipendente. Non so che amici hanno costoro...
Trovato il bandolo, mi attende una nuova sessione di prime stesure, qui e là, che gioveranno - e non poco - al testo. Frattanto attendo altri responsi, che già prevedo saranno preziosissimi.
Comincio a sentirmi più sicuro del risultato che posso ottenere (grazie anche alle forze altrui: due teste pensano meglio della mia sola; se più di due, mi aspetto grandi cose per il prossimo futuro). La mia maggiore preoccupazione, riguardo al Secretum, è sempre stata quella di riuscire a esprimere il suo potenziale (a modo mio, non v'è chi non veda, perché l'idea resta mia ed è semplicemente naturale che di "modo mio" parli). Sono vicino a fare il mio dovere, circa il potenziale. Questione di qualche prima stesura in più e della revisione.
La revisione procede, dicevo. Il ritmo non è quello sperato, ma non è che possa gettare alle ortiche un anno di scrittura per dar credito alla fretta. È cattiva consigliera, anche se frutto di impegni reali, che potrebbero allungare i tempi di "presentazione" del romanzo (all'editore) di qualche mese, senza che io possa anche solo toccarlo.
La mia speranza è quella di riuscire a raggiungere una versione definitiva prima di partire per il Venezuela. Se non vi riuscirò, temo che il tutto slitterà di almeno tre mesi. Ma, insomma, non mi resta che lavorare sodo e sperare d'aver fatto un lavoro degno negli scorsi mesi, agevolandomi la revisione.
Un punto mi si è chiarito, finalmente: se sarà pubblicato, sarà col mio nome. E non aggiungo altro, perché non serve.

Le prossime settimane stanno tutte nel suddetto. Le successive appartengono al Venezuela, prima, e per un brevissimo periodo all'Italia, poi. In seguito... Si capirà nel contempo e non conta molto. Ovunque sarà, mi aspettano due appuntamenti importanti.
Uno, l'attacco a Il giorno dopo, fermo alla metà della sua (corposa) prima stesura, con l'obiettivo di finirlo entro il 2010 - se gli impegni del Nuovo Mondo non mi sommergeranno. Ma, insomma, terminato il Secretum non avrò grande fretta, sono sincero. Ciò che mi premeva era finire un romanzo, dopo cinque anni (cosa che è tuttora, dato che ancora manca del lavoro da fare - su cui, però, non dispero e sono fiducioso). Finito il romanzo, mi considererò di nuovo in pista. Insomma, avrò dei fatti da proporre. Quindi Il giorno dopo avrà la sua buona dose di serenità a proteggerlo, cosa della quale il Secretum non ha potuto godere.
Due, la rivisitazione completa di Negróre.com. È da troppo tempo che giro attorno all'idea di renderlo completamente dinamico. I tempi, nel 2010, saranno più che maturi. Un bel restyling (già in mente... oh, quanto sarà divertente! :) e un bel motore nuovo nuovo, di quelli che mi permetteranno di fare molte cose. Vedrete. (Il lavoro sarà tanto e temo che la mia attività sul web ne sarà compromessa, ma non importa. Tutti i miei progetti su cosa scrivere nel blog - come, ad esempio, le Interviste Inedite con dieci autori inediti - per ora devono attendere l'alba del nuovo Negróre.com. Spiace, ma è così che dev'essere. Prima i fatti.)

Briciolone, quelle di oggi.
Hasta luego, gente, el Secretum me espera.

P.S.: Buone Feste agli atei, Buon Natale a chi ancora lo sente. Ci sentiamo prima della fine dell'anno, ho una notiziola che vorrei dare, perché c'è chi è meritevole d'attenzione. Stay tuned on Saturday 26th. Ciao!

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14 dicembre 2009

E intanto la vita procede

Frattanto, prima di stendere la lavatrice, mi preparo a partire per Pisa, dove la mia negretta si dottorerà, domani.

Una tre giorni (mercoledì si dottora un'amica, infatti, sempre a Pisa) che sarà di "svago", ma anche di "lavoro": la revisione del Secretum continua a pieno ritmo.
Quello che a mio avviso era un suo punto debole, si sta rivelando tale. Ci sono un paio di capitoli, tra quelli iniziali, in cui è necessario che mi trasformi in uno Scrittore Mannaro (A Werewriter!) e li divori senza pietà. Devo trovare un espediente per renderli meno piatti, ma l'unico che m'è venuto in mente creerebbe troppi problemi in seguito e, comunque, non mi sembra una soluzione brillante. Seguirò l'esperienza di Luís Sepúlveda e li ridurrò ai minimi termini, che mi sembra l'unica cosa che abbia un senso fare: stringere, stringere, stringere... Sintetizzare, sintetizzare, sintetizzare... E, magari, tentare di essere un po' più "simpatico" nel narrare di questi centomila dubbi e domande, fisiologici e verosimili, che non posso cassare, ma che devo tentare di rendere più godibili.

A chiunque stia attendendo mie notizie (Nutza e Francesco Barbi in primis), dico di attendere con fiducia. Sto lavorando anche per voi! :)

Ciò detto, saluto e ci sentiamo tra qualche giorno.

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15 gennaio 2009

2009

Mentre la prima metà del primo dodicesimo d'anno se ne sta andando (?!), il qui presente fa il punto della situazione con se stesso - e con voi.

I progetti in campo sono molti, devo ammetterlo. Ma, questa volta, per una volta, il tempo a disposizione sembrerebbe essere sufficiente. Ma riuscire a raggiungere tutti gli obiettivi che mi sono prefissato non è cosa da poco: ho sempre preteso il massimo da me stesso - e anche per questo voi siete costretti ad attendere e attendere.
Be', se le cose vanno come penso io, attenderete ancora un po', ma poi comincerete a sentir parlare di "eventi" concreti. Fatti, insomma, che mancano da troppo tempo sotto il nome Andrea D'Angelo. In molti sensi, pretendo che il 2009 sia il mio anno, anche se per i tempi editoriali è probabile che tutto slitterà nelle vostre viscide manine nel 2010 (scusatela licenza poetica...).

Frattanto sono stato per la prima volta in Africa, nel sudest del Marocco, da Marrakesh fino quasi al confine con l'Algeria (poco più di 500km, ma in Marocco non sono pochi).
Qui sotto potete vedere un'immagine degli splendidi paesaggi che il luogo ci ha regalato (non è stato proprio gratis, eh...). Più precisamente, questo scorcio è stato rubato all'Atlante.

La catena dell'Atlante - Dicembre 2008

E proprio una splendida foto del Sahara è ciò che ho deciso di riportare all'interno del mio sito, come mia nuova "descrizione fisica". Sono piuttosto lontano e in ombra e, inutile dirlo a chi mi conosce bene, la metafora mi piace!
Naturalmente la foto è all'interno della solita pagina. Ecco qui:
http://www.negrore.com/negrore

Tenterò nel mio piccolo di aggiornare un po' più spesso questo blog, ma il fermo intento di non rivelare nulla di ciò che sto facendo (la grande sorpresa iniziale, ricordate?), perché va contro il mio stesso interesse - e questa volta in modo davvero contro, se riesco a spiegarmi.
Bene, basta così per ora.
Ah, no... Un attimo. Tanto per non gettare il sasso e ritrarre la mano, sappiate che pretendo da me stesso l'ultimazione di almeno tre romanzi entro la fine del 2009 (mi piacerebbe quattro, ma credo me lo consentirebbe soltanto uno stato di forma esagerato, da supereroe, tenendo presente che ho altri "progettini" di vita che non sono proprio una passeggiata - leggi, impegnativi -, come, ad esempio, il mio matrimonio).

Hasta luego!

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03 ottobre 2008

Il ritardo de "Il giorno dopo".

Come da oggetto: sono già in ritardo sul programma. Ma non importa, non mollo.

Sto meditando di tagliare un'intera parte del romanzo. Valuterò quando vi arriverò, ma penso ci siano gli estremi per considerarla "superflua", tutta intera. E, in compenso, aggiungere qualche capitolo che invece ritengo arricchirebbe la vicenda e aiuterebbe il lettore a godersi un romanzo meno sbilanciato.

Le scalette, come vedete, sono fatte per essere contraddette.
In una fase come questa, ad esempio, sono utilissime per valutare con grande rapidità l'impatto di una simile modifica alla vicenda.

Torno a scrivere...

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20 giugno 2008

L'assenza

L'assenza non è ingiustificata.
È da un po' di tempo che le sto tentando tutte, per raggiungere un buon ritmo di scrittura. L'ultima è una Giannone-trovata: alzarsi all'alba e scrivere prima di recarsi in ufficio. Ho sempre pensato che fosse impossibile per me, invece non lo è. Lo sto facendo da un paio di settimane, anche se ho sgarrato in due occasioni e stamani mi sono alzato alle sei, anziché alle cinque.
Il fatto è, molto sempicemente, che alla sera non ho più la forza per concentrarmi a dovere: sono stanco e produco lentamente e malamente. Spero questa sia la strada... e spero vivamente di prendere il ritmo giusto, perché per ora è molto faticoso - ma soddisfacente, perché i risultati si vedono.

Sto iniziando il Capitolo XIX e per ora mi pare la qualità non stia scemando. Anzi, mi attendono grandi passaggi, che da anni agogno di scrivere: uno dei migliori stimoli per scrivere bene.

Parlando di letture, sto affrontando due italiani contemporaneamente: Milena Debenedetti e Marco Davide. Il secondo, in particolare, mi sta piacendo molto. Ma è presto per parlarne, sono pochi giorni che l'ho iniziato (il che, ai miei ritmi di mezz'ora alla volta, significa qualche decina di pagine). Il solito bradipo della lettura... se solo riuscissi a staccare la mente dall'analisi del testo! Cheppalle...

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07 gennaio 2008

2008

Buon Anno a tutti.
Che il 2008 sia per voi un anno di crescita interiore.

Questa è una piccola blog-considerazione personale. Così, tanto per segnalare il mio rientro dalla Germania, dal mondo fatato delle montagne e dei boschi di conifere innevati, dei riposi e del sereno stare insieme.
Ho buoni propositi, per il 2008. A differenza di molti, credo che fare il punto della situazione all'inizio dell'anno - o alla fine - sia una cosa giusta. Certo, dev'essere un atteggiamento propositivo che preceda un serio impegno.
Non vi parlerò dei miei buoni propositi. Troppe volte ho detto e poi non mantenuto, per cause di forza maggiore o per pura, dannata accidia. Quello che posso dire e in un certo senso promettere, però, è il mio serio impegno a progredire, non soltanto di scrittura parlando.
I progetti sono molti e tutti piuttosto impegnativi. Spero di riuscire a realizzarne i due terzi. Già così sarei felice.
Spero la mia fede mi sorregga e sostenga. Spero che ciò che ho vissuto durante l'anno passato dia finalmente frutti positivi, porti a una solida maturazione interiore, faccia emergere infine la chiara certezza che a qualcosa sia valso.
In realtà, tale certezza l'ho già percepita in me. Quanto mi manca, ora, per darmene prova inconfutabile, è applicare l'esperienza a una impegnata, appassionata concretezza.

Quindi, di nuovo, che il 2008 vi porti crescita interiore.
Null'altro conta, a conti fatti.

Auguri di cuore a tutti voi.
Un sorriso,
Andrea

P.S.: controllate le ultime discussioni, ho risposto ai vostri cari messaggi con molto ritardo... ma ho risposto!

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16 novembre 2007

Briciole due

Toccata e fuga.

Sono sommerso di cose da fare. La parte creativa della mia vita è ferma, a causa dei moltissimi impegni e doveri, improrogabili. Conto quanto prima di riordinare la mia quotidianità.

Non c'è giorno, ovviamente, che non pensi ai miei romanzi. A Il giorno dopo, soprattutto, ma anche ai progetti futuri, che verranno subito dopo. Oltre alla scrittura, esistono altri progetti: anche quelli procedono nella mia mente.
Il tempo limite, entro il quale mi riattiverò, è l'inizio del 2008. Per allora sarò di nuovo in corsa (spero - la vita insegna a non far troppo conto nemmeno sul giorno successivo...).

Un caldo sorriso a chiunque sia passato di qui.
Ciao.

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08 ottobre 2007

Il tempo è scaduto

Oggi ho scaricato da internet un programmino gratuito. Tra le varie cose che fa, una è di mio particolare interesse: un cronometro. Il perché è semplice: in questo modo non vado da nessuna parte, se non lentamente alla deriva.

È di questo fine settimana la decisione di cadenzare il mio ritmo di scrittura, come ai bei vecchi tempi.
Oggi più che mai ne ho la necessità. Il giorno dopo è un romanzo complesso, necessita di continuità per essere scritto. Ed è pure piuttosto lungo, quindi necessita anche di mesi di prima stesura e di mesi di revisione. Quanti non lo so, ma stare qui a tormentarmi non ha senso, mentre osservo il calendario che perde fogli nel suo autunno perenne.
Il tempo è scaduto.

Il programmino funziona bene. Sono felice e lo pubblicizzo: TimeLeft3 (ha anche calendario, timer, post-it, orologi vari e promemoria). L'obiettivo minimo è di 2 ore di scrittura al giorno. Ininterrotta? Non sarà possibile, ma non importa: sempre meglio di questa deriva poco concludente. È ora che torni a scrivere da semi-professionista, pur navigando in acque burrascose. I progetti sono molti e non voglio trascorrere la mia vita nel rimpianto del tempo perduto.
Basta internet, basta forum, basta pure col mio sito e il mio blog, finché non avrò scritto le mie 2 ore del giorno. L'unica libertà che mi concederò sarà quella di continuare il mio diario di scrittura, per tenervi aggiornati almeno su ciò che sto scrivendo, anche perché quelle brevi considerazioni mi aiutano a riflettere e a capire se tutto fila liscio. Scrivere, dunque, priorità assoluta e imprescindibile, che tutti capiranno e considereranno una decisione logica, magari tardiva.
La vita non è semplice, a volte ti stordisce e ti trascina via. Ci metti un po' a contrastarla, se non riesci a incanalare le emozioni in una direzione costruttiva, se non proprio positiva. Ma tutto ha sempre un senso ai miei occhi. Qualsiasi cosa accada mi dà la possibilità di diventare migliore, di crescere e maturare, di guardare alla vita con uno sguardo più penetrante.
Le foglie degli alberi cambiano colore e hanno cominciato a cadere proprio in questi giorni. Così cadranno le pagine dei miei romanzi, una dopo l'altra scritte con abnegazione.

Il tempo è scaduto.
Un secondo... due secondi... tre se...

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04 luglio 2007

Briciole uno

La mia non è una pausa meditativa, non miro all'ascetismo - il buon Steven Erikson ha "dimostrato" che l'ascensione non è forzatamente una cosa positiva. La realtà è che sono impegnato su più fronti e, di conseguenza, non ho molte cose da scrivere in questi giorni (né tempo). Potrei averne molte tutte in una volta (ma il tempo mi mancherebbe comunque!).
Non parlerò di alcune delle cose che sto "facendo", per scaramanzia. Se frutti si vedranno, ne parlerò; non una parola in anticipo.

Spargo un po' di briciole, dunque. Tanto per chiacchierare un po'.

Il giorno dopo è in attesa del mio ritorno, fermo nel mezzo del Capitolo X.
Strana creatura, questo romanzo, e strana anche la sua gestazione. Che visitatore nascerà?

Anche le recensioni languono, sebbene io stia sempre, diligentemente, leggendo. Tre romanzi contemporaneamente, per la precisione. House of Chains, di Steven Erikson. Il mondo di Rocannon, della mia prediletta Ursula K. Le Guin. Zeferina, dell'ottimo Riccardo Coltri - che per me non è una sorpresa. Due sono brevi, l'altro lo terminerò a breve. Bene, a presto tre recensioni - tanto per continuare la nostra digitale discussione sulla narrativa di genere e sulla letteratura - concetto trasversale, avulso a qualsiasi suddivisione (secondo il qui digitante - e che Feanor mi colga!).

Sto prendendo seriamente in considerazione l'idea di introdurre l'argomento musica nel mio blog.
Qualcosa ne so anch'io, se è vero che prima di voler fare lo scrittore, volevo diventare un batterista.
Insomma, devo ancora scegliere cosa farò una volta maturo. La strada artistica m'appare come peculiare della mia "fase adolescenziale" (tuttora funestamente presente).

Frattanto, qui a Trieste c'è un temporale che somiglia a una tromba d'aria. Mi tornano alla mente il cambiamento climatico e Al Gore: ce la faremo? Il caso vuole che proprio oggi abbia deciso di andare in città, dopo settimane di assenza: ce la farò? Che siano tutti portenti da interpretare?

Infine.
Cosa ne pensate di uno scrittore che considera i lettori un gregge di pecore ottuse, che solo il cane tiene assieme e in cui qualche rara pecora nera riesce a elevarsi? Non so perché, ma a me il bianco della massa sembra nascondere sempre qualcosa, ormai. Paranoico? Può darsi. Tuttavia, a ben osservare, quello è bianco sporco. Meglio le pecore nere. Decisamente.
Ecco, io scrivo pensando alle pecore nere.

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