7 gennaio 2008

2008

Buon Anno a tutti.
Che il 2008 sia per voi un anno di crescita interiore.

Questa è una piccola blog-considerazione personale. Così, tanto per segnalare il mio rientro dalla Germania, dal mondo fatato delle montagne e dei boschi di conifere innevati, dei riposi e del sereno stare insieme.
Ho buoni propositi, per il 2008. A differenza di molti, credo che fare il punto della situazione all'inizio dell'anno - o alla fine - sia una cosa giusta. Certo, dev'essere un atteggiamento propositivo che preceda un serio impegno.
Non vi parlerò dei miei buoni propositi. Troppe volte ho detto e poi non mantenuto, per cause di forza maggiore o per pura, dannata accidia. Quello che posso dire e in un certo senso promettere, però, è il mio serio impegno a progredire, non soltanto di scrittura parlando.
I progetti sono molti e tutti piuttosto impegnativi. Spero di riuscire a realizzarne i due terzi. Già così sarei felice.
Spero la mia fede mi sorregga e sostenga. Spero che ciò che ho vissuto durante l'anno passato dia finalmente frutti positivi, porti a una solida maturazione interiore, faccia emergere infine la chiara certezza che a qualcosa sia valso.
In realtà, tale certezza l'ho già percepita in me. Quanto mi manca, ora, per darmene prova inconfutabile, è applicare l'esperienza a una impegnata, appassionata concretezza.

Quindi, di nuovo, che il 2008 vi porti crescita interiore.
Null'altro conta, a conti fatti.

Auguri di cuore a tutti voi.
Un sorriso,
Andrea

P.S.: controllate le ultime discussioni, ho risposto ai vostri cari messaggi con molto ritardo... ma ho risposto!

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16 novembre 2007

Briciole due

Toccata e fuga.

Sono sommerso di cose da fare. La parte creativa della mia vita è ferma, a causa dei moltissimi impegni e doveri, improrogabili. Conto quanto prima di riordinare la mia quotidianità.

Non c'è giorno, ovviamente, che non pensi ai miei romanzi. A Il giorno dopo, soprattutto, ma anche ai progetti futuri, che verranno subito dopo. Oltre alla scrittura, esistono altri progetti: anche quelli procedono nella mia mente.
Il tempo limite, entro il quale mi riattiverò, è l'inizio del 2008. Per allora sarò di nuovo in corsa (spero - la vita insegna a non far troppo conto nemmeno sul giorno successivo...).

Un caldo sorriso a chiunque sia passato di qui.
Ciao.

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8 ottobre 2007

Il tempo è scaduto

Oggi ho scaricato da internet un programmino gratuito. Tra le varie cose che fa, una è di mio particolare interesse: un cronometro. Il perché è semplice: in questo modo non vado da nessuna parte, se non lentamente alla deriva.

È di questo fine settimana la decisione di cadenzare il mio ritmo di scrittura, come ai bei vecchi tempi.
Oggi più che mai ne ho la necessità. Il giorno dopo è un romanzo complesso, necessita di continuità per essere scritto. Ed è pure piuttosto lungo, quindi necessita anche di mesi di prima stesura e di mesi di revisione. Quanti non lo so, ma stare qui a tormentarmi non ha senso, mentre osservo il calendario che perde fogli nel suo autunno perenne.
Il tempo è scaduto.

Il programmino funziona bene. Sono felice e lo pubblicizzo: TimeLeft3 (ha anche calendario, timer, post-it, orologi vari e promemoria). L'obiettivo minimo è di 2 ore di scrittura al giorno. Ininterrotta? Non sarà possibile, ma non importa: sempre meglio di questa deriva poco concludente. È ora che torni a scrivere da semi-professionista, pur navigando in acque burrascose. I progetti sono molti e non voglio trascorrere la mia vita nel rimpianto del tempo perduto.
Basta internet, basta forum, basta pure col mio sito e il mio blog, finché non avrò scritto le mie 2 ore del giorno. L'unica libertà che mi concederò sarà quella di continuare il mio diario di scrittura, per tenervi aggiornati almeno su ciò che sto scrivendo, anche perché quelle brevi considerazioni mi aiutano a riflettere e a capire se tutto fila liscio. Scrivere, dunque, priorità assoluta e imprescindibile, che tutti capiranno e considereranno una decisione logica, magari tardiva.
La vita non è semplice, a volte ti stordisce e ti trascina via. Ci metti un po' a contrastarla, se non riesci a incanalare le emozioni in una direzione costruttiva, se non proprio positiva. Ma tutto ha sempre un senso ai miei occhi. Qualsiasi cosa accada mi dà la possibilità di diventare migliore, di crescere e maturare, di guardare alla vita con uno sguardo più penetrante.
Le foglie degli alberi cambiano colore e hanno cominciato a cadere proprio in questi giorni. Così cadranno le pagine dei miei romanzi, una dopo l'altra scritte con abnegazione.

Il tempo è scaduto.
Un secondo... due secondi... tre se...

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4 luglio 2007

Briciole uno

La mia non è una pausa meditativa, non miro all'ascetismo - il buon Steven Erikson ha "dimostrato" che l'ascensione non è forzatamente una cosa positiva. La realtà è che sono impegnato su più fronti e, di conseguenza, non ho molte cose da scrivere in questi giorni (né tempo). Potrei averne molte tutte in una volta (ma il tempo mi mancherebbe comunque!).
Non parlerò di alcune delle cose che sto "facendo", per scaramanzia. Se frutti si vedranno, ne parlerò; non una parola in anticipo.

Spargo un po' di briciole, dunque. Tanto per chiacchierare un po'.

Il giorno dopo è in attesa del mio ritorno, fermo nel mezzo del Capitolo X.
Strana creatura, questo romanzo, e strana anche la sua gestazione. Che visitatore nascerà?

Anche le recensioni languono, sebbene io stia sempre, diligentemente, leggendo. Tre romanzi contemporaneamente, per la precisione. House of Chains, di Steven Erikson. Il mondo di Rocannon, della mia prediletta Ursula K. Le Guin. Zeferina, dell'ottimo Riccardo Coltri - che per me non è una sorpresa. Due sono brevi, l'altro lo terminerò a breve. Bene, a presto tre recensioni - tanto per continuare la nostra digitale discussione sulla narrativa di genere e sulla letteratura - concetto trasversale, avulso a qualsiasi suddivisione (secondo il qui digitante - e che Feanor mi colga!).

Sto prendendo seriamente in considerazione l'idea di introdurre l'argomento musica nel mio blog.
Qualcosa ne so anch'io, se è vero che prima di voler fare lo scrittore, volevo diventare un batterista.
Insomma, devo ancora scegliere cosa farò una volta maturo. La strada artistica m'appare come peculiare della mia "fase adolescenziale" (tuttora funestamente presente).

Frattanto, qui a Trieste c'è un temporale che somiglia a una tromba d'aria. Mi tornano alla mente il cambiamento climatico e Al Gore: ce la faremo? Il caso vuole che proprio oggi abbia deciso di andare in città, dopo settimane di assenza: ce la farò? Che siano tutti portenti da interpretare?

Infine.
Cosa ne pensate di uno scrittore che considera i lettori un gregge di pecore ottuse, che solo il cane tiene assieme e in cui qualche rara pecora nera riesce a elevarsi? Non so perché, ma a me il bianco della massa sembra nascondere sempre qualcosa, ormai. Paranoico? Può darsi. Tuttavia, a ben osservare, quello è bianco sporco. Meglio le pecore nere. Decisamente.
Ecco, io scrivo pensando alle pecore nere.

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