10 gennaio 2010

Riflessioni e azioni concrete

Don Pino, parroco di Rosarno, oggi (da Repubblica.it): "Vedo finalmente questa chiesa piena, sono contento che moltissimi tra voi sono tornati. Ma vedo anche che manca qualcuno. Lo vedete anche voi. Non c'è John. Vi ricordate di lui? Veniva ogni domenica". I bambini annuiscono. I genitori, dietro, restano in silenzio. Tesi e consapevoli. "Mancano anche Christian, Luarent. E Didou, il piccolo Didou. Mancano i suoi genitori. Erano come voi, con la pelle più scura, venivano dall'Africa. Non ci sono perché li hanno cacciati".

E per l'occasione, dato che la Rete è fulminea, vado a iscrivermi a questo gruppo:
http://www.facebook.com/group.php?gid=208029527639

È ora di finirla con l'ipocrisia dei razzisti che viene spacciata per "situazione insostenibile".
Non c'è niente d'insostenibile, se si lavora concretamente per l'integrazione.
Bravo Don Pino! E bravi tutti coloro che il 1° marzo faranno sentire la loro voce. Che gli italiani chiusi nelle loro case dorate, che vorrebbero vedere una pura razza italiana guardando fuori dalle finestre, si sentano perduti. Il Paese che loro vogliono non esiste più da tempo.
Anche perché, ragazzi, è ora che le nostre pance belle piene comincino a pagare un tributo di gratitudine ai poveri del mondo, sulle cui spalle siamo ingrassati e continuiamo a ingrassare. Non sarà il minimo accoglierli e trattarli da esseri umani quali sono?

Se no, se vincerà una società che li isola (lasciamo stare chi li prende a bastonate: quelli sono delinquenti, io sto parlando alla gente comune), allora dovrà anche prepararsi a un futuro molto, molto fosco. Al mondo non c'è spazio per chi mette la testa sotto la sabbia.
La globalizzazione è questo. Cosa credevano che fosse, conquistare nuovi mercati per arricchirsi ancora di più, mentre gli altri muoiono di fame? Ebbene, sembrava così, all'inizio. Ma chi, come me, ne era sconcertato, aveva già capito che l'equilibrio stava per essere spezzato.

È ora di pagare, signori. Accogliendo, compartendo, unendoci per costruire un futuro migliore.
Chi non lotterà per i diritti degli extracomunitari, pensando che non schierarsi è la cosa migliore, si ricordi questo: un giorno capirete che la vita va vissuta, non schivata.

Etichette:

1 Commenti:

Anonymous Anonimo ha detto...

Il colonialismo, l'imperalismo non sono mai finiti.
Non sono mai passati.
Quello che è successo a Rosarno accadrà ancora.
Che faremo noi "brava gente"? Lasceremo che passi e ci chiuderemo nelle nostre vite tranquille. Scivolerà via.
Non credo che l'italiano medio sia razzista; la sua colpa, il suo difetto più disgustoso è l'indifferenza.
Come diceva Pasolini, siamo un popolo mosso dal "nulla ideologico mafioso".

Fra

29 gennaio 2010 19.29  

Posta un commento

Link a questo post:

Crea un link

<< Home page

Homepage Negróre.com Homepage Negróre.com Homepage blog-considerazioni