Killing in the name
Così, tanto per parlare di musica, fa piacere sapere che ci sono ancora molti bravi ragazzi al mondo. Pensanti.
In Inghilterra hanno deciso di battere lo strapotere della musica spazzatura (quando va bene clone) che viene proposta da X-Factor (i cantanti sono anche bravi, ma i brani... Tutto bolle di sapone e cuoricini che svolazzano: non se ne può più!). Ne ha parlato Linus su Radio Deejay (che non ascolto mai, perché quasi tutte le radio italiane sono infestate da bolle di sapone e cuoricini).
A una settimana dalla fine di X-Factor, in Inghilterra il vincitore è regolarmente in testa alle classifiche di vendita dei singoli.
Così la brava gente s'è organizzata e ha deciso di premiare qualcuno di decisamente più meritevole.
Hanno acquistato, tutti in massa, questo: http://www.youtube.com/watch?v=fkuOAY-S6OY
E il vincitore di X-Factor è scivolato al secondo posto delle classifiche. Un successo? Mah... Sì, però, l'X-Factorer ha venduto 450mila copie in una settimana. Brava gente, diventi sempre più strana in questa società: prima o poi tenteranno di chiuderti in una zona protetta - e sorvegliata a vista.
Non importa: siamo pochi, ma irriducibili.
In Inghilterra hanno deciso di battere lo strapotere della musica spazzatura (quando va bene clone) che viene proposta da X-Factor (i cantanti sono anche bravi, ma i brani... Tutto bolle di sapone e cuoricini che svolazzano: non se ne può più!). Ne ha parlato Linus su Radio Deejay (che non ascolto mai, perché quasi tutte le radio italiane sono infestate da bolle di sapone e cuoricini).
A una settimana dalla fine di X-Factor, in Inghilterra il vincitore è regolarmente in testa alle classifiche di vendita dei singoli.
Così la brava gente s'è organizzata e ha deciso di premiare qualcuno di decisamente più meritevole.
Hanno acquistato, tutti in massa, questo: http://www.youtube.com/watch?v=fkuOAY-S6OY
E il vincitore di X-Factor è scivolato al secondo posto delle classifiche. Un successo? Mah... Sì, però, l'X-Factorer ha venduto 450mila copie in una settimana. Brava gente, diventi sempre più strana in questa società: prima o poi tenteranno di chiuderti in una zona protetta - e sorvegliata a vista.
Non importa: siamo pochi, ma irriducibili.
Etichette: Musica




16 Commenti:
Mitici i Rage!
Difficile far capire alla gente il perché - oggettivamente - certa musica valga più di altra. E di come il mercato imponga certi artisti, forzando le "menti più deboli" ad apprezzarli, quando in realtà ci sarebbero centinaia di altri artisti più meritevoli.
Mi cogli impreparato perché non seguo classifiche o X-Factor — la musica me la scelgo da solo —, ma ho colto il senso.
Be', l'Inghilterra in ambito musicale ha sempre guardato 'oltre', e mi sembra che ci sia riuscita anche stavolta.
Mi accodo a by Ax (anch'io me la scelgo da solo): programmi come X-Factor et similia non li prendo neppure in considerazione perchè sono montature e cose vuote: quella non è musica, è un guscio senz'anima. Se in Inghilterra sono messi così, in Italia è anche peggio.
Qualche segnale c'è: la gente si sta stufando di essere presa in giro. Speriamo che si torni alla normalità, ciò che nella musica, nei libri e soprattutto nella vita si dia merito a chi vale e ha capacità, non che si dia riconoscimenti a fuffetti e furbetti che non hanno nulla.
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Speriamo che si torni alla normalità, ciò che nella musica, nei libri e soprattutto nella vita si dia merito a chi vale e ha capacità, non che si dia riconoscimenti a fuffetti e furbetti che non hanno nulla.
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Oddio, io non so se quelli di X-Factor o i fessi qualsiasi che vanno a San Remo abbiano studiato teoria musicale.
Prendiamo Marco Carta. Non so come canta, l'avrò sentito una volta e pure per sbaglio, ma magari sa cantare. Ok, poniamo che sa cantare, ha studiato ecc. Perché va essenzialmente disprezzaato?
La musica gliela fa Tizio, i testi Caio, l'esecuzione Sempronio, Taldeitali ecc. Lui, in pratica, che fa? Canta? Che merito ha?
Io credo che tutto sommato qualcosa di buono arriva in radio. Il problema è che la maggior parte dei gruppi che realizzano tutto da sé (esecuzione, testi, ecc.) - e io ho un mucchio di amici che farebbero tornare a scuola tutti quelli che sentiamo oggi in tv o radio, quanto a musica -, ebbene questi gruppi vengono ignorati. O, se arrivano ad avere un contratto, la loro creatività viene incanalata nel business. Vestitevi così, cantate questo, dite questo ecc.
Be', se un cantante ha una voce eccezionale, non vedo perché non possa cantare e basta. Ma, certo, qui si parla quasi sempre di voci tutt'altro che eccezionali.
In ogni caso io mi allineo al tuo pensiero: da ex muscista, io amo i musicisti. Se poi cantano benissimo, meglio. :)
Taotor, non togliamo a Cesare quel che è di Cesare. ;)
Non conosco Marco Carta, quindi parlo in generale, ma saper cantare 'e basta' non è un demerito per nessuno. Elvis Presley o Mina o quel talento vocale che fu Demetrio Stratos, per fare alcuni esempi, hanno usato solo la loro voce e hanno raggiunto traguardi considerevoli, e a ragione.
Jimi Hendrix non ha studiato teoria musicale, eppure è ancora lì, grande tra i grandi della chitarra, così come quasi tutti i bluesmen americani, cresciti sulla realtà 'della strada'.
Ecco, forse quello che manca a molti artisti di oggi è proprio 'la strada', esperienza che arricchisce la vena artistica spesso più della tecnica.
Io per natura ascolto più sottobosco che luci della ribalta, album usciti in 100 copie e poi spariti dalle memorie, quindi il problema della visibilità o meno non me lo pongo, però essere bravi in una sola cosa non lo vedo limitante.
Chi è bravo deve avere le stesse possibilità di chi è bello. ;)
È un demerito avere una sola qualità (oltretutto, assai discutibile! XD) se la si mette semplicemente a disposizione delle major, esaltando il lato economico e annullando del tutto quello artistico.
I Sex Pistols per esempio non sapevano suonare. Eppure...
Tutti i gruppi rock degli anni '60 sperimentavano alla grande, regalando dei capolavori di creatività.
Ciò che conta è la creatività, secondo me. Senz'ombra di dubbio. Ma la creatività non va d'accordo col business.
Amo i Dream Theather, e uno dei loro brani migliori è A Change of Season, della durata di 23 minuti. Difficile da mandare in radio. Anche Octavarium è un ottimo brano, e dura 24 minuti. In realtà tutti i loro brani sono ottimi, ma molti di questi presentano minimo un paio di minuti di assoli.
Ciò che gira in radio non ha nulla di "creativo". Tutto bolle e cuoricini, come dice Andrea. Certo, non è detto che non si possa avere - nel mercato musicale - un'ondata di creatività, apertura mentale, sperimentazione, come negli anni '60.
E un secondo autentico Woodstock. :D
Ad ogni modo, la situazione musicale in cui ci troviamo non è pessima. Internet aiuta un sacco. Chi vuole sciropparsi quelli della tv se li sciroppa, chi preferisce altri artisti più sconosciuti, li aiuta andando ai loro concerti. Tutto regolare, mi pare. :) (Brainwashing mediatico a parte)
Faccio una precisazione. Con fuffetti e furbetti non mi riferisco alla singola persona, in questo esempio il cantante; se uno ha una sola qualità,saper cantare, non è una colpa. Quelle persone sono dei mezzi che vengono sfuttati, usati e poi buttati via quando sono stati spremuti a modo. I furbetti e i fuffetti sono quelli che stanno dietro e fanno girare il meccanismo mettendogli il carburante che vogliono e che creano.
Il problema sorge in un punto. Una persona ha un'idea, la mette in atto, funziona e gli porta tanto. A quel punto, altri decidono di percorrere la stessa strada e sfruttarla per divenire ricchi. Il problema c'è quando l'idea diventa istituzione; il problema non sono gli individui, ma i gruppi. Le major, le case pubblicitarie, gli imprenditori. Questi sono fuffetti e furbetti.
Ma fuffetti e furbetti sono anche le persone che consciamente/inconsciamente gli danno linfa. Se c'è tanto appiattimento, conformismo, mancanza, o poco rilievo alla creatività è perchè la gente lo vuole. Perchè questo rende tranquillo, senza scosse, poco impegnativo e non fa evolvere. Tutti nello stesso recinto, tutti nello stesso eden (che non è come si pensa il paradiso terestre, ma un mondo piccolo e limitato; recintato, appunto).
E poi? Dove si va a finire?
Nel deserto, perchè si è inaridito tutto.
È ambiguo il caso Beatles.
Nati come band "commerciale", idoli delle folle, una sorta di prototipo di Take That, o Backstreet Boys.
Sono diventati la storia del rock. :|
Quel che manca oggi è l'approfondimento della propria vocazione, quel senso di trascendenza dato dallo studio o dall'esperienza. Si va due giorni in tv e ci si lascia convincere di essere arrivati. Perché sudare?
Questo, però, è ragionare in piccolo, non posso pensare siano artisti, che è ben altra cosa. E questo è il motivo per cui non me ne interesso e mi trovo meglio con le nicchie (di genere), che coltivano il talento o la creatività perché quello vogliono fare.
Insomma, per quanto mi riguarda, non lascio scegliere a una classifica i miei gusti. ;)
@Taotor
Be', non è che fossero solo commerciali. Col tempo, hanno avuto delle idee prima di tutti gli altri, la più importante delle quali è stata quella di pubblicare canzoni proprie, non cover, ma con testi scritti da loro su droga o religione, che nel mondo del rock era un avvenimento; farle in un album e non come semplici 45 giri. Hanno sottilmente introdotto il mellotron, strumento cardine del genere progressive che nascerà solo qualche anno più avanti. Hanno amplificato il concetto di concept album con "Sgt. Pepper", spartiacque musicale, con la presenza di brani 'reprise', cioè rimandi ad altri brani presenti nell'album.
Diciamo che quei ragazzi avevano le idee un po' più chiare di molti che sono venuti dopo di loro. ;)
Ah, mi ero dimenticato...
Ecco perché, Federico, i Dream Theater hanno prodotto pezzi come "Hollow Years" o "Take away my pain" nell'album "Falling into Infinity". Anche io ho apprezzato e apprezzo tuttora i Dream Theater (spesso sono diventati la colonna sonora dei miei momenti cattivelli di scrittura - per quelli cattivi mi sono riservato i "Garden Wall" - quelli di mio cognato, non i primi Genesis: decisamente più acidi e più progressivi: l'atmosfera giusta! :). Ma è evidente che hanno tentato una strada troppo commerciale, un po' di tempo fa, e si siano pentiti, ritornando sui loro passi, perché gli esperimenti come "Liquid Tension" non ammettevano repliche: quella era la loro strada, non quella dei tormentoni romantici.
Ma, ti domando: sei proprio sicuro che servano sempre due minuti di assoli per essere creativi?
So da dove vengono gruppi come i Dream Theater e, ribadendo che li apprezzo molto (soprattutto "Images and Words", alcuni brani di "Awake" o il concept "Scenes from a Memory", oltre al da te citato "A Change of Season"), il vero progressivo non aveva bisogno di simili eccessi per essere ancor più "creativo" di quanto non siano i Dream Theater.
Parlo di gente come Ian Anderson o quelli dei Gentle Giants. Quelli erano i veri alieni della creatività. I Dream Theater a volte scadono nella palestra (come l'assolo che Petrucci fece a Pordenone, quando andai a vederli: una delle cose più inascoltabili di tutta la mia vita!) e questo li rende molto meno creativi ai miei occhi di certi capisaldi dei miei gusti musicali (come i Jethro Tull!).
Quello che vorrei dire, in sintesi, è che la creatività non si misura dalla quantità dei fuochi artificiali. E' un concetto che sta passando, ahimè, ma vi opporrò resistenza ogniqualvolta tenterà di sbarrarmi il passo.
Far passare il concetto di "fuoco artificiale" = "creatività" ingenera fenomeni che con la qualità artistica hanno ben poco a che fare. Non è soltanto una questione musicale (come l'eccesso di assoli e palestra), accade la stessa cosa nel cinema hollywoodiano con gli effetti speciali o nei romanzi che tentano di spaventare dicendoti "bù!".
Il risultato dei fuochi artificiali è una meraviglia passeggera, sempre. Se non vi aggiungi dell'altro - il fatto che li hai guardati su una spiaggia caraibica, abbracciato alla donna che ami, ad esempio - te li dimentichi in fretta. E spesso ti rendi conto che di sostanza ce n'è veramente poca.
Il progressive nasce e muore ogni decennio, offrendo svariate soluzioni musicali, che si chiami prog o neo-proh e prog metal.
Quel che ho sempre pensato è che non serve arrivare a estremismi virtuosistici per farsi apprezzare: è un genere estremamente ricco di suo, proprio perché si nutre di un 'collage' di stili diversi. I Gentle Giant che citava Andrea sono stati geniali sotto molti punti di vista, così come i King Crimson, gruppo capostipite del genere, che spalancò le porte delle possibilità musicali.
I fuochi artificiali a me non interessano molto quando eccessivi. Resta solo il fumo.
Probabilmente si tende a preferire questo o quel gruppo. L'eccessiva abilità tecnica - che sfocia, talvolta, in peripezie d'esecuzione - annoia alcuni. È patologico. Io i DT li amo con tutti i fuochi d'artificio.
Altri gruppi, seppur simili, ugualmente prog e metal, invece, no.
Certo, ci sono brani fantastici che di spettacolare, in realtà, non hanno niente, e rimangono indiscutibilmente magnifici. Yesterday, Let it be, Lucy in the sky with diamonds... In questo periodo mi sono fissato con Dust in the wind dei Kansas, per esempio.
Talvolta mi chiedo come mai solo quattro accordi, tempo fa, riuscivano a costituire una canzone meravigliosa, e ora non più.
La risposta è semplice, Federico: "ora non più" perché i fuochi artificiali non servono a un cazzo. Eppure troppi si basano su quello. I fuochi artificiali fanno bello, ma non sono l'essenza del bello.
La qualità sta in un luogo separato dai fuochi artificiali (ciò non toglie che possa usarli, a volte; ma a volte è un concetto decisamente più ristretto che "di continuo").
King Crimson: altro gruppone!
Ma quello che ho visto fare ai Gentle Giant in un video del 1973 (malandato) è stato qualcosa di "oltre". Inspiegabile a parole.
Be', poi c'è anche il prog di casa nostra degli anni d'oro, che non ha nulla da invidiare ai gruppi stranieri più blasonati. I musicisti validi li avevamo ed erano capaci di creare canzoni meravigliose: "Impressioni di settembre" della P.F.M. resta un pezzo intimista e maestoso allo stesso tempo.
I Museo Rosenbach pubblicarono un album di scarso successo commerciale che ancora oggi è tra le produzioni migliori di mamma Italia, fonte di ispirazione per numerosi gruppi, tra cui i relativamente recenti "La Maschera di cera", altro notevole gruppo.
La qualità vive di se stessa e delle idee. I virtuosi a me piacciono, ma quando sono al servizio della musica, non viceversa.
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