El niño? No, l'inverno.
L'inverno è sempre inaffidabile. Da sempre. Fa di questi scherzi.
Ma non è magico? Non so per voi, per me sì.

Ma è meraviglioso perché è una stagione. Se dovesse diventare la norma, per colpa dei cambiamenti climatici (non li chiamano ancora "sconvolgimenti", pare...), allora ripenserò a Copenaghen con grande, enorme tristezza. E con un certo astio.
Stanno tentando di romperci il giocattolo più bello.
Vedo un futuro in cui verranno istituiti tribunali intercontinentali con un nuovo profilo criminale da giudicare: "Genocida di Stato", in cui si darà la caccia ai responsabili di questa deriva che parrebbe miope, se non fosse che è voluta dai più feroci predatori del pianeta.
Non ci sembrano tali? Forse urge una maggiore consapevolezza. Così consiglio a chi non l'avesse già fatto, di guardarsi questo documentario/film su YouTube: è gratis, in alta definizione ed è forse la forma di denuncia che più mi ha fatto effetto, tra le molte che ho visto, letto e ascoltato. Perché? Perché è meraviglioso. E perché, nel contempo, è tanto triste che ho pianto.
Cosa stiamo facendo? Oh, cazzo... Cosa stiamo facendo.
In italiano c'è soltanto il trailer. Qui avete tre scelte.
HOME: English with subtitles. http://www.youtube.com/watch?v=jqxENMKaeCU
HOME: Español. http://www.youtube.com/watch?v=SWRHxh6XepM
HOME: Français. http://www.youtube.com/watch?v=NNGDj9IeAuI
È un peccato buttare via tutto per pigrizia, credendo d'aver acquisito un benessere duraturo, che invece è messo davvero in pericolo dal nostro modo di vivere sconsiderato e consumistico. Non è facile darsi da fare, cambiare stile di vita. Ma, insomma, non è nemmeno una tragedia. E poi, una volta circondati da meno cianfrusaglie, godremo di più: ciò che decideremo di tenere ci sembrerà più bello, più utile, meno dannoso. Vivere in modo più frugale ci renderebbe più forti e sani.
Siamo davvero così convinti che abbisognamo di tutte queste puttanate che riempiono le nostre case?
Se non ne avete, sono contento. Mi date speranza. Per quanto riguarda me, espatriare per me è l'occasione di dare un bel colpo di spugna agli eccessi della mia vita. Ripulirla, drenare le tossine e renderla più consapevole, capace di camminare a testa alta, guardando negli occhi il mondo che tanto amo. Non voglio più essere costretto a chinare il capo e tacere, perché so di essere uno dei responsabili di questa deriva.
Voglio crescere e tentare di costruire un mondo migliore. Crescere sul serio, insomma.
Voi?
Ma non è magico? Non so per voi, per me sì.

Ma è meraviglioso perché è una stagione. Se dovesse diventare la norma, per colpa dei cambiamenti climatici (non li chiamano ancora "sconvolgimenti", pare...), allora ripenserò a Copenaghen con grande, enorme tristezza. E con un certo astio.
Stanno tentando di romperci il giocattolo più bello.
Vedo un futuro in cui verranno istituiti tribunali intercontinentali con un nuovo profilo criminale da giudicare: "Genocida di Stato", in cui si darà la caccia ai responsabili di questa deriva che parrebbe miope, se non fosse che è voluta dai più feroci predatori del pianeta.
Non ci sembrano tali? Forse urge una maggiore consapevolezza. Così consiglio a chi non l'avesse già fatto, di guardarsi questo documentario/film su YouTube: è gratis, in alta definizione ed è forse la forma di denuncia che più mi ha fatto effetto, tra le molte che ho visto, letto e ascoltato. Perché? Perché è meraviglioso. E perché, nel contempo, è tanto triste che ho pianto.
Cosa stiamo facendo? Oh, cazzo... Cosa stiamo facendo.
In italiano c'è soltanto il trailer. Qui avete tre scelte.
HOME: English with subtitles. http://www.youtube.com/watch?v=jqxENMKaeCU
HOME: Español. http://www.youtube.com/watch?v=SWRHxh6XepM
HOME: Français. http://www.youtube.com/watch?v=NNGDj9IeAuI
È un peccato buttare via tutto per pigrizia, credendo d'aver acquisito un benessere duraturo, che invece è messo davvero in pericolo dal nostro modo di vivere sconsiderato e consumistico. Non è facile darsi da fare, cambiare stile di vita. Ma, insomma, non è nemmeno una tragedia. E poi, una volta circondati da meno cianfrusaglie, godremo di più: ciò che decideremo di tenere ci sembrerà più bello, più utile, meno dannoso. Vivere in modo più frugale ci renderebbe più forti e sani.
Siamo davvero così convinti che abbisognamo di tutte queste puttanate che riempiono le nostre case?
Se non ne avete, sono contento. Mi date speranza. Per quanto riguarda me, espatriare per me è l'occasione di dare un bel colpo di spugna agli eccessi della mia vita. Ripulirla, drenare le tossine e renderla più consapevole, capace di camminare a testa alta, guardando negli occhi il mondo che tanto amo. Non voglio più essere costretto a chinare il capo e tacere, perché so di essere uno dei responsabili di questa deriva.
Voglio crescere e tentare di costruire un mondo migliore. Crescere sul serio, insomma.
Voi?
Etichette: Politica



5 Commenti:
Mi spiace di non riuscire a vedere il filmato: purtroppo dispongo di una connessione lenta, nella zona in cui abito non c'è copertura adsl e nemmeno 3g, quindi è impossibile seguirlo.
Da sempre rifletto sul superfluo e sulla sua insensatezza. In pratica ci ritroviamo a lavorare, ad arrattarci, a sprecare la vita per sostenere i costi di ciò che è optional. Alcune possono essere necessità, ma serve avere tre-quattro auto per famiglia, con i relativi costi (assicurazione, bollo, manutenzione, carburante)? L'auto è comoda, ma la si usa senza criterio: perchè usarla per andare all'ufficio postale, se è a mezzo chilometro da casa? Perchè non andare a piedi o in bicicletta?
Perchè cambiare il cellulare ad ogni nuova uscita? Perchè tutti quegli abbonamenti a tv private come sky? Non si riesce a vivere senza televisione?
Sempre più spesso, mi capita, stando in mezzo alla gente di osservarla e di non trovare un senso in quello che fa. Sempre di corsa, sempre saltare da un posto all'altro perchè non si può stare fermi; seduto a un tavolo o a un bancone quello che vedo non ha senso.
Come non ha senso quello che c'è ogni hanno per le festività. Quest'anno c'è la crisi, ma la gente ha speso lo stesso molti soldi: sono solo io che la vivo o gli altri sono così succubi che fanno di tutto, sacrifici, debiti e cose vergognose (genitori che prendono i soldi dai risparmi dei figli per andare in vacanza dice molto di quanto siamo andati in basso) pur di festeggiare, perchè così comanda il sistema? E ci sono come sempre sprechi di cibo: tonnellate finite nella spazzatura. Un insulto per tutti quelli che non hanno da mangiare.
E poi ci si lamenta.
Mi domando se questo è essere uomini.
Per me no.
Per troppo si è vissuto da figli viziati, come se fossimo in un mondo dove tutto è inesauribile. E' vero che le risorse possono rinnovarsi, ma ci vuole tempo e occorre usarle con criterio, per non rompere il meccanismo. La gente non ha capito, o non vuole capire, che ci dev'essere uno scambio, un dare e un avere, non solo avere e pretendere.
Se si vuole tornare a vivere, e a non implodere, occorre tornare a un mondo piccolo. Un mondo dove le persone si danno da fare per crearsi le cose di cui hanno bisogno. La frutta e la verdura coltivate nell'orto nel giardino; la pasta e il pane fatti in casa; il preparare pancette e salsicce in maniera artigianale; aggiustare ciò che è rotto o riciclare in qualche maniera ciò che non si usa più.
Può sembrare banale, anche ingenuo, in questa società, ma sono piccole cose che riempiono e, sì, danno anche un poco di soddisfazione. Coltivare la terra, veder crescere le cose e sapere che sono cresciute con la cura che si è dato per seguirle, dà sensazioni di completezza, di riempimento.
E' vero, costa tempo e fatica, ma da quando per conquistare gli obiettivi non occorrono queste cose?
So che per la società attuale vale il tutto subito, senza fatica, ma io vivo come sopra.
Ma, soprattutto, Ohdrein, ci vuole consapevolezza. Se uno non sa che danni sta facendo, non ha tutti gli elementi per decidere. Bisogna per forza arrivare a un apocalittico futuro, in cui le scolaresche visiteranno il "deserto Amazzonia"?
No, è il caso di porsi le domande giuste. E di rispondersi con onestà.
Domande molto più pressanti dell'avere 3/4 macchine, anziché 1. Domande che impongono scelte più difficili. Come questa: abbiamo davvero bisogno di mangiare tutta questa carne?
La carne è strettamente collegata con chi muore di fame, perché il 50% dei nostri raccolti vanno ad alimentare il bestiame. Basterebbe una percentuale di poco più bassa per cancellare dalla faccia della terra la fame. Ma noi abbiamo fretta di gustarci un CheeseMac negli Stati Uniti o una fiorentina in Italia. Tu non l'hai fatto? Io sì e quindi non mi sento di puntare il dito su nessuno. Sto parlando di me e di come mi sento: sempre peggio.
Voglio farla finita, una volta per tutte, perché riflettere non serve a un cazzo, se poi non si fa qualcosa.
Per quanto riguarda la fiorentina, non posso esimermi dal dire che ne ho mangiate e le apprezzo molto. Sì, sono un consumatore di carne, la mangio e mi piace, ma dovessi mangiarla uccidendo di persona le bestie, allora sarei vegetariano, dato che non riuscirei a privarle della vita dopo averle guardate negli occhi. So che è ipocrita, ma questa è la mia verità.
Quello che posso dire è che prendo il necessario per vivere e cerco di usarlo al massimo, senza sprecare nulla, perchè farlo sarebbe un insulto verso la terra che ha prodotto tali frutti e verso chi non ha nulla.
Per esempio con frutta troppo matura o un pò ammaccata, invece di gettarla via, farne marmellata; il pane secco, invece di farlo finire nella spazzatura, grattuggiarlo e usarlo per impanature.
So che è poco, ma sono piccoli gesti fatti con consapevolezza, per fare e non solo stare a pensare.
Bellissime immagini, e soprattutto molto bella la contrapposizione tra il mondo naturale e quello "civilizzato", per quanto molto stereotipata. Comunque non riesco proprio ad avvicinarmi a tutto ciò, è terribile forse da dire, e orecchie moraliste potrebbero inveire nei confronti dell'eretico, ma sono figlio di un mondo diverso da quello. E con ciò non intendo dire che non me ne importi nulla delle naturali sorti e degli umani accidenti, ma semplicemente che vivo un vita che non lascia spazi alla consapevolezza necessaria. (come molti, troppi, del resto)
E il problema, già citato nei precedenti commenti, è proprio questo. Oserei aggungere però che il fatto che vi sia una così precaria consapevolezza, e lo ammette uno che ha una gran quantità di tempo libero, la dice lunga sui mezzi "d'informazione" (non che servisse ovviamente dirlo, ma è sempre più sconcertante la cosa). Che poi basterebbe poco, una ricerca su internet, ma non abbiamo direttive, non sappiamo cosa cercare esattamente, perchè chi di dovere, ancora una volta, non c'è. Siamo anime nel buio, abbandonate a se stesse, e pochi hanno la forza dell'inumano sforzo di trovare la luce.
Quello che dici Gladius è vero: di certo il sistema non aiuta e non fa nulla per far andar bene le cose.
D'altronde è anche vero che uno dei motivi perchè c'è tanto lassismo e decadenza, è che molti si aspettano che siano gli altri a dire, a mostrare cosa si deve fare; occorre darsi da fare in prima persona.
Ma se tu ti accorgi già di questo, vuol dire che sei già un passo avanti, in un certo senso ti sei già incamminato. Tutto non è forse una ricerca? Delle volte si può sbagliare, ma non sbaglia solo chi non fa: l'importante è cercare di andare sempre un passo avanti, oltre quello che già si sa.
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