Il Secretum: fine della prima stesura.
Ho finito la prima stesura del Secretum.
In tutta sincerità, non credo di essermene ancora reso conto. Oltre ad aver impiegato quasi un anno per completarla, va aggiunto il non trascurabile fatto che erano cinque anni che non ultimavo alcun romanzo. Certo, manca la revisione, ma è una mera questione di abnegazione: non si lascia nulla al caso, è stancante, ma la si attua su qualcosa di già esistente. Non si crea un bel nulla. E questi sono momenti in cui non aver nulla da creare è una soddisfazione! (Qualcuno di voi ricorda il pozzo di Ursula K. Le Guin, cui lo scrittore attinge?)
Per come ho vissuto la scrittura dall'uscita de La Rocca dei Silenzi a oggi, io so che questo era il passo fondamentale da compiere. Qui dovevo arrivare e non avrei mai creduto che si sarebbe rivelato un compito così arduo.
Insomma, ho mosso quel benedetto passo in avanti.
Cosa sia il Secretum, oltre a come sia, proprio non lo so. È certo un testo molto complesso, che spero arriverà in mano ai lettori il prima possibile e senza sembrarlo. La storia deve filare via liscia, senza nodi a bloccare il pettine. Ora non ho una visione precisa del testo, devo essere sincero. Troppo faticoso scriverlo, troppo lungo. Ci sono capitoli scritti dieci mesi fa, tanto per parlare chiaro. Li ho riletti, più volte, ma è una cosa ben diversa leggere da cima a fondo un proprio manoscritto sgravati dal peso di doverlo ancora continuare e ultimare. Ora affronterò le (poche) note lasciate lungo il testo, risolvendo alcuni problemi minori, e poi comincerò la revisione. Sì, a caldo. Nessuna decantazione: sono rimasto per troppi anni al freddo e mi tengo stretta addosso questa coperta.
Qualche numero finale.
35 capitoli.
Secondo i miei calcoli, 643 pagine (testo formattato come La Rocca dei Silenzi).
Non parlo più di tempi, sono diventato saggio!
Ma, insomma, entro l'inizio del 2010 partirò con l'assalto alla diligenza, sperando di trovarvi un grosso bottino.
In tutta sincerità, non credo di essermene ancora reso conto. Oltre ad aver impiegato quasi un anno per completarla, va aggiunto il non trascurabile fatto che erano cinque anni che non ultimavo alcun romanzo. Certo, manca la revisione, ma è una mera questione di abnegazione: non si lascia nulla al caso, è stancante, ma la si attua su qualcosa di già esistente. Non si crea un bel nulla. E questi sono momenti in cui non aver nulla da creare è una soddisfazione! (Qualcuno di voi ricorda il pozzo di Ursula K. Le Guin, cui lo scrittore attinge?)
Per come ho vissuto la scrittura dall'uscita de La Rocca dei Silenzi a oggi, io so che questo era il passo fondamentale da compiere. Qui dovevo arrivare e non avrei mai creduto che si sarebbe rivelato un compito così arduo.
Insomma, ho mosso quel benedetto passo in avanti.
Cosa sia il Secretum, oltre a come sia, proprio non lo so. È certo un testo molto complesso, che spero arriverà in mano ai lettori il prima possibile e senza sembrarlo. La storia deve filare via liscia, senza nodi a bloccare il pettine. Ora non ho una visione precisa del testo, devo essere sincero. Troppo faticoso scriverlo, troppo lungo. Ci sono capitoli scritti dieci mesi fa, tanto per parlare chiaro. Li ho riletti, più volte, ma è una cosa ben diversa leggere da cima a fondo un proprio manoscritto sgravati dal peso di doverlo ancora continuare e ultimare. Ora affronterò le (poche) note lasciate lungo il testo, risolvendo alcuni problemi minori, e poi comincerò la revisione. Sì, a caldo. Nessuna decantazione: sono rimasto per troppi anni al freddo e mi tengo stretta addosso questa coperta.
Qualche numero finale.
35 capitoli.
Secondo i miei calcoli, 643 pagine (testo formattato come La Rocca dei Silenzi).
Non parlo più di tempi, sono diventato saggio!
Ma, insomma, entro l'inizio del 2010 partirò con l'assalto alla diligenza, sperando di trovarvi un grosso bottino.



10 Commenti:
Grande! Mi pare fondamentale soprattutto una cosa; che nel tuo intimo sapevi che questo era il "passo in avanti". A questo punto tutto verrà più facile.
I numeri sono imponenti. Una fatica davvero enorme. E la curiosità che è direttamente proporzionale...
Non sono certo di nulla: i numeri sono soltanto numeri.
A proposito di curiosità, sai che sei sulla mia lista di "lettori Beta", vero? ;)
Ah, sì: considerando la revisione e la mole di lavoro da svolgere, i numeri diventano cose concrete... :?
Mi scuso per il testo scritto a caldo: evidentemente ero ancora fuso. Ho corretto qualche "orrorino" qui e là.
Wow, sono contento per questo primo traguardo e per tutte quelle pagine che sembrano un bel boccone succulento. ;)
Ho una domanda che nasce solo dalla curiosità, senza cognizione di causa e soprattutto senza voler rubare la coperta ;). Si riesce a revisionare un testo a caldo?
In questi casi, ho sempre ritenuto il distacco — il non essere più sul pezzo — lo strumento in più per poter trovare quella serenità di spirito per riuscire a incidere dove necessario, per spazzare eventuali remore o tentennamenti legati alla parte più emotiva, che spesso vela le cose.
La tua esperienza cosa dice?
ma figurati! Capita sempre anche a me: scrivo di getto e... Spesso i risultati si vedono. Sono onorato di essere nella lista, davvero :-). Ovviamente, non vedo l'ora di mettermi a lavoro.
La mia esperienza dice che a freddo è diverso, ma che si può essere altrettanto spietati a caldo, soprattutto dopo un anno di prima stesura, in cui vorresti fare a pezzi la creatura che ti ha causato tante fatiche! ;)
Diciamo che lasciar decantare un testo, specie se si è ai primi romanzi, è saggio, by Ax. Personalmente, per una serie di motivi (tra i quali la mia prossima dipartita dall'Italia), preferisco mettermi seriamente sotto.
Per porre rimedio alla "fretta" (non ci sarà fretta, assicuro, ma nemmeno due mesi di decantazione che non posso e non voglio permettermi), ho intenzione di coinvolgere qualche esterno spietato, che riesca a criticare con cognizione di causa il succo, sopportando in silenzio gli arzigogoli della mia "prosa da prima stesura" (a volte mi stupisco di quanto contorto riesca a essere; un paio di volte mi è successo che proprio non ho capito cosa volessi dire! :) E ho tagliato l'intero paragrafo).
Il boccone potrebbe essere indigesto a molti, perché questo testo davvero è qualcosa di molto diverso dai miei soliti (potrebbe essere un bene per te, forse; ma no, i pensieri dei personaggi ci sono ancora! ;).
Esco, sono di fretta: la moglie è sull'Altopiano e faremo tardi alla festa colombiana de "las velitas".
Congratulazioni! :-D
Anche se è banale dirlo, la tenacia e la forza di volontà pagano sempre, alla fine.
Capisco il tuo timore di ricadere nei tuoi vecchi ritmi da "bradipo" (come spesso ti sei definito) e il voler quindi buttarti a capofitto nella revisione. Io non ho una grandissima esperienza in merito, ma anch'io ho i miei dubbi sulla revisione a caldo... ma, male che vada, se vedi che non "funziona" sei sempre in tempo per prenderti ulteriore tempo (scusate il gioco di parole) e far decantare un po' il testo prima di ritornarci sopra ;)
Hurray Andrea! Bene!!
Aspetto da tempo di leggere un tuo nuovo romanzo e la cosa si fa più vicina! Alè!
Scintillanti Saluti!!
Ben fatto! Rimane la pubblicazione. :D
Se non sono indiscreto, pubblicherai di nuovo con la Nord?
Ciao Federico, scusa anche a te per essermi perso il tuo commento per strada.
L'Editrice Nord ha il diritto di prelazione. Ma io non ho contratti in essere: un autore come me, non (ancora) affermato, firma di volta in volta. In questo momento - in revisione - non ho alcun editore. Se sarà la Nord, sarò felice. Sennò dovrò mettermi in cerca di un nuovo editore come qualsiasi altro inedito.
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