26 maggio 2009

Velate minacce?

Ho appena sentito quello stinco di santo di Capezzone (uno dei più abili volti nuovi tra i voltagabbana della politica).
Intervistato sui "guai" del Presidente del Consiglio, ha parlato di un'indegna campagna mediatica contro una ragazza e Berlusconi. Poi, come se niente fosse, ha detto che non augura a coloro i quali stanno portando innanzi tale campagna che succeda la stessa cosa alle loro figlie e ai loro cari.

Non so voi, ma io continuo a sentire una gran puzza...
Siamo in odore di santità o in lezzo da dittatura?

Li osservo, come li stanno osservando molti altri: in silenzio, seduti in riva al fiume. Osservo e terrò bene a mente: non dimenticherò niente. Si guardino dagli italiani, coloro che pensano di poterli manipolare come meglio credono. Un giorno potrebbero risvegliarsi e scoprire che è stato tutto un sogno (e per noi un incubo). Non posso credere che questa tragica farsa durerà a lungo. O forse, semplicemente, lo spero.

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6 Commenti:

Anonymous Anonimo ha detto...

Mah,
trattati da italiotai, gli italiani, presi per il ventre, possono anche dare l'ebbrezza populistica di uno sciamante consenso. Ma così facendo si attinge al loro lato oscuro e... ce lo si ricorda il tipo pelato con gli stivaloni, no?
Come gli andò a finire, a Milano, alle sue spoglie?
Un popolo così nutrito finisce col mordere il padrone o le sue spoglie comunque.
I tipini occhialuti avranno anche rotto il c... ma almeno loro si provavano a far uscire l'Itaglia dall'arcaismo preromano delle loro panze, sbagliando certo, ma ci provavano......

un muspeling dixit

26 maggio 2009 17.24  
Anonymous Andrea ha detto...

Ciao Andrea,

torno per il solito, rapido saluto nell'attesa, ormai quasi spasmodica, di tornare a leggerti...
La puzza di dittatura è ormai un lezzo insopportabile; l'attacco alle camere mi pare il segnale più inquietante. Riguardo Capezzone, pensavo che può essere preso come mirabile esempio della crisi della politica italiana. Dai radicali, passando per i verdi, al PDL; una metamorfosi che fa impallidire Kafka e rimanda a poteri mirabolanti. La nostra politica è per questi personaggi, avventurieri senza scrupoli, spesso ignoranti, senza stimoli ideali, senza quella tensione verso il bene comune che dovrebbe costituire l'essenza della politica, soltanto con la necessità impellente di gonfiare il portafoglio e alimentare il proprio ego. Non sembrano sempre più dei "velini"?

31 maggio 2009 19.19  
Blogger Parao ha detto...

A me sembrano sempre più dei feroci pirana: piccoli, ma triturano con migliaia di morsi la democrazia. In tutta sincerità, Andrea, pur comprendendo l'ironia, inizio a pensare che di "velini" non ce ne siano... E che gli italiani devono iniziare a preoccuparsi sul serio (cosa che non faranno).

01 giugno 2009 10.43  
Anonymous Andrea ha detto...

Vedi Andrea, ciò che mi preoccupa in misura ancora maggiore è che non solo non se ne preoccuperanno ma che, per molti di loro, è proprio ciò che vogliono o che, almeno, credono di volere

01 giugno 2009 15.34  
Blogger Parao ha detto...

Ma cosa vogliono, Andrea? Cosa? Non li capisco...
Tutto e subito, immagino. Com'è sempre stato. Il problema è che oggi hanno un Presidente che trasmette "possibilità" di vita facile a "costo" zero, mentre l'economia va a picco.
Sembrano un branco di superficiali, ma non riesco a vederli così. Quando li conosco, per caso, per strada, sono persone come me, con pregi e difetti. La percentuale di idioti patentati, che fanno discorsi da lobotomizzati (senza esserlo), è molto bassa. E allora?
Non me lo spiego, sai, Andrea? E covo una grande amarezza dentro di me, perché sono italiano e, oltre tutto, pure artista: quando mi avrebbe dato di più un Paese che ha ancora forza d'animo, anziché ritrovarmi circondato da chi ha come sport nazionale "criticonare". Qui sono considerato uno che scrive "roba", da gente che non conosce nemmeno il proprio mestiere - com'è successo al povero, ancor più perché ottimo, Francesco Barbi.
Certo! Bell'ingrato che sono. Potevo nascere in un Paese dove si muore entro i primi giorni di vita, per via degli stenti. O poco dopo, per via dell'AIDS. O a qualche anno di età, se non avessi voluto arruolarmi in qualche stupro etnico. O, alla meglio, nella Cina dell'enorme crescita economica, che sta distruggendo quella parte del mondo - sempre se avessi avuto la fortuna di nascere maschio, perché le femmine, spesso, finiscono gettate sull'asfalto, dove la gente guarda e passa. O in sudamerica, dove la gente "mata tigres" tutti i giorni, per sopravvivere. Magari compagno di giochi di bambini che sniffano colla, colpevoli di cosa? Di vivere come possono, mentre il mondo civilizzato guarda e passa?
Non posso lamentarmi.
Ma proprio per la parte del mondo che strascina i piedi perché non ha nemmeno un pasto al giorno e non riesce a sollevarli, a me 'sti italiani che vogliono la vita facile, per spenderla magari dentro a qualche centro commerciale, mi fanno ancora più pena... E mi abbattono. E quando mi abbattono, mi sento più stupido di loro, ché mi lascio andare senza motivo, anziché lottare.
Cosa ne sarà dell'Italia, se non rialza la testa presto? Molto presto? Ho paura di uscirne, come ha fatto la mia futura sposa dal Venezuela, e poi non aver più voglia di tornare, perché le cose peggiorano.
Che si fa? A me questo Paese fa soffrire, ogni giorno. A me questi italiani che votano Quellolì, Dio mio, mi rendono apatico, perché non vedo sbocchi, non vedo luce in fondo al tunnel. Non vedo futuro.

E tu?

01 giugno 2009 17.39  
Anonymous Andrea ha detto...

Fino a ora mi ero un po' trattenuto ma, leggendo il tuo sfogo, capisco che posso anche mollare le briglie; sono totalmente disincantato, radicalmente pessimista e, cosa ancora più grave, tendente all'isolamento piuttosto che alla battaglia. Dici la verità, sono persone come noi, come tutti, ma in molti, evidentemente, manca l'esigenza di un'indagine un po' più profonda, la spinta per scandagliare i problemi con più attenzione ma, soprattutto, manca la capacità di pensare all'altro in senso ampio, fuori dalla cerchia di amici, oltre il tuo cantuccio. Ecco perché la vita facile promessa da uno che effettivamente ce l'ha e la sicurezza sbandierata a colpi di mitra e di annullamento dei diritti umani finiscono per fare colpo. L'altro giorno sentivo due persone "normali" che parlavano al bar
- era un salotto questa città. Diceva uno.
- infatti, ora non puoi uscire la sera, devi chiuderti in casa e poi... Gli rispondeva l'altro.
-servono proprio i manganelli, mi dispiace ma servono proprio. Conclusero quasi con un deprimente coretto.
Se non è visione limitata questa...
E lui, abilmente, fa leva su questo, il suo populismo dilaga per la cecità delle persone che, fermandosi all'apparenza, non vedono la realtà di un progetto privatistico se non proprio dittatoriale.
Dove trovare la luce?
Davvero non lo so, forse tra le pieghe di queste discussioni che ti fanno vedere come, per fortuna, non siamo tutti così "normali".
Il problema è che noi finiamo per disimpegnarci mentre la politica la fanno sempre più avventurieri, arruffini, faccendieri, arrampicatori sociali a ogni costo. Dal regno del bene comune, del potere di tutti è divenuta il teatrino dei maneggiatori dal volto sorridente e incipriato

01 giugno 2009 18.29  

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