24 marzo 2009

Sul primo trimestre 2009

Voglio rispondere direttamente con una nuova blog-considerazione ai vostri commenti a quella precedente. Andiamo per punti.

Pianificazione, non pianificazione. Sono uno scrittore che pianifica, ma che ama sperimentare, Michele. La verità è che tuttora mi sembra che la pianificazione, per il tipo di romanzi che scrivo io, sia la via migliore. Dato che negli ultimi tempi mi sono cimentato sia con un romanzo pedissequamente pianificato - Il giorno dopo -, sia con uno di cui ho soltanto il punto di partenza, il punto d'arrivo e parte dei personaggi - Il progetto segreto -, la mia affermazione è scritta con cognizione di causa (sempre e soltanto per ciò che concerne la mia scrittura; non pretendo di parlare per altri autori).
In sintesi, non mi sembra che l'invenzione del momento non si affacci quando scrivo un romanzo pianificato. Anzi! Ma forse dipende dal fatto che io ho soltanto alcuni "passaggi obbligati" per le singole scene, mentre tutto il resto può essere inventato sul momento (e così faccio). Insomma, il buon vecchio metodo descritto nella mia rubrica "Un nuovo mondo", che dovrei aggiornare in molte parti, rappresenta tuttora le fondamenta del mio scrivere.
Navigare a vista è più complesso e stancante che navigare con il satellite! (E, soprattutto, cosa che mi sta facendo riflettere e che forse mi farà cambiare metodo anche per questo "progetto segreto", impedisce un calcolo perlomeno approssimativo dei tempi di prima stesura: molto fastidioso, dato che a me piace gestire in modo efficiente il tempo e navigare a vista lo impedisce.)
A Nutza dico che, alla fin fine, ciò che lei chiama "briglia sciolta" per me è un metodo di pianificazione: io scrivo così. Ho sempre sottolineato l'importanza di pianificare lasciando l'estro il più libero possibile. La scelta di quelle che io ho chiamato "focalizzazioni" (comodità mia), cioè le liste di punti da affrontare in ogni singola scena, è stato l'espediente migliore a cui sia arrivato e che tutt'oggi considero vincente. Scrivi quello che vuoi, ma senza perdere di vista il tuo obiettivo, che è portare avanti la storia in ogni scena e avvicinarti sempre più al finale. Altrimenti non è scrittura, è una porcheria!
Sono molto curioso di leggere qualcosa di tuo, Nutza. Con una simile pianificazione credo che ne leggeremo delle belle.
Il progetto segreto continua. Per togliere un po' di curiosità a Francesco, posso dire che la mia definizione è "fantastico" per questo romanzo, perché accetto i generi e rifiuto i sottogeneri. Credo, però, che molti lo chiamerebbero urban-fantasy, cosa che io contesterò fino alla morte! È realtà con un elemento fantastico in più: un elemento importante, ma pur sempre sottomesso alla realtà.
Il giorno dopo. Luca, è più denso de La Rocca dei Silenzi: non c'è molto da tagliare e, comunque, anche tagliando alcune, eventuali digressioni, guadagnerei qualche decina di pagine? Resterebbe un tomone, te l'assicuro. C'è un solo punto in forse, fondamentale: uno dei fronti d'azione, che avevo deciso di togliere e poi, rivalutando gli appunti, ho deciso di reinserire. Ma sono tuttora dubbioso: devo valutare quanto dona al romanzo tale fronte d'azione e quanto guadagnerei, invece, in termini di pagine. Ho anche una mezza idea: scorporarlo e farlo diventare un racconto lungo, pubblicandolo on-line sul mio sito. Ma di nuovo sorgono dubbi: farebbe presa sui lettori? Non so quanto... Certo è che, essendo una sorta di "appendice" al romanzo, se lo leggerebbero i lettori de Il giorno dopo e il racconto acquisirebbe valore, grazie a ciò che hanno già letto. Vedremo. Sarà per il secondo trimestre. (Non vedo l'ora di rimetterci mano!)
A proposito del terzo romanzo che ho in progetto di scrivere, non si capisce qual è semplicemente perché non l'ho citato. Il mio sentire mi porta a Luce, un fantasy veramente strano, che non saprei come definire. Un libro a sé stante, non credo voluminoso e che affronterebbe tematiche a me care. L'ambientazione ideata è affascinante e m'è giunta come una sorta di illuminazione, in un'ora di ideazione forsennata (a suo tempo la pensai per un fumetto, parlandone con Massimo Perissinotto, che tentò di trascinarmi in quel mondo - cosa che medito di sperimentare).
Tuttavia, tengo a sottolineare che non ho deciso quale sarà questo terzo romanzo. Mi riservo di cominciare quello che avrò più voglia di scrivere in quel momento. E, naturalmente, sempre se ce la farò (Il giorno dopo avrà dalle 800 pagine in su: devo scriverne metà e rivederlo per intero... Spero di avere un po' di tempo per affrontare il terzo - anche se recenti sviluppi della mia vita mi fanno temere che sarà ardua, perché me ne mancherà il tempo materiale).
La pubblicazione dei miei romanzi. C'è stato un periodo in cui ho tirato i remi in barca. Avevo deciso che non me ne fregava più niente "del mondo là fuori", perché ero amareggiato e piuttosto pessimista sulla (mia) possibilità di crescere in un Paese rissaiolo e sull'assennatezza di farmi strada in una nicchia polverosa (a che pro?). Poi, però, mi sono detto che sarebbe stato un peccato perdere i (pochi) lettori che mi hanno apprezzato, una ricchezza che la vita mi ha permesso di accumulare (non in modo inatteso, perché desideravo l'esperienza da molto). Resta il fatto che io non sono uno scrittore per ragazzi e, quindi, la mia fetta di mercato è piuttosto ristretta. Figuriamoci, poi, se mi metto a scrivere tomi di quasi mille pagine...
Massimo Perissinotto mi ha abbastanza convinto sul "dovere" di cercare un editore che li pubblichi, più che sulla possibilità. Secondo lui sarebbe un peccato io non tentassi di trovare editore (l'Editrice Nord non vorrà mai Il giorno dopo), anche se io sono invece piuttosto aperto a strade alternative (e me ne frego di tutte le conseguenti pugnette dei detrattori). Si vedrà, ma ringrazio Fabrizio per l'augurio e Marco per il supporto.
Qui a Trieste piove, ma vedo le Prealpi illuminate dal sole, alla fine della pianura friulana. Bello spettacolo, davvero, che mi ricorda che devo tornare a scrivere.
Spero vi piaccia l'idea di rispondere con una blog-considerazione, anziché nei commenti.

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5 Commenti:

Anonymous Anonimo ha detto...

Indubbiamente sì!
Che dovizia! :)

Molto interessante quanto scrivi.
Sulla pianificazione vs la briglia sciolta , sono concorde con te: di solito pianifico ma a volte vado di getto (ma devo avere chiaro in mente, però, il finale o non riesco a buttar giù niente) e questo equiale a sperimentare, per me.
Sul pezzo da estrapolare e farne un capitolo da fornire liberamente : Perché no?
Può essere un antipasto del tomo, può invogliare e sicuramente serve a diminuire le eventuali aspettative discordi. Se non ricordo male, nel mercato anglosassone e per gli autori di saghe, ora si comincia pure a distribuire aggratis il libro primo della serie... vedi un po'!

Anche qui, a Genova piove!
Beh, se non altro ciò ha il vantaggio che ho una certa micia che si è rifugiata a ronfare da me ;)

Saluti Sfavillanti!

Francesco
un muspeling

24 marzo 2009 13.11  
Anonymous Nutza ha detto...

Caro Andrea, non vorrei che tu mi avessi fraintesa quando ho scritto "briglia sciolta". Come ti scrissi tempo fa, la tua rubrica "Un nuovo mondo" mi ha illuminata dopo il disastro di un romanzetto scritto di getto e senza una minima ambientazione in mente. Dunque penso sia chiaro che io sono un'accanita sostenitrice della pianificazione. Permetto alla briglia sciolta di intromettersi solo quando, come ho scritto, di un capitolo so già alcune cose: ripeto, set d'ambientazione, nucleo minimo di azione/i da svolgere e personaggi agenti. Ribadito questo credo - se ho capito bene ciò che hai scritto - che i nostri metodi siano pressoché uguali, ossia accomunati dalla medesima volontà di portare il piatto della "pianificazione" e quello della "briglia sciolta" a un buon equilibrio sulla bilancia della tecnica scrittoria. Tu infatti scrivi proprio che: " Ho sempre sottolineato l'importanza di pianificare lasciando l'estro il più libero possibile. La scelta di quelle che io ho chiamato "focalizzazioni" (comodità mia), cioè le liste di punti da affrontare in ogni singola scena, è stato l'espediente migliore a cui sia arrivato e che tutt'oggi considero vincente. Scrivi quello che vuoi, ma senza perdere di vista il tuo obiettivo, che è portare avanti la storia in ogni scena e avvicinarti sempre più al finale". Credo che siamo sostanzialmente d'accordo su tutto questo, no? :-) Scusa per le precisazioni, ma dalla tua blog-considerazione non avevo capito se ribadivi il mio stesso concetto oppure mi avessi fraintesa (pensando che io fossi a favore di un estro totalmente indisciplinato).

Quanto ai tuoi progetti: intanto grazie per averci regalato qualche "briciola" sul terzo romanzo; poi, concordo con Un muspeling sul fatto che pubblicare quel fronte d'azione sotto forma di racconto separato sia una buona idea. Riguardo Il giorno dopo: comprendo - pur non avendone esperienza diretta - quanto debba essere difficile colmare il gap tra la voglia di render giustizia a una storia (che deve essere raccontata con onestà, che ciò richieda 500 o 1000 pagine) e la difficoltà di trovare un editore... Il fatto che un artista non sia mai totalmente libero è avvilente... ma al mondo c'è anche questa - la legge del mercato - e ad essa a volte bisogna piegarsi. Io personalmente prima di considerare vie alternative tenterei la fortuna e invierei il manoscritto a un po' di case editrici, ma questo è un mio parere. Sono certa che alla fine farai una scelta oculata e responsabile verso il tuo lavoro.

Concludo ringraziandoti tanto per l'interesse concesso ai miei progetti di scrittura... Il parere di uno scrittore che stimo è molto importante per me ;-) Se mai riuscissi a portare a termine il primo volume del mio progetto fantasy, sta' certo che ti farò avere almeno qualche estratto, o comunque potrei renderlo pubblico sul mio blog; riguardo alla pubblicazione su blog però mi sorgono dei dubbi riguardo al copyright, ad eventuali problemi in caso venisse - in un'ipotesi utopistica - pubblicato davvero da qualcuno... per non parlare dei rischi di plagio? Sono un po' "paranoica" al riguardo...

Grazie per questa puntuale blog-considerazione.
Un caro saluto.

24 marzo 2009 17.56  
Blogger Parao ha detto...

Cara Nutza, credo di essermi spiegato male e forse ti ho un po' frainteso, sì. Tu hai scritto: "Anch'io, però, non ti nego che in corso di stesura ho apprezzato l'importanza del lasciar andare l'estro a briglie sciolte". Ecco, quel "non ti nego" m'è sembrato voler parlare della briglia sciolta nient'affatto pianificata. In pratica, io volevo solo risponderti che la briglia sciolta di cui hai parlato qui sopra per me *non è* briglia sciolta, ma pianificazione, perché così è il mio metodo. E che il "navigare a vista" di cui parlo io non ha nemmeno quei punti a guidarla. Anzi, soprattutto quelli! :)
Tutto qui. Ma ho l'impressione di non essere stato chiaro nemmeno stavolta...

Se vuoi pubblicare con un editore serio, non commettere l'errore di mettere in rete l'intera opera, Nutza. Lascia perdere. Qualche scampolo, il prologo, i primissimi capitoli (e già è troppo...). Gli editori non sono ancora tutti abbastanza maturi per internet.

Infine, penso a una blog-considerazione a parte, circa la libertà dello scrittore di costruirsi la sua opera a piacimento. È un tema che mi sta particolarmente a cuore, già da quando ero ancora inedito. Ne riparliamo "più tardi". Grazie per lo spunto, Nutza.

Francesco,io non avevo pensato di pubblicare quel fronte d'azione prima dell'uscit del romanzo, ma è un'idea! :) Mi hai aperto nuove prospettive.
Vedi, proprio gli stimoli di cui parlo nella mia odierna blog-considerazione! Grazie anche a te per lo spunto di riflessione e per avermi regalato una rosa di possibilità più ampia, che inconsciamente mi precludevo, malato di una certa miopia da "segreto". (Si è capito qualcosa? :)

25 marzo 2009 15.36  
Anonymous LotharBasler ha detto...

"...posso dire che la mia definizione è "fantastico" per questo romanzo, perché accetto i generi e rifiuto i sottogeneri. Credo, però, che molti lo chiamerebbero urban-fantasy, cosa che io contesterò fino alla morte!"

Alla tua caduta mi offro per raccogliere il vessillo e continuare a combattere in tua vece contro gli alfieri neri del marketing...

Marco.

27 marzo 2009 17.31  
Anonymous Anonimo ha detto...

Si, probabilmente lo e

13 novembre 2009 10.22  

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