La fatica
Scrivere è una faticaccia. Ormai ho scritto questa frase tante di quelle volte che ha quasi perso senso, ai miei occhi. In questi giorni, però, lo vivo sulla mia pelle. Scrivere è davvero una faticaccia.
Ci sono giorni in cui ti svegli riposato e tutto quello che ti esce dalle dita è robaccia.
Ci sono giorni in cui ti alzi dal letto a malapena e sei molto ispirato, ma stanco.
Ci sono giorni in cui hai il morale basso, perché sei ancora in alto mare... No, non è ispirante: è frustrante.
Ci sono giorni in cui sei felice e l'unica cosa che hai voglia di fare è uscire di casa! (Magari con la macchina fotografica...)
Ci sono giorni in cui scrivi benissimo per tre ore, però le altre tre che avevi pianificato non ce la fai proprio (ma devi).
Ci sono giorni in cui preferisci vivere.
Ci sono giorni in cui t'imbatti per sbaglio nell'ennesimo insulto su internet e non riesci a togliertelo dalla mente.
Ci sono giorni in cui t'imbatti per sbaglio nell'ennesimo commento lusinghiero e non riesci a togliertelo dalla mente.
Ci sono giorni in cui scrivi bene, ma non hai idee.
Ci sono giorni in cui hai una grande idea da affrontare, ma le parole ti escono banali, scialbe.
Ci sono giorni in cui vorresti scrivere fantasy, ma hai cambiato progetto.
Ci sono giorni in cu vorresti cambiare progetto, ma devi portare avanti quello attuale.
Ci sono giorni in cui vorresti tanto leggere e leggere e leggere, tanto serve alla scrittura. Ma devi scrivere.
Ci sono giorni in cui sei talmente stanco che rivedere il testo ti addormenta.
Ci sono giorni in cui o rivedi il testo o sfori la deadline.
Ci sono giorni in cui ti rendi conto di quanti romanzi di autori italiani vengono pubblicati, sorridi felice e poi ti rendi conto che tu sei fermo da anni. Allora cominci a scrivere, ma strascicando i piedi.
Ci sono giorni in cui, semplicemente, scrivere è faticoso. Tutti gli altri non li ricordo.
(E non ho parlato delle sere e delle notti.)
Ci sono giorni in cui ti svegli riposato e tutto quello che ti esce dalle dita è robaccia.
Ci sono giorni in cui ti alzi dal letto a malapena e sei molto ispirato, ma stanco.
Ci sono giorni in cui hai il morale basso, perché sei ancora in alto mare... No, non è ispirante: è frustrante.
Ci sono giorni in cui sei felice e l'unica cosa che hai voglia di fare è uscire di casa! (Magari con la macchina fotografica...)
Ci sono giorni in cui scrivi benissimo per tre ore, però le altre tre che avevi pianificato non ce la fai proprio (ma devi).
Ci sono giorni in cui preferisci vivere.
Ci sono giorni in cui t'imbatti per sbaglio nell'ennesimo insulto su internet e non riesci a togliertelo dalla mente.
Ci sono giorni in cui t'imbatti per sbaglio nell'ennesimo commento lusinghiero e non riesci a togliertelo dalla mente.
Ci sono giorni in cui scrivi bene, ma non hai idee.
Ci sono giorni in cui hai una grande idea da affrontare, ma le parole ti escono banali, scialbe.
Ci sono giorni in cui vorresti scrivere fantasy, ma hai cambiato progetto.
Ci sono giorni in cu vorresti cambiare progetto, ma devi portare avanti quello attuale.
Ci sono giorni in cui vorresti tanto leggere e leggere e leggere, tanto serve alla scrittura. Ma devi scrivere.
Ci sono giorni in cui sei talmente stanco che rivedere il testo ti addormenta.
Ci sono giorni in cui o rivedi il testo o sfori la deadline.
Ci sono giorni in cui ti rendi conto di quanti romanzi di autori italiani vengono pubblicati, sorridi felice e poi ti rendi conto che tu sei fermo da anni. Allora cominci a scrivere, ma strascicando i piedi.
Ci sono giorni in cui, semplicemente, scrivere è faticoso. Tutti gli altri non li ricordo.
(E non ho parlato delle sere e delle notti.)
Etichette: Scrittura



8 Commenti:
E, pensa,
io sto vivendo l'incubo seguente:
vorrei scrivere, ho una storia in fieri che, letta in parte dalla mia Favilla adorata, mi ha confermato l'inoressione del suo buon peso e coinvolgenza, ho il Romanzo del Cuore da rivedere e...
... E non so per quale maleficio e-wodoo, parte di un grosso pezzo di lavoro per la tesi è andato perso.
Due mesi, e più, c'ho messo per arrivare sino alla cima di quel dosso ed eccomi riscivolare indietro.
Nonotante tutta la voglia e l'esigenza che ho di scrivere, devo correre ai ripari e rifare quanto già fatto e al più presto possibile anche!
Per la serie: c'è sempre chi sta peggio...
Furiose Faville!
Francesco
un muspeling
E ci sono giorni, Andrea, in cui vorresti scrivere ma la vita bussa con tanta violenza alla tua porta da renderti difficile immegerti nel mondo che stai creando perché ti sembra un alibi con cui evitare di affrontare quello che ti aspetta oltre l'uscio.
Michele.
PS: per fortuna, però, l'amore per la scrittura alla fine ha sempre il sopravvento su tutto il resto.
Concordo appieno. Soprattutto: "Ci sono giorni in cui vorresti tanto leggere e leggere e leggere, tanto serve alla scrittura. Ma devi scrivere."
E' vero Andrea, scrivere è mortalmente faticoso; riesco sempre a scrivere meno della metà di quello che mi ripropongo.
Poi la mia personalissima situazione mi obbliga ad alternare la saggistica, che scrivo per "lavoro", alla narrativa nella quale ho il desiderio di cimentarmi, che sto cercando di imparare ma che, costantemente, sacrifico per motivi di tempo.
Credo comunque, e questo sarebbe davvero un bellissimo argomento del quale discutere, che la narrativa sia molto più difficile, serve molto più talento, tecnica, abilità...
In fondo è una consolazione sapere che le difficoltà siano condivise con chiunque scriva. A parte, naturalmente, le fatiche insite nel lavorare con un editor e per una pubblicazione, che soltanto alcuni di voi conoscono davvero.
E gli altri vorrebbero conoscere, però ^_-
Salutissimi!
Francesco
un muspeling
Ci sono giorni in cui vorresti scrivere ma non hai tempo e giorni in cui hai tempo ma non sai cosa scrivere. Un po' il mio problema, fatico a dare il giusto spazio alle cose. Non riesco mai ad analizzare i problemi in maniera razionale. Sarà un pregio o forse un difetto, non mi importa. Per me le cose stanno così =)
Ci sono giorni, dico il vero, in cui un collega esprime esattamente il tuo sentire.
E, pur su altri mondi e lungo altri sentieri, ti senti meno solo nel viaggio. ;)
Andrea, i giorni che non hai menzionato non li ricordo nemmeno io...
Marco.
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