29 maggio 2008

Ricordate?

Ricordate questa blog-considerazione? Clicca qui!
Ebbene, avete letto di recente i giornali?
D'accordo, ora capite perché m'indignavo per l'ascesa al potere di simili ideali. Anche se primariamente xenofobi, come voi stessi avete puntualizzato, cos'hanno ingenerato?

L'Itlia è un Paese fatto anche da persone rozze, meschine e vigliacche, il cui striscante razzismo si alimenta del potere altrui. Combatterò con tutte le mie forze gli imbecilli e gli ignoranti. Tanto per dimostrarvi che i miei non erano timori, ma amare certezze.

Cosa fate questo fine settimana? Vi pestate allegramente, tra estremisti? Linciate qualcuno perché è diverso dall'italiano medio (che a me fa pure un po' tristezza, eh...)? Appiccate il fuoco a qualche campo Rom?
Ebbene, io me ne vado a Berlino, a conoscere un po' di un altro popolo, felice di poter visitare ciò che un tempo era diviso in due e oggi, invece, simbolicamente procede unito.
Ho il diritto di credere e lottare per un mondo migliore.

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21 maggio 2008

Il giorno dopo - Capitolo XVI

Nuova blog-considerazione deviata: Capitolo XVI ultimato.

Nuova, fresca considerazione nel mio Diario.

Leggete e tornate a commentare qui, se vi aggrada.
http://www.negrore.com/tomi/tomo_3/index.htm

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13 maggio 2008

Intervista per "Fabbricanti di universi"

Vi segnalo una mia nuova intervista (per quello che può valere l'intervista di un autore fermo dal marzo del 2005...). Il fatto è che un'intervista non si rifiuta mai. Spero che, quando mi verrà proposta la prossima, avrò finalmente qualcosa da dire su un mio nuovo romanzo edito. Vedremo...

Intanto, eccola qui:
http://www.fabbricantidiuniversi.it/world-building/dangelo.htm

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09 maggio 2008

Intervista a Steven Erikson

A chi non l'avesse ancora letta, suggerisco quest'intervista di Jeff VanderMeer al mio scrittore contemporaneo preferito, Steven Erikson.
È un'intervista molto intima, in certi momenti, e tocca ferite ancora abbondantemente sanguinanti in me. Mi è piaciuta molto.

Nel contempo ho capito perché sono così affine all'autore canadese, di sensibilità parlando: guardo al mondo col suo stesso spirito. E soffro di ciò che vedo proprio come lui descrive (moltissimi di noi, io voglio credere la maggior parte, soffrono di ciò che vedono; ma anche la sofferenza è un aspetto della nostra vita piuttosto soggettivo, ecco perché dico che il mio modo è molto simile al suo - anche e soprattutto come reazione alla sofferenza). Spesso, per l'appunto, ho queste cadute d'umore che mi fanno scrivere in modo cupo, violento, con uno stile quasi spezzato e con una foga che quando sono sereno non ho.
La profondità della tenebra che nasconde l'animo umano era inimmaginabile, finché non hanno cominciato a mostrarcela (soltanto in parte).

Leggetelo qui: http://clarkesworldmagazine.com/erikson_interview.html (in inglese)

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