Non sono tra questi ferventi credenti.
Oggi Fantasy Magazine pubblica le nuove uscite comunicate dalle case editrici italiane che si occupano (anche) di fantasy. I primi due titoli sono di Asengard e Armenia ed entrambi hanno suscitato il mio interesse.
Il romanzo di Mariangela Cerrino non pare particolarmente originale leggendo la quarta di copertina, anzi! Tuttavia l'autrice è una donna colta - oltreché estremamente garbata e gentile - ed è una garanzia per quanto concerne la qualità della prosa. La Signora Cerrino è indubitabilmente brava: sento di poter mettere la mano sul fuoco
prima di leggere una sola riga del suo romanzo. Ciò che m'incuriosisce di questa sua nuova opera, dunque, è che va in una direzione molto classica, cosa che lei - a mia memoria - non ha mai sperimentato.
Il romanzo di Solomon Troy Cassini (un nome d'arte, direi - forse mi sbaglio, ma non credo, data anche la natura della casa editrice), invece, mi pare piuttosto originale sulla carta. L'ambientazione lo è al di là di ogni dubbio: il mondo reale a noi vicino (Austria -
molto vicino a dove vivo, Trieste) infarcito di elementi fantasy (passaggio verso altri mondi). In questo caso si dovrà verificare la qualità del testo, poiché l'autore non lo conosco, né ho mai letto nulla di suo. Ma, anche in questo caso, sommando gli elementi a disposizione, la quarta di copertina ha suscitato il mio interesse.
Vogliamo aggiungere a questo il recente passato?
Abbiamo un Riccardo Coltri, che scrive attingendo a piene mani alla mitologia italica. Abbiamo un Luca Tarenzi, che scrive narrativa fantastica molto vicina a Gaiman. Abbiamo Michele Giannone, che affronta con successo ambientazioni di difficile resa come un matriarcato. Abbiamo Fabiana Redivo che ha scritto in tempi record una saga di sei romanzi che attinge alla cultura classica che le è propria e che strizza l'occhio a David Eddings. Infine, abbiamo un Andrea D'Angelo che scrive romanzi d'ambientazione puramente fantasy che però guardano esplicitamente al mondo reale. E
tutti, includendomi, capaci di una buona prosa.
Grande varietà di temi e di approcci.
Infatti abbiamo - ma non li ho letti e quindi non posso giudicare -, autori nuovi e prolifici, come quelli pubblicati da Asengard, da Fabbri, da Fanucci. Li cito a memoria: Uberto Ceretoli, Ester Manzini, Marco Davide, Antonia Romagnoli, Laura Iuorio. Per i più giovani abbiamo Licia Troisi, Francesco Falconi, Fabio Cicolani, Silvana De Mari.
Insomma, a me sembra che pensare puro sfruttamento commerciale di pessima qualità questo fiorire d'autori sia pessimismo (e fastidio) allo stato puro. Siamo proprio sicuri che da tutto questo, se ancora non c'è la qualità sperata e agognata, non ne verrà? Davvero non vedere che questo ribollire, questo crescente entusiasmo degli autori stessi, che infine hanno possibilità concrete di esprimersi pubblicamente e, quindi, di
crescere professionalmente... insomma,
non vedere che tutto questo è soltanto l'inizio di qualcosa a me sembra non soltanto miope, ma ottusamente cocciuto.
Da quando sono stato edito, fin dalla mia prima, controversa (e unica) apparizione all'Italcon, ho sempre sostenuto che buoni autori esistono: basta cercarli seriamente e dare loro fiducia. Mi è sempre stato risposto che è come cercare un ago in un pagliaio, anche dal mio stesso editore. Non ero d'accordo e non lo sono tuttora. Come non sono d'accordo col disfattismo che ha regnato fino a un po' di tempo fa.
Un nuovo regno si sta affacciando ed è fatto da persone che cominciano a guardare con interesse al fantasy italiano, anche
dopo averlo provato. Che siano tutti dei decerebrati incapaci di giudicare quanto leggono?
Personalmente guardo in avanti,
sempre. Chi vuole guardare al passato, piangendo sul latte versato, faccia pure: è suo inalienabile diritto farlo, ma mi dispiace per lui.
Sto dicendo che si
devono leggere autori italiani? Assolutamente no! Non si legge ciò che non si vuole leggere. La scelta dei libri e degli autori è una delle poche cose che questa società ci lascia ancora la libertà di fare (anche se, in un certo senso, alcuni davvero bravi sono quasi introvabili ed è poco democratico - e molto prono a una logica capitalistica, che ha vantaggi
E svantaggi).
Tutti liberi, insomma. Ma che il Regno dei Disfattisti sappia che la Lega dei Volenterosi sta avanzando, forse con un esercito ancora debole, ma avanza e conquista territorio.
Il bambino sembrava morto, poi ha cominciato a piangere.
E' vivo. Lo dico da tempo: è vivo e cresce sano!
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