28 febbraio 2008

Miss Venezuela

Cari ragazzi,

parto per il Sudamerica. Esco dall'Europa per la prima volta. Sorvolerò un oceano e atterrerò su un altro pianeta, completamente diverso da quello che mi ha sempre circondato. E' quasi come andare sulla Luna, a ben pensarci.
Starò in Venezuela per un mese. Tanto, poco. Meraviglioso in qualsiasi modo la si pensi.
Attendevo questo momento da una vita, sempre sognando la Patagonia. Nella mia ignoranza crassa non sapevo dell'esistenza di altri luoghi d'incontaminata bellezza, che fanno sentire l'uomo per quello che è: il centro di qualcosa, ma un centro praticamente insignificante.
Non so cosa sarà di me dopo questo viaggio. Certo è che mi cambierà - oltreché, come tutti i viaggi, arricchirà (e poi ci si chiede perché il viaggio nel fantasy è tanto sfruttato: è una delle cose più belle della vita!). Quanto mi cambierà è da vedersi, ma so fin d'ora che è un viaggio fondamentale per la mia esistenza, per il mio modo di guardare al mondo, per ciò che sto scrivendo (il cui piccolo indizio è contenuto nella colonna sonora di qualche blog-considerazione fa).

Così, in compagnia della "mia" Miss Venezuela, guidato e condotto per mano in luoghi incantevoli, affronterò una volta di più e con più forza il sentimento che negli ultimi anni mi spinge alla scrittura: la multirazzialità, la fratellanza, l'evoluzione dell'essere umano in direzione dell'uguaglianza.
Se esiste un perché, un fine inintellegibile, in tutto quello che mi è accaduto negli ultimi tre anni, allora lo identificherei con una sola espressione: crescita interiore. Banale, direte voi. Non la pensereste alla stessa maniera se sapeste - quindi soprassiedo.

Di recente ho riscontrato come le persone abbiano di me un'immagine completamente distorta e che, invece, la stragrande maggioranza di quelle che mi hanno conosciuto di persona, approfondendo un po', han finito per volermi bene. Non so perché mi sta succedendo questo, ma lo considero un dono, qualcosa che non devo e non posso sperperare. Sono grato, molto grato. Dal dolore, la gioia. E la tolleranza, una migliore comprensione. Un po' nebuloso, ma la vita è così: sempre poco chiara, finché non si abbatte su di te come un acquazzone, lasciandoti fradicio a filosofeggiare.
Insomma, parte un Andrea, ne tornerà un altro. Migliore, spero. Sicuramente più ricco.

In questo momento della mia vita sono felice - oltreché emozionato al limite della paura.
In fondo, mi dico, sto per vivere il mio fantasy in prima persona... il mio viaggio.


Ciao ragazzi, a presto.
Un sorriso,
Andrea

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19 febbraio 2008

Nausea

È da tempo che ho detto basta alla nausea. Purtroppo ogni volta c'è qualcuno che fa breccia in me, strappandomi alla tana in cui me ne sto al calduccio. Ebbene, lo scrivo qui a chiare lettere: nessuno, mai più, mi strapperà al calduccio della mia tana!

Non m'interessa Fantasy Magazine.
Non m'interessa Fantasy Gamberi.
Non m'interessa chi parteggia per l'uno o per l'altro.
Non m'interessa schierarmi o battermi ancora.
Non m'interessa l'opinione altrui quando filtrata dall'ipocrisia.
Non m'interessa l'opinione altrui quando infarcita di maleducazione.
Non m'interessa cosa pensano i lettori di me.
Non m'interessa cosa pensano gli scrittori di me.
Non m'interessa cosa pensa l'editore di me.
Non m'interessa alcunché oltre alla mia vita e a quella dei miei cari.

Il resto è un di più, perché già così faccio molta fatica a star dietro a questa gran stronza che è la vita.

Quindi che Fantasy Magazine faccia da sé.
Che i Fantasy Gamberi facciano da sé.
Che i parteggiatori parteggino per chi gli pare.
Che io me ne resti fuori.
Che l'ipocrisia si arrovelli su se stessa.
Che la maleducazione crei attorno a sé il mondo che semina.
Che i lettori pensino a loro stessi.
Che gli scrittori facciano altrettanto.
Che il mio editore si limiti a giudicare i miei scritti.
E che la mia vita possa finalmente procedere fluidamente, in compagnia dei cari.

Nell'ultimo anno ho imparato qualcosa.
Ho visto come può finire una vita cara: distrutta pezzo a pezzo, consumata, umiliata, straziata. Spesso il cerchio si chiude in un modo che è vano descrivere - come ho appena fatto. Bisogna essere presenti per capirne le infinite sfumature di dolore e assoluzione.
Accrescitivo: era la vita che mi ha dato vita.

Questo significa una cosa sola: chiunque venga qui in pace, entri.
Tutti gli altri si tengano alla larga da me.

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8 febbraio 2008

Concorso Fantasy Magazine annullato

Apprendo ora, leggendo il forum di Fantasy Magazine, che il concorso è stato annullato.
Per non ingenerare confusione, preferisco riportare le testuali parole di Franco Clun: «Saranno resi i 20 euro d'iscrizione a tutti i partecipanti del concorso. Ci riserviamo comunque di scegliere fra le migliori opere e di proporre contratti di pubblicazione. Stiamo decidendo se proclamare comunque un vincitore.
Le schede, con un po' di pazienza, saranno comunque inviate a chi ne farà richiesta.
»

Ho abbandonato il forum da un po'. Lo leggo di tanto in tanto, ma la mia ormai cronica mancanza di tempo libero necessitava di soluzioni estreme, mio malgrado. Detto questo, mi preme sottolineare qui in casa mia ciò che è il "mio sguardo" sul concorso in oggetto.

Sono stato contattato da Franco Clun all'inizio e ho accettato di leggere e valutare i tre finalisti. Esatto, avete letto bene: tre. Allora fu una decisione sofferta, perché, come Franz sa bene, avevo già problemi di tempo.
In seguito i finalisti sono stati portati a dieci, a qualche mese di distanza. Lo appresi direttamente dal forum e mi chiesi se intervenire direttamente e "tirarmene fuori": leggere dieci romanzi, per me che sono un bradipo-lettore, è cosa molto impegnativa da farsi in tempi accettabili.
Poi il tempo è passato e, per motivi che comprendo, la casa editrice è infine giunta a questa decisione - immagino sofferta.

Ora, mi preme sottolineare che con un tale ritardo e, soprattutto, con una simile mole di valutazioni in più (7), non avrei accettato di leggere e valutare i finalisti. Mi sembra giusto esternarlo, anche se a concorso annullato potrei tenere la tacita decisione per me. Anche perché è il caso di sottolineare una volta di più la mia indipendenza e il fatto che il mio nome - per quel poco che vale - non può essere usato a piacimento, cambiando le regole del gioco in corso.
Sebbene ritenga al limite dell'isterismo gli interventi di protesta di alcuni utenti del forum e partecipanti al concorso, ho riscontrato anch'io una pessima gestione delle comunicazioni da parte della Delos Books. Una cosa che scrivo col cuore pesante, perché considero Franz un amico e ne stimo il lavoro.
Cosa che comunico ufficialmente qui, oltre tutto: per mesi non ho sentito nessuno, non sono stato aggiornato, tanto quanto voi. E ho deciso di comunicare la mia decisione allo stesso modo: per conto mio, senza tener conto degli altri.

Ad ogni modo, ragazzi, io non avrei valutato le vostre opere finaliste. Dieci sono troppe ed è inutile nascondersi dietro un dito: non ho tutto questo tempo, dal momento che non riesco nemmeno a leggere e scrivere ciò che mi preme. Sarebbe stata anche una decisione ragionata e a vostro favore: dopo aver atteso così tanto, perché costringervi ad attendere ancora di più per permettermi di leggere bradipamente i manoscritti?
Accolgo l'annullamento del concorso con sollievo, dunque, e vorrei far presente a tutti il lato estremamente positivo della decisione: non c'è più il vincitore soltanto che raggiungerà la pubblicazione, bensì, volendo interpretare le parole di Franco Clun, tutti coloro i quali la Delos Books riterrà degni - e aver allargato la rosa dei finalisti da tre a dieci a me fa pensare che i meritori, su oltre 100 romanzi, non fossero pochi.

Insomma, buona fortuna a tutti!

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6 febbraio 2008

I migliori romanzi italiani di fantasy

Questa classifica è la mia visione dello stato attuale, precisando che mi mancano parecchi autori nostrani. La aggiornerò di volta in volta, man mano che leggerò.
Dal migliore al peggiore. E, per una volta tanto, gioco d'anticipo: includo anche i miei... pur essendo un'operazione difficile.

Zeferina - Riccardo Coltri
La Rocca dei Silenzi - Andrea D'Angelo
Pentar - Luca Tarenzi
La Fortezza - Andrea D'Angelo
Il segreto di Krune - Michele Giannone
L'arcimago Lork - Andrea D'Angelo
La pietra degli elementi - Fabiana Redivo
Il libro dell'Impero - Adalberto Cersosimo
Amazon - Gianluigi Zuddas
Il seme perduto - Fabiana Redivo
La setta degli assasini - Licia Troisi
Il figlio delle tempeste - Fabiana Redivo
Le sette gemme - Andrea D'Angelo
L'eterno sogno - Daniele Bonfanti
La lama nera - Dario de Judicibus
Il segno dei ribelli - Rossella Romano
Estasia - Francesco Falconi
Nihal della Terra del Vento - Licia Troisi
Il respiro delle montagne - Ornella Lepre

La classifica è stata buttata giù al volo, quindi può essere che ripensi a certe posizioni. I miei romanzi sono in posizioni alte, ma è piuttosto ovvio: amo ciò che scrivo. La loro posizione è più che altro dovuta a una (vaga) riflessione sulla tecnica e sull'originalità e potenza dell'affresco. Ed ecco che, in tutta sincerità, La Rocca dei Silenzi lo considero secondo al solo, piccolo Zeferina, che è troppo originale e ben scritto per metterlo al di sotto. Poi, al mio esercizio di sincerità, sovrapponete il vostro, senza patemi d'animo. Ma dovevo collocarmi, per dire come la penso in generale. Credo, a tutt'oggi, che tra gli autori italiani recenti un romanzo come La Rocca dei Silenzi non sia stato scritto. Attendo con grande ansia soprattutto Riccardo Coltri e Michele Giannone, il primo reo di non avermi ancora fatto godere con un romanzo lungo, il secondo che m'è parso racchiudere in sé il potenziale maggiore. C'è poi il bravissimo Luca Tarenzi, molto originale, che però si cimenta con un fantasy un po' fuori dalle righe, alla Gaiman, che io non bramo di leggere. Ma ha stoffa da vendere. Naturalmente, ricordando la sua prosa deliziosamente scorrevole, attendo al varco Fabiana Redivo (di cui non ho letto colpevolmente la seconda trilogia) e i nuovi progetti di Licia Troisi (che si è molto migliorata tecnicamente con la seconda trilogia, di cui ho letto il primo romanzo) e Francesco Falconi (che nel finale del suo Estasia m'è parso in piena forma e la cui fantasia è fuori discussione).

Prossimamente devo leggere un bel po' di romanzi italiani: Uberto Ceretoli ed Ester Manzini della Asengard, devo terminare Fabrizio Valenza, affrontare Sergio Valzania e Morgan Fairy (pseudonimo di Angela P. Fassio). Mi incuriosisce un trittico di autrici: Milena Debenedetti, Laura Iuorio e Antonia Romagnoli - considerando che nel fantastico i miei autori preferiti sono autrici, immagino per una questione di sensibilità affine, ne sono attratto ancora di più. E così via... In linea di massima qualsiasi esordiente italiano (e non) mi attira.
Ci sono, poi, tanti giovani di belle speranze - alcuni davvero promettenti - che mi piacerebbe trovare in libreria (e sarei felice di spingere più in basso, in classifica, tutti i miei romanzi!).

E' il momento giusto.

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