31 gennaio 2008

Utopia

Verrà mai il giorno in cui nessun politico si permetterà di parlare in mio nome?

In base a cosa i Signori della Politica si arrogano il diritto di parlare a nome di maggioranze assolute, quando non hanno nemmeno la più pallida idea di cosa pensino loro stessi (dal momento che si contraddicono di continuo)?

[Daniele Silvestri]
Il mio nemico non ha divisa
Ama le armi ma non le usa
Nella fondina tiene le carte visa
E quando uccide non chiede scusa

Il mio nemico non ha nome
Non ha nemmeno religione
E il potere non lo logora
E il potere non lo logora

Come dicevamo a suo tempo, i miei amici e io, le prossime elezioni “andemo tuti a Premantura!”.
Premantura è la punta dell'Istria, in territorio croato, ed è un piccolo angolo paradisiaco a un'ora e mezza da Trieste.
Per il ponte del 2 giugno di solito siamo sempre lì. Il primo mare dell'anno, il sole, i colori della terra libera e selvaggia di un parco nazionale. Speriamo che ci siano le elezioni proprio in quel periodo: sarebbe una bella soddisfazione tuffarsi in acque cristalline mentre gli italiani s'illudessero, ancora una volta, che il loro voto cambierà le cose.
Non mi applicherò più in questo esercizio di democrazia, nonostante il voto sia un diritto conquistato col sangue, storicamente. È nel contempo orribile e terribile che questa classe politica l'abbia svilito tanto da farlo apparire come un sondaggio sulla capacità d'illudersi di un intero popolo. Alla fine si sa quale percentuale crede ancora a questi cialtroni (quando va bene).

In questi momenti, leggendo un simile profluvio di dichiarazioni meschine, contornate da molte volgarità diverse, mi chiedo perché mai voglio ancora scrivere fantasy, parlando di ideali e valori. Mi chiedo, insomma, se abbia ancora senso.
L'unica cosa che ha valore ai miei occhi, ormai, della nostra società parlando, è la famiglia.
Ah, sì, e Premantura, naturalmente!

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27 gennaio 2008

Lo spirito de Il giorno dopo

Ieri ho trovato la colonna sonora che mi aiuterà molto nella scrittura de Il giorno dopo.
Si tratta di qualcosa che ho scoperto per puro caso, ma che calza a pennello. Appena l'ho sentita, infatti, ho capito che dovevo usarla.

Lo spirito che mi anima, quando scrivo, è diverso a seconda del romanzo. L'ultimo mio scritto è La Rocca dei Silenzi, e ripensando a ciò che mi animava allora capisco quanto sono cambiato negli ultimi tre anni. Tre anni di silenzio, di sofferenze e gioie, di turbamento e serenità. L'Andrea che si riproporrà agli editori sarà molto diverso. Non necessariamente nel risultato scritto, anche se esperienza m'insegna che la mia personale evoluzione si vedrà chiaramente, perché io scrivo spinto dall'animo, con un impulso letterario genuino. Il che non significa, ancora, che questo si traduca in letteratura.

Ebbene, lo spirito alla base di questo mio nuovo scritto è chiaro: ascoltate, se ne avete modo, Millennium - Tribal Wisdom and the Modern World di Hans Zimmer. Solo quella musica può spiegarvi, a grandi linee, cosa mi anima durante la stesura de Il giorno dopo e cosa, fin dalla revisione de La Rocca dei Silenzi, ho pian piano maturato.

Come ho detto in altra considerazione, I Silenzi sono romanzi volti al presente, pur se fantastici, e proiettati, aggiungerei, verso un ideale concreto, anche se probabilmente utopico. Probabilmente, sì, non sicuramente. Mi infastidisce l'idea che un sogno non possa avverarsi. Altrimenti si chiamerebbe "illusione". E questo non spetta a me giudicarlo, né ad altri.
Lo spirito è quello di Millennium, il procedere è quello del bradipo. In un certo senso sento che questo è il passo giusto: scrivere vivendo. Non c'è altra soluzione, ormai. La mia vita è cambiata e ha preso una direzione ben precisa, quasi impossibile da spiegare.
E in quella direzione vado, vivendo, amando, scrivendo.

Per ascoltare qualche decina di secondi per brano, giusto per farsi un'idea, vi rimando alla pagina di Amazon.com: http://www.amazon.com/Millennium

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17 gennaio 2008

Classifica dei peggiori 10 autori fantasy

Bene, affronto questa spinosa questione.
Chi mettere tra i peggiori? E secondo che criteri? Questo non è il momento di dirlo.
Basti la mia personalissima classifica: dal peggiore al migliore dei peggiori.

David Eddings
Richard Awilson
Ornella Lepre
Licia Troisi (romanzo d'esordio)
Nancy Varian Berberick
Anne McAffrey
H.P.Lovecraft (il suo fantasy)
Terry Goodkind
Harry Turtledove
Anselm Audley

Il piatto è servito.

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11 gennaio 2008

Classifica dei migliori 10 autori fantasy

Secondo il mio personalissimo gusto, ovviamente.
E rigidamente in ordine di preferenza.

Ursula K. Le Guin
John R. R. Tolkien
Steven Erikson
Celia S. Friedman
Robin Hobb
Michael Scott Rohan
Glen Cook
David Gemmell
China Mieville
George R. R. Martin

Non ho letto ancora nulla di alcuni autori che sono certo potrebbero inserirsi in questa classifica in continuo divenire: Robert Jordan, Tad Williams (introvabile, se non a cifre oltremodo esose), Paul Edwin Zimmer (mi manca il primo romanzo della sua trilogia), Greg Keyes (attendo l'uscita del quarto), Scott Bakker (devo ordinarlo) e Scott Lynch (ce l'ho!), Fritz Leiber (ce l'ho!), Jack Vance (ho Lionesse!). Questi sono quelli che, a naso, mi sembrano i migliori candidati a sconvolgere la classifica nel prossimo futuro.

Ho dovuto escludere autori come Raymond E. Feist, Weis & Hickman, Neil Gaiman, Michael Moorcock, Roger Zelazny, Poul Anderson e altri, che ora non ricordo più (ma che prima ho scartato... :).

In questi giorni sto leggendo Ursula K. Le Guin, "I reietti dell'altro pianeta", che mi mancava e che so a priori essere un capolavoro. In ogni caso, già dalle prime cinquanta pagine lo si capisce.
Tra gli italiani m'incuriosiscono i romanzi della Asengard e l'ultima italiana edita da Fanucci. Leggere, leggere, leggere...

E intanto continuo per la mia strada, felice di avere l'imbarazzo della scelta in tutti i sensi.

Prosit!

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7 gennaio 2008

2008

Buon Anno a tutti.
Che il 2008 sia per voi un anno di crescita interiore.

Questa è una piccola blog-considerazione personale. Così, tanto per segnalare il mio rientro dalla Germania, dal mondo fatato delle montagne e dei boschi di conifere innevati, dei riposi e del sereno stare insieme.
Ho buoni propositi, per il 2008. A differenza di molti, credo che fare il punto della situazione all'inizio dell'anno - o alla fine - sia una cosa giusta. Certo, dev'essere un atteggiamento propositivo che preceda un serio impegno.
Non vi parlerò dei miei buoni propositi. Troppe volte ho detto e poi non mantenuto, per cause di forza maggiore o per pura, dannata accidia. Quello che posso dire e in un certo senso promettere, però, è il mio serio impegno a progredire, non soltanto di scrittura parlando.
I progetti sono molti e tutti piuttosto impegnativi. Spero di riuscire a realizzarne i due terzi. Già così sarei felice.
Spero la mia fede mi sorregga e sostenga. Spero che ciò che ho vissuto durante l'anno passato dia finalmente frutti positivi, porti a una solida maturazione interiore, faccia emergere infine la chiara certezza che a qualcosa sia valso.
In realtà, tale certezza l'ho già percepita in me. Quanto mi manca, ora, per darmene prova inconfutabile, è applicare l'esperienza a una impegnata, appassionata concretezza.

Quindi, di nuovo, che il 2008 vi porti crescita interiore.
Null'altro conta, a conti fatti.

Auguri di cuore a tutti voi.
Un sorriso,
Andrea

P.S.: controllate le ultime discussioni, ho risposto ai vostri cari messaggi con molto ritardo... ma ho risposto!

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