Il ritardo de "Il giorno dopo".
Come da oggetto: sono già in ritardo sul programma. Ma non importa, non mollo.
Sto meditando di tagliare un'intera parte del romanzo. Valuterò quando vi arriverò, ma penso ci siano gli estremi per considerarla "superflua", tutta intera. E, in compenso, aggiungere qualche capitolo che invece ritengo arricchirebbe la vicenda e aiuterebbe il lettore a godersi un romanzo meno sbilanciato.
Le scalette, come vedete, sono fatte per essere contraddette.
In una fase come questa, ad esempio, sono utilissime per valutare con grande rapidità l'impatto di una simile modifica alla vicenda.
Torno a scrivere...
Sto meditando di tagliare un'intera parte del romanzo. Valuterò quando vi arriverò, ma penso ci siano gli estremi per considerarla "superflua", tutta intera. E, in compenso, aggiungere qualche capitolo che invece ritengo arricchirebbe la vicenda e aiuterebbe il lettore a godersi un romanzo meno sbilanciato.
Le scalette, come vedete, sono fatte per essere contraddette.
In una fase come questa, ad esempio, sono utilissime per valutare con grande rapidità l'impatto di una simile modifica alla vicenda.
Torno a scrivere...



13 Commenti:
Fai molto bene a scandagliare il manoscritto in cerca del superfluo, pronto a tagliare!
Nessuna Pietà, mi raccomando e
Avanti così!
Francesco
un muspeling
Ciao Andrea!
Torno qui perché, in ambasce con miei personali problemi da tempi di scrittura, mi chiedevo:
ma l'ora antelucana se, per i mattinieri, va bene per la scrittura e magari anche l'ideazione da raccogliere in note (io, almeno, faccio così), ciò vale lo stesso pure per la fase di revisione/correzione?
Io ho cominciato a dubitarne... -_-
Visto che anche tu usi dedicarti alle tue opere di mattina, data l'esperienza tua più lunga della mia, sarei curioso di conoscere la tua opinione.
Salluti Sfavillanti!
Francesco
un muspeling
Ciao Andrea!
Come sai abbiamo un metodo abbastanza simile, anche perché il mio deriva quasi completamente dai tuoi consigli (alcuni fondamentali, direi!). Le scalette sono utili ed inutili al tempo stesso: senza saremmo nei guai, usandole abbiamo la doppia responsabilità di seguirle e di ignorarle al tempo stesso, se necessario.
Comunque sono contentissimo delle migliorie che stai apportando al romanzo, anche perché sono davvero curioso di leggerlo =)
Ciao Andrea, non ti conosco di persona ma ogni tanto vengo a leggere il tuo blog e mi permetto di darti del tu.
Sono felice che gli autori aprano blog e parlino di ciò che scrivono, o altri argomenti. Credo sia una cosa giusta, per mettersi in discussione.
Ho letto che vorresti fare dei tagli su quello che hai scritto, ma vorrei lasciare una mia opinione in merito: immagino tu abbia un editor preposto a questo scopo. E allora perché non fai leggere prima a lui? Può capitare che un autore parli di argomenti che in un capitolo successivo verranno ripresi, oppure riguarda una trama appesantita da particolari ininfluenti.
Le mie sono solo ipotesi, sei solo tu che potrai decidere di migliorare, o meno, quello che hai scritto.
Grazie dell'attenzione, sono solo un curioso.
Caro Francesco, io ho smesso con le ore antelucane: non ce la facevo. Resta l'idea di farlo ogni tanto, quando mi va: mai irrigidirsi.
Direi che l'ora migliore per revisionare è quando si ha voglia di rileggere. A me sta succedendo così e quando arriverò alla fine della prima stesura, avrò già riletto il romanzo due o tre volte. Non ci ho mai pensato, ma è così. La revisione dev'essere affinamento, almeno per gli scrittori maturi, quelli che padroneggiano a sufficienza la lingua da terminare la prima stesura già "ben messi".
Caro Luca, credo sia una miglioria, in effetti. Sono giunto a una conclusione intermedia, ponderando: quella parte ha il suo perché, altrimenti non l'avrei messa nella scaletta. Diciamo che ho recuperato il suo senso e quindi non la voglio tagliare. Ma ho deciso che, in alternativa, quel "fronte d'azione" lo narrerò in modo diverso: una sorta di romanzo nel romanzo, perché scritto in modo diverso, con un'altra intenzione. E l'idea mi fa brillare gli occhi.
Ciao Saryo, il tuo intervento è interessante. L'editor fa quello che dici tu e, se è un buon editor, può migliorare sensibilmente l'opera, dandole maggiore equilibrio. Tuttavia uno scrittore che si rispetti, prima di pensare alla figura rassicurante (ma anche terrificante!) dell'editor, ha il dovere di fare del suo meglio. Di più, ha il volere. Uno scrittore ama ciò che fa e dà all'editor l'opera che lui ritiene sia migliore, in ogni sua parte. L'editor, poi, è il simulacro dell'umiltà, a cui lo scrittore dev'essere devoto e "ascoltare". Per poi, infine, decidere insieme.
Tutto ciò per dire che l'autore è Dio per l'opera e tale ruolo va riconosciuto dall'esterno - per questo un buon editor non impone, suggerisce e semmai sottolinea -, ma accettato dall'interno, perché essere Dio è una responsabilità.
Aggiungo, a titolo personale, che non ho alcun editor che mi segue, né contratti vigenti. Scrivo, revisiono e propongo alla casa editrice: poi, in caso di merito, verrà... L'EDITOR! (Un rombo di tuono scosse le pareti.) :)
Grazie Andrea! ^_^
Io continuo a usare orari mattutini o non ci starei con tesi, forum, articoli per TdC e il resto della mia Vita.
Padrone del linguaggio non mi ci sento e forse non mi sentirò tale sino a che campo... ma vediamo, vediamo... prima o poi gli editori mi conosceranno!
Aloha!
Francesco
un muspeling
Ciao Andrea!
Mi piace la piega di questa discussione:
ok, l'autore è Dio e tutto può decidere, anche rendere il manoscritto migliore e più scorrevole di come lo ha immaginato in precedenza. Questo anche attraverso tagli profondi della trama.
Ma questo è il mio quesito: spesso, chi scrive, ha idee molto più grandiose durante la prima stesura della storia perché la mente va oltre ipotetiche scalette, o pensieri consci su ciò che si vuole scrivere.
Non so se mi sono spiegato.
Voglio dire...
La trama, al momento della prima fase di scrittura, raggiunge confini che possono mutare nel tempo, magari con il sorgere di nuove idee che prima non si avevano, punti di vista aggiuntivi, nuovi personaggi che intrecciano quelli vecchi.
E tu sei sicuro che, se tagli parti della trama, non vai ad intaccare una parte della storia legata ad un possibile seguito?
La mia è curiosità, ho voglia di conoscere nuovi punti di vista per crescere.
E tutto questo a prescindere che si abbia o no un editor (al momento).
Ciao Andrea,
passo per un saluto dopo una lunga assenza e per incoraggiarti naturalmente. Non vedo l'ora di leggerti... Soprattutto ora che, se non sbaglio, sono stato inserito ufficialmente nella lista dei "lettori alfa".
Intervengo nella discussione, spinto dalle osservazioni di Saryo in merito all'editing.
Tagliare parti del proprio romanzo, come ho avuto modo di dire anche in altri interventi, è sempre un processo doloroso per l'autore. A monte c'è infatti la considerazione che stai gettando via (letteralmente) ore di intenso lavoro e idee che in sede di progettazione ti parevano grandiose (tanto per parafrasare l'espressione di Saryo).
Tuttavia è un processo necessario che muove dall'onestà dell'autore nei confronti del proprio lettore (che sia quello ideale di kinghiana memoria in sede di stesura o, successivamente, quello reale fa poca differenza).
Se, in altri termini, rileggendo l'opera completa (e dopo averla fatta decantare, aggiungo) io autore mi accorgo che certe parti suonano forzate o stonate, non posso farmi scrupoli nel tagliarle e/o modificarle.
L'autore per primo deve essere assolutamente convinto di ogni singola riga che scrive (in caso contrario, come può aspettarsi che lo potrebbe essere il lettore?). In tal senso, Saryo, egli è il primo editor del proprio romanzo, il che non esclude - in sede di confronto con quello della propria casa editrice - che si potranno concordare modifiche su qualche passaggio, nel momento in cui l'editor stesso dimostra all'autore la bontà e/o necessità delle stesse e l'autore le condivide (gli editor seri fanno questo: proprongono; non impongono).
Michele
PS: io continuo ancora a scrivere nelle ore antelucane (mi spiace, Andrea, che tu non abbia proseguito lungo tale strada); tuttavia, per rispondere a Francesco, aggiungo che a differenza della scrittura che, per me, è indissolubilmente legata alla fascia oraria dalle 5,30 alle 7,00 del mattino, in sede di revisione non sono altrettanto categorico (faccio revisione anche durante la pausa pranzo o la sera).
Grazie Mille Michele! ^_^
Ore 05:30-07:00 eh?! Beh, immagino che quando sarò lavorante anche io, l'orario giusto sarebbe proprio questo, ma per ora che sono tesista mi tengo stretto il mio 07 (con sveglo alle 06:30)-09 ^_-
Saluti Incandescenti!
Francesco
un muspeling
Oooops!
"Sveglia" era la dicitura intesa, sorry!
Francesco
un muspeling
Michele:
felice di conoscerti "virtualmente", e anche che hai trovato interessante qualche spunto...
Se si parla di manoscritto in decantazione, hai anche il mio appoggio su quello che hai scritto. E' anche vero che un autore non sarà mai un editor oggettivo, perché ciò che si è scritto proviene da lui. Difficilmente riuscirà a "limare" la sua creatura.
Ho una tesi personale su Case Editrici ed Editor. Secondo me questi professionisti dovrebbero dividersi in categorie o generi, per lavorare nel modo migliore con autori che trattano differenti argomenti.
Se mi occupo di Fantasy, e la casa editrice possiede un fornito gruppo di autori che la trattano, gli editor (o uno solo) dovrebbe essere "specializzato" in tale genere. Questo andrebbe a migliorare, secondo un mio punto di vista, gli standard delle uscite di molti romanzi. Ma so che le case editrici se ne fregano di questi dettagli.
Tornando all'autore alle prese con il manoscritto: dopo la prima "forgiatura", è giusto che si attenda. Dopo una o più riletture si troveranno errori, o parti non inerenti alla storia, che potrebbero annoiare il lettore. Ma dubito che chi ha scritto possa "vedere" come stanno le cose, credo sia più utile lasciare spazio a persone esterne, che con giudizio imparziale indirizzerebbero chi ha scritto.
Mi riferisco anche alla traformazione di singole frasi, oppure a rendere un contesto più accattivante. E cosa ne dici dei discorsi messi in bocca ai personaggi?
La cosa bella che potrebbe fare un editor bravo, ma veramente bravo: smontare il romanzo pezzo per pezzo, controllare pregi e difetti e lavorarci sopra. Sono lavori che durano mesi e che vanno a interagire con l'autore stesso, senza essere vincolanti perché alla fine sarà una sola persona a decidere: chi ha costruito l'intera storia in mesi o anni.
Ciao Andrea! E' un pezzo che non ci sentiamo... per fortuna c'è il tuo blog a tenermi sempre aggiornato! Una curiosità: hai letto il fumetto su Shannara?
Io ho fatto un piccolo post sul mio blog e sono curioso di sapere cosa ne pensi.
Un forte abbraccio,
il tuo amico Massimo
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