I pezzi di merda che governano il mondo.
Sottotitolo: "E la gente miope che li segue..."
Usain Bolt
A 6 anni avevo già molto chiaro che avrei combattuto il formalismo con tutte le mie forze.Jacques Rogge - un tempo sportivo, ora moralizzatore - si è permesso di portare il formalismo anche alle Olimpiadi, bacchettando un ragazzo di 22 anni soltanto perché ha festeggiato (assieme a tutto il pubblico) i due ori con due record del mondo nei 100mt e 200mt piani (ha festeggiato, cioè, il piccolo fatto che al momento è l'uomo più veloce del mondo e, stando ai tempi, è anche il più veloce di tutti i tempi).
Criticato da chi ha prima assicurato che non ci sarebbe stata censura in Cina e poi è stato smentito dai fatti (inseguito pure da un'accusa d'aver saputo in anticipo e permesso, anche se non provata), direi che è abbastanza significativo. Detto da chi presiede un comitato che nega di manifestare il lutto, come se lo sport venisse prima della vita e della morte. Come se fingere che non esistano le tragedie in atto, in Tibet, in Georgia, in Spagna e così via, possa rendere i Giochi Olimpici qualcosa di migliore.
Ma chi è così immensamente stupido da crederlo?
Triste, tristissimo vedere come la nostra società (l'Occidente tanto superiore al resto del mondo) si sia trasformata nella patria dell'apparenza e che, a forza di circondarsi d'apparenza, ha smesso essa stessa di godere dell'essenza (che però ha troppa forza ed è facile alla conquista immediata, come ha dimostrato il pubblico di Beijing, che ha ballato e riso e pianto assieme a Bolt - e a noi due che eravamo a casa, appartenenti a mondi diversi, eppure uniti dalla stessa visione del mondo).
È quanto vedo in un sondaggio del Corriere della Sera. Quattro italiani su dieci (4 contro 6) considerano giuste le parole di Rogge. Mi vien voglia di scrivere, perché sono stufo di una società che confonde l'educazione e il rispetto con i formalismi, con l'ipocrisia più radicata, con le maschere e le falsità di cui troppi si vestono.
Stiamo perdendo.
Hanno tentato di farci il lavaggio del cervello e ci stanno riuscendo, lentamente. Almeno in questi giorni c'è stato un negro che ha dimostrato quanto la libertà d'espressione conti ancora. E che non è arrestabile.
O volete metterci tutti agli arresti soltanto perché siamo felici? (Pezzi di merda.)
O volete metterci tutti agli arresti soltanto perché siamo in lutto? (Pezzi di merda.)
O... (Pezzi di merda.)



2 Commenti:
In tv mi ha colpito l'intervento di uno (non ricordo chi), che aveva detto che Rogge si preoccupava di queste cazzatelle quando altrove la gente muore per una guerra assurda, con tutta la Cina olimpica che fa finta di niente.
Certo, non è giusto canzonare gli avversari, ma Bolt non l'ha fatto, ha solo ballato. D'altronde, ne aveva il diritto: se non avesse fatto lo stupido prima di arrivare al traguardo, avrebbe fatto un record migliore, e per giunta aveva la scarpa sinistra slacciata, e non c'era un filo di vento (e dicono che con un po' di vento lui fa miracoli).
Insomma, è comprensibile che esultasse. È supremazia, la sua.
E ancora, anche se cercassero di arrestarlo, come diamine farebbero? Corre come un demonio, il negretto. XD
Leggo ora la replica di Fredericks a Rogge: cominciano a dargliele. Era ora!
Ben vestiti e ben pensanti: vanno sbugiardati coi fatti e inchiodati al muro per le loro (gravi) mancanze.
Mi piacerebbe sapere, ad esempio, se il Moralizzatore di Pechino ha davvero fatto comunella coi cinesi sulla censura. Mi piacerebbe, così lo facciamo santo subito.
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