20 giugno 2008

L'assenza

L'assenza non è ingiustificata.
È da un po' di tempo che le sto tentando tutte, per raggiungere un buon ritmo di scrittura. L'ultima è una Giannone-trovata: alzarsi all'alba e scrivere prima di recarsi in ufficio. Ho sempre pensato che fosse impossibile per me, invece non lo è. Lo sto facendo da un paio di settimane, anche se ho sgarrato in due occasioni e stamani mi sono alzato alle sei, anziché alle cinque.
Il fatto è, molto sempicemente, che alla sera non ho più la forza per concentrarmi a dovere: sono stanco e produco lentamente e malamente. Spero questa sia la strada... e spero vivamente di prendere il ritmo giusto, perché per ora è molto faticoso - ma soddisfacente, perché i risultati si vedono.

Sto iniziando il Capitolo XIX e per ora mi pare la qualità non stia scemando. Anzi, mi attendono grandi passaggi, che da anni agogno di scrivere: uno dei migliori stimoli per scrivere bene.

Parlando di letture, sto affrontando due italiani contemporaneamente: Milena Debenedetti e Marco Davide. Il secondo, in particolare, mi sta piacendo molto. Ma è presto per parlarne, sono pochi giorni che l'ho iniziato (il che, ai miei ritmi di mezz'ora alla volta, significa qualche decina di pagine). Il solito bradipo della lettura... se solo riuscissi a staccare la mente dall'analisi del testo! Cheppalle...

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19 Commenti:

Blogger Parao ha detto...

Blog-considerazione scritta da schifo, ma non ho intenzione di perdervi altro tempo.
Scusatemi.

20 giugno 2008 10.09  
Anonymous Anonimo ha detto...

Se l'assenza è causata dalla pregnanza di un desiderio e di un impegno che preferisci profondere nella scrittura, è già più che giustificata.
E se altresì si alimenta delle energie e delle attenzioni investite piuttosto nell'analisi di ciò che leggi - e una lettura sottratta alla sua analisi non può essere una vera lettura, o una lettura feconda - ogni obiezione deve essere revocata.

Feanor

20 giugno 2008 13.12  
Blogger Federico Russo "Taotor" ha detto...

L'analisi del testo è cosa buona e giusta. Soprattutto, quando un romanzo è bello, se risulta bello anche allo "spirito critico", la sua bellezza, a mio parere, acquista un valore maggiore. :)
Buona fortuna con la scrittura. ;)

20 giugno 2008 13.34  
Anonymous Anonimo ha detto...

A questo punto occorrerebbe domandarsi se un romanzo - o, generalmente, un oggetto estetico - possa essere bello indipendentemente dallo spirito critico; se possa essere bello qualora sia giudicato bello immediatamente, ma non mediatamente dal giudizio dello spirito critico - se ho intuito quel che s'intende per "spirito critico" - ...

Feanor

20 giugno 2008 13.56  
Blogger Federico Russo "Taotor" ha detto...

Credo di sì. I famosi ϰοῦροι Cleobe e Bitone sono belli nonostante le sproporzioni tra le parti del corpo, per esempio. Ma le successive sculture dell'arte ellenistica sono anch'esse belle perché perfette e realistiche, come Laocoonte coi figli, per esempio. ^^

Temo però che siamo leggermente fuori argomento. ^^

20 giugno 2008 14.19  
Anonymous by Ax ha detto...

Un cambiamento, anche se solo di orario, è già una mini rivoluzione che solitamente porta con sé una nuova carica. Se questo, poi, riesce a darti anche soddisfazioni, allora è un ottimo cambiamento. :)

Il romanzo di Milena l'ho terminato da poco e mi ha lasciato un buon sapore, più gustoso nella prima parte... per la mia sensibilità. Sono curioso di leggere il tuo commento.
Quello di Marco, invece, è sullo scaffale in attesa, insieme a quello di Michele e alla tua trilogia: a breve mi rimboccherò le maniche per affrontare i vostri tomi. :)

20 giugno 2008 20.14  
Blogger LucaCP ha detto...

Beh, complimenti per la costanza! Io una volta provai a svegliarmi all'alba per scrivere (anche perché la sera ero sfinito), ma dopo un paio di giorni ho alzato bandiera bianca. In generale i miei ritmi sono abbastanza "vampireschi". Vado a letto attorno alle 3 (specie nel periodo estivo in cui le lezioni non ci sono) e il pomeriggio mi tengo impegnato. Proprio per questo si può dire che la tua alba coincide con le mie "3 di mattina". Oramai ho preso l'abitudine, prima delle 23 non combino niente ^^

20 giugno 2008 22.40  
Anonymous Anonimo ha detto...

Forza Andrea!
Io procedo così da Anni!
So che è difficile prendere il ritmo all'inizo, una volta ero abituato ad alzarmi alle 08:30, ma dopo almeno un anno (o forse più) di pratica, oramai ho l'orologio biologico (quasi sempre) puntato per le 06:30 e ne sono soddisfatto!

L'unico problema, per me almeno, è che verso cena gli occhi mi funzionano proprio poco... ^_^

Saludos Flammàntes!

Francesco
un muspeling

21 giugno 2008 9.07  
Blogger Fabrizio Valenza ha detto...

Indubbiamente il mattino ha l'oro in bocca. Ma se mi alzassi ad orari antelucani per scrivere mi prosciugherei d'ogni energia. E me ne resterebbero gran poche per i bambini. Perciò non posso far altro che scrivere quando torno dal lavoro. Tranne d'estate, in cui posso giostrare il tempo esattamente come voglio.
Fabrizio

22 giugno 2008 8.50  
Anonymous Anonimo ha detto...

Con la definizione "Giannone-trovata", mi hai fatto scompisciare dalle risate, Andrea (ti chiedo i diritti di copyright?).

Bentornato, innanzitutto.

Io ho sempre trovato impossibile scrivere la sera: troppa stanchezza, mente offuscata, pagine messe giù a forza che trovavo orribili quando poi le rileggevo.

La mattina invece è tutta un'altra musica. Preso il ritmo, la cosa non mi è mai pesata (tra l'altro, al contrario di Luca, io sono "poco vampiro": di solito vado a letto massimo alle 23,30 e sei ore di sonno mi bastano).

Per restare alla stretta attualità, oggi è stato l'ultima levata mattutina della stagione. Ho chiuso la revisione definitiva del seguito di "Krune".
Giusto in tempo, mi verrebbe da dire. Con l'estate e il lavoro che svolgo, i miei ritmi quotidiani accelerano in maniera spaventosa e alzarsi ogni giorno alle sei mi sottrarrebbe troppe energie (mica voglio essere pubblicato postumo!).

Adesso, a livello di scrittura, mi limiterò a documentarmi per un fantasy che, nelle intenzioni, dovrebbe portarmi in una direzione completamente diversa da quella battuta con Krune. Poi a Settembre, riprenderò con le "levatacce".

Ho divagato. Scusatemi.

Michele

22 giugno 2008 8.57  
Anonymous Andrea ha detto...

Ciao Andrea,

passo per un saluto al volo e per un incoraggiamento. Sono impaziente di leggere il tuo prossimo lavoro, molto impaziente.
Mi piacerebbe anche, una volta, parlare dell'analisi del testo; cosa consideri in modo principale, su quali aspetti ti concentri.
Un abbraccio

22 giugno 2008 15.55  
Anonymous Anonimo ha detto...

Buon Giorno Compare Scrittore! :)

Volevo salutarti e suggerirti un
simpatico espediente per svegliarti
puntualmente (e anche Più) la mattina:
tieniti un nugolo di ZANZARE a
svolazzare accanto al tuo orecchio e vedrai come ti sveglierai bello... "Scattante"...
magari alle sei meno non ricordo cosa, come accadde a me, stamane...

Ah fortunello che sono!

(ps: non mi invidiare troppo! :P)

Faville!

Francesco
un muspeling

23 giugno 2008 6.27  
Anonymous Marco Davide ha detto...

Andrea, Michele,
a me fate venire sonno (e invidia!) solo a pensarci... Stamane mi sentivo come se m'avessero pestato in faccia con una mazza da cricket (di piatto, per farti soffrire di più, che di taglio magari l'agonia perviene a rapida conclusione). Ed erano le 7:30...>B]

La sera arrivo stanco, è vero, ma ho ancora uno straccio di bioritmo a sostegno. Uno straccio non è un granché, ma è sempre meglio del nulla cosmico del primo mattino...

Marco.

23 giugno 2008 9.24  
Blogger Parao ha detto...

:)
Be', ragazzi... dura è durissima. Ma immagino che col tempo prenderò il ritmo - il che significa, nel mio caso, che devo riuscire ad addormentarmi attorno alle 23... cosa che per ora m'è stata praticamente impossibile, nonostante la stanchezza.

In ogni caso, non ho quest'obiettivo di farlo ogni singolo giorno. Se 4 su 5 della settimana riesco, sono già felice (sarebbero 8 ore buone di scrittura in più).

Ah, Francesco: guarda che alzarsi alle 5 non è come alzarsi alle 6e30 (fino a oggi mi alzavo alle 6e45)! Ma grazie per l'incoraggiamento.

In conclusione posso dire, per le due sole settimane d'esperienza che ho, che all'alba si scrive veramente bene.

23 giugno 2008 13.41  
Anonymous Anonimo ha detto...

Sì che si scrive bene, Andrea.
Mente lucida, nessun fattore esterno a disturbarti, estraneità a tutti i pensieri del giorno ancora a venire.

Dal mio punto di vista, il massimo a cui chi si dedica al nostro passatempo possa ambire.

Michele

24 giugno 2008 14.26  
Blogger Parao ha detto...

Hai ragione! Questa mattina c'era una pace, infatti! Avevo a tre metri di distanza, in linea d'aria dalla mia terrazza sui tetti di Trieste, circa una quindicina di gabbiani inferociti che se le "cantavano" di santa ragione. Dall'occhio maligno, sono invece piuttosto ridicoli nel loro verseggiare - che attuano prendendo letteralmente la rincorsa col collo, arrivando quasi a latrare al cielo - e hanno finito col distrarmi in più di un'occasione, facendomi spisciare dalle risa.

Ricorderò il passaggio del capitolo XIX in questione sempre con un sorriso sulle labbra... Ho deciso anche di lasciare un piccolo contrassegno nel testo che me lo ricorderà.

24 giugno 2008 14.48  
Anonymous Nutza ha detto...

Che sia una costante che in questo caso come già ne "La Rocca dei Silenzi" tu riservi sempre un cameo per qualche specie alata? (Ricordo le taccole nella tua ultima opera, un tocco frizzante - o meglio, "gracchiante" essendo precisi - nella storia...)

Beh, ogni autore ha i suoi leitmotiv.

Sono ansiosa di leggere il tuo prossimo romanzo!

P.S. Spero di non abusare di questo spazio se segnalo, a proposito, che nel mio nuovo blog (http://lestorieinfinite.blogspot.com) ho inaugurato la sezione "Recensioni" proprio con la mia modesta de "La Rocca dei Silenzi".

4 luglio 2008 22.39  
Blogger Perissi ha detto...

E' da un po' che non ti scrivo, anche se ti leggo sempre, lo faccio ora per congratularmi delle tue levatacce per amor della scrittura.
Sei un grande, ma questo te l'ho già detto, credo, un centinaio di meritatissime volte.

5 luglio 2008 18.35  
Blogger Parao ha detto...

No, Nutza, in questo caso si tratta veramente di un cameo. Con le taccole il senso era (è) decisamente più profondo. In ogni caso la natura è la natura, e senza i miei libri non sarebbero miei.
Ho già visitato il blog. E ti ringrazio ancora una volta per una recensione davvero approfondita e generosa.
Qui il mio "leitmotiv" esplode in modo definitivo. "Il giorno dopo" è davvero un romanzo vasto, che affronta di petto alcune tematiche vecchie come il mondo, ma, ahimè, ancora attuali e drammatiche. La natura in analisi, questa volta, è quella "umana".

Caro Massimo, non vedo grandezza nell'alzarsi a quell'ora del mattino, se non per la briciola della forza di volontà che avevo un tempo (e ho perduto). La grandezza andrà valutata esclusivamente nel prodotto delle levatacce, unica cosa che conti realmente. Non trovi?
In ogni caso tu sarai uno di coloro i quali se lo sorbiranno "in anticipo"... ;)

8 luglio 2008 13.52  

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