15 aprile 2008

Una riflessione sulle elezioni

Questa è la mia risposta a tutti gli italiani che hanno votato Lega Nord.

Fine della sintesi.

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19 Commenti:

Blogger Mariacarolina ha detto...

Que vivan las razas, que viva el mestisaje, que vivan las mezclas, que viva el mundo sin fronteras...

15 aprile 2008 13.21  
Anonymous Anonimo ha detto...

Peccato per quel tipo di razza simil caucasica in via di estinzione ... la negra è un amore!!

Ciao

15 aprile 2008 13.42  
Anonymous Anonimo ha detto...

Chiaro, conciso, diretto. Così si fa!

Jo

15 aprile 2008 14.46  
Anonymous Anonimo ha detto...

ciao, su www.ricfarina.blogspot.com

trovi il mio ultimo film su alda
merini

15 aprile 2008 15.00  
Anonymous by Ax ha detto...

A me sembra una coppia che si vuole bene, semplicemente.

15 aprile 2008 20.36  
Blogger Fabrizio Valenza ha detto...

Ciao Andrea. Mi dispiace, ma stavolta non capisco cosa vuoi dire...
Fabrizio

16 aprile 2008 7.08  
Anonymous Un Drago Ubriaco ha detto...

ohh...

questo per dire anche che 8% non è certo la maggioranza degli italiani

facciano pure leggi più severe per i delinquenti e gli irregolari(qualunque cosa vogliano dire con questo) ma il razzismo sia bandito da tutta l'italia

17 aprile 2008 21.46  
Anonymous I. ha detto...

Siete bellissimi! Semplicemente.
I.

18 aprile 2008 8.33  
Blogger Parao ha detto...

Mi Negra! Fùppopa! Gracias por tu mensaje. De verdad: esperamos un mundo sin fronteras, como el Abismo grita en el viento. Y siguiendo viviendo, entònces, tenemos que construirlo nosotros tambien, cada dìa.

Circa il Tibet, la questione è di una chiarezza che fa orrore: nessuno Stato fa la dovuta, necessaria pressione sulla Cina per via di (faraonici) interessi economici.
Quando una Google, nata in quella che chiamano "patria della libertà" (concetto che io considero tradito, se applicato agli Stati Uniti), accetta la censura pur di entrare nel mercato cinese, allora il mondo è a pezzi.
Possiamo lottare nel nostro piccolo, col vicino, parlando, spiegando, ascoltando... ma raddrizzare questo mondo, be', ci vorrà ancora qualche secolo (sempre se ce ne daremmo la possibilità, perché un pianeta che sfugge al controllo di una delle sue specie mi sembra più plausibile di un pianeta che invece ne viene governato perfino nei suoi cicli più autonomi...).

Per tutti gli altri: il messaggio è chiaro ed è, soprattutto, preciso e diretto. Quella gente lì, che si permette di far togliere le panchine da Treviso per evitare che gli extracomunitari vi si siedano, mi fa orrore. Sono un cancro nella società e come tali li tratto. Senza alcuna remora, né ripensamento.
Non sono perfetto, né ho la ricetta del Buon Paese nelle mie mani (altrimenti mi sarei candidato, forse...). Ma so riconoscere una volgarità intellettuale da un ideale di valore.

Chi non ha capito il messaggio, infine, temo non volesse capire. O, forse, non presta la dovuta attenzione ai concetti di cui si fanno latori i leghisti, di cui sarebbe invece il caso di preoccuparsi seriamente.

La politica è stata violentata dalla nostra classe dirigente e io stesso, più volte, me ne sono allontanato con stizza. Ma se il Paese colasse a picco, e/o prendesse una deriva razzista, non vorrei responsabilità. Ho votato, pur turandomi il naso, per chi ha perso.
Ma, qualsiasi cosa succederà, potrò dire non nel mio nome.

21 aprile 2008 12.42  
Blogger Fabrizio Valenza ha detto...

Personalmente non ho capito perché nel tuo post non c'era nulla che potesse far immaginare la tua spiegazione.
Fabrizio

22 aprile 2008 17.23  
Blogger Parao ha detto...

Fabrizio, altri hanno capito al volo (la maggior parte degli intervenuti). Quindi c'era qualcosa di lampante nel mio messaggio... (guardo ai fatti, non vorrei sembrare presuntuoso)

Ad ogni modo, non volevo offendere nessuno, né tanto meno te, che sei sempre persona garbata ed educata. Resta per me evidente che la Lega è un movimento razzista, e dei peggiori (nei modi e nella pratica, oltreché nei toni). L'esempio di Treviso è solo un esempio, e la mia sintesi nel qui presente post (detesto questa parola!) era indirizzata agli "ideali" (all'ignoranza, direi) che stanno alla base del movimento leghista.

Non sono mai stato razzista, né ho mai sopportato chi lo è: è talmente stupido esserlo, oggettivamente, e talmente contrario alla mia visione del mondo e della vita (convivenza per godere del sapere di altri popoli, condivisione per crescere tutti assieme più rapidamente, rispetto ed esaltazione delle differenze come palesazione della ricchezza del genere umano - qualcosa di positivo l'abbiamo anche noi, caspita!).
Quando poi vivi sulla tua pelle gli sguardi, i taciti giudizi di tanti perbenisti bacchettoni che chissà quali scheletri hanno nell'armadio, moralisti e ignoranti che per il mero aspetto fanno di una persona una prostituta (e io rispetto le prostitute, che a priori mi sembrano decisamente migliori di un razzista, come essere umano)...

Guarda, Fabrizio, mi spiace la brutalità delle mie parole e della mia posizione: se ti sei sentito offeso, ti chiedo scusa, non era mia intenzione. Ormai, però, ho poca tolleranza anche con chi tollera certi orrori sociologici qual è il razzismo o con chi fa spallucce e pensa che non lo riguardi... (non parlo di te, ma se il messaggio del mio post non ti era chiaro, continuo a pensare che forse non hai ancora riflettuto abbastanza sulla Lega Nord - magari perché non te ne frega una mazza della politica italiana. Chiaro, fino a eventuale prova contraria: se tu spiegassi la tua posizione, io ti ascolterei e crederei. Qui stiamo parlando soltanto di me e mi sembra sbagliato).

23 aprile 2008 11.34  
Blogger Fabrizio Valenza ha detto...

Riguardo al razzismo la penso come te. Esattamente!
Riguardo alla Lega Nord non totalmente. E' vero che è un partito che alla base ha molti elementi xenofobi (più che razzisti) ma le generalizzazioni non mi piacciono.
Comunque, a livello di sensibilità verso il "post", chi ha il tuo stesso tipo di sensibilità ha effettivamente percepito ciò che intendevi dire, ma stando alle semplici parole sinceramente non era possibile comprenderlo.
Comunque, di parole "razziste" nei confronti della diversità ne ho fatto spesso io stesso le spese. Sono figlio di siciliani a Verona, sono cattolico e accentro altre differenze che qui preferisco non esplicitare. So bene cosa voglia dire essere "differenziato" a forza dagli altri.
Ciao. Fabrizio

23 aprile 2008 17.10  
Anonymous Anonimo ha detto...

Ma la Lega Nord non è un partito con un manifesto programmatico che sia esclusivamente razzista - ed è altresì vero ciò che puntualiza Fabrizio: semmai la Lega Nord è un movimento piuttosto xenofobo - né primariamente. E non può essere del tutto liquidato, condannato, sbaragliato da una foto pur bellissima ed eloquente. Aggiungo che, personalmente, reputo curiosi, se non ancora propriamente interessanti, alcuni punti della sua proposta - quelli non direttamente riferiti all'afflato razzista. Inoltre, la xenofobia, quando non sfocia esplicitamente nel razzismo attivo, concettualmente non è affatto un orrore sociologico - tuttavia non voglio certo suggerire che la xenofobia non sia un orrore per me, che però sono solo un individuo singolo costretto ad ammettere il mio inserimento in un contesto eteronomo qual è quello incarnato dall'autonoma determinazione delle istituzioni statali - e non lo è proprio a partire dalla realizzazione - quasi - compiuta del progetto liberale ristretto costituente la nostra stessa modernità, cioè a partire dall'inizio del Novecento - sebbene la xenofobia, e non più solo quella "discorsiva", ma parimenti la sua variante "reale", fosse stata colta nella sua specifica funzione di norma etica anche prima, benché accidentalmente, da Hobbes, Mandeville, Hegel - con la costruzione positiva delle forme della nazione - definitivamente subentrata allo Stato tradizionale - della classe e soprattutto del ceto. Egoisticamente, possiamo osteggiarla, rifiutarla, ripugnarla - e lo ribadisco: anch'io, personalmente, la avverso - ma non possiamo non riconoscere che, ormai, appartenga oggettivamente ai "criteri ascritti" della società in cui viviamo, nonostante, sì, sia risultata in questa società come il contenuto di una "conseguenza perversa" - Schutz illustra tutto questo fenomeno magistralmente - e che è anche grazie alla xenofobia che la totalità necessariamente anfibologica della nostra società - che non è strutturalmente rettificabile, e che comunque io non vorrei mai sovvertire - ha la possibilità, nella sua condizione trascendentale, di essere ciò che è.

Feanor

25 aprile 2008 15.01  
Blogger Parao ha detto...

La comunicazione è fatta così, Fabrizio.

La generalizzazione è lecita: chi ha votato Lega Nord ha votato soltanto la parte che gli piaceva del loro programma e delle loro idee, soprassedendo sulla xenofobia? Ebbene, ora la xenofobia è al governo.
La pratica vale più della grammatica. Quindi io continuo a generalizzare, valutando gli effetti (ahimé, ancora non riesco a immaginare quali saranno...).

Invece, Feanor, relativamente a tutto ciò che hai scritto, ti rispondo con una domanda: e chi ha detto che la nostra società sia "cosa buona", così com'è?

Sono una persona trasparente, senza ombre che non possano essere rischiarate con una semplice domanda.
Ora rischiaro con una semplice delucidazione: se di qualcuno ho paura, ho paura dei miei compatrioti, non degli stranieri.

28 aprile 2008 12.47  
Blogger Zeruhur ha detto...

Non a caso ami Earthsea, il mondo più multietnico che la letteratura fantasy abbia mai prodotto... (mi scuso per il commento flash, ovviamente sottoscrivo il messaggio implicito nella foto e quello esplicitato nei commenti)

29 aprile 2008 13.48  
Anonymous Anonimo ha detto...

Andrea, ce lo dice la sociologia stessa, la madrina della società: se la società non fosse così com'é, e, ancora prima, non fosse costituita sulla necessità trascendentale di essere fondamentalmente così com'é, non potrebbe nemmeno essere una società - cioè una società positiva, razionale, legale, non più affidata solamente all'arbitrio violento, imprevedibile, oltranzista che invece regola tutte le società naturalistiche, e, anche se in misura minore, quelle tradizionali.
Dovrei tentare di indicartene il perché, soprattutto con Michels e Harvey, ma la risposta a questo perché è, comunque, la risposta più complessa che la sociologia si sia mai trovata ad affrontare.
Io direi che questa nostra società, così com'è, non sarà una società buona in termini assoluti, ma è, certamente, la società migliore che, oggi, si possa concretamente, e non utopicamente, immaginare.

Feanor

1 maggio 2008 13.47  
Blogger Parao ha detto...

Vuol dire che io appartengo a quella parte di società che vorrebbe veder sparire certe brutture dal mondo in cui vivo (a quella parte che non riconosce alla xenofobia e al razzismo alcun tratto positivo). Appartengo agli utopisti, probabilmente.

In ogni caso, Feanor, m'interessa molto la risposta che la sociologia si è data in proposito. Potresti indicarmi un testo in cui posso approfondire? E' un testo che a questo punto sarà fondamentale per ciò che mi sono proposto con il quarto romanzo de "I Silenzi".

2 maggio 2008 10.27  
Anonymous Anonimo ha detto...

D'accordo Andrea, allora ti indico le cinque opere che io reputo fondamentali per la comprensione decisiva di questo problema - anche se non riesco a inserire nell'elenco nessun lavoro di Michels, che forse è l'autore più affascinante fra quanti abbiano mai analizzato la questione, perché la sua risposta è disseminata senza alcun equilibrio in tutto il tortuoso percorso teoretico che ha compiuto.
Comunque, in ordine decrescente di importanza:
- Le conseguenze della modernità, Giddens
- L’aratro, la spada, il libro, Gellner
- La costruzione originaria del mondo sociale, Schutz
- La crisi della modernità, Harvey
- Fondamenti di sociologia, Giddens

Feanor

2 maggio 2008 14.01  
Anonymous Anonimo ha detto...

Ottima sintesi Andrea!
I miei più Calorosi complimenti!

Muspeling

2 maggio 2008 23.22  

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