14 aprile 2008

Un passo verso la crescita professionale

Ieri, leggendo on-line Locus Magazine, la rivista più conosciuta negli Stati Uniti (e, credo, nel mondo) che si occupa di fantascienza, fantasy, horror e derive di genere fantastico, ho notato un punto debole di noi autori italiani.
Sarà l'ambiente rissoso, sarà la nicchia in cui siamo (ancora) relegati, ma ritengo che il nostro atteggiamento dovrebbe essere più maturo e consapevole.

Mi spiego.
Gli autori d'oltremanica e d'oltreoceano, forti di un ambiente considerato degno - perché il genere all'estero è visto come letteratura, non come narrativa di serie B -, si occupano di tematiche interessanti, scrivendo articoli che non riguardano soltanto la scrittura (quasi mai banali), ma la vita in generale (che è il centro attorno al quale gravita qualsiasi scritto che meriti l'appellativo di "letteratura").
La mia impressione è che in Italia, invece, finora ci si sia occupati troppo di questioni secondarie, come quella delle vendite e della visibilità, che, seppur importanti, sono secondarie rispetto allo spessore degli autori che vogliono vendere e conquistarsi visibilità (almeno, a me sembra così). Troppe energie sono state spese in una direzione sbagliata, partecipando o addirittura iniziando diatribe sterili che fanno male al movimento - tutto tempo letteralmente sprecato.

Il mio è un appello: cambiamo totalmente registro, ragazzi!
Personalmente sono reo della colpa sopra evidenziata, nonostante abbia contemporaneamente portato avanti, e con forza, un dialogo anche costruttivo con i lettori e gli stessi autori (prima con "Un nuovo mondo", poi tentando di rispondere sempre con trasparenza e riflettendo nei miei interventi sui forum, ad esempio).
È da un po' di tempo che seguo con regolarità giornaliera i blog di molti autori (grazie a un RSS reader, altrimenti sarebbe improponibile...). Lo spessore c'è tutto: molti scrivono considerazioni che meritano attenzione e più d'una volta sono intervenuto direttamente. Lo stesso faccio con alcuni lettori che palesano una cultura del fantastico degna di nota. Non disdegno nessuno, se non chi parla male sistematicamente: troppo facile.
Cosa propongo, in sostanza, non è soltanto di evitare e non alimentare le diatribe che regolarmente spuntano in rete. Propongo di essere attivi, d'impegnarsi nel dire la propria sulla scrittura e guardando alla vita, in modo profondo, serio, trasmettendo i perché della nostra attività e favorendo un dialogo finalmente maturo.
Chi mi segue da un po' sa che l'ho sempre fatto, per un semplice motivo: per me scrivere è un'attività dannatamente seria, senza la quale non sono capace di vivere bene. E, sia chiaro, continuo a credere che sia il caso di difendersi in certi casi, perché ignorare non è sufficiente. Mentre noi ignoriamo, i detrattori e chi sputa sul fantasy italiano non si ferma. Ma tenterò di soprassedere sempre in futuro: lo prometto!
Dobbiamo essere attivi. Noi non abbiamo una rivista di riferimento come Locus Magazine, ma possiamo sempre "creare movimento" tra noi, frequentando i nostri blog, attirando sempre più lettori e non chiudendoci a riccio, guardando all'autore vicino con senso di fratellanza e comunanza, realmente aperti, senza pensare soltanto al proprio piccolo orticello.

Insomma, diamoci da fare per primi, senza star lì a pensare a quante cose ingiuste vengono scritte e dette su di noi.
Siete d'accordo? E volete agire in questo senso?
Prossimamente voglio farvi una piccola sorpresa, cari autori italiani... il tempo è tiranno, ma non cederò!


Un sorriso,
Andrea

P.S.: in ogni caso, occasioni per esprimerci ci sono. La prima che mi viene in mente è proporre nostri articoli (se qualcuno non l'ha già fatto) a riviste come Terre di Confine, di ottima fattura e curata da un sacco di gente appassionata, o come quella di Yavin4: gente volenterosa non manca.
In un certo senso "il movimento siamo noi", ma dobbiamo muoverci!

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8 Commenti:

Blogger Spirito Giovane ha detto...

Sono d'accordo.
Mi sono soffermato anche io a parlare brevemente di Fantasy, non disdegnando anche alcune parole su quello italiano.
Ciò che manca, come hai detto tu, è una riflessione più ampia, un andare più maturo e meno stereotipato e infantile.
Ciò non è, a mio avviso, da evitare solo negli argomenti che vanno attorno al Fantasy, ma anche dentro alla stessa stesura di qualcosa di Fantasy e/o fantastico.

Un movimento? Perché no.
Ma un movimento eterogeneo ed ampio che sappia andare anche oltre. A mio parere le premesse ci sono, ottime e buone.
Fermo restando che a volte una risposta semplice e corretta a chi critica oppure giudica in malo modo è necessaria. Senza esagerare, ovviamente.

Umilmente,
Spirito Giovane a.k.a. Daniele

14 aprile 2008 15.22  
Anonymous I. ha detto...

Da tempo ormai mi interesso alla "scrittura", nel senso più ampio del termine. Il Fiae, il forum che gestisco, insieme al suo blog e di cui all'intervista più sotto segnalata, sono il frutto di questo interesse, che sempre più è diventato passione e ossessione.

Vagolo per la rete ormai da molti anni, alla ricerca di scrittori, di rete e non, che possano intrigarmi, interessarmi, darmi quello che gli autori "best sellers" invece non mi hanno mai dato.

Da qualche tempo - due anni o poco più - mi interesso di fantasy, e in prevalenza, come già detto sotto, leggo italiano. L'unico spazio che fosse in qualche modo davvero completo ed esaustivo l'ho trovato in FM, ma ahimè, il forum è carente di troppe riflessioni di più alto respiro.

Dammi dei link, di altri "posti" virtuali che siano come dici tu, (e come cerco io) e io li andrò a leggere, e a frequentare. In ogni caso, questo tuo blog è già qualcosa di molto "alto" e interessante.

p.s.: mi sono ricordata la domanda... il tuo manuale. No pdf?

14 aprile 2008 17.54  
Blogger Federico Russo "Taotor" ha detto...

Ti rispondo direttamente dal Belgio con una tastiera straniera che mi da' sui nervi. :D
Sono d'accordo, avevo gia' preso quest'iniziativa creando il nuovo blog (l'Eremo), dove parlo di vita, pensieri e ricordi... per me indissolubilmente legati alla scrittura e al fantasy in senso lato.
Cio' non significa che la critica (moderata, costruttiva ecc.) debba essere abolita. So che non lo pensi, ma lo dico giusto per ribadire il mio punto di vista.

D'ora in poi m'impegno a moderare i toni qualora dovvessero farsi "caldi". :D Volemose bene.

14 aprile 2008 19.26  
Blogger Bruno ha detto...

Premessa doverosa: parlare male fa "audience"... invece, cercare di fare discorsi con un minimo di senso (ammesso di farcela, beninteso, eh...) attira l'interesse di pochi.
Personalmente visto che i tentativi per pubblicare il mio romanzo sono tuttora senza esito ho cercato di scrivere qualcosa (su FantastyMagazine) e mentre sono contento di alcuni riscontri positivi, non vedo scatenarsi l'interesse che vorrei. Quando ho criticato il concetto di donna guerriera in un articolo (che qualcuno ha apprezzato, il che mi fa piacere) mi aspettavo che i lettori dicessero la loro, visto che avevo parlato di storia, politica, femminismo e letteratura, insomma uno che si prendesse la briga di dirmi se non altro che la pensa in modo diverso, una femminista inferocita che cercasse di cavarmi gli occhi... invece no, nessuna reazione critica.
Boh? forse una rivista online, per bella che sia, non è nemmeno il posto giusto...

14 aprile 2008 20.13  
Anonymous by Ax ha detto...

Sono solidale con la tua proposta. È proprio bazzicando il tuo blog che è cresciuto il mio interesse per le varie sfaccettature del fantasy e, a ruota, la voglia di scoprire altri autori italiani.
Quello che mi ha maggiormente spinto è stata l'innegabile sensazione di serietà e impegno che ho respirato attraverso le tue - e di altri - discussioni su scrittura/lettura, incrementando il desiderio di conoscere un mondo sconosciuto fino a qualche anno fa.
Su di me lettore, il vostro movimento costruttivo, e non distruttivo, ha funzionato.

15 aprile 2008 20.35  
Blogger Fabrizio Valenza ha detto...

Sono d'accordo con te, Andrea. Nel mio sito "Realtà di Stedon" ho aperto una sezione dedicata al Fantasy Italiano in cui ho intenzione di elencare tutti gli autori di fantasy italiani e le loro opere. C'è ancora poco materiale e in futuro inserirò sicuramente riflessioni più approfondite sul fantasy. Ma per il momento le conservo per riviste come "La Voce di Edoras" o per il sito "LudicaMENTE" col quale sto collaborando. L'idea è quella di sviluppare una serie di riflessioni sull'aspetto simbolico del fantasy.
Inoltre da un po' di tempo sto portando avanti l'approfondimento del termine "med-fantasy", preso in prestito da un internauta e adottato come rappresentativo del fantasy che faccio io, e non solo.
Ciao. Fabrizio

16 aprile 2008 7.15  
Blogger Parao ha detto...

Rispondo con grande ritardo un po' a tutti.
La mia idea di movimento non ha confini, ha alla base il sano principio del "è bello perché è vario". Più siamo, e più diversi siamo tra noi, meglio è.

Il concetto non è "volemose bene", ma "siamo costruttivi e non diamo credito a chi detrae". Per quanto siano sensate certe critiche negative, se inserite in un discorso che mira a dileggiare, a "scagliare la prima pietra" o a vendicarsi per via delle proprie frustrazioni, be'... se lì inserite, perdono valore.
Ignorare simili attachi è l'unico atteggiamento sano per un autore - tanto chi detrae troverà qualsiasi tipo di risposta "inadeguato", dal suo punto di vista. L'esperienza mi ha insegnato questo: non si ragiona con chi ha già deciso d'aver ragione.

Tornando al tema centrale, direi che il "movimento" si sta pian piano costituendo. Stiamo diventando talmente tanti, noi autori italiani editi (e tanti ne arriveranno ancora), che ciò che nel recente passato è stato impossibile per noi autori presenti, ora è diventato possibile e, anzi, auspicabile, perché la "forza lavoro" c'è!

Personalmente mi sento spinto a questo movimento, perché sono il primo a essere interessato quando leggo il pensiero degli altri autori, lettore eternamente affascinato dall'altro lato, in ombra, di ogni romanzo.
Quindi, ragazzi, grazie di esserci, di mettercela tutta (come so che state facendo) e di mettervi in gioco per crescere professionalmente e artisticamente. Io sarò sempre dalla vostra parte - e non perché è la mia (ché se non termino quache scritto qui finisco nel dimenticatoio molto presto! - Se non ci sono già finito... :), bensì perché credo nel genio dei miei connazionali.
Un giorno qualcosa di grosso succederà, sono fiducioso. E perché non potrebbe essere uno di noi?

21 aprile 2008 13.27  
Anonymous Anonimo ha detto...

Ciao Andrea!
Da quanto eh?!

Sono lieto di leggere questo e altri tuoi post qui e in tema al dialogo fra i vari patiti, esordienti e autori, non posso che darti ragione.
Purtroppo la situazione del "movimento" la vedo in peggioramento e ne sono rattristato assai.
Beh, intanto ti ringrazio, a nome di TdC per la citazione che ci hai tributato e, quando vuoi, se vuoi, abbiamo pure un forum funzionante ora! (ve n'era uno anche prima, ma non tanto funzionevole...).

Scintille!

Muspeling

2 maggio 2008 23.19  

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