27 marzo 2008
Informazioni personali
Sono uno scrittore per passione. La mia vita è scrivere, anche se preferisco vivere. Dopo 15 anni di sogni - e tanta abnegazione - ho firmato il mio primo contratto editoriale, datato 11 settembre 2001. Un caso, mi son detto. Da allora, sono apparsi in libreria 4 miei romanzi: "Le sette gemme", "L'arcimago Lork", "La Fortezza" (legati da un'unica storia) e, nel marzo del 2005, "La Rocca dei Silenzi", romanzo singolo. Ora leggo e, dopo una pausa di due anni, ho ripreso a scrivere. Viaggio, insomma.
Iscriviti a
Post [Atom]




22 Commenti:
Bentornato, Andrea.
Sdrammatizzo subito: nella foto sembri uno dei naufraghi di "Lost"!
Ovviamente aspettiamo un resoconto dettagliato dei posti che hai visitato.
Un abbraccio
Michele
OT letterario: sono al terzo volume del ciclo di Malazan.
Avevi ragione: Erikson è un genio.
Che bella sudata, che ti sei fatto! XD
Bentornato!
Ben tornato.
Il viaggio ha dato i suoi ricchi frutti? :)
bentornato!
la foto mi trasmette una sensazione di libertà e voglia di vivere incredibili
Quanto darei per stare lì dove sei stato...prima o poi ci andrò. Ed allora ti chiederò l'indirizzo.
Umilmente,
Spirito Giovane a.k.a. Daniele
Ciao ragazzi!
La foto è un inno alla libertà, in effetti. A braccia aperte, nella brezza, con alle spalle selva vergine a perdita d'occhio, in ogni direzione (tranne quella della salitaccia...).
Vi posso assicurare che la foto e persino il piccolo video che abbiamo fatto non rende minimamente l'idea di cosa sia l'Abismo.
Primo, la Gran Sabana è la terra emersa più antica del mondo. Secondo, ciò che vedete alle mie spalle è l'Amazzonia; tuttavia, cosa che ancora di più mi eccitò e mi eccita tuttora, è che alle mie spalle c'è la selva vergine e intoccata che attraversa un confine, quello tra Venezuela e Brasile. Niente meglio dell'Abismo testimonia che i confini sono un'invenzione nefasta dell'uomo. Terzo, l'aria, il profumo del silenzio e il canto degli uccelli liberi sotto di te sono indescrivibili a parole. Quarto, la pace che dà la Gran Sabana (e in linea di massima sono certo che la cosa valga per qualsiasi luogo vergine e selvaggio, tralsciando la letalità delle selve) è interiore e di un'immediatezza che spaventa: infine ci si rende conto in modo intimo e indimenticabile del legame imprescindibile dell'uomo con la natura, dell'essenza dell'uomo che è natura; questo spaventa, perché stiamo vivendo in realtà che violentano la nostra essenza ogni benedetto giorno.
Avrò modo, prossimamente, di dire molte cose che ritengo importanti, che già sapevo e che immagino voi stessi sapete. Ma viverle sulla propria pelle è un'altra cosa, che squarcia metaforicamente il petto.
Per collegare il nostro amato genere letterario al discorso - che considero sempre più veicolo di primissimo ordine per quanto riguarda l'essenza dell'essere umano -, sono certo che Steven Erikson sia il più grande tra i giovani contemporanei perché come antropologo e archeologo ha girato il mondo e l'ha vissuto sulla propria pelle. I suoi romanzi mi trasmettono questom, fin dall'inizio: sono impernianti sul "sense of wonder" che soltanto la realtà può farci apprendere.
Era una vita che sognavo luoghi incontaminati a perdita d'occhio: ora so che avevo ragione a sognarli.
Spirito Giovane, e tutti gli altri, non è difficile andare dove sono andato io, bastano 2000 euro tra biglietto aereo e permanenza e anche due sole settimane di vacanza, se proprio non si può ottenere più tempo. Io vi spingo, di più... vi prego di visitare la Gran Sabana. Andateci, cominciate a progettare il viaggio fin da oggi: non potrete pentirvene. Per quanto mi riguarda, tornerò, perché molti luoghi non ho visto e voglio vedere ancora, perfino più emozionanti dell'Abismo (che però, ribadisco, ha un valore simbolico di eccezionale unicità - ribadisco il concetto di "confine").
Chiudo confermando che sì, questo è stato in tutto e per tutto il mio viaggio.
E pretendo che non sia l'ultimo.
La vita è un viaggio, meglio se non sono metaforico! ^_^
Mi auguro solo (per te) che passando al Km.88 (Ultimo avamposto della civiltà, nonchè ultimo distributore di benzina prima di Santa Helena) non ti abbiano fatto assaggiare la Cachapa con Lapa prima di spiegarti cosa fosse... come successe a me.
Per il resto, non capirei come si possa non essere soddisfatti di aver visto la Gran Sabana.
Se un giorno scappo, (non) mi ritroverete a Santa Helena de Uairen...
blackhat
P.S e O.T.: aggiungi una tacca alla tua lista dei convertiti ad Erikson nella mia persona...
Autofustigazione: Santa Elena si scrive senza acca.
Evidentemente stasera sono troppo sobrio per ragionare...
blackhat pignolo con se stesso
Lo scorcio è grandioso davvero.
Io non ho mai visitato scenari simili, dominati dalle fronde frondose delle selve più puramente silvane - tolkeniane, oserei quasi dire - ma potermici immergere come tu devi aver fatto, Andrea, è ancora uno dei miei sogni più fervidi, nonché, lo rammento perfettamente, uno degli aneliti che più spesso la mia fantasia infantile vagheggiava - benché invero tale aspirazione si sia ora appena affievolita. Ma, vedendoti lì, ti invidio genuinamente. Peraltro, anche la tua posizione, nella fotografia, è suggestiva: esploratore selvaggio e incantato, sembri quasi dondolarti e oscillare sul sottilissimo margine del tremulo abisso, intrepidamente sospeso, aitante avventuriero, su una scheggia di roccia frale e vaporosa, che eroicamente resiste ma, appena lambita dal languido indugiare di uno sguardo evanescente come l'iride, dissolve: sei pronto a procombere, ridendo abbandonato ed esultante, nelle vertigini latebrose della verde volta sovrastata dalla glauca soglia trionfante nel trepido baleno del cielo - fremito lirico, scusami: ma l'orizzonte che ci hai regalato è per me struggente, ed evoca subito la mia vena più intensamente sentimentale. Inoltre, mi ricorda il dischiudersi repentino che erompe dalle atre spelonche granitiche del formidabile paesaggio della vallata di Val Gardena - mio luogo diletto, e il più simile a questo fra quanti io ne conosca - e mi suggerisce la sensazione di balbuziente straniamento di fronte alla vastità dispotica e romita del mare - mio elemento favorito: grazie a esso posso forse indovinare l'ordalia di sensazioni che hai potuto esperire sull'Abismo.
E il momento della salita su impervi rilievi, in cui l'agonia è attesa che trapassa in speranza non consumata, donde s'aderge la gloriosa lotta solitaria dentro la forza della fortezza della natura mai toccata, è solitamente il mio momento preferito - sì, forse mi sto lasciando trasportare un po' troppo, ma la visione di questo sfondo possente e la tua descrizione ammaliata hanno rinverdito in me suggestioni che emozionano: credo che la mia passione, come certamente la tua, traspaia.
Feanor
Gran bel posto frate!
bentornato
certo che sembri proprio un del inquente così conciato :P
Un Drago Ubriaco
Oh santa pace!
E' una foto magnifica e sembra di essere davvero li.
Complimenti a chi ha scattato perchè ha raccolto in quel clik la magnificenza e lo spazio selvaggio di quel luogo!
Fantastico!
Ciao da Aylys!
"Volevo il movimento, non un'esistenza quieta.Volevo l'emozione, il pericolo, la possibilità di sacrificare qualcosa al mio amore. Avvertivo dentro di me una sovrabbondanza di energia che non trovava sfogo in una vita tranquilla". Lev Tolstoj Richiamo della foresta.
Un abisso di libertà, di orizzonti, di profumi, di vento, di aria, di infinito.
Questo, mi trasmette questa foto.
Ben tornato, Andrea.
I.
Manùska! Amica mia!
Grazie di essere passata. Ripassa, te ne prego.
Massimo! Non sono ancora riuscito a rintracciarti, neppure sul tuo cellulare nuovo di zecca (eheheh... hai ceduto, finalmente! Grande rispetto per la resistenza, amico mio: sei tenace!)
Cara I, il Sudamerica... ti rivolta dentro, per l'appunto. Lo dicevi tu, vero, se non ricordo male?
blackhat, no, ho mangiato la classica "Cachapa con queso", ottima combinazione dolce-salata (all'ombra delle palme della spiaggia di Choao, che vi mostrerò molto presto - e las muchachas m'han fregato, facendosi pagare dallo straniero una più ricca "cachapa con doble queso": aaargh! Come si dice, cornuto e mazziato).
Al km. 88 non mi sono fermato né all'andata, né al ritorno: ho preferito le bellezze naturali ai minatori! Ricordo però un ristorantino sulla strada chiamato "mi Negra", cosa che mi ha fatto sorridere perché è uno dei modi in cui chiamo, per l'appunto, la mia negretta. :)
Noto con felicità che Erikson sta raccogliendo anche in Italia i consensi che merita. Devo ricominciare daccapo il V, dopo oltre un mese di pausa. Forse lo farò in italiano, dato che ho il VI in inglese. Vediamo...
Feanor, cosa dire? Grazie per l'ispirato messaggio. Arricchisci il mio blog con la tua singolare (in senso positivo) presenza.
E Aylys! Bentrovata! Ho letto il tuo messaggio su aNobii: grazie. Attendo una tua spassionata opinione. Ma passa ancora di qui - più che su aNobii -: ci sarà modo di parlare di molte cose.
Drago, ti posso assicurare che il delinquente, in Venezuela, non ero io!
lo so, lo so, io parlavo un pò dell'aspetto :P
quando sei partito c'era un pò di tensione con gli altri stati meridionali per questioni politiche, si avvertiva in giro?
ti ha turbato?
Un Drago Ubriaco
Parli della tensione tra Colombia e Venezuela? No, non c'era tensione nell'aria. I giornali hanno dato molto spazio alla cosa, ma i venezuelani hanno altre preoccupazioni, decisamente più concrete che le beghe tra presidenti che gareggiando a "chi ce l'ha più duro" - a meno che, come accade a molti cittadini in opposizione polemica e costante rispetto a Chavez, non siano abbastanza ricchi, egoisti e superficiali da poter perdere tempo con ogni più piccola sfumatura delle cose che fa il presidente venezuelano.
Piuttosto, qui in Italia è stato dato il dovuto spazio al conseguente incontro tra gli stati sudamericani e alle scuse ufficiali del presidente colombiano? O siamo arrivati a essere filo-statunitensi persino sulle notizie estere?
no, un servizietto al telegiornale e basta...
fa più notizia la lite che la pace
... ... ...
Ciao Andrea.
Bentornato!
Mamma mia che bella foto e che belle emozioni devi aver vissuto. Credo che andando in un posto del genere ci sia la possibilità di riappropriarsi di qualcosa che ci riguarda e ci appartiene. Le tue braccia aperte sembrano dire: "Finalmente sono tornato".
Anche per chi scrive fantasy penso che quei luoghi siano assolutamente da visitare perché io sono del tutto convinto che uno dei compiti del fantasy sia quello di presentare un mondo in qualche modo originario.
Un abbraccio e bravo per il bel viaggio.
Fabrizio
@Drago: ecco, per l'appunto...
@Fabrizio. Quei luoghi sono la summa di ciò che non abbiamo nelle nostre rutilanti e vivacissime città occidentali: la naturaleza, per dirla in spagnolo (mi piace l'espressione, perché se detta a un italiano questi capisce una cosa diversa, la cosa che sta alla base della vita: la naturalezza, che è propria caratteristica della natura incontaminata... cosa che "noi occidentali" non siamo più da un bel pezzo).
In Sudamerica la naturalezza è la qualità principale della vita... anche nelle città. E, come accade in ogni luogo del mondo, le persone superficiali e razziste sono quasi sempre quelle ricche. In Venezuela la cosa è talmente evidente da stomacare (l'evidenza è dovuta al tessuto sociale che c'è, contenente maggiori differenze rispetto al nostro).
Il fantasy, concordo con te, è veicolo di molte cose. Ciò a cui dovrebbe puntare, per riassumere a modo mio, è alla "genuinità" - alle cose genuine della vita.
Le cose genuine della vita? Sono assolutamente d'accordo con te!
Fabrizio
Bentornato Andrea!
Posta un commento
Link a questo post:
Crea un link
<< Home page