Nausea
È da tempo che ho detto basta alla nausea. Purtroppo ogni volta c'è qualcuno che fa breccia in me, strappandomi alla tana in cui me ne sto al calduccio. Ebbene, lo scrivo qui a chiare lettere: nessuno, mai più, mi strapperà al calduccio della mia tana!
Non m'interessa Fantasy Magazine.
Non m'interessa Fantasy Gamberi.
Non m'interessa chi parteggia per l'uno o per l'altro.
Non m'interessa schierarmi o battermi ancora.
Non m'interessa l'opinione altrui quando filtrata dall'ipocrisia.
Non m'interessa l'opinione altrui quando infarcita di maleducazione.
Non m'interessa cosa pensano i lettori di me.
Non m'interessa cosa pensano gli scrittori di me.
Non m'interessa cosa pensa l'editore di me.
Non m'interessa alcunché oltre alla mia vita e a quella dei miei cari.
Il resto è un di più, perché già così faccio molta fatica a star dietro a questa gran stronza che è la vita.
Quindi che Fantasy Magazine faccia da sé.
Che i Fantasy Gamberi facciano da sé.
Che i parteggiatori parteggino per chi gli pare.
Che io me ne resti fuori.
Che l'ipocrisia si arrovelli su se stessa.
Che la maleducazione crei attorno a sé il mondo che semina.
Che i lettori pensino a loro stessi.
Che gli scrittori facciano altrettanto.
Che il mio editore si limiti a giudicare i miei scritti.
E che la mia vita possa finalmente procedere fluidamente, in compagnia dei cari.
Nell'ultimo anno ho imparato qualcosa.
Ho visto come può finire una vita cara: distrutta pezzo a pezzo, consumata, umiliata, straziata. Spesso il cerchio si chiude in un modo che è vano descrivere - come ho appena fatto. Bisogna essere presenti per capirne le infinite sfumature di dolore e assoluzione.
Accrescitivo: era la vita che mi ha dato vita.
Questo significa una cosa sola: chiunque venga qui in pace, entri.
Tutti gli altri si tengano alla larga da me.
Non m'interessa Fantasy Magazine.
Non m'interessa Fantasy Gamberi.
Non m'interessa chi parteggia per l'uno o per l'altro.
Non m'interessa schierarmi o battermi ancora.
Non m'interessa l'opinione altrui quando filtrata dall'ipocrisia.
Non m'interessa l'opinione altrui quando infarcita di maleducazione.
Non m'interessa cosa pensano i lettori di me.
Non m'interessa cosa pensano gli scrittori di me.
Non m'interessa cosa pensa l'editore di me.
Non m'interessa alcunché oltre alla mia vita e a quella dei miei cari.
Il resto è un di più, perché già così faccio molta fatica a star dietro a questa gran stronza che è la vita.
Quindi che Fantasy Magazine faccia da sé.
Che i Fantasy Gamberi facciano da sé.
Che i parteggiatori parteggino per chi gli pare.
Che io me ne resti fuori.
Che l'ipocrisia si arrovelli su se stessa.
Che la maleducazione crei attorno a sé il mondo che semina.
Che i lettori pensino a loro stessi.
Che gli scrittori facciano altrettanto.
Che il mio editore si limiti a giudicare i miei scritti.
E che la mia vita possa finalmente procedere fluidamente, in compagnia dei cari.
Nell'ultimo anno ho imparato qualcosa.
Ho visto come può finire una vita cara: distrutta pezzo a pezzo, consumata, umiliata, straziata. Spesso il cerchio si chiude in un modo che è vano descrivere - come ho appena fatto. Bisogna essere presenti per capirne le infinite sfumature di dolore e assoluzione.
Accrescitivo: era la vita che mi ha dato vita.
Questo significa una cosa sola: chiunque venga qui in pace, entri.
Tutti gli altri si tengano alla larga da me.
Etichette: Comunicazioni di servizio, Lettori e detrattori, Vita



18 Commenti:
Comprendo quanto scrivi e arrivo a condividerlo. L'unico dispiacere è che per colpa di alcuni, pochi, non avrò - o avremo - più la possibilità di leggerti altrove, oltre che qui.
Tu, come molti altri autori che intervengono in giro per la rete, sei prezioso per chi decide di avvicinarsi a capire gli affascinanti meccanismi nascosti dietro ad un romanzo, viverne l'evoluzione o l'approccio, o semplicemente discutere di libri. Confesso che prima di approdare su FM, e successivamente sui vari blog, non ero poi così interessato a quello che succedeva dietro le quinte della trama che finisce in un libro; non ne ero consapevole.
Seguendo i vostri interventi, invece, non può non prendere vita il desiderio di avvicinarsi con occhio diverso a ciò che si legge, considerando che siete anche disponibili al dialogo.
Non è certo mia intenzione stanarti, anzi sono un fautore dell'isolamento per cancellare molti condizionamenti, ma se una volta passata la nausea tu decidessi di riaffacciarti, faresti solo del bene al valore che una discussione può avere.
L'unica prudenza sarebbe quella di non lasciarsi incantare da certe discussioni distruttive e non costruttive, anche quando sembrano insistentemente sussurrarti di intervenire. Mi rendo conto che non è affatto facile, soprattutto se toccano corde sensibili.
Quindi buon ritiro... per il momento. :)
Mi spiace veramente tanto. I.
Beato è colui che trova in se stesso il senso della propria vita. Che rifugge l'ignoranza, l'approssimazione, l'inutile.
Perchè farsi distrarre dagli altri quando si ha tanta ricchezza dentro di sè?
Un saluto
Non sono così presuntuoso, Glorelen. Per me voi mi arricchite, continuamente. Ma dev'essere qualcosa di tranquillo, privo di polemiche idiote e cattiveriose.
Qui si sta bene, forse perché il padrone di casa non dà spazio nel blog a chi attacca.
Non faccio altro che riconoscere i miei limiti, dunque: siccome fuori da qui ci sono troppi saccenti che sputano sentenze e io non riesco a restarmene alla larga sempre, perché a volte esagerano, allora taglio il male alla radice: non esco più!
Il dialogo è qualcosa di bidirezionale o pluridirezionale, non monodirezionale. E a me, in tutta sincerità, arrichisce la bidirezionalità, intesa sì come un ricevere "conoscenza" altrui, ma anche come un dare "conoscenza" in modo fruttifero, il che implica disponibilità dall'altra parte. Esattamente ciò che manca a coloro i quali costruiscono polemiche infinite partendo dalla propria (inconsapevole) ignoranza.
by_Ax, no, mi spiace, ho chiuso. Sono ipersensibile - e lo considero un difetto -, non sono in grado di gestire questo profluvio di stimoli, siano essi positivi o negativi. Anche non intervenendo in certe discussioni, mi basta notarle e leggerne il primo messaggio polemico per star male. Non ce la faccio più. Davvero, credo che internet sia per me come un cancro: mi devasta pian piano.
Non riesco a ignorare persone che intendono il mondo e le relazioni umane in un modo che, personalmente, ritengo profondamente sbagliato (ancora non lo ritengo "irrimediabilmente", però). E' come quando leggo una notizia di cronaca atroce e non riesco a non soffermarmici, chiedendomi dove sta andando la società, se è solo un evento sporadico, eccetera.
Un tempo non ero così: ero più distaccato. Ora mi fa impressione anche vedere quella scemenza di CSI. Non reggo più la vista del sangue gratuito, della violenza gratuita, né reggo attacchi verbali violenti, maleducati, scatenano il peggio di me (altri attacchi verbali violenti; maleducati mai, perché quel terreno lo lascio a chi deve ancora evolvere, e parecchio).
Insomma, ragazzi, grazie, ma vi prego di non dispiacervi. Io sono qui e qui posso controllare il flusso. Tutto qui. Non sono scappato, non mi sono chiuso. Semplicemente evito d'imbattermi in cose che mi rovinano le giornate.
E' come camminare in una metropoli di notte: è sciocco infilarsi di proprio volontà in un vicolo buio, no?
Buon (tranquillo) lavoro.
Mi dispiace per questa situazione ma uno dei punti che hai messo in chiaro lo trovo orribile: non interessarsi delle opinioni dei lettori. Del resto scrivere significa anche condividere con gli altri le proprie storie (oltre che per piacere personale).
Vorrei chiederti se questa decisione è stata presa a causa di una certa "lettrice" oppure è sempre stato così per te.
saluti,Luca
Luca, rileggi bene questa frase: "Non m'interessa cosa pensano i lettori di me." Sottolineo il di me, il che non significa "dei miei scritti".
Credo ora sia tutto chiaro.
Una certa lettrice? Voi le date troppa importanza. Lei, come ho già detto, è stata soltanto la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Di lettori che pensano di poter giudicare la persona autore me ne sono sorbiti fin troppi, dal 2002 in poi.
Basta, grazie.
E, in ogni caso, in questa mia blog-considerazione sono compresi tutti: lettori, autori, editori e perfino io stesso (a cui dico di "restarne fuori").
Come vedi sono molto democratico.
Spiegazione che mi sento di darti, Luca, perché non mi piace tu fraintenda: sei sempre intervenuto in modo pacato e rispettoso e tengo al fatto che tu abbia voglia di tornare in questo blog. Ciò detto, però, le mie parole erano chiare.
Onestamente, per quanto mi possa dispiacere non leggere più le tue opinioni in giro per la rete (visto che le apprezzo anche quando non le condivido) penso che se ti sei rotto le scatole di partecipare a discussioni su internet le quali per costituzione, diciamo così, si trasformano spesso in giochi al massacro e a far saltare i nervi al prossimo tuo, fai benissimo ad ignorarle e a restare tranquillon tranquillone nella tua tana.
Del resto, la vita è troppo breve per sprecarla in qualcosa che fondamentalmente non ti interessa, tipo le discussioni su chi ce l'ha più lungo che mi sembrano imperare.
Molto meglio usare il (poco) tempo che ci resta dopo il lavoro e la vita (gran stronza, appoggio la mozione) per fare qualcosa che ci piace davvero.
Che nel tuo caso, immagino sia fondamentalmente scrivere.
Buona scrittura e buona vita, quindi.
blackhat
Ah, Luca, e se ti riferisci a quest'altra frase, "Non m'interessa l'opinione altrui quando filtrata dall'ipocrisia", sappi che qui sto addirittura difendendo le opinioni schiette (come sono quelle di Gamberetta, che però rientrano nella definizione successiva, cioè tra quelle "maleducate" e, di conseguenza, non m'interessano), perché chi è ipocrita - e lo si può essere in molti modi - falsa la propria opinione, che diviene così inutile.
Grazie per la risposta e per la spiegazione.
L'unica cosa che posso dire è che è molto difficile separare lo scrittore dalla persona. Così come per cantante/persona, attore/persona, e più in generale artista/persona. Purtroppo si è sempre condizionati e a volte poco intelligenti per distinguere le due cose.
In ogni caso è una tua decisione e spero non prenderai anche le distanze da questo blog :)
Caro Andrea,
concordo, concordo, concordo!!!
Con tutta la roba bella che c'è, perchè farsi rovinare la vita dalla monnezza?
Un abbraccio forte forte.
Ciao Andrea.
Yes, molto meglio pensare alla propria arte e svilupparla, creando qualcosa da donare.
A presto.
Fabrizio
Che lagna che sei. Ma gli scrittori fantasy sono tutti così? Ho sempre detto che è meglio la fantascienza...
Giuseppe...
Quindi, Giuseppe, la soluzione è abbastanza semplice per tutti. Non trovi?
Mi è piaciuta la risposta. Quasi quasi me lo leggo uno dei tuoi libri...
Giuseppe
Come meglio credi, Giuseppe. Non mi fiderei più di tanto, però: ciò che io vedo come un mio diritto fondamentale, tu lo vedi come una "lagna".
L'importante, cioè, è che poi non vieni a lagnarti con me: la scelta è tua.
Prometto che non mi lagnerò...
Giuseppe
Per spostare un attimo l'argomento su qualcosa di meno... provocatorio (che poi, uno non possa neppure sfogarsi a casa sua, è il massimo!) volevo chiederti:
ricevuta la mia mail con la mia richiesta? Si? No?
Ciao, grazie e... scusa,
I.
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