Lo spirito de Il giorno dopo
Ieri ho trovato la colonna sonora che mi aiuterà molto nella scrittura de Il giorno dopo.
Si tratta di qualcosa che ho scoperto per puro caso, ma che calza a pennello. Appena l'ho sentita, infatti, ho capito che dovevo usarla.
Lo spirito che mi anima, quando scrivo, è diverso a seconda del romanzo. L'ultimo mio scritto è La Rocca dei Silenzi, e ripensando a ciò che mi animava allora capisco quanto sono cambiato negli ultimi tre anni. Tre anni di silenzio, di sofferenze e gioie, di turbamento e serenità. L'Andrea che si riproporrà agli editori sarà molto diverso. Non necessariamente nel risultato scritto, anche se esperienza m'insegna che la mia personale evoluzione si vedrà chiaramente, perché io scrivo spinto dall'animo, con un impulso letterario genuino. Il che non significa, ancora, che questo si traduca in letteratura.
Ebbene, lo spirito alla base di questo mio nuovo scritto è chiaro: ascoltate, se ne avete modo, Millennium - Tribal Wisdom and the Modern World di Hans Zimmer. Solo quella musica può spiegarvi, a grandi linee, cosa mi anima durante la stesura de Il giorno dopo e cosa, fin dalla revisione de La Rocca dei Silenzi, ho pian piano maturato.
Come ho detto in altra considerazione, I Silenzi sono romanzi volti al presente, pur se fantastici, e proiettati, aggiungerei, verso un ideale concreto, anche se probabilmente utopico. Probabilmente, sì, non sicuramente. Mi infastidisce l'idea che un sogno non possa avverarsi. Altrimenti si chiamerebbe "illusione". E questo non spetta a me giudicarlo, né ad altri.
Lo spirito è quello di Millennium, il procedere è quello del bradipo. In un certo senso sento che questo è il passo giusto: scrivere vivendo. Non c'è altra soluzione, ormai. La mia vita è cambiata e ha preso una direzione ben precisa, quasi impossibile da spiegare.
E in quella direzione vado, vivendo, amando, scrivendo.
Per ascoltare qualche decina di secondi per brano, giusto per farsi un'idea, vi rimando alla pagina di Amazon.com: http://www.amazon.com/Millennium
Si tratta di qualcosa che ho scoperto per puro caso, ma che calza a pennello. Appena l'ho sentita, infatti, ho capito che dovevo usarla.
Lo spirito che mi anima, quando scrivo, è diverso a seconda del romanzo. L'ultimo mio scritto è La Rocca dei Silenzi, e ripensando a ciò che mi animava allora capisco quanto sono cambiato negli ultimi tre anni. Tre anni di silenzio, di sofferenze e gioie, di turbamento e serenità. L'Andrea che si riproporrà agli editori sarà molto diverso. Non necessariamente nel risultato scritto, anche se esperienza m'insegna che la mia personale evoluzione si vedrà chiaramente, perché io scrivo spinto dall'animo, con un impulso letterario genuino. Il che non significa, ancora, che questo si traduca in letteratura.
Ebbene, lo spirito alla base di questo mio nuovo scritto è chiaro: ascoltate, se ne avete modo, Millennium - Tribal Wisdom and the Modern World di Hans Zimmer. Solo quella musica può spiegarvi, a grandi linee, cosa mi anima durante la stesura de Il giorno dopo e cosa, fin dalla revisione de La Rocca dei Silenzi, ho pian piano maturato.
Come ho detto in altra considerazione, I Silenzi sono romanzi volti al presente, pur se fantastici, e proiettati, aggiungerei, verso un ideale concreto, anche se probabilmente utopico. Probabilmente, sì, non sicuramente. Mi infastidisce l'idea che un sogno non possa avverarsi. Altrimenti si chiamerebbe "illusione". E questo non spetta a me giudicarlo, né ad altri.
Lo spirito è quello di Millennium, il procedere è quello del bradipo. In un certo senso sento che questo è il passo giusto: scrivere vivendo. Non c'è altra soluzione, ormai. La mia vita è cambiata e ha preso una direzione ben precisa, quasi impossibile da spiegare.
E in quella direzione vado, vivendo, amando, scrivendo.
Per ascoltare qualche decina di secondi per brano, giusto per farsi un'idea, vi rimando alla pagina di Amazon.com: http://www.amazon.com/Millennium
Etichette: Letteratura, Mie opere, Scrittura



16 Commenti:
Bello leggere che c'è chi scrive con una musica di sottofondo a ispirare...
Interessante sarebbe cercare quella musica e capire come sarà l'umore del libro... mi sa che appena potrò farò tale ricerca.
Domanda: ti ho inviato il commento alla Rocca dei Silenzi. L'indirizzo era giusto? Solo questo. Poi riscontro o no, non importa.
Ciao!
I.
Uso musica, ma anche no. Dipende dal momento e dalla necessità (quasi fisica) che provo. A volte il silenzio è l'unica cosa che mi salva dall'affogare tra le parole...
Ricevuto il commento: molto gradito e riceverà replica.
Ah, dimenticavo... I, ho aggiunto un link ad Amazon per ascoltare almeno parte della musica.
Per farsi un'idea, se si ha voglia, dovrebbe essere sufficiente. :)
Scusatemi se non vi ho pensato subito.
Splendido album! Adesso mi figuro un po' il tipo di romanzo stia tu scrivendo... o il tipo di scrittura...
(Stories of a Thousand Years è quella che preferisco...)
Va detto che non tutte sono di mio gusto. Diciamo "la maggior parte". Alcune, infatti, mi infastidiscono per il suono troppo elettronico.
Quella che tu individui come "la Migliore per I" è, in effetti, tra le mie preferite. Il che significa "una di quelle maggiormente attinenti allo spirito del romanzo".
A questo alterno il sempre grande "L'ultimo dei Mohicani" e un disco, anch'esso molto etnico (anche se monodirezionale), di un gruppo di nome "Gaelica" - che non trovo su Amazon...
In ogni caso, lo spirito è questo: etnico (e non tribale), la sua evoluzione è imperniata sulla multirazzialità. Ma di più non dico! (Lo so, nessuno me l'ha chiesto. Il fatto è che ne sono entusiasta e vorrei parlarvene fino alla noia.)
anche io poi intendevo "migliore" o più affine a un certo spirito di scrittura". Qualcosa di molto vicino al tuo "spirito del romanzo" insomma... Conosco la musica de L'ultimo dei Mohicani (tra l'altro adoro sia la musica, che l'attore che l'interpreta, che il film, stupendo, che sto disperatamente cercando in vari BBuster senza trovarlo)...
Io in genere quando scrivo ascolto Enya o musica celtica varia...
questo per dire che c'è musica che si intona benissimo con lo spirito della scrittura
(e anche io, spesso, non posso fare a meno del silenzio)
Sarà un aspetto tipico di chi scrive (scrittore affermato o scrivente che sia)?
Be', io non chiedo per "pudore". Anche se i processi di scrittura di un romanzo, qualunque esso sia, a me interessano sempre e comunque (e forse più quelli della trama del romanzo stesso)
Ok, basta, ti lascio lavorare,
ciao
I.
Di Zimmer ho già ascoltato delle colonne sonore, e credo di aver scaricato anche qualcosa. Vero, è molto epico. Purtroppo non riesco a sentire questo Millennium, il pc mi dà continui errori coi plug in eccetera. Proverò altrove.
Sono sempre ansioso di leggere Il giorno dopo, comunque. :D
Interessante questa commistione, questo impulso sincretico fra diverse arti che muove l'artista: è una fenomenologia, e una peculiare prospettiva della fenomenologia stessa, che mi ha sempre affascinato, anche e soprattutto perché antitetica rispetto alla mia personale temperie - se vero artista mi posso considerare. Sì, un giorno dovrò dedicarmi a studiare questa congiunzione di discipline. Ma in Negrore la sospettavo.
Io tuttavia non riuscirei mai nella tua stessa amalgama, Andrea, né riuscirei a integrare qualsiasi altra attività con la scrittura: ho bisogno - un bisogno quasi fisico - del silenzio più romito, per creare - se potessi, e non esagero, imiterei Proust, riducendomi così a insonorizzare tutta la stanza in cui lavoro...ma non mi ci barricherei dentro per dieci anni, no, questo no!
Per il resto, più de "Il giorno dopo" io agognerei leggere il prosieguo della trilogia de "Le sette gemme dell'equilibrio", nemmeno l'ho mai nascosto. Ma so bene che è questo un anelito destinato - condannato? - a rimanere almeno per il momento frustrato. Peraltro, proprio in questi giorni, ho imposto a un'amica la suddetta trilogia, e dai suoi rilievi stanno affiorando, e pure ripristinandosi nella mia memoria, alcuni dettagli che forse nemmeno io, e in ben due letture, avevo carpito: il principale dei quali riguarda un certo Pugnale Grigio.
Ma, Negrore, quando l'ora sarà propizia, ti interrogherò, non sfuggirai. Decidi tu se considerarla una promessa o una minaccia.
Feanor
Zimmer lo conosco, Millennium no, ma provvederò. Mi fa piacere che utilizzi la musica come fonte d'spirazione e di compagnia per la tua arte. Personalmente ne sento un bisogno fisico in ogni situazione: mi ci addormento e, a seconda del tipo di musica, partorisco sogni che lasciano il segno. Sarà lei a battere il tempo al bradipo de Il giorno dopo. :)
Il bradipo risponde. :)
In realtà la musica, I e Feanor e tutti gli altri, non influenza il mio spirito. E' vero il contrario: il mio spirito, già presente quando penso al senso del romanzo - ossia, ben prima di cominciarne la stesura -, m'impone un certo tipo di musica. E' lo spirito che la sceglie e che, quando la trova, si sente appagato e può concentrarsi su se stesso, in un certo senso.
Almeno, questo è il modo in cui spiego questo mio personalissimo impulso, in modo spicciolo.
Il Pugnale Grigio! Quasi non me ne ricordavo, Feanor! Mi sa che per il nostro incontro dovrò ripassare la trilogia... :)
Guarda, Feanor, a breve devi metterti il cuore in pace. Tuttavia, se riesco in ciò che mi sto proponendo, penso tu possa ancora cullare la speranza. Il problema è la riscrittura della prima, in un certo senso. Ma si vedrà, forse la salterò a pié pari (ma sarebbe meglio di no, a favore dell'opera tutta).
by_Ax, da musicista mancato negli anni 80/90, se io m'azzardo ad ascoltare musica a letto, mi sveglio e non m'addormento più.
Tra i miei progetti futuri c'è un disco, realizzato in piena autonomia. Ma è davvero un futuro remoto e che forse non si realizzerà mai. In fondo, esistono cose più importanti per me: una famiglia? Ciò che conta, però, è che la musica mi desta. E non posso usarla per dormire.
Un'ultima cosa, Feanor: la musica è per me ciò che era l'insonorizzazione della stanza per Proust. Credo tu possa capire...
Andrea, ho ridato un occhio al mio commento e, mea culpa, temo di aver distorto il concetto: non intendevo dire che la musica mi fa addormentare, anzi mi dà molta energia positiva, tanto è che la ascolto anche per addormentarmi, in modo da stimolare i sogni. Ecco, così suona meglio. :)
Un possibile disco in piena autonomia? Wow! Nel senso che sei un polistrumentista - o magari un solista - oppure intendi dal punto di vista di autoproduzione?
by_Ax, ora è più chiaro. Capisco, ma per me è impossibile: la musica non mi rilassa, mi attiva! O, comunque, mi rilassa e nel contempo mi lascia sempre un po' attivo...
Bi-strumentista, ma malissimo! :)
Sono batterista di nascita (benino, direi, anche se non suono da anni: mi bastano un paio di mesi e ci siamo, volendo), ma ho avuto un pianoforte in casa sin da quando ero piccolo: lo strimpello, però con i mezzi di oggi si corregge tutto... e le idee e ispirazioni non mi mancano affatto.
Ho composto anche dei pezzi come colonna sonora ispirandomi a "Le sette gemme", un tempo.
Brani musicali ispirati a "Le sette gemme"? Questo potrebbe incuriosirmi - benchè come è risaputo io generalmente detesti la musica, eccettuata quella classica, e la consideri allotria e incompatibile con la letteratura e il fenomeno demiurgico della scrittura. In particolare, intrigante sarebbe ossevare quali sonorità tu in prima persona sceglieresti per accompagnare questo trittico di situazioni narrative - le mie predilette, se non ne ho empiamente dimenticata qualche altra...
SPOILER
Mja Dell nell'attimo esatto in cui compenetra ed esperisce direttamente l'identità della Forgia; la morte di Ratan; il ritorno a casa di Balko, ma, soprattutto, di Netomirk.
Aggiungo: il pianto di Tarko per la dipartita di Burk; l'estenuante, sublime e insieme idilliaca ascesa sui Monti Ostici - i Monti Ostici giusto? -; infine, menzione obbligata, i passaggi che vantano come protagonisti esclusivi i Draghi, che sono anche i passaggi stilisticamente più icastici - e di gran lunga - i più puramente e intuitivamente - alla maniera crociana - lirici, percorsi di un'enfasi elegiaca, onirica e pur concettosa vicina al Sannazzaro più franco - sono passaggi notevoli.
Feanor
Andrea, anche io sono curioso sui brani delle Sette Gemme. Tra poco - anche se non so quando di preciso - inizierò la tua Trilogia, ed amando la musica come compagna per avventurarmi tra le pagine di uno scritto, essi sarebbero adatti - se non illuminanti. :)
Mi piacerebbe riuscire a trasferirle in qualche modo in MP3, per farvele scaricare dal mio sito e sentire. Troverò un modo.
Caro Feanor, i passaggi da te citati hanno fatto affiorare emozioni e immagini che avevo dimenticato. Ti ringrazio ancora una volta per le belle parole che spendi sulla mia trilogia.
Una delle mie musiche è ispirata, in parte, a un passaggio che hai citato, relativo alla dipartita che citi. Di più c'è, nella parte centrale, l'inseguimento lungo le pianure corvine.
I passaggi dei draghi sono stati aggiunti dall'Andrea de "La Rocca dei Silenzi", in pratica. Cioè a "Le sette gemme" già in circolazione, prima di mandare in stampa "L'arcimago Lork". Li ho aggiunti perché volevo i draghi nei miei romanzi, come unica creatura presa a prestito dalla fantasy classica. Ma li volevo completamente diversi. Ed Essi sono completamente diversi, proprio nella loro essenza e funzione narrativa, nonché come concezione all'interno del "pantheon" e nella mia personale mitopoiesi e cosmogonia.
Per tale motivo, credo, anche e soprattutto stilisticamente sono i passaggi più maturi di tutta la trilogia.
SPOILER
Mi sono riletto i passaggi di Balko e Netomirk e ho aggiunto in coda quello di Tarko. Vero, sono più suggestivi ed efficaci i primi due del terzo, che andrebbe snellito e reso più maturo.
Nel contempo, il rientro a casa di Anagromis m'è sembrato il migliore (forse perché quell'ultima scena è, in realtà, la ciliegina sulla torta che ho preparato con grande amore per anni).
FINE SPOILER
Alla fin fine, la mia musica è comunque una sorta di "colonna sonora". Sono brani che puntano a un effetto "orchestra", alla Hans Zimmer de "Il Gladiatore", per intenderci, e non alla John Williams di "Star Wars", che considero troppo brillante di suono, con uso esagerato di "trombe". Alle trombe ho sempre preferito, e di gran lunga, gli archi. Credo che per tale motivo tra me e Rachmaninov fu amore al primo ascolto (con l'Op. 104 - il Rach 4 - prediletto concerto per pianoforte e orchestra). L'unica eccezione per gli strumenti a fiato è l'amatissimo corno inglese. :)
Scusate le ripetizioni e gli errori lessicali dei miei messaggi: oggigiorno scrivo di getto, spesso interrotto dal lavoro, e non ho il tempo di rileggere.
Probabilmente infastidisce molto più me che voi.
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